10-12-2018

RICICLAGGIO E DISTRAZIONE DI FONDI PUBBLICI DESTINATI ALLA ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI, SCOPERTO UN “BUCO” NELLE CASSE DELLA ONLUS “IL DONO” DI RAGUSA DI OLTRE 1,6 MILIONI DI EURO

Foto1I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa dieci soggetti per i reati di peculato e riciclaggio in quanto, a vario titolo, hanno creato un ammanco di oltre 1,6 milioni di euro nelle casse della Società Cooperativa Sociale “IL DONO”, con sede in Via Carducci, che per un decennio ha fornito assistenza ai numerosi centri di accoglienza per migranti, presenti nella provincia iblea. I servizi resi dalla Cooperativa rientravano nell’ambito di convenzioni che la stessa aveva stipulato nel tempo con i diversi Enti pubblici presenti sul territorio, in particolare, erogazione di pasti, di vestiario, alfabetizzazione e servizi alloggiativi. Nello specifico, dal   Comune di Ragusa, nell’ambito dei progetti “Vivere la vita” e “In-verso”, sono stati erogati, nel periodo 2005/2014, somme per oltre 2,6 milioni di euro; dalla Provincia Regionale di Ragusa, per il progetti “Biscari”, periodo 2009/2014, somme per circa 1 milione di euro; dal Comune di Modica, nell’ambito del progetto “Babel”, nel periodo 2007/2013 per un importo pari ad oltre 1,7 milioni di euro. Complessivamente, la Cooperativa sociale ha beneficiato di somme pubbliche per oltre 6 milioni di euro. Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Ragusa si sono concentrate sulla gestione economico-finanziaria della predetta Cooperativa, che hanno permesso di far luce su un articolato e complesso sistema distrattivo di fondi pubblici. Gli amministratori succedutisi nella carica, appartenenti alla stessa compagine familiare, hanno posto in essere innumerevoli condotte irregolari che andavano dalla falsificazione dei libri sociali, all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, all’occultamento della maggior parte delle scritture contabili, ad ipotesi di peculato e di false attestazioni. L’analisi della documentazione acquisita presso le banche, presso gli Enti pubblici erogatori, presso le società fornitrici di beni e servizi, ha consentito agli investigatori di fare emergere l’articolato sistema di frode organizzato e diretto dagli indagati, attraverso cui in maniera costante e sistematica le somme accreditate per le finalità di scopo, venivano drenate dal conto cassa, per utilità personali di vario genere. La ricostruzione della situazione economica e finanziaria eseguita dai finanzieri, attraverso l’analisi di tutta la voluminosa documentazione acquisita, ha permesso di accertare una rilevante esposizione debitoria della cooperativa nei confronti degli ex dipendenti oltre che dell’erario e di attestare l’ammanco di risorse finanziarie per oltre 1,6 milioni di euro, condizione che ha avuto quale epilogo la dichiarazione di insolvenza, dichiarata nel maggio scorso dal Tribunale di Ragusa. Tra le condotte più significative sono emerse quelle relative all’utilizzo di carte di credito personali canalizzate su conti correnti intestati alla cooperativa, al pagamento di diverse polizze vita a favore degli indagati, alla falsa rendicontazione di spese carburante, agli omessi pagamenti dei pocket money a favore dei richiedenti asilo, all’indebita annotazione di costi non effettivamente sostenuti. È stato inoltre accertato che gli amministratori avevano emesso assegni per un valore complessivo di oltre 250.000 euro tratti dal conto corrente della Onlus, a favore di due commercialisti (anch’essi indagati), a fronte non di prestazioni consulenziali ottenute ma per il concorso e la regia degli illeciti comportamenti finalizzati al peculato. L’acquisizione e l’analisi di tutti gli estratti di conto corrente, anche personali degli indagati, ha permesso di rilevare che in diverse occasioni sono state registrate operazioni di versamento di denaro contante sugli stessi, per decine di migliaia di euro, in qualche caso a fronte di redditi lordi annui dichiarati per poco più di 3.000 euro. Si ritiene che le provviste utilizzate per i cennati versamenti di contante, siano riconducibili agli ammanchi di denaro rilevati nei conti della Onlus e che siano stati utilizzati, in parte, nell’acquisizione di un immobile all’asta del valore di circa 260 mila euro, di proprietà dei genitori degli amministratori della cooperativa, oggi destinato ad agriturismo. Infatti, nella ricostruzione nelle modalità di acquisto dell’immobile, è stato accertato che una parte della provvista necessaria per coprire l’assegno emesso dall’acquirente, moglie di uno degli amministratori della cooperativa, deriva dal versamento di denaro contante. I responsabili delle condotte fraudolente sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Ragusa che ha favorevolmente accolto gli elementi indiziari, emettendo nei confronti di 10 soggetti, tra i quali gli ex amministratori ed i consulenti fiscali la richiesta di rinvio a giudizio per i reati di riciclaggio e peculato continuato, in concorso. Nel provvedimento del Pubblico Ministero, sono state individuate quali parti lese il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Ragusa, la Provincia Regionale di Ragusa ed i comuni di Ragusa e Modica.

AL CINEMA LUMIERE DI RAGUSA

quello che non so di leiGiovedì 1 marzo continua la seconda parte di “Appuntamento al buio” con in programma il film “Sami Blood” Film Drammatico di Amanda Kernell (orari 18:30 e 21:30). Da venerdì 2 marzo in programmazione al cinema Lumière l’ultimo film di Roman Polansky “Quello che non so di lei” con Emmanuelle Seigner e Eva Green. Il film racconta la storia di Delphine che è l’autrice di un romanzo dedicato a sua madre che è diventato un best seller. La scrittrice riceve delle lettere anonime che l’accusano di avere messo in piazza storie della sua famiglia che avrebbero dovuto rimanere private. Turbata da questa situazione Delphine sembra non riuscire a ritrovare la volontà per tornare a scrivere. C’è però un’appassionata lettrice che entra nella sua vita. “Quello che non so di lei” sarà proiettato fino a mercoledì 7 marzo  tutti i giorni alle 18:30 e alle 21:30, escluso lunedì 5, giorno di chiusura settimanale prevista (per eventuale apertura chiamare il 3492249680) e martedì 6 quando si terrà un solo spettacolo alle 18:30.

Autostrada Rosolini – Modica: rischia di tramontare definitivamente un sogno

Siracusa_gela2Ennesimo grido di allarme e appello alla mobilitazione lanciato dalle tre Organizzazioni Confederali Cgil-Cisl-Uil e dalle tre Organizzazioni di Categoria edile Feneal-Filca-Fillea per scongiurare il concreto rischio di vedere definitivamente tramontato il sogno della realizzazione dell’arteria autostradale che colleghi Rosolini a Modica. “La situazione attuale, – di legge in un Documento Cgil, Cisl e Uil – allo stato dei fatti, è che tutto è fermo; né s’intravede la possibile e auspicata ripresa dei lavori. I pochi lavoratori ancora rimasti in cantiere non ricevono la paga da due mesi (dicembre e gennaio) e la stessa situazione si prospetta per il mese di febbraio”. I sindacati dichiarano inoltrer : “Ai soliti e consueti “intoppi”, già ben conosciuti e più volte denunciati dalle OO.SS, se ne aggiungono di nuovi e di natura che rischia davvero di compromettere definitivamente la realizzazione dell’opera. Non più tardi di circa un mese fa il neo Assessore alle infrastrutture, Marco Falcone, visitando Ragusa, rilasciò delle rassicuranti dichiarazioni alla stampa con le quali informava che nel corso di un apposito incontro tenuto in sede regionale tra Regione siciliana, Cas, Anas e Imprese esecutrici si era raggiunta una intesa che consentiva di riprendere a breve l’iter dei lavori. L’intesa raggiunta riguardava: a) la chiusura del contenzioso pendente con l’impresa esecutrice sulla base di una cifra complessiva di 22 milioni di euro, dieci dei quali sarebbero stati erogati direttamente ai fornitori e alle imprese locali che rischiavano e rischiano il fallimento, b) la definizione di un nuovo cronoprogramma dei lavori, c) l’impegno a consegnare il primo lotto esecutivo (Rosolini – Ispica) entro il mese di febbraio 2019. Le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Marco Falcone non sono state mai tradotte in un vero e proprio Accordo sottoscritto dalle parti; anzi, nel giro di pochi giorni, lo scenario disegnato dalle dichiarazioni precedenti è stato completamente stravolto, riemergendo lo spauracchio del definitivo blocco dei lavori. Le Organizzazioni sindacali si sono immediatamente attivate chiedendo un incontro urgente con l’Assessore Falcone e con i vertici del Cas. L’incontro si è tenuto a Palermo nel corso del quale con sgomento abbiamo appreso che uniche possibilità rimaste in campo prevedevano o l’ipotesi della rescissione del contratto o la prosecuzione dei lavori sulla base di una ridefinizione dell’accordo consortile (tra Condotte e Cosedil) che aveva dato vita a CO.SI.GE. L’Assessorato e il Cas si stavano adoperando per sollecitare una soluzione “indolore” che consentisse la ripresa dei lavori nel giro di alcuni mesi. Nel corso di quello stesso incontro l’Assessore si dimostrava cautamente ottimista sull’esito positivo della vicenda e che comunque da parte sua c’era un costante impegno per seguire la vicenda attivandosi su tutti i tavoli (locali, regionali e nazionali). Da parte del Cas si sarebbe operato per dare corso quanto meno al pagamento dei creditori più deboli e più esposti. Il corso degli eventi successivi, che ha visto le OO.SS. impegnate quotidianamente in incontri con i lavoratori, le imprese, i fornitori e con costanti contatti con il Cas, non ha chiarito minimamente il quadro delle varie problematiche che sembrano ingarbugliarsi ogni giorno di più.Il cantiere è sostanzialmente è fermo, le maestranze non vengono pagate, i fornitori ancora attendono di essere saldati, la realizzazione e il completamento dell’importante infrastruttura sembra ormai definitivamente sfumata. Il territorio rischia di restare sfregiato da lavori che l’hanno solo devastato compromettendone l’equilibrio ambientale e idrogeologico, i lavoratori andranno ad incrementare la già ampia schiera dei disoccupati, molte imprese saranno costrette a chiudere i battenti e a licenziare a loro volta i propri dipendenti. Un’intera provincia letteralmente beffata. Nessuna responsabilità sociale stanno dimostrando le due imprese aggiudicatarie dei lavori che agiscono unicamente sulla base di un cinico calcolo di vantaggio e di “rapina” del territorio; la committenza e la Regione, a loro volta,  dimostrano di avere scarsa capacità di governare e orientare gli eventi coerentemente agli impegni assunti. Non possiamo accettare supinamente che tutto ciò porti all’esito nefasto da noi tutti paventato; non possiamo consentire ciò non solo per la perdita di posti di lavoro e di reddito che abbiamo già sofferto e che si prepara, a breve, a diventare ancora più consistente, non possiamo consentire che ciò accada perché un intero territorio e un’intera economia subirebbe un torto e una ferita che stenteremmo a sopportare oltre. E’ per queste ragioni che lanciamo un appello alla mobilitazione a tutte le istituzioni locali; alla nostra deputazione regionale e nazionale, alle forze sociali e politiche, al mondo dell’economia e delle imprese affinché arrivi forte e determinata la nostra richiesta perché l’opera non si blocchi e si possa concludere nei tempi prefissati”. Firmato Cgil-Cisl-Uil.

I segretari generali confederali  di Cgil (Peppe Scifo), di Cisl (Paolo Sanzaro) e Uil (Giorgio Bandiera) promuovono un pubblico incontro, per affrontare le problematiche relative al cantiere dei lotti autostradali Rosolini – Modica dove persiste lo stato di fermo dei lavori, per domani, mercoledì 28 febbraio alle ore 17.00 nei locali dello Spazio Cultura Meno Assenza a Pozzallo – via Vittorio Veneto 341. Sono stati invitati a presenziare i Sindaci interessati alla realizzazione del lotto autostradale, la deputazione del territorio, le organizzazioni produttive e di categoria.

Cosa succede in Sicilia ..e a Ragusa

repubblica52958901Articolo di Valentino Bellini per La Repubblica. “La partita fatale tra centrodestra e M5S nell’isola delle promesse tradite. Il risentimento verso i vecchi politici può spianare la strada a Di Maio. Pd fuorigioco nei collegi. Boschi trova un “ caso banche” pure a Ragusa dov’è capolista nel proporzionale.

Sono rimasti in 421. «Una volta qui ne entravano tremila, quattromila al giorno. Adesso siamo questi, e saremo sempre meno. Anziché investire qui, cercano di farci andare al Nord. Nei cantieri navali di Palermo si costruivano le piattaforme petrolifere, ora siamo ridotti a un’officina meccanica», smoccola Francesco Foti. Ha 43 anni, è il segretario della Fiom di Palermo e fa parte di una razza in via di estinzione, in Sicilia. Via la Fiat, via l’Ansaldo Breda, i rimasugli della classe operaia restano aggrappati alla striscia di mare che via Francesco Crispi separa dal corpaccione di Palermo. « Da questa città scappano tutti, si è tornati indietro, ai tempi dell’emigrazione», insiste Foti. E i suoi compagni d’avventura fanno a gara a chi ha più parenti, figli, cugini o cognati fuggiti all’estero. Germania, come ai tempi della valigia di cartone. Con amarezza, Foti rimarca quanto grande sia «la distanza della politica » , e racconta le promesse che per anni li hanno soffocati inutilmente. Racconta dei 45 milioni stanziati dalla Regione per i bacini di carenaggio nel giugno 2010, e che nessuno ha mai visto: nascosti come sono in qualche cassetto. Voteranno Liberi e Uguali, ma non perché confidino in un cambiamento radicale. Per la persona, piuttosto: Pietro Grasso, palermitano. Un atto di fede, o giù di lì.Ma pure ai cantieri, l’ultimo avamposto, c’è qualcuno che sarà sedotto dalla valanga grillina. Anche se poco distante, a Bagheria, il nuovo che avanza non si è mostrato poi così nuovo, nella difesa dell’abusivismo “di necessità”. E di sicuro c’è pure chi nel segreto dell’urna si farà incantare dalle sirene leghiste, che cantano pure qua la stessa musica. Titolo: “Abolire la legge Fornero”, ma è lo stesso partito che 14 anni fa al ministero del Lavoro fece il famigerato “ scalone” per le pensioni d’anzianità. Poco importa, sulla Lega certi politici siciliani si sono buttati a pesce. Il segretario regionale si chiama Alessandro Pagano: da Alleanza cattolica a Forza Italia al Pdl al Nuovo Centrodestra, per approdare infine a Noi con Salvini. Più facilmente, ci sarà chi il 4 marzo preferirà restare comodamente a casa. E a farne le spese, come quasi ovunque al Sud sarà il Partito democratico. Ad arrestare la frana, con ogni probabilità, non servirà nemmeno quella specie di rinfrescata che si sono dati i ribelli antirenziani con la nascita di Rigenerazione Pd, la corrente dei «partigiani». Chi spera in una miracolosa rianimazione è il sindaco Leoluca Orlando, che si è iscritto al Pd e contesta la tesi che il Sud sia stato lasciato a se stesso. « In trent’anni nessun governo aveva fatto tanto per il Mezzogiorno come quello di Matteo Renzi » , dice, ricordando la stipula del “patto per il Sud”. Ma è duro convincere chi si sente abbandonato da una politica incapace di risposte: a Palermo come nel ragusano, dove si gira un altro film ad altissima intensità pentastellata.Millecinquecentododici chilometri separano Bolzano da Ragusa. In auto sono almeno sedici ore di viaggio, due in più di quelle necessarie ad arrivare a Parigi partendo da Roma. Candidata all’uninominale a Bolzano e capolista al proporzionale a Ragusa, l’aretina Maria Elena Boschi si avvia dunque a conquistare il record ineguagliabile della campagna elettorale più lunga della storia. Geograficamente parlando, visto che fra Bolzano e Ragusa ci sono dieci paralleli. Una follia stereoscopica, se è vero che i candidati dovrebbero rappresentare il territorio. Ma in questo caso, al contrario, la decisione è stata presa a ragion veduta. Ossia, quella che spinge a tenere la ministra Pd il più lontano possibile da casa sua e quindi da Banca Etruria: la popolare che ha fatto crac con suo papà alla vicepresidenza. Salvatore Barrano, candidato sindaco di Vittoria nel 2011 per l’Udc, ipotizza che la scelta di Ragusa avrebbe a che fare con il sostegno garantito a Boschi dagli ex margheritini del sindaco di Catania Enzo Bianco. Comunque sia, da quella maledizione bancaria Maria Elena non riesce proprio a liberarsi. La città siciliana dov’è stata paracadutata è alle prese con la vicenda di un’altra banca popolare. La Banca agricola popolare di Ragusa si trova certo in condizioni ben diverse da quella di Arezzo. Le sofferenze, secondo un bilancio 2016 chiuso in lieve perdita, non arrivano al 9 per cento. Anche se 358 milioni sono pur sempre una bella cifra, e 617 milioni complessivi di crediti deteriorati non sono uno scherzo. Fra i 14 mila soci, però, c’è chi non nasconde il malcontento per la gestione targata Giovanni Cartìa, classe 1928, da sempre padre padrone della popolare e ancora ben saldo alla presidenza dell’istituto di cui è direttore generale suo figlio Giambattista Cartìa. I contestatori chiedono un rinnovo della classe dirigente in chiave non familistica e di farsi rimborsare le azioni della banca da loro sottoscritte. La battaglia rischia di spostare ancor più l’ago della bilancia che già pende verso i grillini. Come dimostra la bordata contro la banca partita sei mesi fa alla Camera da cinque deputati del M5s, sotto forma di una caustica interrogazione parlamentare. La popolare di Ragusa è parte essenziale dell’ingranaggio economico che tiene in piedi questa parte della Sicilia. Anche se Vittoria, il secondo centro della provincia con 60 mila abitanti, ha dovuto negli anni cedere a Fondi lo scettro di primo mercato ortofrutticolo del Sud, la massa di denaro che qui muove l’agricoltura è imponente. Un miliardo e 200 milioni, almeno. Tanto vale la produzione di circa 3 mila aziende con 3 mila ettari di serra e il relativo indotto. Troppo, perché la mafia catanese non si contenda con quella palermitana e la “ stidda” di Gela il controllo di parte degli affari. In una situazione che non è rose e fiori. « Almeno il 70 per cento delle aziende agricole è all’asta. I produttori sono strozzati dai prezzi imposti dalla grande distribuzione, con una filiera che fa lievitare i costi all’inverosimile. Un chilo di pomodoro ciliegino esce dal campo a 80 centesimi e arriva al supermercato a 6 euro » , denuncia il consigliere di Fedagri- Confcooperative Carmelo Criscione che in passato si era impegnato per una riforma del mercato con i fondi europei mai diventata realtà. «Democristianamente affossata », insinua. Come anche la fatturazione telematica: la rete informatica costata 1,7 milioni non è stata mai utilizzata e ancora oggi si fa tutto manualmente. In questo contesto prospera l’astensionismo e decolla il consenso per il Movimento 5 stelle. A Vittoria la sinistra ha già dovuto cedere il passo alla destra. Sostenuto dagli intermediari del mercato, due anni fa si è affermato il sindaco Giovanni Moscato, poi finito indagato per la presunta assunzione clientelare di 60 netturbini segnalati dal suo predecessore del Pd, come ha raccontato la nostra Alessandra Ziniti. E per il Pd è stata un’autentica débacle: su 25 consiglieri comunali i dem non sono che due. Uno meno dei grillini. Che ora sembrano lanciatissimi. Non era andata meglio a Ragusa, tre anni prima. Il candidato del centrosinistra Giovanni Cosentini era sicuro del successo. Al primo turno il suo avversario al ballottaggio Federico Piccitto, dei 5 stelle, non aveva racimolato che 4.700 voti, un misero 15,6%. Ma due settimane dopo quella percentuale si sarebbe più che quadruplicata, sfiorando il 70%. C’entra la generale disaffezione per i partiti, ritenuti responsabili di aver abbandonato il Sud. Ma anche un risentimento preciso nei confronti dei politici siciliani. « La verità è che i grillini si muovono mentre gli altri stanno fermi. Per esempio, quando si è trattato di battere i pugni in Europa per la nostra agricoltura, sono stati loro gli unici che l’hanno fatto » , ammette Salvatore Barrano. E Ivan Lo Bello, a lungo presidente di Confindustria Sicilia, riconosce che nell’isola, e soprattutto in quella parte, «la più importante e produttiva», il fenomeno dei 5 stelle « sta assumendo proporzioni impressionanti » . In pochissimo tempo « è cambiato tutto», dice. «Questo sembra un segnale alla politica, che qui si è comportata in modo assai deludente. E anche le imprese, sicuramente quelle piccole, ma non solo, pare che vogliano spedire un messaggio ai partiti. Dalla Sicilia, e pure dalla Calabria, dove fino a poco fa le posizioni del Pd sembravano saldissime ». Un altro fronte aperto…”. Articolo di Repubblica firmato da Valentino Bellini

SABATO 3 MARZO A RAGUSA IL TRIO D’AUTORE

trio d'autoreIl 3 marzo alle 20,30 al Teatro Don Bosco in scena le melodie ebraiche e i ritmi balcanici. “Exodus” è il titolo del prossimo concerto della 23° Stagione Concertistica Internazionale “Melodica” patrocinata dall’Assessorato allo spettacolo del Comune di Ragusa con la direzione artistica della pianista Diana Nocchiero. Sabato protagonista sarà l’ensemble “Trio d’Autore” formato da Sabrina Gasparini, alla voce, Gen Llukaci al violino e Claudio Ughetti alla fisarmonica. Sabrina Gasparini da oltre 25 anni è un’apprezzata interprete di musica d’autore nazionale ed internazionale nella quale ha dimostrato la sua anima interpretativa in cui si distingue. Ha effettuato molte incisioni discografiche di successo e concerti in Brasile per promuovere la cultura musicale italiana nel mondo, esibendosi in importanti teatri di Rio De Janeiro e San Paolo. Gentjan Llukaci è un violinista diplomato in violino presso l’Accademia di Belle Arti di Tirana con il massimo dei voti. È stato primo violino dell’Orchestra della Radio Televisione Albanese, dell’orchestra dell’opera e balletto, della Filarmonica di Durazzo e di Tirana. Si è esibito in vari paesi del mondo. Anche Claudio Ughetti, fisarmonicista e compositore, ha un’ottima carriera. Si è esibito da solista e in varie ensemble per molti importanti festival. Ha prodotto diverse registrazioni discografiche ed è il fisarmonicista del “Widespace duo” insieme al famoso contrabbassista Pablo del Carlo. Il prezzo del biglietto è di 10 euro, ridotto a 5 per studenti fino ai 25 anni di età (bambini al di sotto degli 8 anni entrano gratuitamente). L’ingresso in sala è previsto dalle ore 20. Info e prenotazioni: Libreria Ubik sita in Via Plebiscito 5 – Ragusa Tel. 0932258423 / 3472313605; Associazione Melodica 3334326158 – www.melodicaweb.it.

LEGAMBIENTE RAGUSA BLOCCA LE TRIVELLAZIONI DELLA VEGA B

Piattaforma-Vega-B-Edison-spiega-il-progetto1Riceviamo e pubblichiamo: “Merito delle osservazioni dell’associazione ambientalista iblea e della ex Provincia Regionale di Ragusa, e non del comune di Scicli, se il Ministero dell’Ambiente ha bocciato gli 8 pozzi aggiuntivi della piattaforma petrolifera della Edison. La cura, l’attenzione, la meticolosità e la scientificità con cui Legambiente Ragusa presenta le proprie osservazioni alle trivellazioni in mare nel canale di Sicilia producono effetti concreti. Dopo aver contribuito a far bocciare le ricerche della Schlumberger , ora tocca alla Vega B della Edison. Con parere della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente è stato bocciato pochi giorni fa  il progetto di nuovi 8 pozzi di fronte alla costa della provincia di Ragusa per motivi relativi alla presenza di vulcani di fango nei fondali, dei probabili danni alla componente faunistica marina e ai cetacei e, per la vicinanza al sito SIC Fondali Foce del Fiume Irminio. Battuta l’arroganza della Edison che chiedeva un parere positivo anche senza la presentazione dei monitoraggi chiesta dal Ministero dell’Ambiente. Insieme a Legambiente avevano presentato osservazioni la ex Provincia Regionale di Ragusa, il comune di Ragusa e il comune di Scicli. Ci meraviglia quindi molto che il comune di Scicli, da solo, si sia intestato il merito di questo risultato senza avere contribuito in modo autonomo alle osservazioni trasmesse al Ministero dell’Ambiente. Le osservazioni del comune di Scicli sono state scritte da Legambiente Ragusa, inviate a consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, e da questi passate all’A.C. che non ha fatto altro che un copia e incolla. Tant’è che non avendo Legambiente ripetuto lo stesso iter in occasione delle ulteriori controdeduzioni alle osservazioni dell’Edison del settembre 2017, il comune di Scicli non ha presentato nuove osservazioni. Dimenticarsi del fondamentale lavoro di Legambiente Ragusa, così come di quello preziosissimo della ex provincia Regionale di Ragusa, come ha fatto il comune di Scicli nel suo comunicato stampa attribuendo, immeritatamente, solo a se stesso tutti i meriti della bocciatura degli 8 pozzi della Vega B , è irriguardoso e dimostra ancora una volta mancanza di rispetto del lavoro altrui”. Firmato Associazione Legambiente Circolo Il Carrubo di Ragusa

Asinel Trophy col Sahara Club 4×4 Ragusa

IMG-20180222-WA0038Il Sahara Club 4×4 di Ragusa, associazione sportiva amatoriale, con la collaborazione dell’Associazione di Volontariato di Protezione Civile F.I.V.E., organizza sabato 24 febbraio 2018 un evento denominato Asinel Trophy. L’idea nasce dalla volontà di ripetere un’iniziativa già sperimentata in passato con esiti positivi, nella quale i fuoristradisti iblei invitano le famiglie dell’Associazione Anffas di Ragusa a partecipare ad un’escursione in fuoristrada nella quale i partecipanti si immergono nella natura del nostro territorio per vivere un’esperienza veramente.  Quest’anno si vuole “dare una marcia in più” inserendo nel tour una visita guidata allo storico quartiere San Paolo e presso un agriturismo di tipo rurale. L’evento, che vedrà l’avvio della manifestazione nella cornice suggestiva dei giardini iblei, coinvolgerà i driver, gli intervenienti con le loro famiglie e il personale dell’Anffas in prove ludiche. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Ragusa, è a puro titolo gratuito per i partecipanti.

Agli arrestati domiciliari stalker per aver incendiato a Ragusa l’auto del compagno dell’ex moglie

1 con logoLa Squadra Mobile di Ragusa nel corso delle indagini su un incendio che aveva coinvolto alcune auto ha sentito i proprietari delle auto, concentrando i propri sforzi investigativi sul veicolo totalmente distrutto, il cui proprietario dichiarava di avere una compagna e che la stessa era separata da un tipo violento che l’aveva minacciata più volte. Gli investigatori hanno visionato le immagini di un video sorveglianza della zona, riuscendo a comprendere che l’incendio fosse doloso e che poco prima del divamparsi delle fiamme giungeva un veicolo. Le indagini quindi si concentravano sulla vita del proprietario del veicolo e ricostruivano i movimenti dell’indagato, P.L. vittoriese di anni 46: l’uomo a bordo della propria auto era partito da Vittoria per giungere a Ragusa presso l’abitazione dell’ex moglie e del compagno della stessa, parcheggiava l’auto poco distante, appiccava l’incendio, risaliva a bordo della sua auto e si dirigeva verso Vittoria, ma durante il tragitto per Vittoria, incappava in un incidente stradale autonomo. Sul posto interveniva personale di Polizia che rilevava l’incidente identificandolo come conducente.

AL CINEMA LUMIERE DI RAGUSA

coverlgGiovedì 22 febbraio, per la rassegna “Appuntamento al buio” sarà proiettato alle 18:30 e alle 21:30 “120 battiti al minuto”, film drammatico di Robin Campillo.  Per la seconda settimana viene riproposto “A casa tutti bene”. Il nuovo film di Gabriele sarà proiettato tutti i giorni escluso  lunedì 26, alle 18:30 e alle 21:30 nei giorni feriali, mentre il sabato e la domenica si aggiungerà una terza proiezione con gli spettacoli alle 18:30, alle 20:20 e alle 22:00. Da segnalare infine “Egon Schiele”, il film evento in programma lunedì 26 febbraio alle 18:30 e 21:30. Prevendita su pianta dei biglietti da mercoledì 21 febbraio. Info e prenotazioni: 0932682699 – 3891561285.

Sorpreso a Chiaramonte Gulfi con 42.7 kg di marijuana

1212121La Polizia ha tratto in arresto Vincenzo Sorge, 38 anni di Lentini per detenzione ai fini di spaccio di di marijuana, reato aggravato per l’ingente quantità trasportata. Domenica mattina una pattuglia della Polizia Stradale intimava l’alt ad un veicolo in transito sulla SS 514 all’altezza di c.da Dicchiara in territorio di Chiaramonte Gulfi, ma il conducente si dava a precipitosa fuga in direzione di Catania. Dopo qualche chilometro di fuga a folle velocità, il conducente abbatteva la recinzione di un terreno agricolo per dileguarsi tra le campagne. La polizia è riuscito a prenderlo nei pressi della sua abitazione di Lentini. All’interno del bagagliaio dell’auto del corriere vi erano 34 involucri di varie dimensioni. La droga venduta al dettaglio avrebbe fruttato circa 400.000.

Ragusa, arrestato ladro acrobata

MALAJ QemalSi è lanciato da un’altezza di diverse metri dopo aver ricavato una buca sul tetto di un esercizio commerciale di Ragusa. Avuto così accesso all’interno ha iniziato a depredare di ogni oggetto di valore l’attività. I movimenti sospetti sono stati notati dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa che hanno colto il soggetto mentre caricava sulla sua auto un grosso televisore di ultima generazione. I fatti si sono verificati nella notte in Viale delle Americhe ai danni di un’attività commerciale che si occupa di rivendita di oggetti di seconda mano. Gli uomini della Sezione Volanti hanno sorpreso Malaj Qemal, cittadino albanese di 28 anni, che con fatica trasportava un grosso televisore a schermo piatto per caricarlo all’interno dell’auto. Alla vista dei poliziotti il giovane si è dato alla fuga cercando di fare perdere le proprie tracce nei campi vicini. Ne è nato un inseguimento a piedi reso ulteriormente difficile per la copiosa pioggia. Dopo alcune centinaia di metri il giovane è stato raggiunto, definitivamente bloccato e messo in sicurezza. Oltre al televisore è stata recuperata altra refurtiva composta da una somma in denaro, marche da bollo, carte di credito, stecche di sigarette ed altri oggetti trafugati all’interno dell’Ufficio del titolare e tra gli scaffali dell’esercizio commerciale. Dalla successiva perquisizione all’auto è stato rinvenuto tutto l’occorrente perla commissione di furti con scasso, tra cui un flex professionale, un martello, diversi giravite e una torcia portatile. L’autore del furto è stato medicato preso il pronto soccorso per le ferite riportate nel salto nel vuoto fatto per accedere all’interno della struttura. Malaj Qemal è stato tradotto presso il carcere di Ragusa.

L’imprenditore agricolo vittoriese accusato di lesioni gravi e sequestro di persona ai danni di un lavoratore rumeno. Peppe Scifo:”Una violenza frutto di soprusi e di degrado.”

 

11111Il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo, in una nota commenta il tragico fatto di cronaca che ha visto protagonista un imprenditore agricolo di Vittoria, agli arresti domiciliari e che sarebbe accusato di lesioni gravi, sequestro di persona e porto d’armi. “Questo ennesimo atto di violenza ai danni di un bracciante romeno compiuto da un imprenditore testimonia ancora una volta l’esistenza di un clima di grave sopraffazione e degrado nelle nostre campagne. Una situazione che si accompagna all’esistenza di una realtà sociale di forte emarginazione ed esclusione sociale; centinaia di donne, uomini e bambini costretti a vivere condizioni abitative al di sotto di ogni minimo requisito di dignità. Lavoratrici e lavoratori lavorano in condizioni di sotto salario, lavoro nero per circa 2,5 / 3 euro l’ora.Non esiste possibilità di connessione tra questi ed il tessuto sociale perché le campagne sono luoghi di isolamento per tutti. Quanto accaduto, se dovesse essere confermato dalle indagini, rappresenta un fatto grave perché riguarda una delle aziende più strutturate della zona. Aziende che portano in giro per l’Italia e l’Europa il marchio della nostro territorio, ed un episodio del genere travolge l’intero territorio e rischia di gettare fango sulle aziende. Le nostre campagne sono luoghi di sistematica negazione di diritti compresi quelli di cittadinanza, dove non esiste la possibilità di avere la  residenza, l’accesso ai servizi sanitari e alle scuole dell’obbligo per i bambini. Di fronte a tutto ciò da anni denunciamo anche l’assenza delle Istituzioni a partire dai Comuni interessati. Esiste un problema sicurezza a 360°; occorre preservare la sicurezze delle persone, dei lavoratori, e la sicurezza delle aziende spesso attaccate da furti di prodotti e attrezzature. C’è bisogno di incrementare i controlli da parte di tutti gli organi preposti a partire dall’Ispettorato del Lavoro, dell’Inps al fine di contrastare il lavoro irregolare e tutelare le aziende sane”. Firmato Peppe Scifo Cgil Ragusa

Ragusa, aggressione a seguito di un incidente stradale: denunciati padre e figlio

 

01 (7) - CopiaUn banale incidente stradale tra due auto, con lievissimi dati e senza feriti, è stato l’occasione per una violenta aggressione ai danni di una donna e di un giovane ragazzo che hanno riportato lesioni personali per 6 e 5 giorni di prognosi. I fatti sono successi nella zona alta di Ragusa quando due auto, durante la marcia, si sono appena toccate con lievi danni riportati ai rispettivi specchietti retrovisori esterni. I due alla guida, un sessantenne e un trentenne, tutti e due ragusani si sono fermati per constatare il danno e scambiarsi le generalità. L’uomo però ha subito alzato i toni aggredendo verbalmente il più giovane con insulti e accuse di aver provocato il sinistro. Nel contempo sul posto è sopraggiunta una donna quarantacinquenne, parente del giovane che vedendo la situazione si è fermata per capire cosa fosse successo. L’uomo, infastidito della presenza della donna, senza alcun motivo l’ha aggredita sferrandole un violento schiaffo al viso che ne provocava anche la rottura degli occhiali da vista. A difesa della donna è intervento il più giovane che a sua volta è stato colpito dall’uomo che subito dopo, a bordo della sua auto, si è allontanato. I due si sono portati al pronto soccorso per essere medicati, riportando la donna un trauma facciale e il giovane lesioni agli arti superiori. Proprio mentre erano in attesa della visita dei sanitari all’interno della sala si è portato il figlio dell’aggressore, poco più che ventenne, che ha iniziato a minacciare pesantemente il giovane per poi allontanarsi. I fatti sono stati denunciati presso gli Uffici della Questura di Ragusa dando modo, agli uomini della Sezione Volanti, di acquisire gli elementi necessari all’identificazione degli aggressori. Il giovane infatti era riuscito a prendere il numero di targa dell’auto che era rimasta coinvolta nell’incidente. Da questo primo elemento i poliziotti dell’Ufficio Denunce sono riusciti ad individuare i due aggressori, padre e figlio, che sono stati riconosciuti senza ombra di dubbio dalle due parti offese. Pertanto all’esito di quanto emerso, a carico degli stessi è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per i reati di lesioni personali, minacce e danneggiamento aggravato.

Inseguimento nelle campagne ragusane, albanese trasportava droga e aveva a bordo una bimba di cinque anni

 

FOTO (1)I Carabinieri hanno bloccato la fuga in auto del ventiquattrenne H. F. accorgendosi che sul sedile anteriore del passeggero vi era una bambina di 5 anni in preda ad una crisi di pianto. Mentre i militari provvedevano a mettere in salvo la minore, il giovane albanese si scaraventava verso i carabinieri con gomitate e pugni, ma veniva bloccato. A seguito del controllo i Carabinieri hanno appurato che il ragazzo, domiciliato a Ragusa, si era disfatto di un involucro di plastica contenente 12 grammi di cocaina e possedeva la somma contante di 350 euro provento dello spaccio già effettuato. A seguito di perquisizione domiciliare il fermato veniva sorpreso con altri 18 grammi di cocaina, di un bilancino di precisione, di diversi cucchiai intrisi di sostanza e materiale vario per il confezionamento.

Arrestati domiciliari per un consigliere comunale di Vittoria accusato di aver  bastonato un suo dipendente

DEZIO RosarioLa Polizia ha sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria Rosario Dezio, vittoriese di 40 anni, per lesioni gravi. Dovrà rispondere anche di sequestro di persona e porto d’armi. La Procura della Repubblica di Ragusa ha chiesto la convalida del fermo operato dalla Polizia di Stato ed il GIP, ravvisando positivamente i gravi indizi di reato raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato, ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Due operai rumeni della ditta del Dezio durante la notte avevano tentato di rubare una bombola di gas per riscaldarsi, ma venivano sorpresi dal titolare che imbracciato un fucile (regolarmente detenuto) esplodeva alcuni colpi d’arma da fuoco. I due, mentre Dezio ricaricava il fucile, si davano alla fuga lungo le serre, trovando rifugio da un loro connazionale in un casolare abbandonato. La mattina seguente Rosario Dezio raggiungeva i tre all’interno del casolare picchiadoli con un bastone, ferendoli in più parti del corpo. Uno dei tre ha riportato lesioni guaribili in almeno 45 giorni stante le fratture in più parti del corpo. Dezio dovrà rispondere anche di sequestro di persona per aver sequestrato per due ore uno dei tre. Per aver contribuito a vario titolo, in concorso con Rosario Dezio, alla commissione dei reati descritti, sono stati denunciati due congiunti del fermato ed un altro dipendente della ditta.

 

Arrestato mentre dava alle fiamme un’auto a Ragusa Ibla

OCCHIPINTI Luca - CopiaNel corso della nottata odierna, il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Polizia, a seguito di telefonata giunta su linea di emergenza 112 che segnalava un individuo intento ad appiccare il fuoco su un’autovettura, raggiungeva il centro storico di Ragusa Ibla bloccando il quarantacinquenne ragusano Luca Occhipinti. Grazie all’intervento di un equipaggio Volante ed il supporto dei vigili del fuoco, si è scongiurato che l’incendio potesse propagarsi alle autovetture vicine ed alle adiacenti abitazioni.

Ragusa, arrestato per aver minacciato con una pistola il parroco dei salesiani

LICCIARDINO Alessandro 31.05.1951 Ragusa - CopiaIeri è stato tratto in arresto dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa Alessandro Licciardino, ventisettenne ragusano,  e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l’accusa di atti persecutori pluriaggravati nei confronti del parroco della chiesa dei salesiani nonché nei confronti dei numerosi giovani che frequentano l’oratorio. L’uomo, già colpito da numerosi precedenti di polizia e destinatario della misura dell’avviso orale emesso dal Questore di Ragusa, in più occasioni si era presentato all’interno degli spazi della parrocchia portando scompiglio e minacciando anche di morte il parroco della Chiesa, utilizzando a scopo intimidatorio dei coltelli. L’epilogo a metà gennaio quando lo stesso si era ripresentato all’interno dei locali della parrocchia minacciando di morte il parroco verso il quale mostrava una pistola, risultata giocattolo. “Colpa” del sacerdote quella di aver richiesto l’intervento della Polizia di Stato per controllare un gruppo di persone che sostavano nei pressi degli ambienti parrocchiali. A fine anno la Polizia era intervenuta in centro storico per la segnalazione di un soggetto che minacciava dei ragazzi impugnando una pistola. Sul posto i poliziotti avevano bloccato Alessandro Licciardino rinvenendo all’interno della sua abitazione una pistola risultata giocattolo, con la canna totalmente occlusa ma senza il previsto tappo rosso. In quella occasione era scattata la denuncia per le gravi minacce messe in atto e la segnalazione per la misura di prevenzione nei suoi confronti. Alessandro Licciardino è stato riconosciuto dalle riprese dalle telecamere interne all’oratorio mentre minacciava impugnando la pistola. L’uomo aveva anche reiterava pubblicamente le minacce verso il sacerdote attraverso un social network.

 Settimana delle Cardiologie Aperte a Ragusa

nicosia antonino, primario ompaAnche quest’anno la Cardiologia di Ragusa ha aderito alla campagna nazionale dell’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri e della Fondazione “Per il tuo Cuore”. L’obiettivo della settimana è quello di avviare il progetto “Ragusa Città cardio-protetta”, un progetto volto a diffondere nella popolazione la cultura del primo soccorso al fine di ridurre la mortalità per arresto cardiaco. Il responsabile scientifico del progetto, dr. Antonino Nicosia,  spiega – “la mortalità per infarto miocardico acuto e arresto cardiaco è in gran parte extra-ospedaliera! Se vogliamo ridurre la mortalità dei pazienti  prima di raggiungere l’ospedale, dobbiamo formare la popolazione -almeno nei luoghi di maggiore affluenza –  ad eseguire le prime manovre di primo soccorso e mettere loro a disposizione i defibrillatori esterni. E’ proprio questo il fine del progetto che prevede, da un lato, l’acquisto e l’installazione in punti strategici della città di defibrillatori e, dall’altra, dalla formazione del personale “laico” all’utilizzo del defibrillatore stesso e alla cultura del primo Soccorso”. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla sinergia tra l’ASP di Ragusa, che ha messo a disposizione la sede e il personale per tenere i corsi di formazione, il Comune di Ragusa,  che ha acquistato le teche di protezione e messo a disposizione la competenza dell’Ufficio tecnico e l’Associazione di volontariato “AMICUORE” che ha coordinato il progetto, l’avvio dei corsi di formazione e l’acquisto dei defibrillatori. “Un particolare grazie, -dice Lucia Ingarao, presidente dell’Associazione- , va riconosciuto alla sensibilità degli operatori commerciali che hanno acquistato e donato alla Città il defibrillatore nell’area commerciale di loro pertinenza”. La settimana culminerà in una manifestazione che si svolgerà Venerdì 16 Febbraio alle 18.00  a Villa Fortugno. L’evento vedrà la partecipazione del Commissario dell’ASP di Ragusa, del Sindaco di Ragusa, del Direttore dell’U.O.C.  Cardiologia di Ragusa e del Responsabile del Servizio di Formazione per i corsi di Primo Soccorso e sarà l’occasione per fare il punto sul progetto e sul suo razionale, sulla prevenzione in termini corretti stili di vita: dieta e attività fisica.

Denunciato cinquantenne ragusano, perde alle slots e aggredisce un dipendente di sala

polizia-volante-E’ stato riconosciuto dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa il giocatore di slot machine che qualche giorno fa, dopo aver perso delle somme di denaro, ha aggredito con calci e pugni un dipendente di sala procurandogli delle lesioni. L’uomo, dopo aver passato la serata in una sala giochi, ha minacciato e colpito un giovane addetto alla distribuzione di consumazioni colpevole, a suo dire, di non averlo servito nel migliore dei modi. A seguito della denuncia presentata presso gli Uffici della Questura sono partiti i primi accertamenti tesi all’identificazione dell’aggressore. Fondamentale è stata l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere interne al locale che hanno ripreso l’intera fase degli insulti e della violenta aggressione. Gli uomini della Sezione Volanti hanno esaminato le registrazioni fotogramma per fotogramma fino a quando l’ufficiale di polizia giudiziaria in servizio presso l’Ufficio Denunce ha riconosciuto senza ombra di dubbio il responsabile. L’uomo, infatti, di fronte al poliziotto, alcuni mesi prima, aveva a sua volta presentato una denuncia per alcune minacce di cui era stato fatto oggetto. L’intuizione dell’ufficiale si è rivelata corretta. L’uomo infatti è stato riconosciuto dalla parte offesa come colui che lo aveva minacciato e colpito di fronte agli altri commensali. Pertanto all’esito degli elementi raccolti A. S. è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa per i reati di lesioni personali e minacce gravi.

Sospensione servizi scolastici in favore alunni non vedenti frequentanti la scuola dell’obbligo della provincia di Ragusa

uic logoLa sezione territoriale iblea dellUnione Italiana Ciechi denuncia che “con un tratto di penna dal mese di Gennaio 2018 e con atti amministrativi poco meditati il sostegno extrascolastico degli alunni minorati della vista frequentanti la scuola dell’obbligo è stato delegato ai singoli comuni, in corso d’anno scolastico, senza peraltro che gli uffici comunali medesimi preposti avessero nessuna preparazione e nessuna competenza in merito”. “Le famiglie – prosegue il presidente Uic Salvatore Albani – si sono trovate improvvisamente disorientate, sbigottite e danneggiate: da un giorno all’altro, contrariamente a quanto il Libero Consorzio Comunale aveva promesso, col nuovo anno gli operatori domiciliari dei servizi scolastici diretti agli alunni minorati della vista della scuola dell’obbligo non sono più in servizio, anche perché, con la sola eccezione del Comune di Comiso (???), gli altri Comuni interessati non hanno potuto né assicurare né garantire i servizi domiciliari extra-scolastici per incompetenza istituzionale e gestionale: in tutto ciò ovviamente i soggetti danneggiati sono gli alunni minorati della vista della scuola dell’obbligo che, in provincia di Ragusa, dal mese di gennaio 2018, non hanno più nessun tipo di sostegno scolastico. D’altra parte si ribadisce e si sottolinea che in atto nessun provvedimento legislativo vigente demanda ai Comuni specificatamente l’assistenza extra scolastica degli alunni disabili sensoriali”. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha cercato di rassicurare le famiglie, ma col passare dei giorni si è resa conto, con profonda amarezza, che nulla si muove e che forse solo una forma forte di protesta civile delle famiglie interessate può richiamare l’attenzione sulla gravità dell’accaduto.

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