21-08-2019
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Archivio della categoria: Cronaca

Droga nel reggiseno, arrestata a Pozzallo coppia di spacciatori

I Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti una coppia di conviventi di Pozzallo. Nel corso delle attività svolte quotidianamente per il contrasto al fenomeno dello spaccio degli stupefacenti, i militari dell’Arma avevano notato un frequente afflusso di soggetti dediti all’assunzione di droga all’interno dell’abitazione dei giovani. La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire all’interno del reggiseno della donna un pezzo di hashish di circa 35 grammi, ed altre scagliette sono state rinvenute addosso all’uomo, inoltre, un bilancino ed un coltello utilizzato per il taglio della droga. L’operazione si è conclusa con l’arresto di P.S., di 26 anni, pozzallese già colpito da precedenti, e di S.M., di 26 anni, incensurata. I due giovani sono stati posti a disposizione del P.M. di turno della Procura di Ragusa per i successivi provvedimenti, al momento si trovano agli arresti domiciliari.

MUORE A POZZALLO CADENDO DA UN CAPANNONE

Antonio Scifo, operaio edile di 52 anni, è precipitato giovedì pomeriggio, intorno alle ore 15, dal tetto di un capannone della Zona Industriale mentre stava lavorando. L’uomo, dopo un volo di circa 10 metri,  ha sbattuto la testa ed è morto sul colpo.

Due discariche di pneumatici in Contrada Giardinazzo a Vittoria

Non lontano dalla Chiesa di Santa Maria Goretti e dall’Istituto comprensivo Caruano la Polizia municipale ha individuato due terreni privati  sui quali era stato abbandonato un ingente quantitativo di pneumatici dismessi. Dopo avere identificato i proprietari dei terreni, gli uomini della Sezione Ambientale della Polizia municipale hanno proceduto ad effettuare la comunicazione all’autorità giudiziaria, ai sensi del Testo Unico Ambientale, e al contempo hanno effettuato una verifica sulle rivendite di pneumatici della zona. Nei confronti di due rivenditori si stanno accertando eventuali inadempienze relative alla tenuta dei registri di carico e scarico (sui quali va annotato, per legge, lo smaltimento degli pneumatici dismessi, il cui costo viene anticipato dagli acquirenti). La sanzione prevista dal Testo Unico Ambientale ammonta a circa quattromila euro. Il Comandante della Polizia municipale, Cosimo Costa, ha annunciato di aver già pianificato, su disposizione della Commissione straordinaria, un’attività di controllo mirata nel settore del commercio di pneumatici, al fine di verificare il rispetto della normativa.

AUTOMOBILE CONTRO TRE AUTO IN SOSTA E DEHORS IN CORSO UMBERTO A MODICA

Alle 3,30 di questa notte un’autovettura è finita contro tre auto in sosta e contro il dehors di un ristorante-bar di fronte al Duomo di San Pietro. L’incidente, per fortuna, non ha avuto conseguenze a  danno di persone. Il gruppo consiliare del Pd di Modica considera gravissimo quanto accaduto e sollecita un ripensamento sulle misure di safety e punta i riflettori sulla fruibilità in sicurezza delle pedane esterne. “Una strage è stata evitata per puro caso, – affermano Ivana Castello e Giovanni Spadaro – anche per le rigide condizioni climatiche. Ma qualcosa deve essere rivisto nell’organizzazione complessiva del centro storico della nostra città”. “Proprio sulla questione dei dehors puntiamo la nostra attenzione – continuano Castello e Spadaro – e chiediamo all’amministrazione comunale di valutare con attenzione se queste scelte cozzino in qualche modo con la necessità di sicurezza”.

Incidente coinvolge un trattore e due auto sulla Comiso-Santa Croce

La Polizia Provinciale di Ragusa ha rilevato ieri sera un incidente stradale avvenuto sulla s.p. 20 che ha interessato una trattrice agricola e due autovetture: una Mini One e una Ford Focus. Nell’impatto sono rimasti feriti il conducente della Mini One, uno sciclitano di 63 anni, e una coppia di Santa Croce Camerina, il marito di 42 anni che ha avuto una prognosi di 7 giorni e la moglie di 36 anni. Illeso il conducente della trattrice agricola.

 

 

 

Controlli Polizia Municipale sullo smaltimento dei rifiuti a Ragusa

Sono stati  462 i verbali contestati  dalla Polizia Municipale di Ragusa dal 7 maggio ad oggi ai trasgressori  del regolamento in materia di  rifiuti, grazie all’ausilio di telecamere posizionate nei siti dove vengono abbandonati rifiuti in zone extraurbane a Ragusa e Marina di Ragusa. I controlli che gli operatori di Polizia Locale hanno svolto in borghese a partire da metà settembre, nelle fasce serali in centro storico, hanno portato ad elevare 62 verbali, mentre  l’attività di vigilanza cosiddetta “porta a porta” in centro storico, ha registrato 63 violazioni per inottemperanza all’ordinanza sindacale. Nello specifico, i contravventori all’atto dell’accertamento risultavano sprovvisti dei contenitori per la raccolta differenziata.  L’attività di controllo porta a porta è finalizzata ad individuare i residenti, dimoranti e domiciliati che non hanno ottemperato al contenuto dell’ordinanza sindacale in materia di raccolta differenziata,  abbandonando illecitamente i rifiuti su suolo pubblico, e che, conseguentemente, risultano evasori per la TARI.  Pattuglie  di vigili urbani  stanno  procedendo ai controlli  nel centro storico della città suddiviso per quartieri e vie. Dalla prima fase istruttoria è emerso che risultano sprovvisti di mastelli  soprattutto gli stranieri in possesso del permesso di soggiorno e spesso del contratto di locazione, che, in sede di accertamento, hanno evidenziato come l’onere di adeguamento in materia di nettezza urbana è a carico dei proprietari degli immobili. In tal caso l’atto di accertamento consiste nell’applicazione della sanzione amministrativa ai trasgressori e, nel contempo, la sua trasmissione  all’ufficio Tributi ed Ambiente, nonché all’Agenzia delle Entrate.  Nell’ambito delle attività di vigilanza sono state anche redatte 4 Comunicazione Notizie Reato  sulla base di accertamenti tramite telecamere e 3 per inottemperanza ad una precedente diffida.

NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA, CASI DI CORRUZIONE, FALSO ED INTERRUZIONE DI UN PUBBLICO SERVIZIO  

La Guardia di Finanza ha notificato l’avviso di conclusione indagini, emesso dalla Procura della Repubblica, nei confronti di 26 persone tra dirigenti, tecnici, collaudatori e rappresentanti di imprese. La complessa indagine svolta dai finanzieri della Compagnia di Ragusa, durata oltre un anno, è partita da una segnalazione che evidenziava anomalie sulla gestione del servizio di pulizie eseguito a favore degli ospedali e degli uffici dell’Asp dell’intera provincia. L’appalto in argomento, del valore di 32 milioni di euro, è stato assegnato ad una ditta di Udine, costituendo il primo caso di servizio di questo tipo affidato in provincia a favore di un unico soggetto economico. E’ stato possibile verificare che a fronte della fatturazione del servizio, eseguita dalla ditta sulla base della estensione delle superfici da pulire, indicate nel capitolato d’appalto, l’azienda appaltatrice forniva una prestazione sensibilmente diversa, sia per numero di dipendenti impiegati che per monte ore effettuate, inferiori di oltre il 20% rispetto a quello previsto. Anche la quantità e qualità dei macchinari forniti era difforme da quella indicata in sede di aggiudicazione dell’appalto, laddove veniva accertato un minor numero di tali dotazioni, per una percentuale pari all’80%. Il calcolo degli importi delle centinaia di fatture emesse, nel periodo giugno 2014 – febbraio 2018 e liquidate dall’ASP, ha fatto emergere il reato di frode nelle pubbliche forniture, per indebito pagamento di servizio di pulizie non reso in termini quantitativi, di oltre 3,5 milioni di euro. Nella ricostruzione delle vicende, l’Autorità Giudiziaria ha ravvisato anche ipotesi di corruzione, legata all’assunzione presso la ditta di pulizie di due soggetti parenti o vicini alla vecchia dirigenza dell’Asp. Le assunzioni, infatti, sarebbero state effettuate, secondo la Procura, in cambio di un comportamento “morbido” degli Enti competenti che non procedevano a far rilevare le numerose irregolarità nella esecuzione del servizio di pulizia. L’attività investigativa, sviluppata in concomitanza delle fasi di completamento della struttura destinata ad ospitare il nuovo ospedale, faceva emergere gravi irregolarità nella realizzazione di alcuni impianti tecnologici. Si tratta dei collaudi delle Unità di Trattamento d’Aria al servizio di ambienti particolarmente delicati, quali il blocco parto, il blocco operatorio, nonché i locali destinati alla terapia intensiva coronarica ed a quella neonatale. Tali Unità risultavano tutte collaudate tra la fine del mese di maggio e l’inizio di giugno 2017, grazie a false attestazioni di perfetto funzionamento, mentre le successive attività tecniche, eseguite in contraddittorio con la parte, hanno fatto emergere che il funzionamento delle Unità avveniva in maniera difforme rispetto al progetto. In tre casi, è stato riscontrato, nelle sale operatorie, una pressione “negativa”, che significa che invece di essere immessa nell’ambiente aria pulita ed estratta aria sporca, avveniva l’esatto contrario. False attestazioni hanno riguardato anche il collaudo e la revisione di parti importanti dell’impianto antincendio. Falsi preventivi e false relazioni hanno interessato anche un’altra delibera del direttore generale, collegata alla assegnazione di lavori per circa 40 mila euro, con affidamento diretto, a favore della ditta in quel momento presente nel cantiere. Le intercettazioni telefoniche disposte ed il riscontro documentale svolto dai finanzieri, ha permesso alla Autorità Giudiziaria procedente di accertare una ipotesi di corruzione tra il direttore dei lavori, interno all’Asp ed il collaudatore, soggetto esterno, che in cambio della disponibilità prestata alla redazione del controllo “a campione”, sulla scorta di quanto redatto dal direttore dei lavori, richiedeva di elevare il compenso spettante, da circa 1.500,00 euro a 7.000,00 euro. Nonostante le numerose problematiche di particolare gravità connesse al malfunzionamento o al mancato completamento di opere ed impianti dell’Ospedale Giovanni Paolo II, la governance del tempo, procedeva comunque ad avviare nella metà di giugno 2017 le fasi di trasferimento dai vecchi ospedali, allo scopo di rispettare ad ogni costo la data dell’inaugurazione prevista per il 26 giugno 2017. La conclamata mancanza dei requisiti minimi per l’apertura del nuovo ospedale, emersa grazie all’attività degli operanti, ha reso necessario interrompere le operazioni di trasloco avviate con il ritorno nelle vecchie strutture, condizione che ha provocato un blocco dei ricoveri per un prolungato periodo, con sovraffollamento delle altre strutture presenti in provincia. Le illecite condotte individuate hanno comportato un significativo danno patrimoniale per le casse pubbliche, quantificato in circa 4,5 milioni di euro, anche in ragione delle opere di adeguamento e ripristino degli impianti inefficienti, nonché degli oneri aggiuntivi dovuti al doppio trasferimento dai vecchi plessi ospedalieri, oggetto di segnalazione alla competente Corte dei Corte Regionale di Palermo.

 

LA GUARDIA DI FINANZA DI RAGUSA EFFETTUA TRE ARRESTI PER TRUFFA AI DANNI DI RISPARMIATORI PER 4 MILIONI DI EURO

Un imprenditore, P.M., e due promotori finanziari, C.E. e G.G., avevano approfittando della fiducia di ignari investitori delle Province di Ragusa, Siracusa e Catania che continuavano ad affidargli i loro risparmi. Sono stati arrestati dai militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Ragusa. Una quarta persona, l’imprenditore F.G.,  è allo stato ricercata, in quanto da mesi trasferitasi all’estero. Associazione a delinquere dedita all’esercizio abusivo della raccolta del risparmio, fatture false, appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni di circa 70 famiglie: sono queste le accuse contestate ai due promotori finanziari, il cui compito era quello di raccogliere il denaro, ed ai due imprenditori, che avrebbero dovuto gestire ed investire il le somme. L’indagine è partita nel 2017 dopo le denunce di alcuni risparmiatori che, dietro la promessa di rendimenti altissimi, avevano deciso di investire i loro risparmi. Le vittime, pensando di investire in strumenti finanziari o addirittura in titoli azionari di grosse società, in verità, sottoscrivevano contratti di associazione in partecipazione riconducibili ad una società a ristretta base azionaria, denominata CIFRA S.r.l.. Gli amministratori della società spostavano periodicamente le somme sui propri conti correnti. In alcuni casi, addirittura, è stato provato come alcune movimentazioni finanziarie dai conti della società siano state fatte grazie all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse per lavori di edilizia da un imprenditore compiacente, che poi provvedeva a girare il denaro sui conti correnti degli amministratori della CIFRA S.r.l. Contestualmente alle misure cautelari personali è stato disposto anche il sequestro delle quote della CIFRA S.r.l..  La società, che avrebbe dovuto procedere ad eseguire la costruzione residenziale, verrà ora affidata alla gestione di un amministratore giudiziario, il quale tenterà, per quanto possibile, di risarcire i malcapitati investitori. L’immobile di proprietà della società del valore di circa 2,5 milioni euro, ad oggi in costruzione, servirà per risarcire tutti gli associati, alcuni dei quali sono arrivati a perdere anche più di mezzo milione di euro.

Incidente autonomo, muore l’acatese Greta Celeste

Incidente mortale martedi sera, sulla strada provinciale n. 1 Acate – Dirillo. A perdere la vita Greta Celeste 24 anni di Acate. La ragazza ha perso il controllo dell’auto – una Fiat Punto – forse per il manto stradale reso viscido dalla pioggia. E’ stato un Incidente autonomo e l’auto prima ha sbattuto contro il guard- rail per finire la sua corsa contro un muro. Sul posto per i rilievi la Polizia Provinciale che ha sottoposto il sequestro del veicolo su disposizione del P.M. di turno.

Ragusa, violenta una donna e tenta di rapinarla: arrestato giovane vittoriese

I Carabinieri hanno tratto in arresto per violenza sessuale, tentata rapina e lesioni personali, Sergio Palumbo 24 anni con precedenti. L’attività dei militari dell’Arma trae origine dalla denuncia presentata da una donna residente nel capoluogo ibleo che alcune settimane fa aveva segnalato di essere stata vittima di violenza sessuale, e di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali non consenzienti con il giovane indagato. La donna raccontò di essersi prima accordata per un incontro con il giovane e successivamente lo stesso, dopo averla fatta salire a bordo di un motociclo, sotto gravi minacce, l’aveva ripetutamente violentata e picchiata. Dopo i momenti di incubo vissuti in una casa diroccata nelle campagne del vittoriese, la donna era stata riaccompagnata a casa dal violentatore che, dopo averla minacciata di morte, le aveva anche chiesto di consegnarle tutto il denaro di cui era in possesso. La donna era riuscita a sfuggire a questa ulteriore richiesta solo barricandosi in casa e chiamando successivamente i Carabinieri al numero di emergenza 112. A seguito dell’episodio la vittima si è rivolta ai Carabinieri di Ragusa che l’hanno avviata, in collaborazione con l’ospedale, al canale privilegiato del codice rosa previsto per questi episodi. Al termine degli accertamenti sanitari la donna è stata messa in contatto con il centro antiviolenza del territorio. Sergio Palumbo è stato associato presso la Casa Circondariale di Ragusa.

Comiso, tunisino allontanato dalla famiglia:  aveva minacciato di uccidere la figlia contraria ad un matrimonio combinato in Tunisia

Le indagini della Polizia sono scaturite a seguito della denuncia dell’uomo per l’allontanamento da casa della figlia minore, di 16 anni, probabilmente a causa di un litigio scaturito con la madre per futili motivi. Gli agenti di Polizia hanno rintracciato la ragazza che si stava regolarmente recando a scuola con una amica, con la quale aveva anche trascorso la notte senza dare notizia i genitori. Sentendo tra l’altro anche i professori della ragazza, la Polizia ha appurato che la ragazza manifestava la sua riluttanza a fidanzarsi con un ragazzo tunisino di 23 anni, benestante, di conoscenza del padre e residente in Tunisia. La giovane sentita anche con l’ausilio di una psicologa dell’associazione gruppo D più, che gestisce il centro antiviolenza donne di Comiso, ha raccontato di essere impaurita dal comportamento che il padre assume nei suoi confronti e nei confronti della madre; considerate le informazioni acquisite e d’accordo con il Tribunale per i minorenni di Catania, non ritenendosi opportuno che la ragazza fosse riportata a casa, in attesa delle determinazioni dell’AG nei confronti dell’uomo, la stessa era stata affidata temporaneamente ad una famiglia di Comiso. Qualche giorno dopo l’accaduto, mentre la figlia era ancora con la famiglia affidataria, il tunisino ha urlato contro la figlia che l’avrebbe uccisa. Il GIP del Tribunale ha emesso nei confronti dell’uomo una misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare nonché il divieto per l’uomo di avvicinarsi alla scuola frequentata dalla figlia o a meno di 200 metri dalla stessa.

ARRESTATA L’AUTOMOBILISTA CHE HA TRAVOLTO UCCIDENDOLE DUE PERSONE A MODICA

Polizia e CarabinieriPersonale del Commissariato di P.S. e della Stazione Carabinieri di Modica ha proceduto all’arresto ai domiciliari per omicidio stradale plurimo dell’autrice dell’investimento mortale avvenuto ieri sera in contrada Catanzaro Conca d’Oro. In seguito all’incidente sono morti Rosario Gennuso, di 69 anni, e la sua compagna Olga dell’Ucraina di 56 anni. I due stavano passeggiando quando sono stati investiti da un’auto che ha proseguito il suo percorso senza fermarsi a prestare soccorso. L’automobilista poco dopo si è recata presso il Commissario di Polizia per costituirsi.

Caso Stefania Campo, corretti gli articoli di Tele Nova. Cade l’accusa di diffamazione.

stefani campo articoloIl Giudice per le indagini preliminari, dott. Giovanni Giampiccolo, ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di archiviazione perché il fatto non sussiste, in seguito alla querela di diffamazione nei confronti di Tele Nova, presentata dall’ex assessore del Comune di Ragusa, oggi deputato regionale, per una serie di articoli pubblicati a partire dal novembre 2015. L’inchiesta condotta dalla giornalista Lina Carpinteri, difesa dall’avvocato Cesare Borrometi, sfociò nelle dimissioni dalla giunta Piccitto dell’assessore alla cultura. Il giudice afferma che “la critica riversata negli articoli di stampa allegati alla querela è basata su dati di fatto sostanzialmente corretti e non falsi, e non presenta toni che sfociano nella gratuita denigrazione ed offesa personale; è stato infatti accertato che, per quanto riguarda il servizio dei letturisti dei contatori del settore idrico, si trattava sostanzialmente di un servizio svolto a cottimo, e che prima del capitolato del 2014 non era stato ‘interessato’ dalla clausola sociale del passaggio dei lavoratori dalla ditta cessata a quella subentrante (tanto è vero che detta clausola è stata mutuata dal settore pulizie, come accertato nel corso delle indagini suppletive); risponde inoltre a verità che: 1) della redazione del capitolato in questione si è occupata la funzionaria Tinè, madre della Campo; 2) lo stesso capitolato non prevedeva una retribuzione fissa, ma solo un obbligo di assunzione; anzi lo stesso capitolato prevedeva un corrispettivo a cottimo per l’azienda aggiudicataria del servizio; 3) gli incontri al bar (con la presenza silenziosa della Campo) e al Comune sono effettivamente avvenuti; 4) detta clausola sociale non è stata resa operativa, o non è stata prevista, in occasione del passaggio del servizio di lettura dalla cooperativa Agos alla Pegaso, che ha assunto, dei tre precedenti lavoratori letturisti, solo il Sottile (ndr marito della Campo)”. Il Gip del Tribunale di Ragusa riferendosi agli articoli di Tele Nova conclude scrivendo che “basata come appare su dati di fatto sostanzialmente veritieri, la critica sviluppata negli articoli in questione – al di là della gradevolezza o meno dei toni usati, che mai comunque si sono tradotti nell’insulto gratuito o in espressioni volgari – non è mai degenerata in offesa dell’altrui reputazione”.

Aggredisce i poliziotti intervenuti in un condominio a Ragusa

ODORUYI GodwinE’ stato tratto in arresto per oltraggio, resistenza, violenza e lesioni personali a pubblico ufficiale Godwin Odoruyi, 43 anni, cittadino nigeriano con regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari che, la notte scorsa, in preda ai fumi dell’alcol, ha colpito ripetutamente gli agenti in servizio di Volante accorsi in un‘abitazione del centro. In piena notte è arrivata la chiamata al 113 che segnalava delle urla, probabilmente d’aiuto, provenienti da un’abitazione del centro storico superiore di Ragusa. Gli agenti entrati nell’abitazione da dove provenivano le urla, sono stati aggrediti dal nigeriano che si è scagliato su un poliziotto con pugni e calci, fino a provocargli lesioni personali con prognosi di 5 giorni. Il poliziotto, nonostante le lesioni riportate al torace, è riuscito a bloccare l’uomo, esagitato anche per l’abuso di sostanze alcoliche, e ad assicuralo all’interno dell’autovettura di servizio. L’Ufficio Immigrazione ha avviato la procedura di valutazione in merito alla revoca del permesso di soggiorno.

ASP, AVVIATA AZIONE DISCIPLINARE NEI CONFRONTI DEL DIPENDENTE ARRESTATO A VITTORIA PER ASSENTEISMO

CARTELLINOL’Azienda Sanitaria di Ragusa, appena appresa la notizia dell’arresto di un dipendente dell’Asp, in servizio presso il poliambulatorio di Vittoria di via Generale Cascino che nonostante risultasse in servizio, avendo timbrato il proprio badge, era assente dal proprio posto di lavoro, ha attivato un’azione disciplinare nei confronti dello stesso. La nuova normativa prevede, in questi casi, la sospensione in via cautelare dal servizio, senza stipendio, entro 48 ore dalla scoperta della falsa attestazione di presenza.

SEQUESTRATI BENI PER 1.000.000 DI EURO A IMPRENDITORE VITTORIESE PER EVASIONE E FRODE FISCALE

DSC_0925I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno perfezionato l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo nei confronti di un imprenditore vittoriese operante nel settore della fabbricazione e commercializzazione di imballaggi per prodotti ortofrutticoli. Il sequestro è scaturito da una attività ispettiva condotta dalle Fiamme Gialle iblee che ha permesso di contestare all’imprenditore l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti finalizzato all’indebita deduzione di costi e la detrazione dell’imposta sul valore aggiunto attraverso la presentazione delle dichiarazioni dei redditi fraudolente riferite alle annualità 2014 e 2015.

Ragusa, patrigno accusato di violenza sessuale aggravata e reiterata nel tempo su minore

mobile-sala-conferenzeLa Polizia ha eseguito la misura cautelare, dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla vittima, a carico di un indagato residente a Ragusa. La piccola, dopo anni violenze inaudite, si è confidata con le insegnanti in un momento di sconforto. Le donne della Polizia di Stato hanno accolto la piccola presso la sala audizioni protette della Questura di Ragusa, creata dalla Squadra Mobile oltre 3 anni fa e che, purtroppo, ha già accolto diversi minori vittime di violenze di ogni ordine e grado. Il racconto particolarmente duro della bambina è stato raccolto in un verbale e la piccola è stata assistita da una psicologa durante tutte le fasi dell’indagine. L’attività investigativa si è protratta per mesi ed ha permesso di raccogliere, tramite intercettazioni e audizioni di persone informate sui fatti, gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato. Le violenze denunciate sarebbero iniziate quando la piccola aveva solo 6 anni, proseguendo per diversi anni fino al giorno in cui la minore ha trovato la forza di chiedere aiuto. Durante l’attività investigativa che monitorava ogni istante della vita della vittima così da proteggerla, sono emersi fatti gravissimi, con proposte di consumare rapporti sessuali di ogni tipo e minacce di violenze finalizzate all’appagamento delle pulsioni dell’indagato che aveva sostituito la madre della bambina con quest’ultima. La Polizia ha condotto in ufficio l’indagato per notificare gli atti a lui destinati e l’uomo.

INCIDENTE MORTALE A RAGUSA, VITTIMA IL RUGBISTA ANDREA BATTAGLIA DI 32 ANNI

andrea battagliaTragico incidente verificatosi alle ore 17,15 sulla SS 514 al km 3+100, che ha coinvolto tre auto e un motoveicolo con in sella Andrea Battaglia che, per la presenza di olio sulla carreggiata, ha perso il controllo del motoveicolo ed è rovinato a terra. Battaglia procedeva in direzione Ragusa, così come una delle tre auto coinvolte, mentre le altre due procedevano in direzione Catania, Sul posto è intervenuto personale della Polizia Stradale di Ragusa e Vittoria.

Autovettura rubata usata come “ariete” per commettere furti: ventenne arrestato dopo inseguimento per le vie cittadine di Vittoria  

GILIBERTO Giovanni Vittoria il 13.01.1998.Durante la notte appena trascorsa, alle ore 2 circa, la volante della Polizia di Vittoria è intervenuta per la segnalazione di un furto ai danni di un bar, situato all’interno di un’area di servizio. Gli agenti, giunti sul posto, apprendevano dal proprietario dell’attività commerciale che poco prima ignoti ladri avevano infranto la vetrata del bar con l’ausilio di un’autovettura utilizzata come “ariete” ed avevano asportato il cassetto del registratore di cassa. Dopo una perlustrazione nei dintorni, la pattuglia ha incrociato nei pressi della “Fontana della Pace” un’autovettura corrispondente a quella descritta, successivamente risultata rubata, con a bordo due individui che, alla vista della Polizia, si sono dati alla fuga. Ne è scaturito un pericoloso inseguimento ad alta velocità per le vie del centro cittadino, durato circa 20 minuti e durante il quale, all’altezza dell’incrocio della S.P. 68, i due ladri hanno tentato di speronare l’auto della Polizia. Giunta sulla rotonda di via Gen. Cascino, l’auto in fuga, data l’elevata velocità, perdeva il controllo andando ad urtare sulla rotonda. Ma i fuggitivi ripartivano nuovamente ad alta velocità addentrandosi nel centro abitato, percorrendo la via Gen. Cascino. La folle corsa proseguiva contromano dal tratto compreso dalla via Leopardi fino a Piazza Italia. Da lì imboccavano l’isola pedonale della centralissima via Cavour, che in quel momento era gremita di persone, e continuava sino ad arrivare alla affollata Piazza del Popolo, sempre ad altissima velocità. L’inseguimento proseguiva sino in via Del Quarto, dove l’autovettura andava a scontrarsi contro un muro. Nonostante tutto i malfattori ingranavano la retromarcia ed investivano più volte l’auto di servizio nell’estremo tentativo di sfuggire agli agenti. A questo punto il passeggero scendeva dall’autovettura proseguendo la fuga a piedi e riuscendo a dileguarsi. L’autista invece veniva bloccato dai poliziotti. Nella medesima notte era stato consumato anche un ulteriore furto, con le medesime modalità, ai danni di una farmacia di Comiso.

SCOPERTE FATTURE FALSE PER CIRCA 362 MILA EURO, SEQUESTRATI IMMOBILI E DISPONIBILITÀ FINANZIARIE TRA VITTORIA E LICATA

DSC04652I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa, su delega dell’Autorità Giudiziaria e nell’ambito di servizi finalizzati al contrasto dell’evasione fiscale, hanno recentemente denunciato 4 soggetti per reati di natura tributaria, riconducibili ad altrettante società, ed eseguito un decreto di sequestro preventivo diretto e per equivalente di beni immobili, mobili nonché somme di denaro per un ammontare fino alla concorrenza di 362 mila euro, pari alle imposte evase relative all’emissione ed utilizzo di fatture fittizie per quasi 500 mila euro. L’attività nasce da una verifica fiscale effettuata dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Vittoria nei confronti di una ditta vittoriese operante nel settore degli imballaggi in legno. La stessa azienda, dalla consultazione delle banche dati in uso al Corpo, è risultata essere “evasore totale”, per non aver presentato le previste dichiarazioni dei redditi. Altro elemento cha ha insospettito i finanzieri, la circostanza che molti clienti dell’azienda oggetto del controllo hanno dichiarato di non aver mai avuto contatti con l’amministratore di diritto ma con un altro soggetto seppur estraneo alla compagine societaria. Gli approfondimenti investigativi eseguiti su delega dell’Autorità Giudiziaria hanno permesso di raccogliere sufficienti elementi di prova riguardo al reale amministratore dell’azienda, già noto alla Guardia di Finanza per analoghi precedenti: lo stesso, dopo aver carpito i dati completi del titolare formale dell’azienda, ha emesso fatture false per centinaia di migliaia di euro nei confronti di una ditta individuale a lui stesso intestata, al fine di abbattere il proprio reddito imponibile, oltre che a favore di due soggetti economici con sede in Licata. Per questo motivo sono state ipotizzate le violazioni di natura penale di emissione ed utilizzo di fatture inesistenti. Conseguentemente, la Procura della Repubblica di Ragusa ha pienamente condiviso il quadro probatorio raccolto dagli investigatori ed inoltrato al competente GIP una richiesta di sequestro per equivalente pari all’importo dell’imposta evasa. Il provvedimento è stato eseguito in data 23 marzo con sottrazione all’indagato di 8 beni immobiliari e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 350.000 euro.

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