04-03-2024
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Archivio della categoria: Cronaca

Modica, rapina in farmacia

E’ di 1.700 euro il bottino della rapina messa a segno nella serata di martedì ai danni della Farmacia di via Resistenza Partigiana a Modica. Ad agire sono stati in due, armati di taglierino. Una volta dentro, i due hanno puntato il taglierino verso il personale della farmacia che ha consegnato il denaro in cassa. I due sono subito fuggiti. Sull’episodio indaga la Polizia.

Arrestato minorenne gelese per il furto di una collanina

Un 17enne di Gela è stato posto ai domiciliari dai carabinieri della stazione di Comiso. E’ stato il Gip del Tribunale per i minorenni di Catania ad emettere il provvedimento seguito dai militari dell’Arma. Il giovane, insieme ad un complice, il 25 settembre avrebbe messo a segno un furto con strappo ai danni di un’anziana donna di Pedalino. La donna, avvicinata da due ragazzi a bordo di uno scooter, venne derubata della collanina. Per la violenza dell’atto, con il quale i due le hanno strappato dal collo la catenina d’oro, la donna era finita per terra riportando per fortuna lesioni non gravi.

SANTA CROCE, EMERGENZA FURTI NELLE CAMPAGNE

Quindici colpi messi a segno in un mese. E’emergenza furti nel territorio rurale di Santa Croce. Una decina le aziende serricole prese di mira dove sono stati rubati materiale fitosanitario, mezzi agricoli e piantine. L’ultimo colpo, lunedì notte, in contrada Sughero, dove ignoti, dopo aver divelto la rete di recinzione, hanno portato via le arnie utilizzate per le api, carrelli trasportatori e una decina di cassette con materiale agricolo. “L’aspetto più grave e inquietante – spiega Franco Filice, titolare di una azienda agricola – sono gli atti di ritorsione nei confronti delle aziende con alcune piantine in produzione danneggiate”. Sugli episodi indagano i carabinieri. Gli agricoltori hanno avviato una raccolta firme da inoltrare al Prefetto. “Abbiamo denunciato questa situazione allarmante – spiega Guglielmo Occhipinti, portavoce del movimento degli agricoltori – in considerazione che già siamo ad inizio campagna agraria con gli agricoltori che trasferiscono nelle campagne attrezzature importanti e anche costose per la coltivazione. E’ impossibile dover lavorare con questo problema che costringe gli agricoltori a dormire nel proprio fondo per vigilare trattori, macchinari e produzione”.

ASSENTEISMO AL COMUNE DI MODICA, 106 RICHIESTE DI RINVIO A GIUDIZIO

C’era persino chi andava di sera in Municipio, apriva il cancello, e timbrava il proprio cartellino, tra i 106 dipendenti comunali per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per assenteismo. L’indagine è iniziata nel 2009. Sulla base di alcune segnalazioni pervenute, la Procura della Repubblica di Modica aveva avviato una preliminare attività d’indagine, inizialmente affidata al Commissariato di Polizia di Modica e successivamente anche alla Tenenza della Guardia di Finanza. E’ stata così sottoposta a controlli la sede principale del Comune: Palazzo San Domenico. Il personale delle forze di polizia ha constatato “l’uso disinvolto della macchinetta marcatempo da parte di impiegati comunali, i quali attestavano falsamente la loro presenza in ufficio”. In tanti timbravano il cartellino, ma poi si allontanavano per fare altro. C’era chi timbrava anche per altri colleghi. La Procura della Repubblica allora, avvalendosi della collaborazione della Polizia scientifica di Catania, ha predisposto l’installazione di alcune telecamere per osservare stabilmente sia le condotte illecite connesse con l’uso della macchinetta segnatempo, sia i due ingressi al palazzo comunale (via Silvio Pellico e piazza Principe di Napoli). L’attività investigativa (che coinvolgeva un elevato numero di dipendenti comunali in servizio presso Palazzo San Domenico) ha comportato un’enorme mole di lavoro per poliziotti e finanzieri. In tutto 52 Dvd, per 35 giorni complessivi di registrazioni oltre al pedinamento dei dipendenti che si allontanavano arbitrariamente dal posto di lavoro, dopo aver timbrato l’ingresso col badge. Non solo segnavano le ore nelle quali non lavoravano, ma alcuni segnavano anche le ore di straordinario, in orari anche inconsueti. A conclusione delle attività d’indagine, anche al fine di procedere al sequestro di atti e documenti a conferma delle ipotesi di reato emerse a carico degli indagati, la Procura della Repubblica, l’11 maggio 2010, aveva disposto l’accesso presso la struttura dell’Ente per le forze di polizia. Un blitz che confermava quanto “registrato” nei mesi d’indagine. Un dipendente. D.A., aveva alterato l’orologio per segnare entrate ed uscite. Nel corso delle indagini, l’indagato ha spiegato spontaneamente come facesse a manometterlo. C’era chi timbrava e andava al bar, chi passava la mattinata dal barbiere. Un dipendente, addirittura, rimaneva nella sua auto, all’interno del proprio garage, ad ascoltare musica. Chi andava col coniuge a fare visita ad amici e chi andava a trovare i parenti. Un dato impressionante: circa l’85% del personale del palazzo municipale monitorato aveva comportamenti ritenuti illeciti. Il 20 maggio del 2011 la Procura aveva chiesto, per 89 degli odierni indagati, la misura cautelare degli arresti domiciliari, oppure quella interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio ricoperto. Il Gip, però, nel febbraio di quest’anno, aveva respinto la richiesta. Adesso il nuovo provvedimento con le richieste di rinvio a giudizio.

Pozzallo, auto pirata travolge due ragazzine e scappa

Due ragazzine in bici travolte da un’auto pirata. E’ avvenuto lunedì pomeriggio a Pozzallo, nei pressi di via Torino. Dopo l’incidente, l’automobilista è scappato non prestando alcun soccorso alle due ragazzine. Per fortuna le loro condizioni non sono gravi. Sono già scattate le indagini dei carabinieri per individuare il “pirata” della strada.

Ragusa, arrestato Alessio Solarino

Agenti della Squadra Mobile hanno tratto in arresto Alessio Solarino, 25 anni, residente a Ragusa, in ottemperanza all’Ordine di sospensione della misura alternativa emessa dal Magistrato di Sorveglianza di Siracusa. Il provvedimento nei confronti del giovane, già in affidamento ai servizi sociali, è stato disposto perché il giovane avrebbe commesso il reato di ricettazione. Nel corso di un controllo effettuato venerdì all’alba, in via Ugolino, a Ibla, in casa del giovane è stato ritrovato del materiale rubato da alcuni alloggi comunali di recente ristrutturati. Nel corso del blitz effettuato dalla polizia sono stati controllati tutti gli immobili di prorietà del Comune ubicati nella strada del quartiere San Rocco. I poliziotti hanno anche individuato allacci abusivi alla rete elettrica.

Acate, minaccia moglie e figlie con un coltello: arrestato rumeno

Al culmine dell’ennesimo litigio con la moglie e le figlie aveva minacciato le tre donne con un coltello, cacciandole via di casa. Per Ion Ghergheluca, 44 anni, bracciante agricolo rumeno domiciliato ad Acate sono scattate le manette. Quando i carabinieri sono giunti sul posto, la donna ha raccontato di essere arrivata da sola in Italia insieme alle figlie, per poi essere raggiunta tre mesi fa dal marito. Dal momento del ricongiungimento dei coniugi, la loro convivenza è diventata impossibile. La donna ha raccontato agli inquirenti che il coniuge ha avuto sempre un comportamento violento, minacciandole sempre di morte con un coltello. L’uomo è adesso agli arresti domiciliari: dovrà rispondere del reato di violenza privata.

Controlli dei carabinieri nell’Ipparino

A Scoglitti un falegname è stato denunciato per aver messo in vendita una Fiat Stilo che aveva in custodia. Gli era stata sequestrata perchè circolava senza copertura assicurativa. Sempre nella frazione rivierasca di Vittoria denunciato un tunisino che, pur essendo ai domiciliari, non consentiva l’ingresso dei militari in casa sua per il regolare controllo. A Comiso un giovane disoccupato è stato trovato in possesso di otto grammi di marijuana. Sempre a Comiso è stato denunciato un giovane disoccupato perchè trovato in possesso di testi letterari rubati, poi restituiti al legittimo proprietario. Due denunciati ad Acate: il gestore di una panineria che, senza la licenza, aveva organizzato una serata musicale, e un tunisino perchè si trovava alla guida di un mezzo senza avere la patente ed in possesso di un certificato di assicurazione falsificato.

VIOLENZA SESSUALE SULLA NIPOTINA DI 5 ANNI ARRESTATO A VITTORIA LO ZIO

E’ stata la vittima, una bambina di 5 anni, a raccontare la violenza sessuale subita. Lo ha fatto ripetutamente, prima con i genitori, poi con un magistrato. Il turpe episodio sarebbe avvenuto circa due settimane fa, in una casa del centro storico, a Vittoria. Era una domenica. Lo zio materno, 45 anni, era ospite a pranzo della sorella. Insieme alla nipotina sarebbe salito in terrazzo e lì avrebbe compiuto l’abuso sessuale, senza deflorazione. L’uomo è ristretto in un ospedale psichiatrico giudiziario, così come richiesto dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, Claudia Maone. La misura di sicurezza provvisoria è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari. L’inchiesta ha fatto venire alla luce particolari inquietanti. Infatti il presunto violentatore è un disabile psico-fisico, tant’è che riceve un’indennità Inps, proprio per questa sua disabilità. E disabili psico-fisici sono anche i genitori della vittima, anche loro utenti che ricevono dall’Inps una indennità. La bambina risulta invece perfettamente sana. O almeno lo è stata sino a quando non ha subito questa violenza. Un’insegnante della scuola materna frequentata dalla piccola si è accorta, nelle ultime settimane, che la bimba era diventata taciturna, e che presentava disturbi del comportamento e problemi di alimentazione. Così è scaturita l’indagine. La bambina è stata portata all’ospedale Guzzardi e i sanitari l’hanno controllata. In questa occasione i genitori hanno dichiarato che la figlia raccontava di aver subito un abuso sessuale. Dalla visita di controllo non è emersa comunque la presenza di segni riconducibili ad una deflorazione. La bimba ha poi raccontato l’episodio e l’indagine ha fatto scattare l’arresto.

Due fidanzati morti sulla 514 Orazio Anastasi e Katalin Benedek

Ancora sangue sulla strada “di Chiaramonte” che collega Catania a Ragusa. A perdere la vita una coppia catanese, anche se la donna era nata in Romania a Gheorgheni e viveva a Budapest, ma aveva deciso da poco di trasferirsi dall’Ungheria a Catania per poter stare più vicina al suo fidanzato. L’incidente si è verificato lunedì mattina tra un autocarro condotto da un tunisino ed un’autovettura Opel Corsa condotta da Orazio Anastasi, 27 anni, con a bordo la fidanzata,  di 28 anni Katalin Benedek. A perdere la vita sono stati i due occupanti l’auto che si stavano recando a Ragusa dove l’uomo insegnava musica mentre l’autocarro, dopo avere scaricato il carico a Ragusa, stava rientrando nel capoluogo etneo. Probabilmente Anastasi stava andando nel capoluogo ibleo per tenere una lezione visto che nel cofano dell’auto è stata trovata una batteria che, nell’impatto, è andata distrutta così come l’utilitaria. Sul posto, oltre alle ambulanze del 118, anche le pattuglie della Polstrada di Ragusa. Il riconoscimento della romena è stato facilitato dai documenti trovati all’interno dell’auto mentre quello del catanese è stata resa difficoltosa dalla mancanza di documenti. È stato necessario, quindi, convocare i familiari presso l’obitorio di Caltagirone, dove sono state trasferite le salme, per il riconoscimento ufficiale dell’insegnante. A causa dell’incidente mortale la Statale è state chiusa al traffico per alcune ore, in entrambe le direzioni. L’incidente si è registrato al km 29,900 nei pressi di Licodia Eubea. Il traffico di lunga percorrenza tra Ragusa e Catania è stato deviato sull’itinerario Gela-Catania o l’autostrada Catania-Siracusa.

VITTORIA, VIOLENZA SESSUALE SULLA NIPOTINA DI 5 ANNI. ARRESTATO LO ZIO

Il turpe episodio si è scoperto in ospedale a seguito di una visita medica eseguita su una bambina di 5 anni. Secondo gli inquirenti ad abusare della nipotina sarebbe stato lo zio 45enne. L’uomo è stato arrestato lunedì sera dagli agenti del Commissariato Ps di Vittoria. Le indagini sono state coordinate dal sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa dr.ssa Claudia Maone. Il giudice ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura di sicurezza provvisoria emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale del capoluogo nei confronti del vittoriese ritenuto responsabile di violenza sessuale. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo.

Denunciati due camarinensi per abuso edilizio

I Carabinieri di Santa Croce Camerina hanno denunciato due persone per abuso edilizio. In un’abitazione sita sul lungomare di Caucana, lato spiaggia, era stato fatto un ampliamento di circa trentasei metri quadrati in assenza di autorizzazione o di dichiarazione d’inizio attività, né di autorizzazione della soprintendenza, essendo l’area pertinente a quella del demanio marittimo, a meno di trecento metri dalla battigia. I due proprietari dell’immobile, i coniugi sessantenni F.F. e M.B. dipendenti pubblici originari del luogo, sono stati denunciati per intervento edilizio abusivo aggravato, e rischiano fino a due anni di arresto e un’ammenda da 15.000 a 51.500 euro.

INCIDENTE STRADALE SULLA RAGUSA-CATANIA MORTI DUE GIOVANI

Due giovani, una donna, Kasalin Benedek, di 28 anni, e un uomo, residente a Catania, di 27 anni, sono morti in un incidente stradale avvenuto alle 11 circa di lunedì 19 al chilometro 29+800 della s.s. 514 RagusaCatania, in territorio di Licodia Eubea. A rimanere coinvolti nel sinistro, per cause da accertare, sono stati un mezzo pesante e una Opel Corsa. Sul posto la Polizia Stradale di Ragusa. Il traffico veicolare è rimasto bloccato su entrambe le carreggiate per consentire l’intervento dei soccorritori.

OPERAZIONE ANTI DROGA FIL ROUGE Indagini concluse, 35 persone indagate

Alle prime luci dell’alba di lunedì, i Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, coadiuvati dai colleghi di Catania, Palermo, Napoli, Gela, con l’ausilio di due unità cinofile per la ricerca di stupefacenti, hanno notificato 35 avvisi di chiusura delle indagini preliminari, eseguendo a carico degli indagati, molti dei quali già in precedenza arrestati in flagranza di reato e alcuni ancora attualmente reclusi, contestuali perquisizioni domiciliari e personali. I provvedimenti notificati riguardano una complessa ed articolata attività d’indagine portata a termine dal Nucleo investigativo dei Carabinieri del comando Provinciale di Ragusa, avviata nei primi mesi del 2007 e conclusasi a novembre 2008. L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ha permesso di appurare l’esistenza di tre autonome e distinte organizzazioni criminali dedite al narcotraffico operanti su tutto il territorio della provincia iblea ed in particolare nei comuni di Modica, Comiso e Vittoria, collegate tra loro da una sottile linea rossa, da qui il nome dell’Operazione “Fil rouge”, costituita esclusivamente dagli sporadici contatti avvenuti tra gli indagati dei tre gruppi per approvvigionamenti estemporanei. Per tutti i reati ipotizzati e contestati, di rispettiva competenza, sono: associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, traffico e spaccio di stupefacenti in concorso, estorsione in concorso e rapina. Un primo gruppo era formato da soggetti catanesi e modicani, quasi tutti già arrestati in precedenza per reati in materia di stupefacenti, che rifornivano di cocaina spacciatori del comprensorio modicano e di Comiso. La cocaina, che in codice, in alcune circostanze, veniva chiamata “neve dell’Etna”, veniva “appoggiata” dal gruppo catanese ai pusher modicani che una volta venduto lo stupefacente saldavano il debito. L’attività illecita fu riscontrata il 27 settembre 2007 dall’arresto in flagranza di Fabio Pagano e Maria Assunta Zini, coniugi modicani trovati nella propria abitazione con 47 grammi di cocaina e 37 di hascisc. Il promotoreorganizzatore del gruppo catanese anche dopo il periodo inerente l’attività investigativa continuava a smerciare cocaina tanto è vero che il 27 agosto 2009 è stato tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione di droga. Un secondo gruppo, costituito soprattutto da maghrebini, tunisini e algerini, operava in particolare sulla piazza di Vittoria, approvvigionandosi di cocaina e hascisc a Napoli e Padova, utilizzando come corrieri anche donne italiane, come riscontrato in data 31 luglio 2008 quando, a Taormina, però diretta a Vittoria, fu arrestata in flagranza di reato, unitamente ad altro soggetto, Assunta Giannetti, 39 anni, napoletana, con un chilogrammo di hascisc. Il 9 giugno 2008 e nel giugno di quest’anno altri arresti di stranieri. Un terzo gruppo, capeggiato da un soggetto tunisino molto conosciuto in paese, che da diversi anni vive a Comiso, era costituito da giovani, alcuni dei quali incensurati, di buona famiglia, che smerciavano lo stupefacente, in particolare cocaina e hascisc, sulla piazza di Comiso, cocaina che arrivava in ovuli dalla Spagna. I pusher “appoggiavano” la cocaina a credito a vari consumatori comisani, in particolare giovani studenti, e se non ricevevano dopo pochi giorni il compenso pattuito per l’acquisto dello stupefacente si facevano consegnare in pegno collanine, braccialetti e cellulari. Nell’ambito dello stesso gruppo si è appurato che vi era un ferreo controllo da parte del capo, e chi non si atteneva alle regole veniva severamente punito, tanto è vero che ad uno dei pusher, che non aveva provveduto a smerciare con sollecitudine il quantitativo assegnato, è stato incendiato per ritorsione un “Quad”. Analoghi provvedimenti e perquisizioni sono stati effettuati, in contemporanea, a Catania, Palermo, Napoli e Gela. L’attività d’indagine, nel complesso, ha permesso di deferire in stato di libertà circa 50 persone e di identificare un numero elevatissimo di assuntori di stupefacente, nonché ha permesso di arrestare in flagranza di reato 10 persone a riscontro delle indagini e di sequestrare complessivi chilogrammi 3,1 di hascisc e 71 grammi di cocaina. Il traffico di stupefacenti, da una stima approssimativa effettuata dal giro di affari evidenziato, si aggirava nell’ordine di circa 20.000 euro settimanali.

Incidente frontale lunedì alle 10.30 sul cavalcavia Rizzo a Ragusa

Una Renault 5 guidata da un anziano, che ha perso il controllo del mezzo per cause in corso di accertamento, si è scontrata con una Suzuki Alto. Sul luogo del sinistro sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno estratto i feriti, nessuno dei due in pericolo di vita, dai due veicoli coinvolti. Entrambi sono stati trasportati dall’ambulanza del 118 all’ospedale Civile di Ragusa. La strada è stata chiusa nella direzione di marcia da Viale Tenente Emanuele Lena a via Palermo.


Prendono a bastonate 4 buttafuori Arrestati i comisani Gambini e Vitale

In discoteca hanno un alterco con un altro avventore. Gli sferrano un pugno. I buttafuori li mandano via. I due non “digeriscono” il fatto di essere stati allontanati ed iniziano le minacce agli addetti alla sicurezza. Nonostante questo rimangono all’esterno del locale. Dalle minacce i due giovani passano ai fatti e si recano in auto per prelevare due grosse mazze di legno dal cofano della loro auto. Il tutto viene notato da uno degli addetti alla sicurezza che prontamente chiama il 113. Protagonisti due comisani: saltano la recinzione del locale ed iniziano a prendere a bastonate i due addetti alla sicurezza che si trovavano davanti al locale. In loro ausilio giungono altri due addetti ed anche loro vengono colpiti, ma riescono a bloccare uno dei due giovani. Nel frattempo arrivano gli agenti che bloccano i due aggressori. In manette Andrea Gambini, 31 anni, e Gianluca Vitale, 28 anni. E’ accaduto nella notte tra sabato e domenica in una discoteca a Caucana. I quattro addetti alla sicurezza sono stati medicati dal 118 intervenuto sul posto e successivamente dal locale pronto soccorso che li ha giudicati guaribili con una prognosi che va dai 7 ai 21 giorni. Dalla perquisizione personale e veicolare è stato possibile rinvenire delle sostanze anabolizzanti e per questo Gambini è stato denunciato per ricettazione di questi medicinali, acquistati senza alcuna prescrizione medica al mercato nero.

IN CORSO VASTA OPERAZIONE ANTIDROGA: 35 INDAGATI

Circa un centinaio di Carabinieri, coadiuvati da unità cinofile antidroga, stanno eseguendo perquisizioni in varie parti della provincia di Ragusa, Gela, Catania, Palermo e Napoli nelle abitazioni di 35 persone, tutte indagate nell’ambito di un’ inchiesta avviata dal Comando Provinciale CC. di Ragusa e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania su un vasto traffico di cocaina, eroina e hashish tra la Sicilia e Napoli. L’ operazione, denominata ”Fil Rouge”- nel corso della quale i 35 indagati sono raggiunti da un provvedimento di “Avviso di chiusura delle indagini” per il reato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, rapina ed estorsione aggravata – è mirata a smantellare una ramificata rete del narcotraffico, di cui fanno parte pregiudicati siciliani, magrebini e pusher insospettabili, tra cui anche donne.


Beve troppo e non si ferma all’alt della Polizia Denunciato giovane ragusano

Era praticamente ubriaco. Una presenza di alcol nel sangue, così come risultato dai test, superiore per tre volte a quella consentita. Protagonista un 27enne ragusano. S.G. le sue iniziali, che ha anche tentato di fuggire al controllo. E’ accaduto sabato sera, in via Di Vittorio, nel capoluogo. Il giovane viaggiava a velocità sostenuta, non rispettando le regole del codice della strada. Gli agenti lo hanno inseguito, perchè all’alt non si era fermato. Hanno scoperto che aveva bevuto troppo. Per lui è scattata la denuncia.


Controlli della Polstrada In sette positivi all’alcoltest

La Polizia Stradale di Ragusa e Vittoria nel fine settimana trascorso ha eseguito controlli a tappeto: sette le persone positive all’alcoltest. Tutti giovani tra i 21 ed i 35 anni. Tra questi due stranieri coinvolti in due distinti incidenti stradali: avevano bevuto più del consentito. La Polstrada ha anche denunciato tre persone, due di queste per violazione agli obblighi di custodia. Al momento del controllo non avevano la disponibilità del mezzo che, sottoposto a sequestro, era stato affidato loro in custodia. Una terza persona è stata denunciata perché trovata con attestazione di revisione falsa sulla carta di circolazione.

VITTORIA, SEQUESTRO DI PRODOTTI E FITOFARMACI CONTRAFFATTI

La Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, ha sequestrato 25.000 litri di prodotti e fitofarmaci contraffatti. Il soggetto, improvvisatosi chimico, C.R., è stato pertanto denunciato all’Autorità Giudiziaria per contraffazione e frode in commercio. Le operazioni delle Fiamme Gialle saranno estese al riscontro fiscale delle attività illegali oggetto di sequestro. Il settore dei fitofarmaci è molto importante in tutto il vittoriese in quanto ad altissima vocazione agricola di qualità di tipo serricolo. I Finanzieri da sempre impegnati nel comparto, hanno scoperto una vera e propria fabbrica di fitofarmaci e fitoregolatori in aperta campagna in territorio di Vittoria. All’interno del capannone, dove aveva luogo la vendita al dettaglio dei prodotti, vi era un’enorme quantità di medicinali per l’agricoltura, contraffatti o illegali. I Finanzieri, subito insospettiti dalla imperfezione delle etichettature, hanno scandagliato l’intera zona. Nel contesto, occultato da un telo all’interno del magazzino, è stato rinvenuto un centro di confezionamento dei prodotti: cisterne di fitofarmaci “sfusi”, barattoli vuoti, tappi auto-sigillanti ed etichette adesive, addirittura sono stati sequestrati coloranti utilizzati per raggiungere la medesima tonalità dei prodotti originali, il tutto volto alla contraffazione dei fitofarmaci più diffusi sul mercato. Nell’area, assolutamente sprovvista delle minime misure di sicurezza e prevenzione per i lavoratori, venivano effettuati grandi sversamenti di prodotto chimico sul terreno, con forti esalazioni. L’attività ha quindi consentito di rinvenire e sequestrare una vera e propria fabbrica di prodotti con una catena di montaggio a partire dalle etichette originali dei farmaci, che venivano fotocopiate e ristampate fedelmente su carta adesiva. Dopodiché, manipolando brutalmente e in modo dilettantistico e quindi pericoloso il prodotto chimico, avveniva il confezionamento “fai da te” con successiva apposizione degli adesivi contraffatti sui barattoli. Gli stessi venivano poi messi sul mercato spacciandoli per originali ai contadini ignari che pagavano il prezzo pieno del prodotto.

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