28-04-2017
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Archivio della categoria: Cronaca

Camion contro un muro a Modica

IMG_7178Un autoarticolato è stato protagonista sabato mattina, intorno alle 6, di un incidente stradale autonomo, in Via Risorgimento a Modica. A causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia, l’autista   ha perso il controllo del pesante mezzo, finendo contro un muro e poi abbattendo un palo dell’illuminazione pubblica, finendo fuori strada. Il conducente è rimasto illeso, ma sulla carreggiata si sono sversate decine di litri di gasolio rendendo impercorribile l’arteria che è rimasta chiusa per più di quattro ore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per rimettere in carreggiata l’autoarticolato e due pattuglie della polizia locale che hanno deviato il traffico per altre strade.

TRUFFA DA 500 MILA EURO CON FALSE SEDUTE SPIRITICHE. DENUNCIATA COPPIA DI CONIUGI VITTORIESI  

DSC04659I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa, su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno di recente concluso una complessa attività di polizia giudiziaria, denunciando un avvocato (M.R. cl. ’64) e la moglie (S.G. cl. ’72), entrambi vittoriesi, per il reato di truffa e circonvenzione di incapace,  accusati di aver raggirato un anziano mediante “sedute spiritiche”. Tutto nasce dalla denuncia di uno dei parenti del malcapitato anziano, il quale, solo dopo anni di “pressioni” subite, si sarebbe reso conto di aver “regalato” immobili e denaro a questa coppia di vittoriesi senza scrupoli. Il professionista era già noto alla Guardia di Finanza iblea per irregolarità fiscale: pur esercitando la professione forense, non aveva mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi. L’avvocato con la collaborazione della moglie (che si spacciava per essere una medium in grado di contattare con poteri esoterici l’aldilà) è riuscito a farsi consegnare oltre 500 mila euro tra denaro contante e immobili (4 appartamenti su Vittoria) di proprietà di un anziano vedovo, sfruttandone la fragilità psicologica. Dalla perquisizione presso lo studio del professionista, sono emerse decine di fogli manoscritti contenenti indicazioni e consigli su come e a chi regalare gli averi che hanno indotto il malcapitato, credendo di compiere la volontà dei suoi cari estinti, a dilapidare l’intero patrimonio. I due soggetti sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica per truffa e circonvenzione di incapace.

ANTIDROGA A VITTORIA, ARRESTATO UN TUNISINO

TURKI Naoufal Tunisia 03.03.1976La Polizia ha arrestato in flagranza di reato Naoufal Turki, di 40 anni, pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza,  sorpreso mentre cedeva in piazza Daniele Manin una “stecchetta” di hashish ad un ragazzo. I Poliziotti sono intervenuti al momento dello scambio; ne è scaturita una rocambolesca fuga dello spacciatore e dell’acquirente. Raggiunti e bloccati entrambi, sono state recuperate due stecche di hashish, una era stata lanciata a terra da Turki. Il magrebino è stato posto agli arresti domiciliari. Nel corso dei controlli, sono stati scoperti altri sette grammi di hashish, in possesso di un ragazzo italiano di 23 anni, assuntore di stupefacenti e per questo, già segnalato alla Prefettura.

PRESI DUE LADRI INTENTI AD ASPORTARE MATTONELLE DA UN CASEGGIATO RURALE IN MARINA DI MODICA

C. G.Martedì poliziotti in servizio di controllo del territorio, insospettitosi per la presenza di un’autovettura ferma sul ciglio della strada con il cofano aperto e limitrofa a dei caseggiati rurali, hanno controllato il mezzo e le persone presenti. Sulla vettura c’erano una cinquantina di mattonelle appena divelte dal pavimento del caseggiato limitrofo e, depositate a fianco della vettura, un analogo quantitativo di materiale pronto per essere caricato. I due ladri sono stati trovati in possesso di  piccone e guanti e con le mani sporche di terra, ma hanno riferito di trovarsi in campagna per raccogliere asparagi. I due arrestati sono C. G. di anni 50 di Acate, noto per i suoi pregiudizi di polizia in materia di furto e destinatario di alcune misure di prevenzione, e M. A. di anni 31 anni, di Vittoria ma residente ad Acate, con precedenti di polizia per furto, ricettazione e diverse infrazioni al codice della strada.

466 migranti sbarcati a Pozzallo

Immigrazione: sbarco Pozzallo, fermati 4 presunti scafistiLa Polizia a seguito dello sbarco di domenica pomeriggio ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di Ousman Keyta, nato in Senegal nel 1983, Diouf Serigne Fallow, nato in Senegal nel 993, Senor Bavier, nato in Senegal nel 1997, Ceesay Bakari, nato in Gambia nel 1989, Mbemba Saidy, nato in Gambia nel 1999 e Shilazu Islam Lutfarahman, nato in Bangladesh nel 1996. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche.  I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

SITUAZIONE DELL’ORDINE E DELLA SICUREZZA PUBBLICA NEL COMUNE DI VITTORIA

IMG-20170218-WA0000Lunedì mattina si è svolta, presso questo Palazzo del Governo, una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto Maria Carmela Librizzi, al fine di approfondire le varie problematiche connesse alla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica del Comune di Vittoria, a seguito dell’atto incendiario ai danni dell’azienda di autotrasporti avente la ragione sociale “C.A.A.I.R.”. All’incontro hanno partecipato, oltre ai Responsabili delle Forze di Polizia territoriali, il Sindaco del Comune di Vittoria, alla presenza di alcuni esponenti dell’associazione antiracket di Vittoria, della locale associazione di categoria CNA nonché dell’amministratore della citata azienda di trasporti, Giuseppe Biundo. Il Prefetto Librizzi, nel manifestare l’attenzione delle Istituzioni nei confronti dell’impresa di trasporto C.A.A.I.R. e dell’operatore in atto ricoverato, ha confermato l’impegno di tutte le componenti istituzionali a vario titolo interessate al sistema della sicurezza pubblica della provincia iblea, con segnato riferimento alla realtà produttiva del locale mercato ortofrutticolo. Il Prefetto, una volta richiamato il costante monitoraggio delle diverse problematiche che interessano l’economia e l’occupazione dell’anzidetta struttura mercatale, ha sottolineato la valenza e l’importanza di un maggior impegno della società civile e delle componenti economiche che operano in quel settore per un pregnante spirito di collaborazione all’azione di contrasto delle Forze di Polizia territoriali a quei fenomeni di illiceità e di irregolarità nella gestione e nella operatività del mercato ortofrutticolo di Vittoria, in modo da favorire l’azione di prevenzione alle ricadute negative sull’economia in parola e di repressione per quei fatti di rilevanza criminale che incidono sul regolare andamento delle attività commerciali delle produzioni ortofrutticole che trovano nel mercato di Vittoria la base di partenza per i mercati nazionali ed esteri. Riguardo l’episodio incendiario che ha interessato quattro autoarticolati si è convenuto sulla necessità di attendere gli sviluppi delle indagini in corso a cura dell’Arma dei Carabinieri con il coordinamento della locale Procura della Repubblica. All’incontro è stato invitato a partecipare l’amministratore della citata azienda, Biundo Giuseppe, peraltro componente della ricordata associazione antiracket vittoriese, il quale, nell’escludere la natura accidentale dell’evento incendiario, ha rappresentato di non saper immaginare le ragioni dell’accadimento in danno della sua azienda. Nel corso dell’incontro è stato evidenziato il comune sdegno per il grave episodio criminoso, non solo per gli aspetti prettamente economici della vicenda, ma soprattutto per il rischio all’incolumità fisica dell’autista che ha riportato gravi ustioni, da essere sottoposto alle cure di una struttura sanitaria specializzata di Catania. I rappresentanti dell’associazione antiracket di Vittoria hanno espresso la loro  vicinanza e solidarietà alle vittime dell’episodio criminoso, sottolineando viva preoccupazione per l’economia della città di Vittoria. Il Prefetto Maria Carmela Librizzi ha disposto il potenziamento dei servizi preventivi di vigilanza e controllo nell’anzidetta località ad opera delle Forze dell’Ordine.

SCONTRO FRA DUE AUTO NEL MODICANO

modicanoUn sinistro si è verificatosi alle ore 13,30 di domenica  sulla Strada Provinciale Modica-Pozzallo, all’interno del territorio del Comune di Modica. F. G, alla guida dell’autovettura Peugeot, andava verso Pozzallo e, nell’affrontare una curva, ha invaso la corsia opposta, scontrandosi frontalmente con un’altra Peugeot, condotta da P. V. con a bordo i propri familiari. F.G. ha riportato ferite guaribili in 30 Giorni, mentre le altre persone coinvolte ferite guaribili in pochi giorni. Sul posto e’ intervenuta Pattuglia della Polizia Stradale di Ragusa.

Inferno di Fuoco nel piazzale Caair a Vittoria – Un camionista ricoverato in gravi condizioni

IMG-20170218-WA0000Pochi minuti dopo la mezzanotte la squadra operativa del distaccamento di Vittoria e del distaccamento di Santa Croce Camerina, con al seguito autobotti per il rifornimento idrico, sono intervenute all’interno del parcheggio della C.A.A.I.R. di Vittoria, in prossimità del mercato ortofrutticolo dove si è sviluppato un incendio che ha coinvolto quattro autoarticolati. I pompieri hanno spentole fiamme che hanno distrutto tre autoarticolati e danneggiato un quarto. All’interno della cabina di un uno degli autocarri vi era l’autista che è stato trasportato prima all’ospedale di Vittoria e poi al Cannizzaro di Catania.

Ragusa, arrestati un minorenne italiano ed un maggiorenne marocchino per furto di autovettura

pistolaForse una bravata durata il tragitto tra Comiso e Ragusa. In un tranquillo pomeriggio invernale, si è fermata a Ragusa la corsa di due ragazzi che avevano appena forzato e rubato una Fiat Panda vecchio modello parcheggiata nei pressi della villa comunale di Comiso: il caso ha voluto che si imbattessero in una pattuglia dei carabinieri impegnata in servizio antirapina lungo il Viale delle Americhe. I militari hanno notato subito l’andatura incerta del veicolo  ed una manovra nervosa alla vista della pattuglia ed hanno bloccato subito l’autovettura. Alla guida un ragazzo marocchino B. A. appena maggiorenne e senza patente. Passeggero un sedicenne comisano. Entrambi, già noti alle forze di Polizia per reati contro il patrimonio, sono stati immediatamente perquisiti dai militari che hanno trovato il 18enne in possesso di una pistola scacciacani modificata perché priva del previsto tappo rosso. Arrestati entrambi per il furto aggravato in flagranza, il minorenne è stato tradotto presso il Centro di accoglienza per minori di Catania, mentre  il maggiorenne è stato anche denunciato per guida senza patente e per il porto di una pistola scacciacani modificata. Resta forte il dubbio sulle intenzioni dei due, che, avendo raggiunto una zona della città particolarmente ricca di attività commerciali ed economiche di rilievo e vicina alle più facili vie di fuga avrebbero potuto compiere una rapina armati della pistola in possesso. L’autovettura è stata immediatamente restituita al legittimo proprietario e la pistola sottoposta a sequestro.

 

Scicli: coltivazione di cannabis in casa, arrestato un uomo

IMG_2962I Carabinieri di Modica hanno scoperto una vasta piantagione di “cannabis indica”, la pianta dalla cui lavorazione si ricava la marijuana ed hanno arrestato il proprietario, S.M., sciclitano di 54 anni, disoccupato. Durante l’operazione antidroga, infatti, i militari dell’Arma, che da tempo tenevano sotto controllo l’abitazione dell’uomo situata nelle campagne sciclitane ove erano stati notati alcuni movimenti sospetti, dopo una serie di accertamenti e appostamenti nella zona, hanno fatto irruzione all’interno. In effetti, nel terreno annesso all’abitazione, l’uomo aveva realizzato una vera e propria serra in cui i Carabinieri hanno rinvenuto circa 20 piante di “cannabis indica” dell’altezza variabile tra un metro ed un metro e mezzo, suddivise in diverse tipologie. La piantagione è risultata molto curata e rigogliosa, tanto che i Carabinieri  hanno anche rinvenuto un apposito impianto di irrigazione e concimazione che consentiva all’uomo di annaffiare le piante anche la notte. All’interno della serra, inoltre, i militari dell’Arma hanno rinvenuto numerose confezioni di fertilizzanti e  bilancini di precisione e diversi manuali contenenti le spiegazioni per coltivare i diversi tipi di piante. Quindi, le piante sono state estirpate per essere sottoposte a sequestro e, successivamente, sono state trasmesse al laboratorio analisi dell’ASP di Ragusa per i successivi accertamenti qualitativi e quantitativi. Il coltivatore della serra è stato invece condotto in caserma e dichiarato in stato di arresto per il reato di “Produzione illecita di sostanze stupefacenti” e, dopo le formalità di rito, come da disposizione del Sostituto Procuratore di turno, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Ragusa, rubati due fucili durante una festa di ragazzi

fuciliSi sono messi subito in moto i carabinieri della Stazione di Ragusa Ibla dopo aver ricevuto la denuncia di furto di due fucili da parte di un ragusano che si era trasferito dalla sua abitazione ed al momento di fare la denuncia per il movimento delle armi in suo possesso aveva riscontrato che ne mancavano due.  I militari hanno ricostruito gli eventi e, poiché il proprietario non aveva subito furti in abitazione,  sono risaliti al fatto che gli unici estranei ad evitare nella casa erano stati alcuni amici del figlio in occasione di una festa organizzata dal ragazzo. I miliari hanno sentito tutti i ragazzi che hanno partecipato alla festa, alcuni dei quali minorenni, quindi alla presenza dei rispettivi genitori, ed hanno effettuato alcune perquisizioni con le unità cinofile per la ricerca di armi ed esplosivi. Tanto è bastato a smuovere le coscienze e l’autore del furto, preoccupato di poter passare dei guai, ha abbandonato le armi in un sacco di plastica nero in contrada Scassale. Le armi: un fucile monocolpo artigianale ed una doppietta erano ben ingrassate e la doppietta era stata modificata in quanto aveva le canne mozzate. I militari hanno individuato e denunciato l’autore del furto: un sedicenne italiano, con un precedente di polizia per guida senza patente, che, come il caso vuole, abita nei pressi del luogo in cui sono state rinvenute le armi. Il proprietario delle armi, che si è accorto del furto e lo ha denunciato solo un mese dopo, è stato a sua volta denunciato per omessa custodia di armi, avendo di fatto lasciato i fucili alla portata di chiunque entrasse in casa.

GUARDIA DI FINANZA: SEQUESTRATI OLTRE 100.000 ARTICOLI CARNEVALESCHI NON SICURI.

deposito 1“A Carnevale ogni scherzo vale”, ma quando c’è di mezzo la salute delle persone il motto non può e non deve più valere.  Sono più di 100.000 gli articoli sequestrati, per un valore commerciale di circa 300.000,00 euro, dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Ragusa, al termine di una specifica attività info-investigativa e di controllo del territorio esercitata nei confronti di un megastore etnico. Nel corso dell’intervento sono stati rilevati illegalmente detenuti per la rivendita, centinaia di migliaia di giocattoli carnevaleschi (costumi, maschere, gadget, bombolette spray colorate e stelle filanti), tutti privi del marchio “CE” e, quando presente, acronimo di “China Export”. Questi prodotti sono prevalentemente assemblati con materiali scadenti, comunque non controllati, quindi potenzialmente nocivi. Anche la mancanza di indicazioni in italiano riportanti le sostanze contenute, le modalità d’uso e le eventuali precauzioni per l’uso possono costituire un serio e concreto pericolo per i consumatori. Il rappresentante legale della società è stato segnalato alla Camera di Commercio per le violazioni al codice del consumo, per le quali sono previste sanzioni fino a 25.000 euro, nonché la successiva confisca e distruzione dei prodotti sequestrati.

Santa Croce Camerina, arrestati quattro romeni per il furto di 300 chili di pomodori

  1. pomodori2I Carabinieri  hanno notato un’autovettura station wagon con a bordo un uomo ed una donna che viaggiava lentamente e si infilava in una serra. La circostanza è apparsa strana in quanto lì dentro non erano presenti abitazioni e l’orario non era propriamente l’orario di lavoro nelle serre. I militari si sono appostati nei pressi della serra ed hanno aspettato che l’autovettura uscisse per  poi fermarla. Dopo un paio d’ore l’autovettura è uscita dai campi ed i militari l’hanno immediatamente bloccata. A bordo 4 persone: oltre all’autista ed alla donna altri due uomini erano chiusi nel portabagagli di quell’auto che era stata riempita di 12 casse di pomodori cuore di bue, circa 300 kg di bottino. I quattro ladri, tra i 19 ed i 35 anni di nazionalità romena, immediatamente arrestati sono tutti incensurati ad eccezione di uno, sono stati sottoposti al regime dei domiciliari. La donna, 24enne è in stato di gravidanza. La refurtiva è stata restituita ai proprietari delle serre che non si erano ancora accorti del furto ma sono stati avvisati dai militari operanti. Il valore degli ortaggi per circa 700 euro avrebbe fruttato sicuramente un buon guadagno una volta messi in vendita.

 

I CARABINIERI SEQUESTRANO I BENI DI UNO SPACCIATORE

sequestro_beni- (1)I Carabinieri di Ragusa hanno dato esecuzione a una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Ragusa per un valore complessivo di circa 150.000 euro nei confronti di Andrea Di Martino, nato a Vittoria, 26 anni, arrestato nel febbraio 2016, nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee Drugs”. L’uomo era dedito all’illecita attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare del tipo cocaina riportando, negli anni 2015 e 2016, due condanne definitive ad alcuni anni di reclusione per tale reato. Dagli accertamenti patrimoniali è emersa una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati, che risultavano essere irrisori o, addirittura, inesistenti. Per tale motivo i beni in questione venivano considerati di provenienza illecita, in quanto acquistati con i proventi dell’attività di spaccio di stupefacenti e per questo sottoposti a sequestro. Sequestrati un’abitazione a Comiso, 2 auto, e un motociclo.

 

Corriere internazionale di stupefacenti arrestato dalla Squadra Mobile agli imbarchi per Malta

foto 1 con logo - Copia (2)La Polizia ha tratto in arresto Moses Simon nato in Ghana nel 1976 e residente in Campania, per detenzione di oltre 1,1 kg di marijuana destinata al mercato estero di Malta. Gli agenti erano impegnati nei routinari controlli presso il porto di Pozzallo. Il controllo solitamente viene effettuato sui veicoli, anche questi, in alcune occasioni, provento di furto ma questa volta è stato differente. Uno dei poliziotti si allontanava dai colleghi per andare a chiedere un’informazione in biglietteria e durante l’attesa sentiva un forte odore di aglio. Inizialmente pensava fosse connesso ad uno dei tanti stranieri presenti che spesso usano questo ingrediente per le pietanze, ma l’odore era troppo forte. Al fine di individuare l’esatta provenienza veniva chiesto ausilio ad un altro poliziotto che si trovava all’esterno e fiutando il forte odore si identificava il giovane in coda per acquistare il biglietto. Non appena richiesti i documenti, il ghanese appariva subito nervoso, pertanto controllato il bagaglio venivano rinvenuti due grossi pacchi avvolti da una spessa camera d’aria ed uno strato composto da aglio e peperoncino. Condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, veniva analizzato il contenuto, ovvero 1,1 kg di marijuana ed il ghanense ammetteva di doverla “solo” portare a Malta dove lo aspettava un acquirente. L’uomo riferiva inoltre che un suo connazionale gli aveva consigliato di avvolgere la droga con un intruglio di aglio e peperoncino così da sviare il fiuto dei cani delle Unità Cinofile della Polizia di Stato, ma forse ha sbagliato le dosi attirando quello dei poliziotti della Squadra Mobile.

Utilizzo improprio del tesserino per il trasporto disabili.  Automobilista denunciata per falsità ideologica

ufficio polizia giudiziariaUtilizzava un tesserino per il trasporto dei disabili, intestato alla suocera, per faccende  personali. Da un paio di giorni il veicolo era stato attenzionato, poiché parcheggiato in Corso Umberto a Modica negli stalli riservati ai diversabili sul quale era esposta un’autorizzazione oramai in disuso seppure non  scaduta. Sabato scorso, avendo reiterato la sosta con la medesima modalità, si è proceduto a sanzionare il veicolo. Dopo oltre un’ora, la conducente del mezzo si è presentata al Comando di Polizia Locale chiedendo conto e ragione per la multa. Alla contestazione, ha ammesso che la titolare dell’autorizzazione era la suocera la quale era stata accompagnata dalla parrucchiera. Poco dopo, l’interessata, a specifica domanda, cambiava versione sostenendo che aveva accompagnato la congiunta a casa. A quel punto, attraverso il dispositivo di controllo anagrafico, si procedeva a un accertamento immediato dal quale emergeva che la titolare della concessione era deceduta nel mese di dicembre del 2011 e che, dunque, il tesserino non era stato riconsegnato come previsto dalla legge. L’automobilista, una 48enne residente a Modica, forniva altre versioni per giustificare l’utilizzo improprio, nonostante la contestazione della mendace dichiarazione: “Non sapevo che il tesserino andasse sostituito”, “Ero convinta che fosse un tesserino per trasporto generico di disabili tant’è che lo utilizzo quando vado a Rosolini da mia sorella che ha un figlio disabile e così lo accompagno”. La donna, a questo punto, è stata generalizzata e deferita alla Procura della Repubblica per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Nonostante si trovasse in un ufficio di polizia giudiziaria ha continuato a fornire inutili giustificazioni “esortando”, addirittura, gli ufficiali presenti a “chiudere un occhio”.

 

 

 

Loris Stival, le motivazioni della sentenza: “Panarello ha commesso senza pietà e pentimento il più innaturale dei crimini”

Loris Stival, le motivazioni della sentenza: “Panarello ha commesso senza pietà e pentimento il più innaturale dei crimini”

Da il Fatto Quotidiano. Il Gup Andrea Reale: Veronica Panarello ha tenuto “una condotta deplorevole, reiteratamente menzognera, calunniosa e manipolatrice”. Lo si legge nelle 194 pagine delle motivazioni della condanna a 30 anni della donna per l’uccisione del figlio e per averne occultato il corpo. Ed è “inattendibile e falsa la chiamata in correità del suocero”, tanto da giustificare la “trasmissione degli atti alla Procura per calunnia”. La definizione di “lucidissima assassina” coniata per Veronica Panarello dal Tribunale del Riesame “appare benevola”, perché emerge “oltre all’evidenza” che “è stata lei da sola” ad avere commesso “senza pietà e pentimento il più innaturale dei crimini”. Lo scrive il Gup di Ragusa, Andrea Reale, nelle 194 pagine delle motivazioni della condanna a 30 anni di reclusione di Veronica Panarello per l’uccisione del figlio Loris, di 8 anni, e per averne occultato il corpo. La donna, aggiunge il magistrato, ha avuto “una condotta deplorevole, reiteratamente menzognera, calunniosa e manipolatrice“. “Il falso abili fornito, le diverse versioni sui fatti, le plurime contraddizioni, i tentativi di accusare altre persone, la condotta processuale spregiudicata e calunniosa, ribadita in forma glaciale e senza tentennamenti anche davanti al giudice, costituiscono comprova dell’inverosimiglianza di amnesie dissociative retrograde”, si legge nelle pagine delle motivazioni. “La responsabilità dell’imputata è dimostrata al di là di ogni ragionevole dubbio”, scrive il Gup. Ed è “inattendibile e falsa la chiamata in correità del suocero”, tanto da giustificare la “trasmissione degli atti alla Procura per calunnia nei confronti di Andrea Stival“.Le motivazioni arrivano a meno di quattro mesi di distanza dalla sentenza emessa dal giudice per l’udienza preliminare di Ragusa. La Procura aveva chiesto 30 anni ritenendola l’unica responsabile della morte del bambino: per gli inquirenti è stata lei a strangolarlo e a gettare poi il suo cadavere nelle campagne di Santa Croce Camerina, il 29 novembre 2014. Il giudice ha escluso sia l’aggravante della premeditazione sia quella delle sevizie. Il verdetto è stato emesso a conclusione del processo col rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica. Proprio per la scelta del rito, la Panarello ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena. Lunedì il gup ha rigettato la richiesta dell’applicazione degli arresti domiciliari, presentata dal legale della donna, Francesco Villardita: è stata dichiarata inammissibile per mancata notifica agli avvocati delle parti offese. La donna, rileva il giudice, ha “indicato un movente turpe, gravissimo, sconvolgente”, nella minaccia del figlio Loris di rivelare al padre la presunta relazione della madre con il suocero, che avrebbe ucciso il nipote per ‘zittirlo’. Ma, osserva il giudice, “non è provata la relazione tra i due” che resta “una dichiarazione dell’imputata senza indizi a confronto”. Ma non solo: Andrea Reale sottolinea come sia “inverosimile e smentito dai tempi di percorrenza” il presunto incontro col suocero prima del delitto. Inoltre Stival ha “un credibile e forte alibi” confermato da testimoni e dalla localizzazione di un cellulare. Secondo il Gup, il movente che ha portato la Panarello a uccidere il figlio “strangolandolo con delle fascette”, a “occultarne poi il corpo” e a “nascondere lo zainetto del bambino”, è “un dolo d’impeto, nato dal rifiuto del bambino di andare a scuola quella mattina e dal diverbio nato con la madre, il cui contenuto è conosciuto soltanto all’imputata”. Sempre secondo il giudice, l’omicidio sarebbe stato “dettato da un impulso incontrollabile, da uno stato passionale momentaneo della donna”. E anche la dinamica del “figlicidio”, scrive Andrea Reale, oltre al luogo e alle modalità del delitto e i tempi di consumazione dell’omicidio, “appaiono dirimenti ai fini di escludere la circostanza della premeditazione“.

MODICA: PROMETTEVANO CURE MIRACOLOSE A MALATO DI SLA GRAZIE A FARMACI AMERICANI E CINESI.  LA POLIZIA DI STATO DENUNCIA DUE CATANESI PER TRUFFA AGGRAVATA, CIRCONVENZIONE DI INCAPACE

polizia-ragusa-controlli-denunce-per-truffe-online-200A Modica, la Polizia, ha denunciato in stato di libertà, per truffa aggravata, circonvenzione di incapace e sostituzione di persona in concorso due cittadini italiani, entrambi catanesi. L’attività d’indagine traeva spunto dalla querela del figlio della vittima il quale riferiva che il proprio genitore, di 52 anni, gravemente affetto da SLA e già ricoverato presso un noto centro di riabilitazione, era stato vittima di truffa ad opera di più soggetti, alcuni dei quali conosciuti anche per corrispondenza elettronica. Gli stessi erano riusciti nel tempo a  sottrarre alla vittima diverse migliaia di euro con la promessa di vendita di un presunto farmaco sperimentale brevettato negli Stati Uniti d’America denominato GM604 capace di rallentare la progressione neurodegenerativa della SLA. In più occasioni, con il concorso anche di altre persone, la vittima veniva messa a conoscenza di un’asserita battaglia legale in Italia per far importare dagli USA un farmaco sperimentale; successivamente veniva convinta all’uso di un ulteriore presunto farmaco cinese ed infine indotta all’acquisto di un terzo prodotto a base di Aloe. Ad ogni consegna di farmaci corrispondeva un preventivo pagamento di somme, quasi sempre tramite l’utilizzo di poste-pay. In questo percorso criminale la vittima veniva altresì indotta ad interrompere le terapie mediche tradizionali e, dopo avere rifiutato ben due ricoveri ospedalieri, si aggravava al punto di dover essere ricoverata presso in altra struttura sanitaria specializzata. Nel frattempo le utenze telefoniche dei truffatori venivano disattivate dagli stessi. Dai circuiti di pagamento la Polizia è risalita ai delinquenti,  uno dei quali già gravato da precedenti di polizia per truffa. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte della Polizia per individuare altre possibili vittime dell’odioso crimine.

 

VERONICA PANARELLO, IL GIUDICE RIGETTA L’ISTANZA PER GLI ARRESTI DOMICILIARI

loris davide stival veronica panarello-2Il giudice delle udienze preliminari Andrea Reale ha rigettato l’istanza dell’avvocato  Villardita, difensore di Veronica Panarello, in cui si chiedeva che la donna, condannata a 30 anni di carcere per l’uccisione del figlioletto Lorys, fosse posta agli arresti domiciliari. Il giudice ha stabilito che l’istanza è inammissibile per la mancata notifica agli avvocati della parte offesa.

Vendeva attrezzi pericolosi. Bloccati dalla Polizia Locale a Modica. Sanzione di 40 mila euro

 

arton8661Nel corso di un’attività disposta dal comandante Rosario Cannizzaro, finalizzata al rispetto delle normative sul commercio e sulla sicurezza dei prodotti, la sezione di “Giudiziaria” della Polizia Locale di Modica, ha individuato in Corso Umberto un venditore ambulante extracomunitario mentre era intento a vendere, in forma itinerante e a clienti occasionali, attrezzi da lavoro e utensili da cucina, tra cui motoseghe a scoppio e coltelleria varia. E’ stato constatato come la merce veniva venduta in assenza delle certificazioni previste e delle etichettature relative alla provenienza e alla composizione merceologica. Il materiale è stato sequestrato. A venderli era un marocchino, E.H.M., 40 anni, residente a Licata, che non è stato in grado di esibire alcuna documentazione che attestasse almeno la provenienza. la commercializzazione di questi articoli – spiega il Comandante Rosario Cannizzaro – è molto diffuso nelle zone rurali. Il prezzo con cui venivano venduti era molto conveniente, basti pensare che la motosega veniva proposta a poco meno di 60 euro. Oltre al sequestro della merce, l’africano è stato sanzionato. Dovrà pagare la somma di 40 mila euro ovvero il doppio del minimo (minimo 20 mila, massimo un milione di euro).

 

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