26-09-2017
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Archivio della categoria: Politica

On. Nino Minardo: la grande burla della riforma delle province in Sicilia

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L’approvazione in Commissione Affari istituzionali alla Regione Sicilia che prevede il ritorno dell’elezione diretta per i presidenti e i consiglieri di Liberi consorzi e Città metropolitane conferma, secondo il deputato modicano, che la “riforma Crocetta” era nata in modo confuso e approssimativo. “Una telenovela dalla peggiore sceneggiatura – continua Minardo –  durata un quinquennio  che ha creato solo danni soprattutto alla provincia di Ragusa e ai territori più piccoli che sono stati sempre più isolati ed emarginati. A cosa è servita la tanto conclamata “rivoluzione Crocetta” se non a tornare indietro, a commissariare gli enti e a nominare i “commissari dei commissari”?  In questi anni sarebbe stato corretto lavorare ad una riforma per rafforzare gli enti, rivedere le competenze pensando a dimezzare il numero degli eletti e della giunta e delle loro indennità”. Questo sarebbe stato senz’altro un segnale concreto di tagli alla spesa pubblica senza togliere ai cittadini la possibilità di scegliere i loro rappresentanti locali. Ed invece? Solo continue proroghe, girandole di commissari ed impoverimento economico e sociale dei territori. I danni creati per la mancanza di rappresentanze istituzionali sono inenarrabili. 

Caos Ospedale Ragusa, Digiacomo annuncia: nominata una terna ispettiva

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“Mi sono sentito con l’assessore Gucciardi: è stata nominata una terna ispettiva che si occuperà di interloquire con le istruzioni per una veloce risoluzione di questa pagina incresciosa relativa all’apertura del Giovanni Paolo II”. Ad annunciarlo il presidente della VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari all’Ars, Giuseppe Digiacomo, che aggiunge: “ciò è conseguenza della totale delegittimazione dell’attuale direzione generale, che si e’ vista mettere i sigilli per evitare che i malati fossero allocati in luoghi non conformi. Già dalla relazione trasmessa, si desume la piena consapevolezza che la struttura della quale s’annunciava l’apertura, e che aveva comportato sospensione di ricoveri e allocazione dei pazienti in strutture diverse dentro e fuori provincia, era inagibile”. “Una inqualificabile condotta per appendersi una medaglietta a ogni costo – tuona Digiacomo -, per dimostrare, non si capisce bene a chi, di essere tipi in gamba, tipi tosti. Il tutto sulla pelle di pazienti e personale, personale stanco, stressato, deluso e preoccupato che adesso viene da noi a sfogare la propria amarezza. La Commissione Servizi Sociali e Sanitari che mi onoro di presiedere – annuncia Digiacomo – convocherà in questi giorni un’audizione per far luce su quanto accaduto, e, ai sensi dello statuto e del regolamento, ispezionerà e indagherà su questi fatti che, comunque, rappresentano una pagina dolorosa, imbarazzante che la terra iblea non si meritava. Se, in questo delicato momento, il dottor Arico’ si facesse da parte facilitando percorsi e interlocuzioni con Procura e altre Istituzioni e non rimanesse attaccato alla poltrona non si capisce per quale ragione, si riabiliterebbe parzialmente, se non altro su un piano deontologico e mostrerebbe un senso di responsabilità ad oggi carente”.

La misura è colma!!!! Si faccia chiarezza su  questa squallida vicenda relativa all’apertura del nuovo ospedale di Ragusa.

 

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Riceviamo da Maurizio Tumino, consigliere comunale di Ragusa, gruppo  Insieme, e pubblichiamo: “La città di Ragusa è priva, oggi, di un presidio ospedaliero pronto a fornire soluzioni adeguate non solo alle emergenze ma anche purtroppo alle situazioni ordinarie. Avevamo nei giorni scorsi, confortati anche dalle prese di posizioni ufficiali rese dall’Asp di Ragusa, esortato il dr. Arico’ ad andare avanti senza tentennamenti con la massima attenzione e nel rispetto delle procedure di legge. Ogni giorno che passa, però, ci riserva nuove sorprese. Siamo passati da due piccole stanze messe a disposizione alla Guardia di Finanza per conservare alcuni documenti al sequestro preventivo di due sale operatorie, della sala parto della terapia intensiva cardiologica e della rianimazione perché le unità di trattamento aria richiedono settaggi ed accorgimenti che non sono ritenuti di sufficiente garanzia per l’uso continuativo. Si fa a gara in questi giorni per attribuirsi i meriti di quanto fatto senza, invece, pensare ai demeriti che sono eppure tanti. L’on. Dipasquale, dopo avere abbandonato la città per soddisfare le sue personali ambizioni e aver fatto di tutto per consegnarla al movimento cinque stelle che ha dimostrato, tra l’altro, tutta la sua inadeguatezza nel governare il territorio, prova a farsi perdonare il suo manifesto disinteresse nei confronti della città, nell’ultimo scorcio della sua esperienza parlamentare, ancora una volta provando a prendere in giro Ragusa e i Ragusani. In questi giorni ha voluto evidenziare alla città che il risultato di oggi è frutto della sinergia e dell’assoluta determinazione del proprio manager di riferimento congiuntamente alla propria azione e a quella dell’onorevole Digiacomo. La verità, purtroppo è un altra ed è sotto gli occhi di tutti. Oggi viviamo una situazione paradossale, di disagio assoluto in merito alla questione più importante che è quella della salute pubblica e occorre dare soluzione al problema immediatamente. Intervenga con autorevolezza davvero il Sindaco come massima autorità sanitaria, il Prefetto, la deputazione, l’autorità giudiziaria e chiunque abbia titolo perché a questo scempio venga messa la parola fine. Si faccia tutto nel rispetto assoluto delle norme e a garanzia della salute di tutti ma si faccia presto. Oggi i disagi dei pazienti, sopiti ieri perché magari speranzosi di ricevere un servizio migliore, sono in procinto di trasformarsi in ribellione. E questo davvero non si può sopportare, ne tantomeno si deve permettere! Noi esigiamo, come semplici cittadini e come rappresentanti delle istituzioni, una data certa sull’apertura del nuovo ospedale. Non siamo disposti ad attendere oltre”. Firmato Maurizio Tumino cons. comunale Ragusa.

Indagato Aricò manager dell’Asp di Ragusa, M5S all’Ars: subito revoca dell’incarico

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I deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle, Vanessa Ferreri e Francesco Cappello, hanno inviato una nota al Presidente della Regione Crocetta e all’assessore alla Salute Gucciardi per chiedere la revoca immediata dell’incarico di direttore generale e di imminente commissario straordinario al manager Maurizio Aricò. “Aricò risulta infatti indagato per interruzione di pubblico servizio e false attestazioni in concorso, – ricordano i pentastellati – nell’inchiesta che la Guardia di Finanza sta conducendo sull’iter dei lavori di completamento del nuovo ospedale di Ragusa”. “Durante il suo mandato – afferma Vanessa Ferreri – il manager si è già contraddistinto per comportamenti poco conformi ai principi di imparzialità e buon andamento previsti dall’articolo 97 della Costituzione. Mi riferisco in particolare alla vicenda di pochi mesi fa che vide Aricò affidare in via diretta ad una associazione locale la promozione e il marketing del costruendo ospedale di Ragusa per un importo di circa 50mila euro, affidamento ritirato in autotutela solo a seguito dell’intervento delle Forze dell’Oridine”. “Sappiamo – afferma Cappello – che lo stesso manager Aricò è stato già oggetto di valutazione negativa da parte degli uffici dell’assessorato, a seguito di esposti e segnalazioni di personale medico della stessa ASP 7. Reputiamo adesso che non possa non tenersi conto dei provvedimenti di sequestro che la Guardia di Finanza sta ponendo in essere presso i locali del Nuovo Ospedale di Ragusa per reati molto gravi, come la mancanza di collaudi o irregolarità nelle attestazioni di regolarità. E questo signore era pronto ad inaugurare l’ospedale già lo scorso lunedì”. I due parlamentari del M5S chiedono pertanto che Aricò non solo venga rimosso subito da qualsiasi incarico dirigenziale o di commissario, ma anche, fin quando le autorità giudiziarie non accertino eventuali responsabilità, sia sospeso dell’elenco degli idonei alla nomina a direttore generale, amministrativo e sanitario delle aziende del servizio sanitario della Regione Siciliana.

Apertura nuovo ospedale Ragusa, Assenza: si rischia la tragedia

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Riportiamo la dichiarazione del deputato regionale di F. I., on. Giorgio Assenza, che ha preannunciato la presentazione di un atto ispettivo presso l’Assemblea Regionale Siciliana: “Ci troviamo di fronte a una situazione paradossale: un trasferimento in corso, tre ospedali attivi ma nessuno fruibile e una tempistica incerta, mentre la tragedia è sempre in agguato. Si stanno sovraccaricando gli ospedali di Modica e Vittoria, creando disagi anche nei nosocomi vicini e mettendo a rischio la salute dei pazienti di tutta la provincia. A questo punto si ripristini l’operatività del “Civile” e del “Maria Paternò Arezzo”, oppure, in tempi brevissimi, si completi il trasferimento e si renda operativo il nuovo ospedale. Diversamente, la situazione rischia di andare drammaticamente fuori da ogni controllo”.

Caos ospedali Ragusa, on. Digiacomo chiede rimozione Aricò

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“Alla luce di quanto sta avvenendo a Ragusa, con un ‘vecchio’ ospedale ormai mobilitato ed un nuovo ospedale ancora inagibile, a causa delle indagini e dei sequestri in atto, è indispensabile un immediato intervento dell’Assessorato alla Salute”. A dichiararlo l’on. Pippo Digiacomo, presidente della commissione VI Sanità dell’Ars che aggiunge: “l’assessore Gucciardi rimuova immediatamente il direttore Aricò e nomini una task force per affrontare quella che si è trasformata in una vera e proprio emergenza. Il rischio, altrimenti, è che fra incertezze, scarichi di responsabilità e possibili aumenti di interventi legati alla stagione estiva, la situazione possa degenerare in un vero e proprio caos con conseguenze pesantissime per i pazienti e gli utenti”.

Sisma del ’90 in Sicilia, Lorefice: I cittadini devono essere rimborsati

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La parlamentare iblea Marialucia Lorefice torna sull’argomento con l’ennesima interrogazione. Questa volta di concerto con il collega parlamentare Alessio Villarosa, primo firmatario, membro della Commissione Finanze. “Con il collega Villarosa stiamo cercando – dichiara la parlamentare del M5S – di ottenere delle risposte dal ministro dell’Economia e delle Finanze. Le  nostre domande sono sempre rimaste inevase e questo ci impedisce di dare delle risposte chiare ai tantissimi cittadini che chiedono semplicemente il rispetto dei loro diritti”. “L’argomento è ormai noto – sottolinea la Lorefice -, il mancato rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate dei contributi versati negli anni 1990-91-92 nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa colpite dal terremoto. Ai contribuenti di queste province fu concessa dapprima la sospensione e, successivamente, la riduzione del pagamento degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi relativi ai 3 anni (1990-91-92), consentendo loro di pagare solo il 10% di quanto dovuto. La Cassazione ha numerose volte stabilito che coloro che hanno versato interamente la somma hanno diritto al rimborso. La Legge di Stabilità del 2015 ha confermato lo stesso principio, ma per molti cittadini dei rimborsi ancora nemmeno l’ombra”. “Pare che gli Uffici periferici dell’Agenzia delle Entrate – dice Marialucia Lorefice -non abbiano ancora istruito le istanze di rimborso presentate dai contribuenti, anche perché non avrebbero avuto precise disposizioni da parte dell’Agenzia Centrale delle Entrate. Su questo aspetto specifico avevamo depositato interrogazione a marzo 2017”. “Al ministro Padoan – conclude la parlamentare iblea – chiediamo di adottare iniziative per dare seguito ai rimborsi”.

Il sindaco Piccitto partecipa all’incontro promosso dalla Prefettura per discutere della questione del nuovo Ospedale di Ragusa

 

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Il sindaco Federico Piccitto ha partecipato stamane presso il Palazzo di Governo  all’incontro promosso dal Prefetto Maria Carmela Librizzi per fare il punto della situazione sull’apertura del nuovo ospedale di Ragusa “Giovanni Paolo II”. Alla riunione, oltre al primo cittadino, sono intervenuti  il manager dell’Asp 7 Maurizio Aricò, il direttore sanitario dell’ASP 7 Pino Drago ed il Comandante dei Vigili del Fuoco, Aldo Comella. “Abbiamo appreso, questa mattina – dichiara il sindaco Federico Piccitto – che le procedure amministrative necessarie per il trasferimento dei degenti dall’ospedale Civile al nuovo ospedale Giovanni Paolo II sono ancora in fase di definizione. Si tratta di un fatto grave, perché fa cadere la possibilità di un completamento del trasferimento complessivo dei reparti e dei degenti entro il 30 giugno, che coincide con la scadenza dell’incarico del Direttore Generale”. “A completare il quadro – ha detto Piccitto – ci ha pensato il Governo regionale, che si conferma ancora una volta parte del problema e non della soluzione, con una deliberazione della Giunta Regionale di nomina dei commissari straordinari delle Asp siciliane che trasferisce Aricò a Palermo, sostituito da Lucio Ficarra”.

Marina di Ragusa, spiaggia Mancina piena di alghe

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Dichiarazione del consigliere comunale Angelo La Porta del gruppo Insieme: “E’ giunto il momento di intervenire. La spiaggia della Mancina invasa da circa venti giorni da alghe puzzolenti e maleodoranti. Viene invaso l’ultimo tratto di spiaggia fino ad arrivare al molo di levante del porto turistico di Marina di Ragusa. E’ inaccettabile  e fuori  da ogni logica  lasciare ammassate su una striscia di spiaggia tutte quelle alghe che giorno dopo giorno sta diventando sempre piu’ puzzolente e maleodorante, al punto che oltre alla non fruizione della spiaggia stessa da parte dei bagnanti, sta comportando enormi disagi  a chi abita nelle vicinanze. Sicuramente il sindaco Piccitto e l’assessore all’Ecologia e Ambiente Zanotto, anziche’ far rimuovere le alghe alla ditta che si occupa del servizio pulizia, così come è stato fatto altre volte  diversi anni fa nella spiaggia di Santa Barbara, forse  stanno aspettando che arrivi  qualche mareggiata che riesca a ripulire quel tratto di arenili. Lo spero, ma soprattutto lo sperano  i fruitori di quel tratto di spiaggia, che sin da subito qualcuno si attivi per rimuovere le alghe “.

EFFETTI DELLA MOVIDA A MARINA DI RAGUSA INSOSTENIBILI PER I RESIDENTI

Movida a Marina di Ragusa

“Situazione degradante e indecorosa. E’ quella che si è presentata agli occhi dei cittadini e dei villeggianti di Marina di Ragusa in questi ultimi fine settimana. Sono gli effetti della movida”. La denuncia arriva da Antonella Bellina, responsabile per le politiche della frazione rivierasca del circolo “Pippo Tumino” del Pd di Ragusa. “Il centro di Marina – sottolinea Bellina – si è risvegliato deturpato, una vera e propria porcilaia. Da un lato la disattenzione di alcuni ragazzi che dimostrano di essere poco attenti alle esigenze del territorio in cui si divertono, dall’altro gli assenti controlli che dovrebbero essere coordinati da un’Amministrazione comunale che, invece, si dimostra molto approssimativa anche al riguardo. Ed ecco che ne viene fuori un cocktail esplosivo che determina degli sconquassi di vivibilità non da poco”. “Il sindaco e la Giunta – prosegue l’esponente Pd – sono invitati a redigere un’ordinanza a tutela del decoro urbano. E sarebbe opportuno installare un numero maggiore di contenitori per conferire i rifiuti. Ma sarebbe soprattutto opportuno incaricare personale addetto per controllare il rispetto del decoro”. Bellina spiega che il problema non riguarda solo la notevole spazzatura abbandonata sui marciapiedi e per strada ma anche gli effetti del post sbornia. “Ecco perché – continua l’esponente dem – facendomi portavoce delle esigenze dei residenti, chiedo una presa di posizione seria e rigorosa da parte dell’Amministrazione. E tutto ciò in tempi celerissimi. Tutt’al più che la stagione estiva è già iniziata. Ci vogliono regole più rigide e rigorose. Inoltre, secondo me, bisogna sfatare il luogo comune che la colpa è dei commercianti o dei gestori dei locali. Questi ultimi svolgono il loro lavoro e pagano affitti stagionali onerosi per mantenere le loro famiglie. Quindi, sono indispensabili maggiori controlli”.

SMANTELLAMENTO DEL SERVIZIO DOPOSCUOLA AL COMUNE DI RAGUSA

Elisa Marino (3)

“Hanno smantellato il servizio doposcuola, dopo decenni di pregiata attività, sin dal 1982, perché avevano la necessità di potenziare l’assistenza per gli asili nido. E ora cosa fanno? Chiedono ad alcune insegnanti se sono disponibili a operare in seno all’assessorato ai Servizi sociali? Ma, scusate, stiamo scherzando sulla pelle di queste persone? E’ davvero assurdo quanto sta accadendo”. A denunciare la Giunta municipale è la consigliera comunale Elisa Marino che, a nome del gruppo Insieme, evidenzia alla stregua di una scelta da biasimare quella adottata dal Comune di Ragusa.

Impianto trattamento rifiuti a Scicli, le azioni della giunta per impedirne la nascita

eylqf_scicli-ragusaL’amministrazione comunale di Scicli ribadisce che ha posto in essere azioni amministrative finalizzate all’annullamento dell’autorizzazione ambientale rilasciati dai competenti organi regionali alla società A.Ci.F per il trattamento di rifiuti speciali e non sul territorio sciclitano. Di recente gli uffici comunali hanno effettuato diversi controlli nell’azienda di trattamento rifiuti per verificare la corrispondenza tra le attività in corso e quanto dichiarato negli atti presupposti all’autorizzazione.

 

Riscossione tributi a Ragusa, Consiglio comunale approva ordine del giorno della Migliore su revoca affidamento del servizio

sonia migliore 2 (1)Il Consiglio comunale di Ragusa ha approvato l’ordine del giorno, presentato dai Consiglieri del Laboratorio politico 2.0, Sonia Migliore e Manuela Nicita, con il quale si impegna l’Amministrazione comunale a revocare in autotutela l’affidamento del servizio di anagrafe immobiliare integrato (catastale e tributaria), gestito da un’associazione temporanea di imprese di cui è capofila la Lamco srl. Con lo stesso ordine del giorno, inoltre, si chiede all’Amministrazione pentastellata di avviare gli opportuni accertamenti in ordine a eventuali profili di illiceità penale e contabile che potrebbero riguardare l’emissione di “cartelle pazze” e il riconoscimento all’Ati di un aggio elevatissimo (oltre il 42%) sull’accertamento dei tributi non riscossi. “Avevamo presentato questo odg lo scorso marzo – spiega Sonia Migliore – perché vogliamo vederci chiaro su come funziona il servizio di riscossione tributi nella nostra città, preoccupati dall’aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini che avrebbero ricevuto delle ‘cartelle pazze’. Inoltre siamo venuti a conoscenza di alcune indagini da parte della Guardia di Finanza nei confronti di una delle società che compongono l’Ati. Un’indagine estesa in tutta Italia, coinvolgendo 800 comuni, e che ha fatto emergere delle verità allarmanti, con la conseguente trasformazione societaria dell’associazione d’imprese. Avevamo segnalato, in aggiunta, che alcune parti del contratto stipulato tra il Comune di Ragusa e l’Ati erano di dubbia interpretazione e che rischiavano di provocare un contenzioso tra l’Ente e la stessa Ati. L’elevatissimo aggio del 42,5% da riconoscere a chi gestisce il servizio, per esempio, è da corrispondere rispetto ai crediti accertati o a quelli effettivamente incassati dal settore Tributi? Un dubbio che evidentemente non abbiamo avuto solo noi”. “Dal momento dell’affidamento del servizio – dichiara l’esponente del Lab 2.0 – le condizioni dell’Ati sono cambiate e ci siamo chiesti anche se è possibile che il contratto possa essere valido pur venendo a mancare le condizioni iniziali della costituzione di quell’Ati. Ora da parte del civico consesso, dunque, è stato assunto un grande atto di responsabilità che il Comune potrebbe utilizzare come strumento per eventuali azioni di ripercussioni dinanzi al TAR da parte della società che pretende il mega aggio su somme non incassate”.

LEOLUCA ORLANDO LANCIA LA LISTA DEI TERRITORI PER LE REGIONALI

LEOLUCA ORLANDO

Con un lungo post pubblicato oggi nella sua pagina Facebook, Leoluca Orlando annuncia l’avvio di un percorso per la creazione di una “Lista dei territori” in vista delle prossime elezioni regionali. Orlando traccia un’analisi della situazione politica, affermando i punti irrinunciabili di quello che definisce un “programma chiaro e senza ambiguità”. Questo il testo del post appena pubblicato. “La dignità e la fatica dell’amministrare a servizio delle comunità locali non possono e non devono più essere mortificate ulteriormente da atteggiamenti e pratiche “annacatorie”, che hanno fatto parlare in Sicilia di uno stato di calamità istituzionale. E’ dai territori che occorre prendere le mosse con quello che viene definito “civismo politico”, del tutto alternativo a movimenti tanto ribelli quanto inconcludenti e incapaci di amministrare e del tutto alternativo a logiche di apparato che simulano protagonismo con litigi continui ed inconcludenti. Chi da oltre due anni considera conclusa la esperienza del Governo Crocetta ha il diritto e il dovere di immaginare un futuro diverso e migliore per i siciliani e per la Sicilia, a partire non da alchimie politichesi ma a partire dai problemi reali, come ogni giorno sono chiamati nei territori a fare amministratori locali e Sindaci. Un programma regionale chiaro deve prevedere pregiudizialmente la fine del soffocante ed improprio ruolo politico di governo da parte di un mondo cosiddetto confindustriale siciliano che si ostina a voler comandare, certamente impropriamente e troppo spesso illegalmente. Un programma regionale chiaro di governo deve prevedere la mitigazione della speciale autonomia siciliana, non essendo più tollerabili – in nome della specialità – arbitrii gestionali, inconcludenze amministrative e confusioni legislative, ossessivamente presenti e penalizzanti con riferimento al sistema delle autonomie locali e nei settori di acqua, rifiuti, precariato e formazione professionale. In sintesi, milioni di siciliani non possono essere esclusi, e sono stati sin qui esclusi, dalla comunità nazionale ed europea e dai loro processi di riforma e flussi finanziari, a causa di uno Statuto speciale divenuto alibi per inattività ed inadeguatezze, oltre che privilegio e fonte di rendita parassitaria per pochi ed isolamento e mortificazione per tutti gli altri. Un futuro diverso e migliore si costruisce con un programma chiaro che non può essere rinviato prestando prioritaria attenzione a “chi non ha” e a “chi produce”…  Un programma regionale chiaro deve essere fortemente caratterizzato da cultura e pratica dell’innovazione, cultura e pratica di rispetto ambientale e cultura e pratica della accoglienza, in una prospettiva di mobilità internazionale come diritto umano e pertanto una prospettiva capace di accogliere senza isterie e paure i flussi migratori e di attrarre al tempo stesso enormi potenzialità turistiche. Su queste preliminari scelte programmatiche appare necessaria la presentazione alle prossime elezioni regionali di una “lista dei territori”, che nasca a partire dai territori mortificati in questi anni e nasca attorno ad un programma chiaro, che costituisca la premessa e indichi i contenuti di un auspicabile campo tanto largo quanto privo di ambiguità e pretestuosi rinvii di approfondimento.  A Palermo, sulla base di una azione amministrativa difficile e ricca di realizzazioni, a partire, attorno ed in coerenza ad un programma chiaro di scelte e di azioni già realizzate e di altre in via di completamento è stato possibile individuare candidati e liste. Questo, almeno questo e non altro, credo serva alla Sicilia”.

On. Nino Minardo: improprie le dichiarazioni del Ministro Fedeli su legge videosorveglianze

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Riceviamo e pubblichiamo: “Sono in netto disaccordo con quanto dichiarato dal Ministro della Pubblica Istruzione,  Valeria Fedeli, l’altro ieri a Scicli, che ha definito “improprio” l’uso di telecamere in asili e ospizi. Lo vada a dire ai genitori dei bambini maltrattati piuttosto che ai parenti di disabili o anziani vittime di maltrattamenti. Non sono più accettabili episodi di violenza nei confronti di persone impossibilitate, sia per l’età che per defezioni psicofisiche, episodi che quasi quotidianamente ci raccontano le cronache nazionali e locali. Per questo definisco  “impropria e quanto mai inopportuna” la dichiarazione del Ministro Fedeli. Su queste cose deve esserci tolleranza zero a tutela prima di tutto di bambini, disabili e anziani e poi della stragrande maggioranza degli insegnanti ed operatori dei vari centri che svolgono con serietà il proprio lavoro. Al punto in cui siamo arrivati  il fenomeno  è diventato emergenza;  il parlamento non può più rimanere impantanato in una sterile dialettica all’interno della maggioranza di governo improduttiva ed inutile; ci vogliono i fatti concreti: si metta mano alla Legge ferma in Senato”! Firmato On. Nino Minardo

RAGUSA, A TUTTO SINDACI

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Non c’era Federico Piccitto all’inaugurazione di A Tutto Volume, ha preferito andare a Fabriano a fare da fondalino nel palchetto dei comizi di Luigi Di Maio. Ecco, questa è veramente un tipico esempio di scemenza a cinquestelle: non captare l’occasione giusta di relazione con le masse, e che masse! Vale di più un contatto, un saluto, uno scambio di opinioni con gente del calibro di Sergio Rizzo, il professore Pasquino, la Dandini, Galli della Loggia… che se ti prendono in simpatia magari scrivono due paroline che le legge tutta l’Italia, o farsi il tour con i gran capi? Si vede che l’ordine di scuderia era presenza obbligatoria per i primi cittadini, ma santo Iddio! che ci vuole a dire “scusate ho Ragusa con migliaia di persone in piazza, forse sarebbe meglio se stessi con i miei paesani”. Rassegnamoci, non funziona così da quelle parti, la chiamata è perentoria, militare, maschia, orrida. Misterioso il nostro sindaco, non parla mai dell’appuntamento elettorale del prossimo anno: si ritira, si ricandida, passa per poi presentarsi alle nazionali? A soffrirne più che i ragusani sono i grillini di corte che stanno impazzendo. L’unica certezza di quel popolo è che non vogliono che il candidato sia Massimo Iannucci, lo vedono debole nonostante il trionfo atletico profuso dall’amministrazione: non c’è un campetto, un movimento corporeo, un gioco popolare, un esercizio muscolare che non sia finanziato. E ai grillini, invidiosi, per ogni progettino letto come occasione di propaganda a favore del vicesindaco, scatta una colica rabbiosa. E’ la nuance fascistoide del governo Piccitto questa ossessione per lo sport;  si potrà dire, in caso di lancio dell’uomo, quel che si scriveva sul baldo Achille Starace: lasciò gli studi per la ginnastica a cui si dedicava con tutta l’anima. Andiamo però alle certezze. Regionali. C’è stata una riunione del meetup e l’ex assessora Stefania Campo si è autocandidata. Pensa, la signora, di avere tutte le carte in regola. Come no? Quelli del meetup non sanno più come dirglielo che sarebbe meglio anche no, e quindi è tutto un pietoso susseguirsi di rinvii, vediamo, valutiamo, votiamo. E mentre soffrono per la troppo educazione –  pratica valida solo per i rapporti interni – Ragusa è tutta un bollore di candidati. Il primo è Giorgio Massari che rompe ipocrisie ed indugi, presenta la lista Ragusa prossima, e come sempre ancorato ad un ambiente sano, cattolico, riformista, e flirtante a sinistra, quella vera, buona, pura, perfetta, leggermente irritante ed elettoralmente minima. Una bella mossa; intanto si posiziona a mo’ di carta moschicida e poi si vede chi si cattura. E’ una candidatura che non entusiasma, ma può rivelarsi convincente: è come un brodo caldo, intramontabile nel conforto, un po’ meno chiaro nei  risultati di efficacia. Giorgio Massari è un uomo serissimo, capace, colto, onesto, cocciuto, cattolico … insomma come un Piccitto raffinato dal tempo e dalle letture. Quel che dice però è giusto davvero: cambiamento di qualità. Bellissimo come slogan: insomma noi della sinistra occhiuta e ipercritica esamineremo oltre ogni ragionevole dubbio questa candidatura in evoluzione mentre, senza tanti sofismi, Peppe Calabrese, bacino limitrofo, si incazza come una biscia. E Nello Dipasquale che dice, che fa? Subito dopo le elezioni amministrative, sbandau come si suol dire. Dove ha messo piede, un disastro. A Pozzallo con la Susino… meglio non infierire; a Santa Croce sceglie in modo spregiudicato la sua destra con Lucio Schembari… e perde; a Chiaramonte il suo nemico Iano Gurrieri torna in sella; a Giarratana opta per l’antagonista di Giaquinta, del suo stesso partito, per sostenere di fatto uno dei noti Busso… e la sbaglia anche qui. E meno male che aveva dichiarato di essere lui la politica… quella che fu. Subito dopo il risultato è andato a pesca per rilassarsi e colloquiare con la natura e ritrovarsi grande come essa: si è sentito da sotto le onde uno sconquasso, un botto, uno strano movimento: niente di pericoloso, solo un sonoro pernacchio perfino dagli amati pesci. Non sa cosa fare Nello Dipasquale. Se questi sono i numeri della provincia, come fa a candidarsi con il proporzionale? chi lo vota? e poi stavolta che ci racconta dopo la favoletta cotta e mangiata del sogno di Crocetta che lo aveva convinto a buttarsi a sinistra? Certo ci sono le nazionali, ma intanto scatta l’operazione terrore. Va narrando che ha pronti i manifesti e che vuole tornare a fare il sindaco. Crede ancora che qualcuno che vanta un po’ di voti, da quelli del Pd agli ex del centrodestra già organizzato con Maurizio Tumino, corrano ai suoi piedi giurando fedeltà, patti, alleanze col sangue, promesse. Niente, nessuno lo contatta. Persino i costruttori tacciono. Vuoi vedere che preferiscono i grillini?

INSIEME RAGUSA – MERITI ELETTRODOTTO NON A PICCITTO E NEANCHE A DIPASQUALE

 

maurizio-tumino“Il sindaco Piccitto – afferma il consigliere Maurizio Tumino – prova ad attribuirsi il merito della riqualificazione dell’area nel tratto finale del Lungomare Andrea Doria. In tal senso è, comunque, in buona compagnia: anche il movimento Territorio prova a fare confusione addirittura arrivando a dire che quest’ultima opera è invece merito dell’amministrazione Dipasquale”. “Giusto per fare chiarezza – continua Tumino – e per ripristinare la verità: la riqualificazione ambientale del tratto finale delLungomare coincidente con l’area di approdo dell’elettrodotto Italia Malta fu deliberata sotto la reggenza del Commissario Straordinario, Margherita Rizza, grazie ad un emendamento dell’aula  che impegnò la società Enemalta a ristorare di almeno 600 mila euro la città di Ragusa a titolo di compensazione. L’emendamento, a prima firma Peppe Lodestro, trovò una risicata maggioranza trasversale in aula a sostenerlo. Una maggioranza  che operò a favore della città con in testa il sottoscritto insieme ad altri colleghi del tempo (Filippo Angelica, Peppe Arestia, Peppe Calabrese ed altri). I fatti – una semplice lettura della deliberazione consiliare – però dimostrano che il movimento Territorio che oggi fa a gara con Piccitto per attribuirsi la primogenitura dell’opera voto’ contrario fermamente convinto che l’elettrodotto Italia-Malta non era opera da fare”.

SULL’APPELLO DI ANNA FALCONE E TOMMASO MONTANARI

http-o.aolcdn.comhssstoragemidas4ac5e6a263ffa741b452791fbb986f11205345884montanari-falconeQuesta la riflessione dell’avvocato Cesare Borrometi, esponente di Sinistra Italiana, che scrive :”Credo che la stampa, anche quella online, abbia trascurato un’importante iniziativa proposta a livello nazionale da due personaggi non legati ad alcun partito e perciò estremamente credibili nei loro propositi. Mi riferisco all’appello lanciato da Anna Falcone (avvocato, vice presidente del Comitato per la Difesa Costituzionale) e Tommaso Montanari (storico dell’arte, professore universitario ed editorialista), con riguardo al quale vorrei tentare di supplire al silenzio con cui, come dicevo, è passato nella nostra realtà locale, sebbene a quest’ultima, ritengo, si attagli perfettamente. L’appello in questione mi sta particolarmente a cuore perché ricalca concetti che nei giorni precedenti ho cercato di esternare proponendo un’alleanza ampia progressista, capace di candidarsi al governo della nostra città, così come l’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari propone la creazione di una forza capace di candidarsi alla guida della Nazione. Anna Falcone e Tommaso Montanari esordiscono dicendo “Siamo di fronte ad una decisione urgente. Che non è decidere quale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, ma come far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive. La parte di tutti coloro che da anni non votano perché non credono che la politica possa avere risposte per la loro vita quotidiana: coloro che non sono garantiti perché senza lavoro, o con lavoro precario; coloro che non arrivano alla fine del mese, per stipendi insufficienti o pensioni da fame.” A parere dei due autorevoli personaggi “La grande questione del nostro tempo è questa: la diseguaglianza. L’infelicità collettiva generata dal fatto che pochi lucrano su risorse e beni comuni in modo da rendere infelici tutti gli altri. La scandalosa realtà di questo mondo è un’economia che uccide: queste parole radicali – queste parole di verità – non sono parole pronunciate da un leader politico della sinistra, ma da Papa Francesco. La domanda è: «E’ pensabile trasporre questa verità in un programma politico coraggioso e innovativo»? Noi pensiamo che non ci sia altra scelta. E pensiamo che il primo passo di una vera lotta alla diseguaglianza sia portare al voto tutti coloro che vogliono rovesciare questa condizione e riconquistare diritti e dignità.” Riprendendo temi che, mi si perdoni l’immodestia,ho avuto occasione di esprimere anch’io, Falcone e Montanari affermano che “Serve dunque una rottura e, con essa, un nuovo inizio: un progetto politico che aspiri a dare rappresentanza agli italiani e soluzioni innovative alla crisi in atto, un percorso unitario aperto a tutti e non controllato da nessuno, che non tradisca lo spirito del 4 dicembre, ma ne sia, anzi, la continuazione. Un progetto che parta dai programmi, non dalle leadership e metta al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o a un reddito di dignità, il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione”.  L’appello – scrive Borrometi – si conclude con un invito ad un primo incontro che si terrà domenica 18 giugno a Roma dove si inizieranno a gettare le basi di questo movimento dal basso che abbia un respiro nazionale e, a cascata, possa essere riproposto a livello locale. Sperando di aver suscitato interesse all’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari in tutti coloro che credono possibile una via nuova, fondata sull’iniziativa allargata della gente che si riconosce nei temi illustrati dai due, dò appuntamento a chi può e vuole al Teatro Brancaccio di Roma domenica 18 giugno alle ore 9,00″.

Ragusa, si riparla dei Piani di Recupero Urbanistico

sonia migliore 2“Dopo oltre quattro anni dall’approvazione regionale dei Piani di Recupero Urbanistico degli agglomerati che, parecchio tempo addietro, sono sorti abusivamente in varie parti del territorio di Ragusa e ormai sanati, si pone in termini sempre più pressanti il problema del loro recupero urbanistico e infrastrutturale”. Lo dichiara il portavoce del Laboratorio politico 2.0, Sonia Migliore. “Si tratta – spiega Migliore – di quartieri a carattere sempre più residenziale che, però, ancora sono privi di reti fognarie e, in gran parte, anche di adeguata viabilità, pubblica illuminazione e servizi di aggregazione sociale. In questa direzione l’Amministrazione comunale non ha assunto iniziative né le ha sapute programmare capaci di disegnare un percorso credibile per dare dignità a tali aree. Si è preferito eseguire spezzoni di opere, sempre parziali e strutturalmente inadeguate, realizzate per ragioni di clientelismo politico da parte di singoli amministratori o politici locali. Tale metodo non serve alla città e neppure ai quartieri da recuperare perché non impegna risorse sufficienti e determina una odiosa guerra tra poveri”. “Il Lab 2.0 – continua Migliore – ritiene che questo sia un argomento urgente e che possa essere più trascurato: l’Amministrazione deve impegnarsi per la redazione di un piano complessivo di risanamento degli agglomerati non più abusivi, prevedendo tutte le opere infrastrutturali indispensabili al vivere civile, da finanziare con stralci annuali che interessino ogni ambito: pavimentazioni stradali, illuminazione, rete fognaria”. Il gruppo consiliare del Lab 2.0, sulla questione, ha presentato un apposito ordine del giorno.

L’ON. SEBASTIANO GURRIERI: “AMO PROFONDAMENTE CHIARAMONTE E LA CAMBIEREMO INSIEME ALLA MIA SQUADRA”

festeggiamenti“E’ una città che ho profondamente amato e che ho cercato, nei miei diversi ruoli, di cambiare, rendendola più d’attrattiva e facendole acquisire un ruolo di primo piano all’interno della collettività iblea e in ambito regionale. Da questa consapevolezza era partita la scelta di tornare a candidarmi alla carica di sindaco di Chiaramonte Gulfi e l’ho fatto assieme a tanti giovani, tante donne, tanti uomini impegnati nella società civile, componenti della squadra “Liberiamo la città”. Un progetto politico che la città ha capito, compreso e voluto. Abbiamo centrato il risultato, abbiamo vinto le elezioni e adesso per il nostro paese si gira finalmente pagina”. E’ questa la prima dichiarazione dell’on. Sebastiano Gurrieri che è stato eletto alla carica di sindaco di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa. “Torno a fare il sindaco con grande volontà e con grande senso di responsabilità, consapevole delle difficoltà, anche economiche, in cui versa la città. Il rispetto per le opposizioni sarà totale, così come sarà totale abnegazione. Sicuramente c’è una priorità assoluta, quella di rivedere il piano regolatore generale per riqualificare il centro storico e contemporaneamente pensare all’ampliamento della zona artigianale con la nascita di nuovi opifici. E poi c’è il nostro bosco, la nostra pineta che è e deve essere una risorsa per la nostra città. Infine punteremo sul binomio imprescindibile tra turismo di qualità e agricoltura d’eccellenza con la valorizzazione, già annunciata in campagna elettorale, dell’olio d’oliva Dop Monti Iblei, dell’uva da tavola Igp di Mazzarrone e dei prodotti biologici”.

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