21-08-2018
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Archivio della categoria: Cronaca

Arrestata coppia specializzata in furti in abitazione consumati a Marina di Ragusa, Scoglitti, Comiso e in abitazioni delle campagne ragusane

TRUBIA Salvatrice 15.031989 CaltagironeGRASSO Angelo 19.02.1993 Vittoria

La Polizia ha eseguito il dispositivo di misura cautelare in carcere a carico di Salvatrice Trubia nata a Gela il 15/03/1989 e Angelo Grasso nato a Ragusa il 19/02/1993, entrambi domiciliati a Vittoria. Dopo mesi di indagini gli investigatori hanno constatato la spiccata professionalità della coppia. Non esitavano davanti a nulla e stavano attentissimi agli impianti di videosorveglianza ma, in alcuni casi, gli errori sono stati fatali. Sono stati ricostruiti 10 furti consumati o tentati e l’utilizzo fraudolento di carte bancomat. In più di un’occasione è emerso che la coppia dopo il furto di bancomat o carte di credito, tentasse di utilizzarle subito mediante i codici pin che, purtroppo, in alcune occasioni era custoditi insieme agli strumenti. Al termine delle indagini durate 6 mesi, la Squadra Mobile di Ragusa ha depositato un’articolata informativa alla Procura della Repubblica iblea. Il Gip presso il Tribunale di Ragusa ha accolto la richiesta della Procura applicando la misura cautelare della custodia in carcere stante la loro pericolosità essendo entrambi recidivi, peraltro in modo specifico per tipologia di reato.

Grave incidente della strada stamani sulla Modica-Mare, prognosi riservata per un 44enne

bb13c69a-d04a-430b-8e47-4fd52ab0cc88In Via Sorda Sampieri, Contrada Zappulla, per cause in corso di accertamento da parte della polizia locale, si sono scontrati un ciclomotore, condotto da G.M., 44 anni, bancario, e una Fiat Panda, condotta da una donna. Sul luogo dell’incidente sono confluite due pattuglie del Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale e l’ambulanza del 118. Mentre la conducente l’utilitaria non ha riportato, praticamente, alcun problema fisico, gravissime sono apparse immediatamente le condizioni dello scooterista che, per fortuna, indossava il casco, rimosso poi dai sanitari. L’ambulanza medicalizzata, dopo i primi necessari interventi di bloccaggio, ha trasferito la vittima al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore, chiaramente in codice rosso. L’uomo è stato intubato e sottoposto a tutti gli accertamenti clinici e radiologici, compresa la Tac, dopodiché i medici hanno stabilito per la riserva della prognosi a causa dei traumi e lesioni riportate, in particolare alla testa.

RICICLAGGIO E DISTRAZIONE DI FONDI PUBBLICI DESTINATI ALLA ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI, SCOPERTO UN “BUCO” NELLE CASSE DELLA ONLUS “IL DONO” DI RAGUSA DI OLTRE 1,6 MILIONI DI EURO

Foto1I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa dieci soggetti per i reati di peculato e riciclaggio in quanto, a vario titolo, hanno creato un ammanco di oltre 1,6 milioni di euro nelle casse della Società Cooperativa Sociale “IL DONO”, con sede in Via Carducci, che per un decennio ha fornito assistenza ai numerosi centri di accoglienza per migranti, presenti nella provincia iblea. I servizi resi dalla Cooperativa rientravano nell’ambito di convenzioni che la stessa aveva stipulato nel tempo con i diversi Enti pubblici presenti sul territorio, in particolare, erogazione di pasti, di vestiario, alfabetizzazione e servizi alloggiativi. Nello specifico, dal   Comune di Ragusa, nell’ambito dei progetti “Vivere la vita” e “In-verso”, sono stati erogati, nel periodo 2005/2014, somme per oltre 2,6 milioni di euro; dalla Provincia Regionale di Ragusa, per il progetti “Biscari”, periodo 2009/2014, somme per circa 1 milione di euro; dal Comune di Modica, nell’ambito del progetto “Babel”, nel periodo 2007/2013 per un importo pari ad oltre 1,7 milioni di euro. Complessivamente, la Cooperativa sociale ha beneficiato di somme pubbliche per oltre 6 milioni di euro. Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Ragusa si sono concentrate sulla gestione economico-finanziaria della predetta Cooperativa, che hanno permesso di far luce su un articolato e complesso sistema distrattivo di fondi pubblici. Gli amministratori succedutisi nella carica, appartenenti alla stessa compagine familiare, hanno posto in essere innumerevoli condotte irregolari che andavano dalla falsificazione dei libri sociali, all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, all’occultamento della maggior parte delle scritture contabili, ad ipotesi di peculato e di false attestazioni. L’analisi della documentazione acquisita presso le banche, presso gli Enti pubblici erogatori, presso le società fornitrici di beni e servizi, ha consentito agli investigatori di fare emergere l’articolato sistema di frode organizzato e diretto dagli indagati, attraverso cui in maniera costante e sistematica le somme accreditate per le finalità di scopo, venivano drenate dal conto cassa, per utilità personali di vario genere. La ricostruzione della situazione economica e finanziaria eseguita dai finanzieri, attraverso l’analisi di tutta la voluminosa documentazione acquisita, ha permesso di accertare una rilevante esposizione debitoria della cooperativa nei confronti degli ex dipendenti oltre che dell’erario e di attestare l’ammanco di risorse finanziarie per oltre 1,6 milioni di euro, condizione che ha avuto quale epilogo la dichiarazione di insolvenza, dichiarata nel maggio scorso dal Tribunale di Ragusa. Tra le condotte più significative sono emerse quelle relative all’utilizzo di carte di credito personali canalizzate su conti correnti intestati alla cooperativa, al pagamento di diverse polizze vita a favore degli indagati, alla falsa rendicontazione di spese carburante, agli omessi pagamenti dei pocket money a favore dei richiedenti asilo, all’indebita annotazione di costi non effettivamente sostenuti. È stato inoltre accertato che gli amministratori avevano emesso assegni per un valore complessivo di oltre 250.000 euro tratti dal conto corrente della Onlus, a favore di due commercialisti (anch’essi indagati), a fronte non di prestazioni consulenziali ottenute ma per il concorso e la regia degli illeciti comportamenti finalizzati al peculato. L’acquisizione e l’analisi di tutti gli estratti di conto corrente, anche personali degli indagati, ha permesso di rilevare che in diverse occasioni sono state registrate operazioni di versamento di denaro contante sugli stessi, per decine di migliaia di euro, in qualche caso a fronte di redditi lordi annui dichiarati per poco più di 3.000 euro. Si ritiene che le provviste utilizzate per i cennati versamenti di contante, siano riconducibili agli ammanchi di denaro rilevati nei conti della Onlus e che siano stati utilizzati, in parte, nell’acquisizione di un immobile all’asta del valore di circa 260 mila euro, di proprietà dei genitori degli amministratori della cooperativa, oggi destinato ad agriturismo. Infatti, nella ricostruzione nelle modalità di acquisto dell’immobile, è stato accertato che una parte della provvista necessaria per coprire l’assegno emesso dall’acquirente, moglie di uno degli amministratori della cooperativa, deriva dal versamento di denaro contante. I responsabili delle condotte fraudolente sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Ragusa che ha favorevolmente accolto gli elementi indiziari, emettendo nei confronti di 10 soggetti, tra i quali gli ex amministratori ed i consulenti fiscali la richiesta di rinvio a giudizio per i reati di riciclaggio e peculato continuato, in concorso. Nel provvedimento del Pubblico Ministero, sono state individuate quali parti lese il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Ragusa, la Provincia Regionale di Ragusa ed i comuni di Ragusa e Modica.

Agli arrestati domiciliari stalker per aver incendiato a Ragusa l’auto del compagno dell’ex moglie

1 con logoLa Squadra Mobile di Ragusa nel corso delle indagini su un incendio che aveva coinvolto alcune auto ha sentito i proprietari delle auto, concentrando i propri sforzi investigativi sul veicolo totalmente distrutto, il cui proprietario dichiarava di avere una compagna e che la stessa era separata da un tipo violento che l’aveva minacciata più volte. Gli investigatori hanno visionato le immagini di un video sorveglianza della zona, riuscendo a comprendere che l’incendio fosse doloso e che poco prima del divamparsi delle fiamme giungeva un veicolo. Le indagini quindi si concentravano sulla vita del proprietario del veicolo e ricostruivano i movimenti dell’indagato, P.L. vittoriese di anni 46: l’uomo a bordo della propria auto era partito da Vittoria per giungere a Ragusa presso l’abitazione dell’ex moglie e del compagno della stessa, parcheggiava l’auto poco distante, appiccava l’incendio, risaliva a bordo della sua auto e si dirigeva verso Vittoria, ma durante il tragitto per Vittoria, incappava in un incidente stradale autonomo. Sul posto interveniva personale di Polizia che rilevava l’incidente identificandolo come conducente.

Sorpreso a Chiaramonte Gulfi con 42.7 kg di marijuana

1212121La Polizia ha tratto in arresto Vincenzo Sorge, 38 anni di Lentini per detenzione ai fini di spaccio di di marijuana, reato aggravato per l’ingente quantità trasportata. Domenica mattina una pattuglia della Polizia Stradale intimava l’alt ad un veicolo in transito sulla SS 514 all’altezza di c.da Dicchiara in territorio di Chiaramonte Gulfi, ma il conducente si dava a precipitosa fuga in direzione di Catania. Dopo qualche chilometro di fuga a folle velocità, il conducente abbatteva la recinzione di un terreno agricolo per dileguarsi tra le campagne. La polizia è riuscito a prenderlo nei pressi della sua abitazione di Lentini. All’interno del bagagliaio dell’auto del corriere vi erano 34 involucri di varie dimensioni. La droga venduta al dettaglio avrebbe fruttato circa 400.000.

Ragusa, arrestato ladro acrobata

MALAJ QemalSi è lanciato da un’altezza di diverse metri dopo aver ricavato una buca sul tetto di un esercizio commerciale di Ragusa. Avuto così accesso all’interno ha iniziato a depredare di ogni oggetto di valore l’attività. I movimenti sospetti sono stati notati dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa che hanno colto il soggetto mentre caricava sulla sua auto un grosso televisore di ultima generazione. I fatti si sono verificati nella notte in Viale delle Americhe ai danni di un’attività commerciale che si occupa di rivendita di oggetti di seconda mano. Gli uomini della Sezione Volanti hanno sorpreso Malaj Qemal, cittadino albanese di 28 anni, che con fatica trasportava un grosso televisore a schermo piatto per caricarlo all’interno dell’auto. Alla vista dei poliziotti il giovane si è dato alla fuga cercando di fare perdere le proprie tracce nei campi vicini. Ne è nato un inseguimento a piedi reso ulteriormente difficile per la copiosa pioggia. Dopo alcune centinaia di metri il giovane è stato raggiunto, definitivamente bloccato e messo in sicurezza. Oltre al televisore è stata recuperata altra refurtiva composta da una somma in denaro, marche da bollo, carte di credito, stecche di sigarette ed altri oggetti trafugati all’interno dell’Ufficio del titolare e tra gli scaffali dell’esercizio commerciale. Dalla successiva perquisizione all’auto è stato rinvenuto tutto l’occorrente perla commissione di furti con scasso, tra cui un flex professionale, un martello, diversi giravite e una torcia portatile. L’autore del furto è stato medicato preso il pronto soccorso per le ferite riportate nel salto nel vuoto fatto per accedere all’interno della struttura. Malaj Qemal è stato tradotto presso il carcere di Ragusa.

Ragusa, aggressione a seguito di un incidente stradale: denunciati padre e figlio

 

01 (7) - CopiaUn banale incidente stradale tra due auto, con lievissimi dati e senza feriti, è stato l’occasione per una violenta aggressione ai danni di una donna e di un giovane ragazzo che hanno riportato lesioni personali per 6 e 5 giorni di prognosi. I fatti sono successi nella zona alta di Ragusa quando due auto, durante la marcia, si sono appena toccate con lievi danni riportati ai rispettivi specchietti retrovisori esterni. I due alla guida, un sessantenne e un trentenne, tutti e due ragusani si sono fermati per constatare il danno e scambiarsi le generalità. L’uomo però ha subito alzato i toni aggredendo verbalmente il più giovane con insulti e accuse di aver provocato il sinistro. Nel contempo sul posto è sopraggiunta una donna quarantacinquenne, parente del giovane che vedendo la situazione si è fermata per capire cosa fosse successo. L’uomo, infastidito della presenza della donna, senza alcun motivo l’ha aggredita sferrandole un violento schiaffo al viso che ne provocava anche la rottura degli occhiali da vista. A difesa della donna è intervento il più giovane che a sua volta è stato colpito dall’uomo che subito dopo, a bordo della sua auto, si è allontanato. I due si sono portati al pronto soccorso per essere medicati, riportando la donna un trauma facciale e il giovane lesioni agli arti superiori. Proprio mentre erano in attesa della visita dei sanitari all’interno della sala si è portato il figlio dell’aggressore, poco più che ventenne, che ha iniziato a minacciare pesantemente il giovane per poi allontanarsi. I fatti sono stati denunciati presso gli Uffici della Questura di Ragusa dando modo, agli uomini della Sezione Volanti, di acquisire gli elementi necessari all’identificazione degli aggressori. Il giovane infatti era riuscito a prendere il numero di targa dell’auto che era rimasta coinvolta nell’incidente. Da questo primo elemento i poliziotti dell’Ufficio Denunce sono riusciti ad individuare i due aggressori, padre e figlio, che sono stati riconosciuti senza ombra di dubbio dalle due parti offese. Pertanto all’esito di quanto emerso, a carico degli stessi è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per i reati di lesioni personali, minacce e danneggiamento aggravato.

Inseguimento nelle campagne ragusane, albanese trasportava droga e aveva a bordo una bimba di cinque anni

 

FOTO (1)I Carabinieri hanno bloccato la fuga in auto del ventiquattrenne H. F. accorgendosi che sul sedile anteriore del passeggero vi era una bambina di 5 anni in preda ad una crisi di pianto. Mentre i militari provvedevano a mettere in salvo la minore, il giovane albanese si scaraventava verso i carabinieri con gomitate e pugni, ma veniva bloccato. A seguito del controllo i Carabinieri hanno appurato che il ragazzo, domiciliato a Ragusa, si era disfatto di un involucro di plastica contenente 12 grammi di cocaina e possedeva la somma contante di 350 euro provento dello spaccio già effettuato. A seguito di perquisizione domiciliare il fermato veniva sorpreso con altri 18 grammi di cocaina, di un bilancino di precisione, di diversi cucchiai intrisi di sostanza e materiale vario per il confezionamento.

Arrestati domiciliari per un consigliere comunale di Vittoria accusato di aver  bastonato un suo dipendente

DEZIO RosarioLa Polizia ha sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria Rosario Dezio, vittoriese di 40 anni, per lesioni gravi. Dovrà rispondere anche di sequestro di persona e porto d’armi. La Procura della Repubblica di Ragusa ha chiesto la convalida del fermo operato dalla Polizia di Stato ed il GIP, ravvisando positivamente i gravi indizi di reato raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato, ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Due operai rumeni della ditta del Dezio durante la notte avevano tentato di rubare una bombola di gas per riscaldarsi, ma venivano sorpresi dal titolare che imbracciato un fucile (regolarmente detenuto) esplodeva alcuni colpi d’arma da fuoco. I due, mentre Dezio ricaricava il fucile, si davano alla fuga lungo le serre, trovando rifugio da un loro connazionale in un casolare abbandonato. La mattina seguente Rosario Dezio raggiungeva i tre all’interno del casolare picchiadoli con un bastone, ferendoli in più parti del corpo. Uno dei tre ha riportato lesioni guaribili in almeno 45 giorni stante le fratture in più parti del corpo. Dezio dovrà rispondere anche di sequestro di persona per aver sequestrato per due ore uno dei tre. Per aver contribuito a vario titolo, in concorso con Rosario Dezio, alla commissione dei reati descritti, sono stati denunciati due congiunti del fermato ed un altro dipendente della ditta.

 

Arrestato mentre dava alle fiamme un’auto a Ragusa Ibla

OCCHIPINTI Luca - CopiaNel corso della nottata odierna, il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Polizia, a seguito di telefonata giunta su linea di emergenza 112 che segnalava un individuo intento ad appiccare il fuoco su un’autovettura, raggiungeva il centro storico di Ragusa Ibla bloccando il quarantacinquenne ragusano Luca Occhipinti. Grazie all’intervento di un equipaggio Volante ed il supporto dei vigili del fuoco, si è scongiurato che l’incendio potesse propagarsi alle autovetture vicine ed alle adiacenti abitazioni.

Ragusa, arrestato per aver minacciato con una pistola il parroco dei salesiani

LICCIARDINO Alessandro 31.05.1951 Ragusa - CopiaIeri è stato tratto in arresto dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa Alessandro Licciardino, ventisettenne ragusano,  e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l’accusa di atti persecutori pluriaggravati nei confronti del parroco della chiesa dei salesiani nonché nei confronti dei numerosi giovani che frequentano l’oratorio. L’uomo, già colpito da numerosi precedenti di polizia e destinatario della misura dell’avviso orale emesso dal Questore di Ragusa, in più occasioni si era presentato all’interno degli spazi della parrocchia portando scompiglio e minacciando anche di morte il parroco della Chiesa, utilizzando a scopo intimidatorio dei coltelli. L’epilogo a metà gennaio quando lo stesso si era ripresentato all’interno dei locali della parrocchia minacciando di morte il parroco verso il quale mostrava una pistola, risultata giocattolo. “Colpa” del sacerdote quella di aver richiesto l’intervento della Polizia di Stato per controllare un gruppo di persone che sostavano nei pressi degli ambienti parrocchiali. A fine anno la Polizia era intervenuta in centro storico per la segnalazione di un soggetto che minacciava dei ragazzi impugnando una pistola. Sul posto i poliziotti avevano bloccato Alessandro Licciardino rinvenendo all’interno della sua abitazione una pistola risultata giocattolo, con la canna totalmente occlusa ma senza il previsto tappo rosso. In quella occasione era scattata la denuncia per le gravi minacce messe in atto e la segnalazione per la misura di prevenzione nei suoi confronti. Alessandro Licciardino è stato riconosciuto dalle riprese dalle telecamere interne all’oratorio mentre minacciava impugnando la pistola. L’uomo aveva anche reiterava pubblicamente le minacce verso il sacerdote attraverso un social network.

Denunciato cinquantenne ragusano, perde alle slots e aggredisce un dipendente di sala

polizia-volante-E’ stato riconosciuto dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa il giocatore di slot machine che qualche giorno fa, dopo aver perso delle somme di denaro, ha aggredito con calci e pugni un dipendente di sala procurandogli delle lesioni. L’uomo, dopo aver passato la serata in una sala giochi, ha minacciato e colpito un giovane addetto alla distribuzione di consumazioni colpevole, a suo dire, di non averlo servito nel migliore dei modi. A seguito della denuncia presentata presso gli Uffici della Questura sono partiti i primi accertamenti tesi all’identificazione dell’aggressore. Fondamentale è stata l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere interne al locale che hanno ripreso l’intera fase degli insulti e della violenta aggressione. Gli uomini della Sezione Volanti hanno esaminato le registrazioni fotogramma per fotogramma fino a quando l’ufficiale di polizia giudiziaria in servizio presso l’Ufficio Denunce ha riconosciuto senza ombra di dubbio il responsabile. L’uomo, infatti, di fronte al poliziotto, alcuni mesi prima, aveva a sua volta presentato una denuncia per alcune minacce di cui era stato fatto oggetto. L’intuizione dell’ufficiale si è rivelata corretta. L’uomo infatti è stato riconosciuto dalla parte offesa come colui che lo aveva minacciato e colpito di fronte agli altri commensali. Pertanto all’esito degli elementi raccolti A. S. è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa per i reati di lesioni personali e minacce gravi.

Tentano di rubare in un’abitazione a Monterosso Almo, scoperti grazie alla collaborazione della cittadinanza

carabinieri-2I Carabinieri della Stazione di Monterosso Almo hanno tratto in arresto due pregiudicati di Niscemi,  Vincenzo Blanco, 41 anni, attualmente sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, e  Gaetano Menzo, 22 anni, sorpresi mentre tentavano di svaligiare un’abitazione. I due malviventi, approfittando delle manifestazioni carnevalesche e della circostanza per cui numerosi cittadini avevano lasciato incustodite le loro abitazioni, hanno tentato di scardinare la porta d’ingresso della casa di una 50enne del luogo, facendo uso di un utensile multifunzione  elettrico, smerigliatrice e da taglio, ma il rumore provocato dall’attrezzo veniva udito dai vicini di casa che immediatamente davano l’allarme richiamando sul posto altri cittadini ed allertando i militari della locale Stazione Carabinieri. I militari, informati di quanto appena accaduto ed acquisita la descrizione somatica degli autori del reato, sono riusciti a individuare e bloccare i due malviventi mentre tentavano una precipitosa fuga a piedi per i vicoli del centro storico della città.

Arrestato Pozzallese, aveva tentato di bruciare la casa del rivale in amore

marinoI Carabinieri hanno tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, Pietro Marino, 60 anni, pescatore, per atti persecutori. L’attività dei militari dell’Arma era partita nel maggio dello scorso anno, quando l’attuale convivente della ex coniuge dell’arrestato (ritenuto rivale in amore), aveva sporto le prime denunce per gravi minacce anche di morte che l’uomo gli aveva rivolto sia oralmente che a mezzo di Facebook. Peraltro, la storia già nel 2013 aveva avuto esito con la condanna del Marino per il medesimo reato. Ma, a differenza della maggior parte dei casi di stalking, oggetto dell’ossessione in questo caso è stato l’attuale convivente. Gli episodi, oltre alle minacce all’uomo, si sono susseguiti anche con diversi appostamenti sotto casa, e  vere e proprie aggressioni verbali rivolte al rivale in amore. Lo stalker era arrivato a dormire nella propria auto sotto la casa della vittima e dei suoi figli, e, spesso, non esitava a tallonare l’auto dell’uomo e dei suoi figli. Lo scorso 3 gennaio lo stalker  ha tentato di appiccare il fuoco alla casa della coppia, cospargendo tutto l’ingresso di benzina, gridando “ti ammazzo” all’indirizzo della vittima, prima di darsi alla fuga. I Carabinieri allora intervenuti, che ponevano particolare attenzione sull’uomo, lo trovarono poco dopo nella sua abitazione, con una tanica di benzina vuota, e lo segnalarono all’autorità giudiziaria. L’attività investigativa diretta dal Pubblico Ministero della Procura di Ragusa, Dott. Sodani, ha condotto i militari a rassegnare gravi e plurimi indizi di colpevolezza sull’uomo, determinando la richiesta di misura cautelare agli arresti domiciliari.

DENUNCIATO PER LESIONI E DANNEGGIAMENTO L’UOMO CHE AVEVA PICCHIATO UN AUTOMOBILISTA MODICANO

STAMPAIl tamponamento a catena  avvenuto a Modica  il 2 febbraio scorso e rilevato da una pattuglia della Polizia di Stato del Commissariato, ha avuto anche conseguenze di natura penale per un automobilista albanese coinvolto nel sinistro il quale aveva perso le staffe ed aveva aggredito verbalmente e fisicamente un modicano, genitore di una ragazza coinvolta nel sinistro, che era intervenuto sul luogo poiché avvisato dell’accaduto dalla figlia. L’incidente si era verificato intorno alle 11,30 in via Modica Ispica e una volante  del Commissariato era  intervenuta a seguito di segnalazione di un utente della strada. Sul posto gli Agenti apprendevano dagli automobilisti coinvolti nel sinistro che poco prima c’era stato un tamponamento a catena a seguito del quale due persone erano già state accompagnate in ospedale con l’ambulanza del 118 mentre altri automobilisti e passeggeri avevano riportato ferite lievi. Nell’occorso, durante l’attesa  dell’arrivo della volante,  un automobilista di nazionalità albanese aveva perso le staffe picchiando un modicano. Per le conseguenze dell’aggressione la vittima ricorreva  alle cure mediche del pronto soccorso mentre l’aggressore risaliva sul furgone allontanandosi dai luoghi prima dell’arrivo della Volante, speronando l’autovettura dell’uomo che aveva aggredito prima. Dopo una rapidissima indagine, la pattuglia del Commissariato di Modica iniziava le ricerche del mezzo e del suo conducente che si concludevano con l’identificazione di un  cittadino di 29 anni di origini albanesi,  residente da tempo a Modica assieme ad altri familiari. Lo straniero, consapevole di avere il mezzo sprovvisto di copertura assicurativa sin dal novembre 2017 e preoccupato di  incorrere nelle contravvenzioni previste dal codice della strada, aveva abbandonato i luoghi prima dell’arrivo della Polizia, aggredendo chi ne ostacolava la fuga. Gli immediati accertamenti svolti dalla pattuglia del Commissariato intervenuta per i rilievi si concludevano con la sua identificazione e con la contestazione di contravvenzioni al codice della strada per un valore complessivo di circa 1.000 euro oltre al sequestro amministrativo del mezzo. La vittima dell’aggressione, che ha riportato un trauma contusivo al volto e trauma distorsivo al rachide cervicale con prognosi di 15 giorni, non appena è stato in grado di poter svolgere normalmente le proprie attività si è presentato presso gli uffici del Commissariato di Modica denunciando il suo aggressore. L’albanese, oltre a rispondere degli illeciti di natura amministrativa commessi in violazione del codice della strada,  sarà denunciato all’Autorità Giudiziaria dalla Polizia di Stato del Commissariato di Modica, per i reati di lesioni e danneggiamento in danno del modicano.

Ragusa, sfonda il portone e aggredisce con calci e pugni la sua ex convivente

fotoLa polizia ha tratto in arresto in flagranza per i reati dimaltrattamenti, lesioni personali e violazione di domicilio aggravata, Appiah Kubi Franklin, ghanese di 28 anni, di fatto ricorrente contro il diniego della sua richiesta di protezione internazionale. Lo straniero ha prima distrutto il portone dell’abitazione in cui si era rifugiata la sua ex compagna, una donna italiana di 40 anni, e poi l’ha colpita con calci e pugni ferendo anche un amico di lei che aveva cercato di difenderla. I poliziotti della Sezione Volanti di Ragusa lo hanno bloccato mentre picchiava la donna. I fatti sono avvenuti nella serata di ieri quando è pervenuta la richiesta della donna che riferiva di aver visto il suo ex fidanzato sotto casa che gridava il suo nome e che cercava di entrare in casa arrampicandosi da una finestra. L’uomo, accortosi che stava arrivando sul posto una pattuglia della Polizia di Stato, si era allontanato facendo perdere le proprie tracce. Dopo alcune ore l’uomo si è ripresentato sotto casa e ha divelto il protone d’ingresso dell’abitazione in cui si trovava la sua ex. Giunto all’interno ha travolto ogni suppellettile che trovava a tiro iniziando a picchiare la donna con calci e pugni al volto. All’interno un amico di lei ha cercato di difenderla rimanendo anch’egli ferito. Gli agenti, che erano ancora nella zona alla ricerca del soggetto, allertati dalla sala operativa sono piombati all’interno dell’abitazione riuscendo con fatica a bloccare il giovane. La donna è stata accompagnata al pronto soccorso dove gli è stato riscontrato un trauma facciale e agli arti superiori con una prognosi di 10 giorni. La donna ha riferito che si era quasi assuefatta al dolore con maltrattamenti subiti nel tempo anche tramite bruciature e attraverso una pinza. Il giorno prima, all’ennesima aggressione, aveva detto basta cercando aiuto presso un suo amico che gli aveva dato ospitalità. Ma anche in quel domicilio è stata raggiunta dalla furia dell’ex convivente.L’arrestato è stato condotto presso il carcere di Ragusa.

ESTORSIONE A MODICA, “O MI DAI I SOLDI O TI BRUCIO”

foto stampaLa Polizia del Commissariato di Modica  ha tratto in arresto L. V., modicano di 25 anni, responsabile del reato di estorsione ai danni di un concittadino, titolare di una nota pizzeria del centro storico. Il giovane alcuni mesi addietro aveva lavorato in prova per due week end presso la citata attività di ristorazione, non continuando nel rapporto lavorativo per decisione del titolare. Pertanto quest’ultimo,  dopo aver  regolarmente retribuito a L. V. per le giornate lavorative svolte,  lo informava della propria decisione di interrompere il periodo di prova, liquidandogli le spettanze dovute per i giorni di lavoro svolto. La decisione del ristoratore non veniva accettata dal giovane che ben presto per vendicarsi del torto subito lo contattava  inviandogli messaggi estorsivi ed intimidatori. In particolare L. V. intimava  all’ex datore di lavoro la consegna della somma di 500 euro a titolo di risarcimento dell’interruzione del rapporto di lavoro, sotto la minaccia di un male ingiusto in caso di rifiuto, fissando un appuntamento nei pressi dell’ospedale per la consegna del denaro richiesto illecitamente a titolo di “ristoro”. Intimorita dalle minacce subite, la vittima decideva di chiedere aiuto alla Polizia di Modica, recandosi presso gli uffici del Commissariato dove denunciava L. V. per l’illecita richiesta di denaro e le minacce subite. Nella giornata di ieri è stato effettuato l’arresto di L. V. , mentre riscuoteva dal ristoratore la somma stabilita. Tutte le fasi della cessione del denaro sono state seguite dagli Agenti del Commissariato. Il giovane, già noto alle Forze dell’ordine per i suoi pregiudizi di polizia per reati contro la persona ed il patrimonio, è stato posto in regime di detenzione domiciliare presso l’abitazione.

In Via Colajanni a Ragusa, spara con una pistola dal balcone a seguito di una lite familiare

pistolaLa Polizia ha bloccato un giovane ragusano di 22 anni che nel pomeriggio di ieri ha creato notevole allarme a seguito dell’esplosione di alcuni colpi a salve con una pistola, dal balcone del suo appartamento. Sul balcone del suo appartamento i poliziotti hanno rinvenuto l’arma, una pistola in metallo, con caricatore inserito e cane armato, pronta per esplodere ulteriore colpi. Solo in una fase successiva i poliziotti hanno avuto contezza che si trattava di una pistola caricata con cartucce a salve, con il previsto tappo rosso. L’indagine condotta dai poliziotti della Sezione Volanti ha permesso di ricostruire i fatti, occorsi a seguito di una lite famigliare, che ha coinvolto diverse persone. Sul posto, si era portato l’ex convivente della fidanzata del giovane, accompagnato da un suo familiare, con il fine di prendere sua figlia, avuta con la precedente relazione con la donna, per passare del tempo insieme. Al rifiuto della donna di consegnare la minore ne nasceva una discussione violenta tra le parti, durante la quale il nuovo fidanzato della stessa, veniva colpito al viso da due schiaffi. A causa dell’alterco il giovane si allontanava dai luoghi e minacciando di morte i presenti si portava nella sua abitazione. Di lì a breve, a scopo di minaccia, lo stesso esplodeva dal balcone alcuni colpi con una pistola a salve. Tutti i protagonisti della vicenda sono stati accompagnati pressi gli Uffici della Questura al fine di chiarire la dinamica esatta dei fatti e all’esito di quanto emerso, G.M., ragusano di 22 anni, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa per minacce gravi ed esplosioni pericolose. Al vaglio è altresì la posizione di tutte le persone che hanno partecipato alla lite.

Pozzallo,  figlio spaccia e la madre lo aiuta ad eludere i controlli: tre arresti ed una denuncia

Aiello Vincenzo Caschetto SalvatoreFerruggia GiuseppeI Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza tre giovani pozzallesi gravati da precedenti penali ed hanno denunciato una donna per il medesimo reato e per resistenza e minaccia a Pubblico Ufficiale. L’operazione dell’Arma dei Carabinieri denominata “Pozzallo sicura” è scattata nella serata di ieri allorquando una pattuglia dei Carabinieri ha percepito uno strano movimento di giovani tra un’autovettura e la casa di uno di questi. La perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire addosso ai giovani circa 50 grammi di marijuana già suddivisa in dosi e pronta per essere immessa sul mercato, nonché la somma contante di circa 200 Euro. Successivamente i militari dell’Arma hanno esteso le operazioni di perquisizione presso l’abitazione di uno dei tre giovani arrestati e il ragazzo allertava della presenza della pattuglia la propria madre con un urlo. La donna si è quindi recata in cucina e, dopo aver preso un barattolo contenente marijuana evidentemente di pertinenza del proprio giovane figlio, lo apriva e ne gettava il contenuto all’interno di un tombino situato nel retro della casa. A seguito della contestazione del fatto, la donna nel corso delle operazioni di identificazione svolte nella caserma dell’Arma, ha proferito numerose grevi minacce nei confronti dei militari. I tre giovani,  posti ai domiciliari in attesa di giudizio, sono i pozzallesi Vincenzo Aiello, 22 anni, Salvatore Caschetto, 20 anni, Giuseppe Farruggia, 19 anni. La donna denunciata, G. M., 53 anni,  è pozzallese, casalinga ed incensurata.

Portava la droga da Palermo a Modica

Cicciarella TizianoI Carabinieri del Stazione di Modica e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica hanno tratto in arresto in flagranza Tiziano Cicciarella, 27 anni, modicano, già noto per precedenti specifici, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’attività dei militari dell’ Arma volta a prevenire l’ingresso in città degli stupefacenti si stava concentrando sul terminal bus di piazza Falcone e Borsellino, quando il giovane modicano, con uno zaino sulle spalle, stava scendendo dal bus di linea proveniente da Palermo. Il ragazzo è stato fermato e perquisito: all’interno dello zaino sono state trovate 9 confezioni di metadone per circa mezzo litro e un panetto da 50 grammi di hashish. Cicciarella è stato rinchiuso in carcere.

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