21-08-2018
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Spaccio nelle scuole di Ragusa durante la ricreazione

SPINA Salvatore, Ragusa 03.04.1997 con logoLa Polizia ha tratto in arresto per traffico di sostanze stupefacenti Salvatore Spina, ragusano di 21 anni, S. G. ragusano di anni 18 e B. F. ragusano di anni 21. Dallo scorso anno la Squadra Mobile di Ragusa aveva effettuato servizi di controllo al fine di disarticolare il gruppo di giovani che spacciava a scuola e presso i luoghi di ritrovo dei più giovani effettuando alcuni arresti ed avviando un’attività d’intercettazione autorizzata dalla Procura della Repubblica di Ragusa che permetteva, da lì a poco, di raccogliere ulteriori elementi di prova a carico di altri soggetti italiani, uno di questi minorenne. Nonostante la giovanissima età degli indagati, tutti, ma in particolare il minore, avevano raggiunto una professionalità nel trafficare sostanze stupefacenti. L’attività di approvvigionamento e di spaccio dello stupefacente è stata posta in essere, sia individualmente che in concorso tra di essi. I membri del gruppo si aiutavano e sostenevano, di volta in volta, a vicenda a seconda delle esigenze, quindi se uno di loro aveva droga la cedeva ad altri per poi ricevere lo stesso favore quando era “scarico”. Le indagini hanno permesso di appurare che il minorenne così come gli altri indagati, cedevano droga prevalentemente a minori, anche all’interno degli spazi della scuola adibiti alle fasi ricreative. Durante l’intervallo gli spacciatori contattavano, nel cortile della scuola ed in luoghi un po’ più isolati, lontani dagli occhi dei professori, gli studenti/acquirenti che fumavano direttamente sul posto oppure la portavano a casa. Diversi sono stati i giovani acquirenti, ascoltati negli uffici della Squadra Mobile unitamente ai genitori che hanno ammesso di aver acquistato decine di volte lo stupefacente dai denunciati. Dalle indagini e dalle testimonianze acquisite è emerso in modo inconfutabile che gli spacciatori dopo aver effettuato un viaggio a Catania per prelevare la droga (solitamente almeno 500 grammi), contattavano telefonicamente o tramite socialnetwork i giovani clienti chiedendo di incontrarsi. Quello che apparentemente sembrava un incontro tra amici, era invece una cessione di droga così come provato dagli uomini della Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Ragusa. Gli scambi di droga avvenivano sempre a scuola o nelle piazze di Ragusa luogo di ritrovo dei più giovani. L’attività investigativa è proseguita anche con intercettazioni dei colloqui tra i familiari degli spacciatori ed i genitori. Quest’ultimi anziché punire severamente i figli, si occupavano di nascondere la droga o di disfarsene per evitare altri problemi in famiglia. Gli odierni arrestati, a vario titolo, erano già destinatari di misure cautelari considerato che non avevano mai smesso di delinquere e pertanto sono stati molteplici gli arresti degli stessi negli ultimi mesi. Nonostante tutto, hanno continuato a trafficare sostanze stupefacenti pertanto sono stati nuovamente sottoposti alla misura cautelare coercitiva della privazione della libertà personale. Ieri mattina all’alba, gli uomini della Squadra Mobile, per disposizione delle due Procure, si sono recati presso le abitazioni dei destinatari del provvedimento. Tutti sono stati condotti presso gli Uffici della Polizia di Stato per essere sottoposti agli accertamenti sull’identità mediante fotosegnalamento da parte della Polizia Scientifica. Successivamente il minore è stato condotto presso una comunità fuori dalla provincia di Ragusa. L’arresto di Salvatore Spina è avvenuto in territorio di Siracusa grazie alla collaborazione della Squadra Mobile di quel capoluogo.

Flipper di spaccio, 32 arrestati a Ragusa e provincia

AVOLA Alessandro classe 1980 CILENTI Francesco classe 1987 CODREANU Marian Lucian classe 1993 DINICOLA Mario classe 1974 FERRERA Andrea classe 1987 FERRERA Mirko classe 1994 GAROZZO Alessio classe 1991 GRAMI Fathi classe 1986 HASSEN Ouadhah classe 1988 LEONE Carmelo classe 1976 LO MAGNO Vito classe 1969 MALOKU Alandro classe 1996 MALOKU Elvis classe 1998 SCENNA Enrico classe 1980 SCENNA Vincenzo classe 1999 SOKMANI Ayman classe 1996 VASQUEZ Daniele classe 1977 ZISA Giovanni classe 1968

Da questa notte oltre 90 Carabinieri della Compagnia di Ragusa, supportati dai Carabinieri “Cacciatori di Sicilia”, dalle unità cinofile e dal Nucleo Elicotteri, hanno portato a termine un’operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di ricostruire la rete e gli intrecci della criminalità iblea nel settore della vendita di sostanze stupefacenti. 18 le persone arrestate (ragusani, albanesi e tunisini, rumeni) di un’età compresa tra i 20 e 40 anni, destinatarie del provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica. L’indagine da cui deriva l’operazione, denominata “Flipper”, trae origine dagli arresti in flagranza di reato operato dai Carabinieri nelle varie fasi delle investigazioni nelle vie del centro città degli spacciatori  di origini albanesi Dragan Hasanaj, Elvis Maloku, Erald Bushi e Leonard Jahaj e dei pregiudicati ragusani Alessandro Avola, Marco Marante e Ciro Chillano, nonché da tutta una serie di segnalazioni di assuntori inoltrate alla Prefettura di Ragusa. Sono stati accertati numerosissimi episodi di spaccio, come quelli messi in atto all’interno della villetta di via Zancle, a seguito dei quali venivano segnalati e denunciati a piede libero diversi giovani, e localizzati dei veri e propri “laboratori di spaccio”, realizzati in cantine e garage, ove veniva custodita la merce e dove spesso si realizzavano gli scambi. Successivi periodi di osservazione e pedinamenti hanno consentito di individuare altri ragazzi coinvolti nell’illegale commercio sulla piazza di Ragusa, come i pregiudicati, Daniele Vasquez e Enrico Scenna (quest’ultimo fiancheggiato dal figlio Vincenzo, inteso “Vincenzo U’ Palermitanu”), tutti arrestati in flagranza di reato nel corso delle indagini poiché trovati in possesso di rilevanti quantitativi di cocaina e marijuana pronte per essere immesse sul mercato. L’azione dei Carabinieri è stata connotata anche da un elevato indice di rischio connesso alla pericolosità sociale degli indagati, i quali hanno dato dimostrazione di essere disposti a tutto pur di assicurarsi l’impunità, come nel caso del pregiudicato Daniele Vasquez che, durante un controllo, per non consentire ai Carabinieri di trovarlo in possesso della droga che nascondeva nelle parti intime, ha investito un militare col motociclo sul quale viaggiava, venendo deferito in stato di libertà per violenza e resistenza a P.U. Parallelamente all’attività d’indagine sul fronte del centro storico cittadino, veniva condotta una metodica azione di prevenzione e repressione anche nei confronti di un’altra cerchia di giovanissimi spacciatori, tra i quali due fratelli italiani deferiti in stato di libertà, ed i fratelli albanesi Elvis e Alandro Maloku, strettamente collegati ad Alessandro Avola, ragusano gravato da numerosi precedenti. L’attività di monitoraggio dei cinque conduceva all’arresto in flagranza di Alandro Maloku e Avola mentre tornavano da Catania trasportando oltre mezzo chilogrammo di marijuana. L’azione di contrasto dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Ragusa è proseguita a Comiso ove, attraverso i continui contatti con gli spacciatori ragusani, si risaliva al pregiudicato casmeneo Ayman Sokmani, già tratto in arresto in flagranza di reato dai militari dell’Arma per spaccio di stupefacenti. Tramite  Sokmani si acclarava l’esistenza di altri soggetti operanti in Comiso, che approvvigionavano di hashish e marijuana ragazzi giovanissimi anche in trasferta da Ragusa. Tra di essi rientravano i pregiudicati Francesco Cilenti e il rumeno  Marian  Lucianche Condreanu che vendevano stupefacenti anche ad adolescenti. La fascia costiera era, invece, appannaggio di altri pregiudicati come  Mario Dinicola, che aveva messo in atto una fiorente e sistematica attività di smercio di tutti i tipi di droga, per lo più hashish e cocaina, di cui approvvigionava svariati individui, tra cui i magrebini  Fathi Grami e  Ouadhah Hassen, oltre a cittadini italiani arrestati in flagranza di reato, deferiti in stato di libertà o segnalati come assuntori. Il commercio fruttava a Dinicola oltre 2.500 euro settimanali. Dinicola a sua volta si riforniva di stupefacente tramite il pluripregiudicato mazzaronese Vito Lo Magno, soggetto in grado di smuovere cospicui quantitativi di hashish (anche superiori ai 3 – 4 kg), intessendo trattative con trafficanti del quartiere Brancaccio di Palermo, dal quale derivavano le principali forniture di stupefacenti. L’azione di contrasto dei Carabinieri raggiungeva il momento di maggiore significato operativo nei giorni del 27 e 28 agosto 2017, allorquando, avvalendosi di unità del Nucleo Cinofili di Nicolosi, venivano tratti in arresto diversi pregiudicati e sequestrato un ingente quantitativo di droga. Infatti, a seguito delle perquisizioni domiciliari, veniva arrestato a Santa Croce Camerina lo stesso Dinicola sorpreso con ben1,7 Kg di hashish e con la somma contante di circa 1.000 euro, provento del reato, nonché materiale vario per il confezionamento, pesatura e taglio dello stupefacente. A Scoglitti, invece, veniva arrestato in flagranza di reato nella medesima giornata  Carmelo Leone, trovato in possesso di circa grammi 100 tra hashish e marijuana e, infine, a Mazzarrone venivano trovati, all’interno dell’abitazione di Vito Lo Magno, ulteriori 1,3 Kg di hashish, che sancivano definitivamente il castello accusatorio nei confronti degli indagati. In definitiva le indagini hanno consentito di portare alla luce l’esistenza di molteplici cerchie di soggetti dedite all’attività di cessione di stupefacente, ossia:  un operante nella zona alta di Ragusa, attorno alla via Pio La Torre, facente capo ai fratelli Andrea e Mirko Ferrera ai quali si riferivano i fratelli Elvis e Alandro Maloku, Alessandro Avola, Enrico Scenna e Vincenzo e Daniele Vasquez;  quello operante nella zona del centro storico e riconducibile ai fratelli albanesi  Elvis e Alandro Maloku e ad Alessandro Avola, cui si riferivano soggetti come  Alessio Garozzo; un altro riferito a  Ayman Sokmani, di cui facevano parte Francesco Cilenti e  Marian Lucian Codreanu, operante sul versante Comisano; quello operante a Santa Croce Camerina, al cui vertice vi erano Mario Dinicola e Carmelo Leone, ai quali si indirizzavano Fathi Grami,  Ouadhahb Hassen, Vito Lo Magno e Giovanni Zisa. Le indagini così espletate e sfociate nell’operazione di p.g. “Flipper”, hanno consentito di trarre in arresto, complessivamente, tra flagranza e misure cautelari 32 persone. La denominazione dell’operazione di PG “Flipper” trae origine dalla circostanza che vedeva i militari operanti “rimbalzare” spasmodicamente da un capo all’altro della città di Ragusa ed in seguito di Comiso e Santa Croce Camerina, al fine di riscontrare efficacemente gli innumerevoli spacci di stupefacenti attuati dai prevenuti.

VITTORIA, SCOPERTO L’AUTORE DELLA SPARATORIA DI VIA SENIA

btyI Carabinieri della Compagnia di Vittoria hanno individuato l’autore della sparatoria avvenuta lo scorso martedì pomeriggio ai danni di un centro ricreativo, in quel momento frequentato da diverse persone, e che sarebbe potuta finire in tragedia. E’ stato deferito in stato di libertà un giovane incensurato 27enne del luogo, G.B., con disturbi depressivi, che aveva esploso alcuni colpi con una pistola calibro 9×21, regolarmente detenuta in quanto lo stesso titolare di porto di fucile per uso sportivo, e che si era subito dopo dileguato con una Renault Megane. Grazie all’analisi di numerosi filmati dei sistemi di videosorveglianza, pubblica e privata, ed alle testimonianze rese da alcune persone presenti al momento della sparatoria, gli inquirenti hanno individuato l’autovettura utilizzata dall’uomo. A seguito di perquisizione del veicolo, è stato rinvenuto un bossolo cal. 9×21 e, presso l’abitazione del ventisettenne, altri due bossoli del medesimo calibro e la pistola usata, una semiautomatica marca Feg.

Auto finisce fuori strada alla periferia di Modica

49a08fdf-66bc-4a45-8e8f-a6a01a029287Una distrazione alla base dell’incidente autonomo verificatosi ieri pomeriggio in Contrada Musebbi Calincantone. Avrebbe potuto avere risvolti tragici per un automobilista di Rosolini, G.T., 48 anni, che, dopo avere effettuato una curva, nell’immettersi su un lungo rettilineo, per cause da stabilire, ha perso il controllo della sua autovettura Citroen finendo dall’altra parte della carreggiata, scavalcando un muretto e capotando nel terreno circostante. Sono stati alcuni automobilisti in transito a lanciare l’allarme e a prestare i primi soccorsi. Sul posto è intervenuto il Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale e l’ambulanza del 118. Il rosolinese è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, dove i medici gli hanno riscontrato, per fortuna, solo un lieve trauma cranico. Il veicolo ha subito seri danni.

Operazione Verdura e devozione: 4 arresti a Scicli per spaccio

MORMINA MimmoI Carabinieri hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso a carico di  Mimmo Mormina, classe ‘74, Antonello Ingallinesi, classe ’71, Guglielmo Inì, classe  ’61, Giuseppe Mililli, classe ’88, tutti residenti a Scicli e gravati da precedenti specifici. L’indagine prendeva avvio da notizie apprese nel mese di settembre 2016 che indicavano un noto bar in una piazza centrale come un attivo luogo di spaccio di sostanze stupefacenti. In detto locale, utilizzando la “copertura” fornita dall’attività commerciale, veniva gestita in primis dal titolare con il sostegno di altri soggetti suoi collaboratori, una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina, reperita tramite diversi canali che veniva  poi venduta o addirittura consumata all’interno dello stesso bar, punto di ritrovo di molti assuntori. La scelta di indicare le investigazioni con il nome di “Verdura e devozione” consegue dall’attività di uno degli indagati principali, venditore ambulante di frutta e verdura, che ha utilizzato nelle conversazioni con gli acquirenti nomi di frutta e verdura per indicare in realtà le dosi di cocaina e dal termine “devozione” con il quale lo stesso indica la disponibilità a pagare lo stupefacente (“sei devoto a Santa Venera?” per chiedere se l’interlocutore avesse disponibilità di denaro). Gli inquirenti hanno potuto accertare oltre 150 episodi di spaccio che si svolgevano principalmente nel bar ove il titolare coadiuvato da un suo operaio mettevano nelle migliori condizioni gli assuntori. L’operazione ha condotto a segnalare alla Prefettura di Ragusa oltre 20 soggetti quali assuntori di stupefacente.

DANNI ERARIALI PER 200 MILA EURO, SEQUESTRATA LUSSUOSA VILLA A ISPICA

IMG_20171222_134657Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, su disposizione della Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro conservativo nei confronti di una società ispicese, operante nel settore ricettivo. Il provvedimento cautelare è l’atto conclusivo di una lunga attività di polizia tributaria e giudiziaria condotta dai finanzieri della Tenenza di Pozzallo che hanno smascherato un abile tentativo di truffa ai danni del bilancio dell’Unione Europea, afferente la riqualificazione di un immobile di pregio, sito in Contrada Marina Marza. Le indagini, condotte attraverso l’adozione delle tecniche investigative di polizia giudiziaria più tradizionali e l’esame di documentazione contabile e bancaria, hanno permesso di dimostrare come due soggetti residenti in Emilia Romagna, proprietari di un rudere abbiano eseguito un’ampia ristrutturazione dello stabile, gravando illecitamente sul bilancio dell’Unione Europea. In particolare, è risultato che la ristrutturazione dell’immobile è stata realizzata grazie ad un finanziamento europeo di 200.000 euro stanziato dal Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013 della Regione Siciliana,finalizzato alla creazione di una struttura ricettiva per la valorizzazione del turismo nelle riserve ad alto interesse naturalistico. Le indagini della Guardia di Finanza hanno consentito di constatare che, sebbene il soggetto giuridico richiedente il finanziamento e riconducibile ai proprietari dell’immobile, avesse percepito già parte del contributo europeo pari ad euro 160.000 ed avesse ultimato i lavori di ristrutturazione nel 2015, l’attività di “bed and breakfast” non è mai stata avviata. La struttura, già ritenuta idonea dagli uffici preposti del Comune di Ispica per esercitare l’attività commerciale è stata invece utilizzata dai proprietari come dimora per le vacanze estive. Inoltre, la società beneficiaria del finanziamento, rappresentata legalmente da un soggetto prestanome, è risultata essere priva di patrimonio e di mezzi, creata al solo scopo di rendere inefficace l’atto di revoca della Regione Sicilia ed inapplicabili eventuali pignoramenti, finalizzati al risarcimento del contributo illecitamente percepito. Secondo i due imprenditori, sarebbe bastato un valido schermo societario, ovvero l’intestazione fittizia della società ad un soggetto terzo, per evitare conseguenze, ma così non è stato. Infatti, la Corte dei Conti,condividendo in pieno gli elementi probatori raccolti dagli investigatori delle Fiamme Gialle, ha delegato questi ultimi all’esecuzione del sequestro conservativo sull’immobile, finalizzato al recupero del finanziamento illecitamente percepito.

VITTORIA, ARRESTATI MENTRE RUBAVANO ACCIAIO DALLA RETE FERROVIARIA

GIACCHI Giovanni cl. 89Volevano rubare all’interno dell’area della stazione ferroviaria di Vittoria ma i Carabinieri hanno notato, nei pressi di via Cavalieri della Libertà la presenza di un furgone carico di materiale. Appostatisi per qualche minuto hanno capito che due uomini stavano asportando alcune pesanti piastre in acciaio: li hanno subito bloccati e tratti in arresto in flagranza di reato. Condotti nella caserma di via Garibaldi e concluse le formalità di rito, i due giovani, con alcuni precedenti penali, Giacchi Giovanni, classe 89, e Scafidi Salvatore, classe 79, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott. Andrea Sodani: entrambi dovranno rispondere del reato di furto aggravato in concorso. La refurtiva, costituita da oltre 1.500 chilogrammi di piastre in acciaio, utilizzate per la messa in opera della linea ferroviaria, è stata restituite a Ferrovie dello Stato.

Violenta rissa nel ragusano nella notte dell’Epifania, arrestate sei persone

1Una violenta rissa ha scosso, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, una discoteca del ragusano. Grazie al pronto ed immediato intervento dei Carabinieri, la rissa è stata sedata e sono stati individuati i responsabili. Sei di loro sono stati arrestati e sottoposti ai domiciliari. Si tratta di 2 gelesi e 4 albanesi tutti dell’età compresa tra i 19 e i 28 anni. I protagonisti, tra i quali alcuni con precedenti di polizia, si sono affrontati con tirapugni e coltelli. Al momento i Carabinieri ipotizzano che all’origine della rissa ci possa essere stato un apprezzamento nei confronti di una ragazza, a seguito del quale, è nata un’accesa discussione degenerata rapidamente. I giovani sono stati medicati presso gli ospedali di Ragusa e Vittoria. Ad avere la peggio un giovane che  ha subito la perforazione a seguito di arma da taglio di un polmone. E’ stato lui a riportare le conseguenze peggiori, anche se per fortuna non è in pericolo di vita. Anche gli  altri giovani sono rimasti feriti nella rissa riportando ferite al volto e alla testa. I responsabili, dunque, al termine delle formalità, venivano tratti in arresto e posti ai domiciliari in attesa di giudizio.

Ladro di biciclette arrestato a Modica

Allegato_1I Carabinieri hanno arrestato in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Parma, Orazio Caruso, modicano di 44 anni. L’uomo nel 2010 aveva rubato diverse biciclette lasciate nei parchi della città di Verdi, ed i Carabinieri del posto lo avevano pizzicato. A seguito di condanna, la Procura parmense aveva spiccato l’ordinanza cui l’uomo si sottraeva da diversi mesi. L’impegno dei militari dell’Arma ha condotto a scovare l’uomo mentre sorbiva un caffè al bar. Al termine delle formalità è stato tradotto presso la casa circondariale di Ragusa dove sconterà 1 mese e 10 giorni.

Arrestato ragusano venticinquenne maniaco sessuale seriale

firrincieliLa Polizia ha tratto in arresto Sergio Firrincieli per aver compiuto atti sessuali (mastrurbazione) in presenza di minori degli anni 14, con l’aggravante di aver compiuto i fatti in orario notturno ed in luoghi isolati. Le indagini hanno avuto inizio ad agosto a seguito di una denuncia presentata da parte di alcune ragazze (le vittime dei comportamenti del maniaco sono state più di 15). Grazie alle vittime ed al lavoro degli investigatori della Squadra Mobile è stato possibile tracciare un primo identikit elaborato con l’ausilio della Polizia Scientifica. Già dalle prime descrizioni una donna in servizio alla sezione reati contro la persona aveva ipotizzato potesse essere lui in quanto in passato era stato denunciato per atti osceni. Per questi fatti il soggetto era stato colpito dall’avviso orale del Questore di Ragusa. Tra le prescrizioni non doveva commettere ulteriori reati e mantenere una condotta irreprensibile. Nonostante tutto due giorni fa veniva nuovamente denunciato da personale della Squadra Volanti in quanto aveva seguito due donne, in questo caso maggiorenni, al fine sempre di masturbarsi. Una volta individuato il maniaco seriale, è stato possibile far riconoscere il delinquente da oltre una decina di ragazze di ogni età. Il caso più grave è stato commesso ai danni di due minori di anni 14, pertanto la normativa ha permesso l’applicazione di una misura cautelare nei suoi confronti. In quella occasione il maniaco aveva “puntato” le due prede in pieno centro storico a Ragusa. Percorrendo Via Roma dopo una breve sosta in Piazza San Giovanni, Firrincieli ha seguito le due bambine fino a raggiungerle. Non appena si è accorto di essere osservato dalle minori si è messo in posizione tale da farle assistere al proprio atto di autoerotismo. La condotta criminale del Firrincieli è stata messa in atto decine di volte ed il modus operandi era sempre lo stesso: frequentare luoghi di ritrovo di giovanissimi, puntare due o più ragazze molto giovani, seguirle fino a quando le vittime si trovavano in luoghi meno affollati, abbassare i pantaloni e iniziare la masturbazione al fine di fare assistere le vittime. In alcuni casi il Firrincieli, per non far scappare le vittime, le ha costrette con forza all’interno di veicoli a loro in uso, proprio ai danni di tre ragazzine che si erano rifugiate all’interno di una minicar. In un’altra occasione, all’interno di un fast food si sedeva di fronte ad alcune bambine intente a mangiare un panino e si masturbava fissandole. Nonostante la giovane età il Firrincieli ha raggiunto elevati livelli di perversione che potevano mettere in pericoli ancora più gravi le potenziali vittime. Le indagini sono durate alcuni mesi fino a quando sono state raccolte tutte le fonti di prova a carico dell’indagato. Le vittime hanno riconosciuto il pervertito senza alcun ombra di dubbio. Non appena condotto negli uffici della Squadra Mobile l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità: “credo di dovermi fare assistere da un medico perché sento di avere qualche problema”. Il soggetto è stato poi fotosegnalato dalla Polizia Scientifica e sottoposto agli arresti domiciliari da parte degli investigatori della Squadra Mobile.

Appicca il fuoco a pompa di benzina vicino l’Ospedale di Vittoria, un video lo incastra

10Poteva avere conseguenze inimmaginabili e gravissime l’atto incendiario di un vittoriese di 40 anni con svariati pregiudizi di Polizia che la notte scorsa, per futili motivi, ha appiccato le fiamme alla colonnina di un distributore di carburanti sito nell’immediata periferia cittadina. L’allarme è stato dato al Commissariato di Polizia di Vittoria dai Vigili del Fuoco intervenuti presso una grande stazione di servizio sita in via Cavalieri di Vittorio Veneto, all’uscita della città per Comiso, in linea d’aria a 50 metri dall’ala nuova dell’Ospedale Guzzardi. Le pattuglie di Polizia si sono recate immediatamente sul posto e con l’ausilio del personale della “scientifica” hanno estrapolato e visionato le immagini registrate dall’impianto interno di videosorveglianza. Raccapriccianti le scene registrate all’una circa della notte. Un uomo proveniente dalla campagna scavalca il muro di recinzione, si avvicina all’accettatore di banconote per il funzionamento automatico delle pompe di benzina, introduce una banconota, seleziona la pompa da utilizzare, si avvia verso di essa, estrae la pistola ed “irrora” l’area circostante con la benzina, poi si allontana ed estrae un accendino dalla tasca ed appicca il fuoco. Il lampo è violentissimo e tutto brucia, lui si allontana di corsa. Le fiamme consumano il combustibile sparso a terra, si vedono alcuni ragazzi che si avvicinano ed evidentemente chiamano i Vigili del Fuoco che arrivano poco dopo e domano l’incendio. Si è andati molto vicini alla tragedia, i cinque piani dell’Ospedale nuovo sono lì a poche decine di metri, di fronte insiste una zona residenziale ad altissima densità abitativa e gli ettolitri di carburanti nelle cisterne sotterranee sono tantissimi. La Polizia avvia le indagini. La qualità delle immagini è scadente ma alcuni particolari non sfuggono agli Agenti, quelli che la sera prima erano stati chiamati ad intervenire proprio in quell’area di servizio a richiesta del gestore che continuava ad avere problemi con un cliente. L’uomo che appicca le fiamme è proprio quello della discussione della sera prima. I poliziotti riescono ad individuarlo, identificarlo e rintracciarlo. Lo trovano a casa dove ad aprire è la moglie, lui è a letto ancora annebbiato dai fumi dell’alcool. Gli Agenti perquisiscono la casa e trovano nella lavatrice gli indumenti corrispondenti a quelli indossati dal piromane nelle immagini viste poco prime, puzzano di benzina, e fuori casa, in un locale di servizio rinvengono anche il giubbotto. L’uomo appare collaborativo, dice di volere raccontare la storia, si assume le proprie responsabilità, dice di essersi pentito. La sera prima era andato alla stazione di servizio per reclamare col gestore la circostanza che il giorno prima aveva cercato di rifornirsi al distributore di sigarette attiguo al bar; aveva inserito la somma di 4,30 euro ma non aveva ricevuto il prodotto. Il gestore mostrandogli lo scontrino che gli era stato emesso per la mancata erogazione, che segnava la somma di 2,30 euro si mostrava disposto a restituirgli quella minore somma, sostenendo che la macchinetta non si sbaglia. L’incendiario non voleva sentire ragioni e pretendeva 4,30 euro. Per quel motivo erano giunti alle mani ed era stato richiesto l’intervento della Volante per sedare gli animi, cosa che sembrava essere riuscita. Invece l’uomo, per due euro di differenza, ha raccontato di avere serbato un profondo rancore, di essere tornato a casa ad ingollarsi di alcolici ed in preda ai fumi dell’alcol, in piena notte di essere uscito per compiere il misfatto. Dopo avere introdotto una banconota da 20 euro alla macchinetta ha iniziato a versare il carburante, anche se è “sicuro di non avere consumato tutti i 20 euro” e dopo ha appiccato il fuoco, rischiando di rimanere bruciato dato che le fiamme gli avevano lambito un piede. Poi il rapido ritorno a casa ed il tentativo di cancellare le prove inserendo in lavatrice gli indumenti e gettando prima dell’arrivo a casa il giaccone. G. A. è stato fotosegnalato dalla polizia Scientifica e denunciato all’Autorità Giudiziaria del capoluogo per incendio aggravato poiché applicato ad un deposito di materiale infiammabile o esplodente.

Trovata a Modica la grotta della droga

Allegato_1I Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato nel pomeriggio di ieri un modicano di 53 anni, Francesco Puma, gravato da precedenti, per coltivazione di stupefacenti. L’operazione dei militari dell’Arma nel quartiere Catena di Modica era volta ad approfondire uno strano movimento legato all’uomo. Ed il blitz ha condotto i Carabinieri a scoprire, vicino  all’abitazione dell’uomo, una grotta dove erano coltivate circa 30 piante di canapa indiana arrivate già all’altezza di oltre un metro e mezzo. Inoltre erano già presenti infiorescenze. I militari hanno estirpato e sequestrato la droga e posto in sequestro l’aggrottato che l’uomo aveva attrezzato con veli di carta riflettente e concimato con prodotti specifici per far germogliare lo stupefacente destinato al mercato modicano. L’uomo è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

MODICA, DENUNCIATO PER FURTO IL CUSTODE DI UNA VILLA

sedieLa Polizia ha scoperto l’identità dell’autore di un furto, perpetrato alcuni giorni fa in una villa situata nella periferia di Modica. Si tratta di un modicano di 60 anni,  già noto alle Forze dell’Ordine per i suoi pregiudizi di polizia  per reati contro il patrimonio e la persona, da qualche tempo ospite presso una casa famiglia a causa del suo stato di indigenza. L’uomo, che era riuscito a carpire  la fiducia di  una anziana vedova proprietaria di una villetta ubicata nella periferia di Modica, si era proposto di accudirle la casa ed il giardino nei periodi in cui la stessa si assentava per  i controlli medici, che di frequente effettuava nel nord Italia a causa della sua malattia. Pochi giorni fa, al rientro dal suo ultimo viaggio, l’anziana si accorgeva che dal garage della propria abitazione mancavano due sedie e due poltroncine da giardino in ferro battuto, oltre ad attrezzi di giardinaggio ed un mezzo busto in pietra calcarea modicana, a cui l’anziana era particolarmente legata in quanto raffigurante il volto del proprio nipote. L’attività d’indagine svolta dagli uomini del Commissariato, a poche ore dalla denuncia di furto sporta dall’anziana, consentiva di individuare il ladro ed il soggetto che aveva acquistato per 110 euro gli oggetti rubati e di cui ne sconosceva la provenienza furtiva.

Sorpreso a Ragusa in flagranza mentre spacciava a minore

 

SPINA GABRIELEI Carabinieri ieri sera hanno arrestato Gabriele Spina, 18 anni, con diversi precedenti specifici per spaccio di droga. Il giovane aveva appena ceduto ad un minorenne 2 grammi di marijuana. Spina è stato posto agli arresti domiciliari.

Ladri all’ospedale di Vittoria, denunciati due fratelli vittoriesi

foto refurtiva VittoriaIndividuati e identificati dalla Polizia del Commissariato di P.S. di Vittoria, due fratelli confessano di essere loro gli autori del furto avvenuto la notte tra il 18 ed il 19 novembre scorso dalle cucine dell’Ospedale Guzzardi. Alle 6 del mattino, allertata dai responsabili del servizio cucine dell’ospedale di Vittoria la Volante di Polizia era intervenuta ed aveva accertato che degli ignoti ladri, accedendo da un cortile secondario e dopo avere forzato una porta, erano entrati nei locali dove si preparano i pasti per i degenti ed avevano razziato attrezzature varie tra cui un imponente tritacarne ed alimenti, arrecando all’Asp, un danno vivo di circa 3.000 euro, oltre ai disagi per la prosecuzione regolare delle attività di ristorazione. La raccolta di tracce ed indizi e la visione dei filmati generati dai circuiti di videosorveglianza interna ha consentito di individuare gli autori del furto che sono stati rintracciati dagli investigatori. I due, M. C. di 34 anni ed M. G. di 44, entrambi con svariate segnalazioni per reati contro il patrimonio, hanno ammesso le loro responsabilità. La confessione è stata avvalorata dal rinvenimento, nel corso delle perquisizioni domiciliari che sono seguite, di buona parte della refurtiva. Per tali motivi i due fratelli sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria del capoluogo quali responsabili del reato di furto pluriaggravato.

Arrestato a Comiso marito violento, la moglie in ospedale per gravi lesioni al volto, i bambini affidati ad una parente

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La Polizia ha tratto in arresto per lesioni gravi N. G. vittoriese di anni 29. Gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa due giorni erano stati avvisati dal personale sanitario del pronto soccorso di aver accolto durante la notte una donna con evidenti segni di violenza al volto ed in altre parti del corpo. Inviato personale femminile specializzato in reati contro la persona, la donna ha raccontato di essere stata massacrata di botte dal marito davanti ai due figli minori. Giunti nell’abitazione i poliziotti hanno trovato l’uomo e i due bambini in lacrime. Condotto presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa, “l’uomo” riferiva di non essere pentito e che anzi la donna era stata fortunata perché “poche gliene aveva date”. Considerata la spiccata violenza esercitata ai danni della donna e di aver commesso il fatto davanti ai figli minori, il soggetto è stato arrestato.

SEQUESTRATI 365.000 EURO AD UNA SOCIETÀ VITTORIESE DI AUTOTRASPORTI PER EVASIONE FISCALE

DSC_0925Il sequestro è scaturito da una complessa indagine fiscale condotta dagli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria di Ragusa, che ha consentito di smascherare il mancato versamento delle imposte dovute, nonché le contestuali indebite compensazioni di crediti d’imposta, in violazione della normativa fiscale. L’attività ispettiva ha riguardato non solo il controllo delle scritture contabili dell’impresa, ma anche la disamina delle movimentazioni finanziarie relative ai cinque conti correnti bancari accesi presso quattro istituti di credito diversi ed intestati alla stessa ditta. I finanzieri, nell’esecuzione del decreto emesso dal Gip di Ragusa, hanno sottoposto a sequestro somme e titoli per un valore complessivo pari a 365.000 euro, quale importo dovuto all’Erario, consentendo all’azienda di mantenere comunque l’operatività, anche a tutela dei lavoratori dipendenti.

Incendio appartamento a Vittoria

IMG-20171205-WA0001Alle 2.00 di ieri la squadra operativa del distaccamento di Vittoria dei Vigili del Fuoco è stata allertata per un incendio sviluppatosi al piano primo di un appartamento a due piani fuori terra sito in via Pietro Gentile. Personale Vigilfuoco ha accertato che l’incendio si è sviluppato presumibilmente a causa di un corto circuito e hanno avviato l’opera di spegnimento dei suppellettili di arredo in fiamme. L’incendio ha danneggiato la copertura, mentre l’immobile al piano terra non ha subito danni gravi. Le operazioni di spegnimento si sono concluse alle 4.00 del mattino.

Auto contro rotonda Viale delle Americhe a Ragusa,  denunciata donna per guida in stato di ebrezza

rotatoriaE’ stata denunciata per guida in stato di ebrezza una rumena che nella notte tra sabato e domenica ha impattato contro una rotonda di Viale delle Americhe provocando diversi danni alla cartellonistica e al verde pubblico. In piena notte alla sala operativa della Questura di Ragusa è arrivata una richiesta di soccorso per un grave incidente avvenuto a ridosso della rotatoria di Viale Delle Americhe incrocio con Via Aldo Moro. Gli agenti della Sezione Volanti hanno soccorso una donna che dopo aver perso il controllo della propria auto aveva invaso la rotatoria impattando contro l’albero d’ulivo che, a seguito dell’urto, si presentava completamente sradicato. Temendo il peggio i poliziotti hanno richiesto l’intervento immediato di una ambulanza per soccorrere la donna, che fortunatamente non riportava alcuna lesione fisica. La stessa ha riferito di essersi accorta troppo tardi della presenza della rotatoria e di non essere riuscita ad evitare l’impatto. A seguito dell’alito vinoso della donna la stessa è stata sottoposto agli accertamenti con etilometro che hanno confermato il sospetto che la stessa si fosse messa alla guida dopo aver alzato il gomito. Gli esami hanno evidenziato un tasso alcolemico superiore alla soglia minima. Pertanto a carico della giovane donna rumena è scatta la denuncia all’Autorità Giudiziaria per guida in stato di ebbrezza, il ritiro immediato della patente di guida ed il sequestro del mezzo.

COMISO, SCOPERTA SERRA CON OLTRE 700 PIANTE DI MARIJUANA

DE SOUSA MESQUITA Wania Cristina cl. 68I Carabinieri hanno scoperto nelle campagne di Contrada Billona all’interno di un appezzamento agricolo una serra destinata ad una piantagione di marijuana., costituita da ben 700 piante. Sono finiti in manette il proprietario del terreno, Vincenzo Zago di 60 anni e la convivente Wania Cristina De Sousa Mesquita, di 49 anni. Dovranno rispondere dei reati di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, furto aggravato di energia elettrica e detenzione abusiva di munizioni. Per l’uomo si sono aperte le porte del carcere di Ragusa, mentre la donna è stata posta ai domiciliari. Le piante rinvenute, dell’altezza variabile da 50 cm a 100 cm, erano state messe in vasi accostati l’uno all’altro, con la tecnica cosiddetta del “fuori suolo”, ossia in sostituzione del terreno agrario, con un impianto di irrigazione. Tale tecnica permette una crescita più efficace e veloce della normale coltivazione, oltre a duplicare la produzione del principio attivo della sostanza. Nel corso della perquisizione sono state rinvenute 700 piante, 150 grammi di sostanza essiccata e pronta per la vendita, 6 cartucce calibro 6,35 illegalmente detenute, diverse lampade alogene per riscaldamento complete di riflettori, e tutto il materiale necessario per la coltivazione. Inoltre, è stato appurato l’allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Dalla droga sequestrata sarebbe stato possibile ricavare circa 60.000 dosi medie singole che, immesse sul mercato, avrebbero fruttato un profitto di circa 300.000 euro.

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