23-04-2024
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Archivio della categoria: Cronaca

OMICIDIO A VITTORIA, MARTEDI’ I FUNERALI DI GIANNA NOBILE

E’ stata eseguita questa mattina l’autopsia sul corpo di Gianna Nobile, la docente di religione della scuola “Pappalardo” di Vittoria uccisa a colpi di pistola da un bidello della stessa scuola, Salvatore Lo Presti, arrestato poco dopo l’omicidio dalla Polizia. L’esame autoptico, eseguito dal medico legale Davide Agnello, ha confermato che sono stati due i proiettili che hanno colpito l’insegnante provocando l’ emorragia al fegato e all’addome. Gli altri tre colpi di arma da fuoco rilevati dalla Polizia Scientifica non sono andati a segno perchè uno si è conficcato nella borsa dell’insegnante, un altro – deviato dall’intervento del collega del bidello – è stato individuato nell’infisso della segreteria della scuola e un altro ancora nel muro del corridoio della scuola. I funerali saranno celebrati martedì, alle 18, nella parrocchia della Resurrezione. La famiglia, intanto, ha espresso profondo disappunto per la ricostruzione delle motivazioni dell’omicidio fatta dall’arrestato agli inquirenti. Avrebbe detto che avrebbe sparato perchè, invaghitosi della professoressa, non era stato corrisposto. In realtà la ricostruzione non convince quasi nessuno. Nessun movente passionale, secondo i familiari della donna, ma le motivazioni sarebbero da ricercare proprio nella figura del bidello, che da tempo sarebbe stato aggressivo e minaccioso. La famiglia, domenica pomeriggio, ha ricevuto la visita del vescovo, Paolo Urso. “È opportuno interrogarsi su questi fatti drammatici – ha detto il Vescovo di Ragusa – e riflettere se vi è stata una sottovalutazione del caso. È necessario un momento di verifica di questi fenomeni e un’assunzione di responsabilità delle autorità competenti per monitorare la sicurezza negli ambienti scolastici: se questa persona aveva dato segnali di disturbi per il suo temperamento perchè non si è intervenuto prima? Questi fatti straordinari impongono decisioni straordinarie”.

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Droga, arrestato giovane modicano

 

Il Gip ha convalidato l’arresto disponendo la scarcerazione con il solo obbligo di firma per il 19enne Pierpaolo Lucifora, arrestato venerdì a Modica. In casa sua, dove era stato notato un via vai di giovani, la Polizia ha individuato sette minorenni che fumavano spinelli. Gli agenti hanno trovato otto involucri contenenti canapa indiana, numerosi semi di analoga sostanza, un trita erba, un bilancino e la somma contante di circa 764 euro, verosimilmente l’incasso della vendita della droga.

LUCIFORA Pierpaolo. jpg

 

INCIDENTE STRADALE A CAVA D’ALIGA

cava daligaSei giorni di prognosi per ciascuna delle persone rimaste coinvolte in un incidente stradale verificatosi in viale della Pace a Cava d’Aliga, frazione di Scicli, alle 23,15 circa di sabato 15. Due i veicoli coinvolti: un’autovettura Ford Galaxy ed un ciclomotore Gilera. Sono rimaste ferite nel sinistro 3 persone: due occupanti la Ford, un quarantenne modicano ed una minorenne, ed il conducente del ciclomotore, un 18enne sciclitano. Sul posto è intervenuta la Polstrada di Ragusa.

Omicidio nella scuola di Vittoria – Sgomento tra insegnanti e alunni

Per tutta la giornata si è cercato di pensare a qualche motivo, qualche specifico episodio che potesse dare almeno una chiave di lettura al terribile gesto. Ma nessuna risposta è arrivata, se non in serata la versione che avrebbe dato l’uomo, versione poi diffusa dalla Polizia. Un sentimento non corrisposto, ma probabilmente nessuno se n’era mai accorto. E in tanti stentano a credere alla “bontà” della confessione fatta dall’uomo agli inquirenti. La preside vicaria ha raccontato cos’è accaduto in quei drammatici minuti: “Mi trovavo nella stanza accanto alla segreteria e dopo aver sentito i colpi mi sono precipitata in segreteria per vedere cosa fosse accaduto. Ho visto Gianna Nobile a terra che già non dava segnali di vita, ho provato a rianimarla ma ho capito subito che la stavamo perdendo e quando è arrivata l’autoambulanza aveva perso già i sensi”. Nonostante il dolore ed il terrore per aver vissuto momenti di panico, la docente è riuscita a ricordare quei momenti. “Stavo sistemando i registri – aggiunge la vice preside Giovannella Mallia – e i colpi di arma di fuoco che ho sentito sono stati uno dietro l’altro. La segretaria Concetta Insaudo e altri due applicati di segreteria gridavano perchè avevano assistito in diretta al ferimento della collega e non si davano pace. Ho avuto paura e non riesco ancora a razionalizzare come sia potuto accadere”. Secondo il racconto di un collega, Salvatore Lo Presti “ce l’aveva col mondo intero, ma non era mai andato al di là dello sproloquio. Lo conosco da quasi 30 anni, perché abbiamo preso servizio a scuola nel 1985 e che potesse avere questo scatto non ci avrei mai creduto”. E’ arrivato di corsa nella sua scuola Sebastiano Lima, il preside, che sabato mattina stava facendo esami da Acate. “Quando mi hanno telefonato stentavo a crederci perchè il bidello era solito sproloquiare ma non aveva dato in precedenza motivi di preoccupazione. Non so cosa sia scattato nella sua mente. Il primo caldo, la rabbia per dovere andare in pensione anticipatamente perchè poteva rimanere ancora in servizio. Ecco per questo motivo aveva un chiodo fisso, ma da qui a sparare ce ne vuole… Questa tragedia – ha aggiunto il preside Lima – mi sconvolge”. nog

BIDELLO SPARA E UCCIDE L’INSEGNANTE GIANNA NOBILE Agli inquirenti ha parlato di un sentimento non corrisposto

LO PRESTIQuando la docente è entrata in segreteria, dove era passata per firmare alcune “carte”, ha preso la sua pistola e le ha sparato contro. Almeno cinque proiettili. Un sesto sarebbe stato deviato per l’intervento di un collaboratore scolastico. La donna è stata portata in ospedale, ma lì è morta per le gravissime ferite riportate. E’ accaduto sabato mattina, a Vittoria, intorno alle 10.30, all’Istituto comprensivo “Pappalardo”. La vittima è Gianna Nobile, insegnante di religione, diplomatasi all’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Istituto teologico ibleo, che si trova a Ragusa, al Vescovado. A sparare contro la donna è stato un bidello dello stesso Istituto scolastico Salvatore Lo Presti, 69 anni, che sarebbe andato in pensione a fine mese. L’uomo è stato subito arrestato. Si sta cercando di capire adesso il motivo di tale folle gesto. “Tra il bidello e l’insegnante, spiega la vicaria della scuola, Giovannella Mallia, c’era stata qualche discussione in passato, ma cose normali d’Istituto. Che la cosa potesse degenerare non era ipotizzabile”. L’uomo, come riferisce la Polizia, avrebbe dichiarato di essersi invaghito della professoressa, ma il suo sentimento non veniva corrisposto. Durante l’interrogatorio ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale. Dopo è stato portato nel carcere di Ragusa. L’accusa è di omicidio volontario. Il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, ha espresso “tutto il suo rammarico per un episodio di inspiegabile violenza che ha sconvolto l’intera città. Ancora una volta ci tocca assistere a fatti criminosi che ci rattristano profondamente e scuotono le nostre coscienze”. Anche il Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha voluto unirsi al dolore della famiglia e della città con una telefonata al primo cittadino”. L’assessore alla Pubblica istruzione, Piero Gurrieri, ha dichiarato: “l’amministrazione, sapendo di interpretare i sentimenti di una intera città incredula e sconvolta da questa ennesima ed inspiegabile tragedia, si stringe intorno ai familiari, alla comunità scolastica, ai colleghi e ai ragazzi che conobbero ed apprezzarono la professoressa Nobile per le sue doti umane e professionali”. Il gravissimo episodio ha duramente colpito anche la comunità ecclesiale. La notizia è stata comunicata al vescovo, Paolo Urso, mentre si trovava ad un incontro regionale a Caltanissetta, essendo delegato dei Vescovi siciliani per l’edilizia di Culto ed i Beni Culturali. Il presule ha espresso profonda vicinanza al dolore della famiglia della docente di religione e nelle prossime ore si recherà a far visita ai congiunti per dar loro conforto e per pregare. “Credo sia importante fare un momento di riflessione su questi fatti. Anche perché la facilità con cui si ripetono gesti di questo tipo fa pensare che ci sono delle situazioni che inquietano la coscienza delle persone. Dovremmo riflettere quali idee stiamo trasmettendo sul valore della vita, se diventa un bene che si può togliere così facilmente. Dobbiamo veramente pensare a quale educazione stiamo dando alle persone, cosa sta esplodendo nella nostra società. Cercare di capire a fondo se ci sono disagi che vanno al di là della semplice situazione economica. Dobbiamo stimolare una riflessione sul tipo di attenzione che abbiamo nei confronti delle persone, per intuire se ci sono questi disagi che possono portare a fatti del genere”. 

BIDELLO SPARA E UCCIDE PROFESSORESSA ALLA “PAPPALARDO” DI VITTORIA

Quando la docente è entrata in segreteria, dove era passata per firmare alcune “carte”, ha preso la sua pistola e le ha sparato contro. Almeno cinque proiettili. Un sesto sarebbe stato deviato per l’intervento di un collaboratore scolastico. La donna è stata portata in ospedale, ma lì è morta per le gravissime ferite riportate. E’ accaduto sabato mattina, a Vittoria, intorno alle 10,30, all’Istituto comprensivo “Pappalardo”. La vittima è Gianna Nobile, insegnante di religione. Aveva conseguito il diploma all’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Istituto teologico ibleo, che si trova a Ragusa, al Vescovado. A sparare contro la donna è stato un bidello dello stesso Istituto scolastico Salvatore Lo Presti, 69 anni, che sarebbe andato in pensione a fine mese. L’uomo è stato subito arrestato. Si sta cercando di capire adesso il motivo di tale folle gesto. “Tra il bidello e l’insegnante spiega la vicaria della scuola, Giovannella Mallia, c’era stata qualche discussione in passato, ma cose normali d’Istituto. Che la cosa potesse degenerare non era ipotizzabile”. L’uomo, come riferiscono in Questura, avrebbe dichiarato di essersi invaghito della professoressa, ma il suo sentimento non veniva corrisposto. Durante l’interrogatorio ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale. Dopo è stato portato nel carcere di Ragusa. L’accusa è di omicidio volontario.

LO PRESTIgiannanobile

La droga nascosta tra le mutande: era destinata ad un detenuto di contrada Pendente

Avevano messo la droga, due involucri di polvere bianca, all’interno degli slip nel pacco destinato al loro congiunto ristretto nel carcere di Ragusa. L’escamotage dei familiari del detenuto, però, non è passato inosservato agli agenti di Polizia penitenziaria della Casa Circondariale di contrada Pendente che hanno bloccato il pacco e denunciato l’accaduto all’autorità giudiziaria.

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Ragusano colto da malore muore in un residence di Santa Croce

Si svolgeranno domenica mattina, alla chiesa dell’Ecce Homo, a Ragusa, i funerali di Maurizio Canzonieri, il 40enne ragusano trovato morto, venerdì mattina. nel residence in cui lavorava a Santa Croce. Non vedendolo al lavoro, i colleghi si sono insospettiti. E così, nella sua stanza, hanno fatto la tragica scoperta. Secondo il medico legale sarebbe morto nella notte, stroncato da un malore.

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IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, ALTRI ARRESTI NELL’OPERAZIONE “BOARDIN PASS”

treUn cittadino somalo di 33 anni, Ahmed Ali, 33 anni, indicato come il capo di una organizzazione criminale dedita all’immigrazione clandestina di cui facevano parte 48 persone, è stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Boarding pass”. L’arrestato, conosciuto dai connazionali con il soprannome di “Ali Bash”, si occupava di reclutare i migranti accompagnandoli, molto spesso, a destinazione. L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra la squadra mobile di Ragusa, la polizia finlandese e il servizio centrale operativo della polizia di stato. L’uomo, infatti, è stato fermato all’aeroporto di Helsinki mentre stava per imbarcarsi su un volo per Istanbul. Nell’ambito della stessa operazione sono stati arrestati anche Mohamed Ali Adan, di 45 anni, e Ali Ahmed Abdi Nasir, di 32, anche loro somali, in collaborazione con la polizia di Torino e di Pisa.

Acate, denunciati due bracconieri per la cattura di cardellini

Due bracconieri sono stati bloccati in contrada Santissima Lippia, in territorio di Acate, da una pattuglia del nucleo di vigilanza venatoria della Polizia Provinciale, mentre erano intenti a catturare cardellini, una specie particolarmente protetta e, tuttavia, molto ricercata sul mercato per il loro canto straordinariamente melodioso. Durante uno dei controlli, coordinati dal comandante della Polizia Provinciale Raffaele Falconieri, nelle zone rurali dove già in passato erano stati registrati casi di uccellagione, gli agenti hanno notato nei giorni scorsi, ben mimetizzato tra la folta vegetazione un capanno e nelle vicinanze numerose recenti tracce che facevano ritenere molto probabile che in quel luogo si svolgesse attività di bracconaggio. La zona è stata controllata con servizi mirati ed, in effetti, di lì a poco due individui sono stati trovati all’interno del predetto capanno, intenti a manovrare una trappola per la cattura di uccelli, costituita da una rete da pesca fissata a due canne ed azionata manualmente con un filo in cordura. Per attirare nella trappola i fringillidi, si stavano utilizzando due cardellini vivi, di cui uno era legato ad una zampetta con un filo di nylon e l’altro dentro un gabbietta. Il tutto era predisposto in maniera tale che, nel momento in cui gli uccelli, attirati dai richiami vivi, si posavano sul rivolo d’acqua per bere, i due bracconieri azionavano un sistema di chiusura della rete che in tal modo catturava definitivamente gli uccelli. Al momento dell’accertamento risultavano già catturati e tenuti in una piccola gabbia all’interno del capanno n. 11 cardellini vivi e 1 passero, oltre ai due cardellini che servivano da richiamo. I due bracconieri, G.D. Di 40 anni e S.G.M. Di 19 anni, entrambi di Gela, sono stati subito identificati e denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di furto aggravato in danno dello Stato (cosiddetto furto “venatorio”) e maltrattamento di animali. Tutta l’attrezzatura utilizzata per l’atto di bracconaggio è stata sequestrata, mentre i 13 cardellini ed il passero sono stati subito liberati nella campagna circostante.
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MINACCIA I PARENTI CON UN COLTELLO, ARRESTATO COMISANO

Nella tarda serata di giovedì, le Volanti del Commissariato di Vittoria e una pattuglia di Polizia Stradale del Distaccamento di Vittoria, coordinate dalla sala operativa della Questura di Ragusa sono intervenute a Comiso dove era stata segnalata una lite che avrebbe potuto avere ben più gravi conseguenze. Un uomo di 38 anni, Vincenzo Argentino, comisano, in atto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione, si era recato in casa della sorella, armato di coltello e dalla strada minacciava i congiunti di morte. L’uomo era ai domiciliari poiché nel mese di gennaio scorso aveva già attentato alla vita di un congiunto. I gravi fatti si erano verificati in via San Biagio a Comiso, in pieno centro cittadino. La vittima era stata colpita in più parti del corpo con un coltello, riportando gravi lesioni. In quell’occasione era stato tratto in arresto per il reato di tentato omicidio. All’esito del giudizio di primo grado, nell’aprile scorso era stato condannato alla pena di anni 3 e mesi 2 di reclusione, scarcerato e posto agli arresti domiciliari. Era in questa situazione processuale e giudiziaria che si trovava giovedì sera, quando colto da un ennesimo raptus di rabbia si è armato di coltello (lungo complessivamente 23 cm con lama di 15), è uscito dalla sua abitazione, evadendo pertanto dagli arresti domiciliari, si è recato sotto casa della sorella ed ha minacciato di morte lei e gli altri familiari conviventi. La tempestiva segnalazione giunta al 113 ha consentito alla Centrale Operativa della Questura di indirizzare su Comiso gli equipaggi di Vittoria, più vicini al luogo dell’evento poiché il Commissariato di Comiso aveva la Volante impegnata su Santa Croce Camerina. Gli agenti giunti sul posto e ricostruiti i fatti si sono messi alla ricerca del 38enne che si era da poco allontanato. Dopo averlo rintracciato hanno pure recuperato l’arma che aveva utilizzato per rafforzare le minacce. Adesso si trova in carcere.
ARGENTINO Vincenzo

MOLESTAVA LA EX E IL NUOVO COMPAGNO, PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE PER UNO STALKER RAGUSANO

Ancora un caso di stalking a Ragusa. Gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito, nei confronti di un soggetto ragusano di 45 anni, O.G. le sue iniziali, il divieto di avvicinamento ad una sua ex convivente, una quarantenne anche lei ragusana. L’uomo, accusato di stalking, ha il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, come pure dei familiari della donna. Non può chiamarla, mandarle email. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni su richiesta del Pm Claudia Maone a causa di una serie di azioni vessatorie, vere e proprie rappresaglie inflitte alla vittima ed estese anche all’attuale compagno della donna, consistite in intrusioni nella vita privata appostamenti e inseguimenti per le vie cittadine, culminate con aggressioni fisiche per entrambi. Ed ancora comunicazioni anche telefoniche ripetute e indesiderate al punto da provocare alla malcapitata un grave disagio psichico. La vita della vittima dopo la fine del rapporto di convivenza era diventata particolarmente difficile per il concreto timore di ricevere nuove molestie; aveva paura ad uscire di casa anche per la gestione della quotidianità e incontrare gli amici, temendo seriamente per la propria incolumità personale.
stalking

INCIDENTE STRADALE A SANTA CROCE CAMERINA

Polstrada 2010Un incidente stradale si è verificato alle 7 circa di giovedì mattina al km 1+200 della sp 85 in territorio di Santa Croce Camerina. A rimanere coinvolti sono stati una moto Honda e un autocarro Fiat Iveco. Ad avere la peggio è stato il centauro, un giovane vittoriese che è rimasto ferito. Sul posto la Polizia Stradale di Ragusa.

Ubriaco insulta gli agenti: denunciato tunisino a Ragusa

Gli agenti della Questura di Ragusa hanno denunciato un 33enne tunisino, residente nel capoluogo ibleo, per resistenza a Pubblico ufficiale, oltraggio e rifiuto di fornire le proprie generalità. L’episodio è avvenuto nella tarda serata di mercoledì. Era da poco passata la mezzanotte quando il tunisino, in un bar di corso Vittorio Veneto, ha chiesto al titolare del bar di dargli da bere. Il titolare, però, nonostante le minacce si è rifiutato, in quanto la legge impone di non somministrare alcolici a chi è già in stato di ebbrezza. E il tunisino era alticcio e disturbava i clienti. Sul posto è stata chiamata una pattuglia della Polizia. Gli agenti hanno provato a portare alla calma il 33enne, ma questi ha iniziato a insultarli. Ha continuato pure con i colleghi chiamati sul posto. Alla fine è stato denunciato.
volante polizia

Scoglitti, incendio in un immobile

Un incendio provocato da una bombola di gas ha danneggiato un’abitazione di Scoglitti. E’ avvenuto nella serata di mercoledì, al villaggio Kamarina. I vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme, tuttavia non hanno potuto evitare il danneggiamento di suppellettili, arredi e dell’intonaco. L’immobile è attualmente inagibile. Sono in corso le indagini per stabilire la natura del rogo.
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Pozzallo, sequestrata azienda che smaltisce rifiuti speciali

L’attenzione delle Forze dell’Ordine sulla tutela ambientale non cala. I carabinieri hanno sequestrato un’azienda di contrada Fargione a Maganuco, nella zona industriale alle porte di Pozzallo. Secondo quanto trapela dal fitto riserbo,l’azienda avrebbe scaricato direttamente nel depuratore di Maganuco rifiuti che dovevano essere pre trattati prima di essere smaltiti come normali reflui. Questa irregolarità, sempre secondo gli inquirenti, potrebbe essere la causa di quella schiuma rossastra avvistata a largo della spiaggia antistante il depuratore.
carabinieri new

Ubriaco in auto rincorso dalla polizia per le vie di Ibla

ibla notteGli uomini della Squadra Volanti hanno denunciato M.R. di anni 22 residente a Ragusa, per guida in stato d’ebbrezza e danneggiamento. Erano le tre del mattino quando la Questura è stata informata che nel centro storico di Ragusa Ibla il conducente di una autovettura guidando in modo spericolato aveva provocato diversi danni ad alcune macchine e poi era fuggito. Due Volanti sono riuscite a bloccare il giovane che è apparso subito “fatto” di alcool e stupefacenti. E’ stato richiesto l’intervento del 118, anche perché il giovane era rimasto lievemente ferito nella rocambolesca fuga. Gli agenti hanno rintracciato tutti i proprietari delle auto in sosta danneggiate. M.R. al termine degli accertamenti urgenti sullo stato di alterazione psicofisica, condotti dalla Asp, è risultato positivo, e gli è stata ritirata la patente e sequestrato il veicolo. Il giovane non potrà condurre veicoli per un periodo che va da 1 a 2 anni. Grazie alla segnalazione dei cittadini si sono evitate conseguenze più drammatiche.

Scoglitti, operativo il battello dei carabinieri

Da questo mese, la frazione di Scoglitti potrà contare su una presenza in più in mare per garantire il rispetto delle regole. Infatti, presso la frazione rivierasca è nuovamente all’opera il Battello Pneumatico dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria composto da un equipaggio altamente specializzato e profondo conoscitore delle problematiche della frazione vittoriese, avendo avuto pregresse esperienze di servizio proprio a Scoglitti. Si tratta del Vice Brigadiere Michele Ballacchino, Comandante dell’unità navale e dell’ App. Giuseppe Incorvaia, specializzato nel “salvamento a nuoto”, entrambi effettivi al Reparto Territoriale di Gela, ma che, a seguito di specifica richiesta da parte del Comandante Provinciale di Ragusa, sono stati temporaneamente trasferiti presso il porto di Scoglitti.

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Sperona la sua ex ragazza: arrestato trentottenne a Comiso

L’ha picchiata. Poi l’ha inseguita in auto per le vie cittadine fino a tamponarla e speronarla. Quando è riuscito a bloccarla le ha preso la borsa con 150 euro. Alla fine, però, è stato ammanettato dai carabinieri. E’ avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, a Comiso. Protagonista un 38enne bracciante agricolo di Vittoria, separato, con precedenti. Giuseppe Fiorilla è stato arrestato per l’aggressione ai danni della vittima, una sua ex ragazza di 26 anni di origine tunisina. La giovane, che fa la barista, ha poi raccontato i fatti, dopo essere stata refertata in ospedale. La loro storia era finita nel dicembre scorso, ma da allora l’uomo non si era rassegnato, ed aveva tenuto nei confronti della ragazza reiterate condotte minacciose e moleste. Un caso di stalking, evidenziano i carabinieri. Fiorilla è accusato anche di danneggiamento aggravato, lesioni personali e furto.
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Scontro frontale a Comiso, muore un giovane

Era rimasto vittima di un incidente stradale nella notte tra sabato e domenica in via Bufalino, nei pressi del mercato ortofrutticolo di Comiso. A distanza di un giorno, però, nonostante le cure dei medici non ce l’ha fatta. La vittima si chiamava Salvatore Gurrieri, 29 anni, di Comiso. Era a bordo di una Fiat Panda quando, in piena notte, si è scontrato frontalmente con un altro veicolo. Ferite non gravi per gli occupanti dell’altra auto. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri.
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