
C’è un costone ad Ibla, quello del versante sud, nell’area compresa fra la circonvallazione-via Ottaviano e via Torrenuova, secondo una direttrice orizzontale che va dalla chiesa di S. Barbara di via Sveva fino a via Petronilla, che ha condizioni di “precarietà statica”. Lo hanno scritto i progettisti, estensori del progetto di consolidamento dei fronti rocciosi di questo versante, nel lontano 2002. Eppure, ad oggi, il costone non è stato consolidato nonostante questo versante sia oggetto di Pai, cioè piano di assetto idrogeologico e, soprattutto, nonostante da un decennio sia pronto il progetto, siano stati stanziati i soldi e da anni siano state acquisite tutte le autorizzazioni. C’è un comunicato stampa dell’agosto del 2010 del Comune di Ragusa, a firma dell’allora assessore Giaquinta, che diceva che in tempi brevi sarebbero state avviate le procedure per la gara di appalto. E siccome, a seguito di quel comunicato non è accaduto nulla, l’allora consigliere di quartiere Gianni Giannone aveva proposto alla circoscrizione di Ibla di presentare un esposto in Procura. Dopo la “minaccia”, un mese dopo, il Comune si era premurato di scrivere una determina dirigenziale per l’approvazione di una somma suppletiva di oltre 200 mila euro, necessari per pagare le spese ulteriori di progettazione. “Dalla data della determina, il buio – afferma Giannone -, perché siamo arrivati alla fine di ottobre dell’anno successivo e per il costone non sono ancora iniziati i lavori di consolidamento. Da voci di corridoio si dice, infatti, che adesso la famosa disponibilità di fondi per questo progetto non esiste più e allora mi chiedo: perché si è perso così tanto tempo e chi è responsabile di questa perdita di tempo?”. L’opera è stata prevista nel piano triennale delle opere pubbliche ’97-’99.
Telenova Ragusa
Che fine faranno i locali ristrutturati ed accoglienti di via Giacomo Matteotti, sede fino a qualche giorno fa del corso di laurea di Giurisprudenza a Ragusa? Le lezioni sono state chiuse, le aule sono deserte, i giovani sono scomparsi non solo dall’ex tribunale, ma anche dal quartiere, dalle tante case del centro storico prese in affitto, dagli esercizi commerciali, dalle cartolerie, dagli autobus urbani, dai ristoranti. C’è meno vita nel centro storico di Ragusa senza gli studenti universitari. E c’è il vuoto nei locali di via Matteotti che prima ospitavano le speranze nel futuro, le ansie preesame, le chiacchere fra colleghi. Eppure la struttura è accogliente, funzionale, pronta e predisposta ad accogliere persone. Perché non creare un centro di aggregazione giovanile, un punto di riferimento socioculturale, un mezzo per attirare gente al centro storico? Da tempo i giovani chiedono uno spazio di aggregazione, da poter gestire in autonomia, per avere modo di esprimere la propria creatività (vedi l’occupazione dell’ex hotel San Giovanni). In tanti seguirebbero corsi di musica, arte, pittura, cinematografia, fotografia, clowneria; si potrebbero tenere incontri culturali, proiezioni di filmati, cineforum, socialforum e una miriade di altre iniziative che coinvolgerebbero centinaia di persone ridando suoni, colore, musica ad un quartiere che rischia sempre più di trasformarsi in un deserto di viuzze e palazzi, popolato di notte da auto in sosta. Sarebbe anche un luogo di integrazione interculturale, vista l’alta densità abitativa di cittadini extracomunitari e comunitari nel quartiere. Non mancherebbero i servizi a supporto del centro giovanile e si garantirebbe una notevole boccata d’ossigeno all’economia dei piccoli negozi. Un sogno o la possibile riconversione di una struttura a sostegno dei giovani, dei commercianti e dei cittadini che vivono e operano al centro?
La Polizia Stradale di Ragusa e di Vittoria ha sequestrato un caseificio abusivo e denunciato alla Procura di Ragusa un gelese di 48 anni, residente a Vittoria, per vendita di prodotti pericolosi per la salute. L’attività investigativa è nata da un controllo effettuato sulla strada provinciale nr. 2 per Acate al conducente di un furgone che trasportava dei latticini. Il mezzo era privo di assicurazione. Alla richiesta di fornire i documenti della merce trasportata il conducente, un gelese di anni 48, residente a Vittoria, non era in grado di fornirli, nonostante avesse all’esterno reclamizzato il nome di un caseificio di Acate. Il mezzo era privo di adeguata coibentazione ed all’interno, la merce trasportata, consistente in decine di chili di vari formaggi, era invasa da moscerini e mosche, senza alcuna certificazione sull’origine, motivo per cui è stato posto sotto sequestro in quanto pericolosa per la salute pubblica. Vi era anche del latte privo della tracciabilità del quale il proprietario non forniva alcuna notizia sulla provenienza. Gli agenti hanno richiesto la collaborazione del personale del Dipartimento di Sanità veterinaria del distretto di Vittoria, con il quale hanno proceduto alla verifica dei locali del caseificio accertando che era privo di ogni autorizzazione. All’interno dello stesso vi erano altri latticini, anche questi privi di tracciabilità, che sono stati sequestrati dai medici del Dipartimento che hanno eseguito contestualmente al prelievo dei campioni al fine di procedere alle analisi di laboratorio. Il fermato è stato denunciato alla Procura di Ragusa anche per guida senza patente, in quanto, con false denunce di smarrimento (sapeva che gli sarebbe stata revocata la patente a seguito di condanna) era materialmente in possesso di due patenti e così aveva guidato per 9 anni.
L’Ordine degli Architetti di Ragusa prende le distanze da quanto dichiarato dalle associazioni ambientaliste che hanno attaccato l’operato del Soprintendente di Ragusa, Alessandro Ferrara, al quale hanno aspramente chiesto di esercitare il ruolo di tutela attiva del territorio verificando le autorizzazioni rilasciate in verde agricolo. “Il ruolo di tutela attiva è stato sempre sostenuto dal Soprintendente. Dalla difesa del Piano Paesaggistico, condivisa dall’Ordine degli architetti, alla regolamentazione dei parchi fotovoltaici e delle costruzioni in zona agricole. Su queste tematiche l’Ordine ha elaborato una serie di documenti miranti alla salvaguardia e valorizzazione del territorio, consegnati alle varie amministrazioni interessate – scrive l’Ordine degli Architetti – e stavolta gli ambientalisti puntano il dito contro il parere favorevole rilasciato da Ferrara per costruire in contrada Fontana Nuova a Ragusa. Il sito di Fontana Nuova è uno dei più antichi tra le testimonianze archeologiche in Sicilia. L’azione di difesa e valorizzazione del sito è indispensabile e sicuramente condivisa da tutti. L’Ordine degli Architetti sostiene con forza l’importanza delle azioni di salvaguardia del territorio – sottolinea nella nota il presidente dell’Ordine – ma è contraria ad iniziative che assumono le sembianze di una battaglia ideologica. Noi sostieniamo ed apprezziamo l’operato del Soprintendente, condividendone la sensibilità legata alle problematiche ambientali, come la difesa dell’altopiano ibleo dall’invasione dei parchi fotovoltaici, – conclude l’Ordine degli Architetti – e sottolineamo l’ottimo rapporto di collaborazione che si è instaurato sin dai primi giorni di insediamento. Occorre dunque puntare sul confronto ed il dialogo fra le Istituzioni ed i soggetti locali”.
La sezione Ascom di Ragusa ha promosso una riunione dei commercianti, iscritti e non iscritti, operativi a Ibla. Nel corso del confronto, presieduto da Sorbo, vertice sezionale, con l’assistenza di Campo e Cabibbo, del direttivo, è stato fatto il punto sulle problematiche della categoria, in particolare l’abusivismo, che si manifesta soprattutto in occasione della realizzazione di eventi.
“E’ arrivato il momento di assumere decisioni non più differibili. E gli enti locali della nostra provincia non possono correre il rischio di ridurre i servizi essenziali. Soprattutto quelli a sostegno delle fasce deboli”. La richiesta arriva dal segretario della Ust Cisl di Ragusa, Enzo Romeo, allarmato per le notizie degli ultimi giorni. “Da un lato – chiarisce Romeo – facciamo i conti con tagli incisivi da parte di Stato e Regione nei confronti degli enti locali, dall’altro con quella che è ormai risultata una situazione complessiva insostenibile, derivante, nella maggior parte dei casi, da debiti pregressi. Tutte circostanze che stanno mostrando il vero volto delle difficoltà relative ai servizi sociali presenti in provincia di Ragusa. Le ultime dichiarazioni rese dai rappresentanti delle locali Amministrazioni ci consegnano questo emblematico quadro. A Modica una situazione di disagio esplosa da tempo e che si sta nuovamente riacutizzando. A Ragusa, una serie di problemi posti sotto osservazione per i quali si attendono sviluppi. Ma il futuro non è per nulla roseo. Anche a Vittoria sembra esserci una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro. Per non parlare di Comiso – conclude Romeo – dove, invece, le difficoltà sono già emerse da tempo”.
E’ partita giovedì mattina alla volta di Dakar la pattuglia di corridori ragusani che, sino a venerdì 4 novembre, parteciperà alla prima edizione della “100 km du Senegal”. Il team “Ragusa Eventi”, guidato dal capitano Batù Russo assieme a Carmelo Spata, Livio Intorrella, Rina Brugaletta, Antonio Zisa e Maurizio Digiacomo, ha vissuto gli ultimi giorni prima della partenza soffermandosi sull’aspetto psicologico e mentale, fondamentale quando si affrontano competizioni così massacranti. La prima prova, la tappa di tredici chilometri con arrivo a Saint Louis, sarà sostenuta sabato 29 ottobre. Già il giorno dopo, domenica, al via la seconda tappa di circa 24 chilometri, sugli sterrati all’interno del parco “de Djoudj” tra migliaia di uccelli. Non ci sarà spazio per tirare il fiato perché poi, lunedì 31 ottobre, sarà la volta della maratona, terza tappa dell’evento. La quarta infine si terrà il 3 novembre con la mezza maratona e l’arrivo a Dakar. A questa iniziativa è prevista la presenza di Giovanni Storti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) che oltre ad essere un intrepido corridore, ha più volte manifestato l’intenzione, incontrando gli atleti iblei, di venire a visitare le bellezze di Ragusa e Ibla. “Giovanni – dicono i corridori di Ragusa eventi – lo abbiamo incontrato alla 100 km del Sahara e siamo diventati amici”.
A Ragusa l’associazione “Ci Ridiamo Su”, fiduciaria della “Federazione Ridere per Vivere” per le regioni Sicilia e Sardegna, inizierà da novembre per concludere alla fine di marzo 2012 il percorso formativo “Volontari del sorriso”. Nel corso base le materie di studio (sempre pratiche ed esperienziali) sono la gelotologia (antropologia e psicofisiologia del comico); la psicologia della relazione d’aiuto, dell’età evolutiva, quella sistemico-relazionale e poi sociologia dell’ospedale, ed interculturalità. Sul versante artistico gli allievi saranno impegnati nelle varie fasi dell’arte del clown, nell’improvvisazione teatrale, nella magia comica, nell’arte dell’affabulazione. Questo livello di base consente all’allievo di iniziare un periodo di stage in luoghi di particolare disagio sociale. Le persone che avranno frequentato con profitto (cioè per il monte ore previsto) potranno essere ammesse al secondo step della Seaf “Norman Cousins” presso la Terra del Sorriso – Comunità Ospitale ad Orvieto. Il presidente della Federazione, Leonardo Spina, sarà presente venerdì alle 11 a Ragusa presso l”istituto “F. Besta” per un incontro aperto agli studenti, docenti, operatori sociali e curiosi sul tema “Usare il grimaldello del ridere e delle emozioni positive”. Info su www.ciridiamosu. blogspot.com.
C’è un’insospettabile Ibla nascosta fra le vallate, sommersa dai rifiuti, rifugio dei senzatetto, e perfino luogo di roghi abusivi notturni, nei quali si incendia materiale di dubbia provenienza. Nelle strade che scendono giù a valle, e che costeggiano la vallata Santa Domenica, il degrado è ormai radicato, come una malattia incurabile. In via Ugolino, ad esempio, qualche residente, uno dei pochi, che vince la paura di essere minacciato per aver parlato, racconta sotto voce che ogni tanto, di notte, avvengono strani roghi. “L’altra notte c’era un’altissima colonna di fumo – dice un residente della zona – e poi abbiamo scoperto, dai resti ritrovati all’indomani, che qualcuno aveva incendiato una matassa di fili di rame, che venivano chissà da dove, per poter estrarre il prezioso materiale”. Le storie sui roghi del rame, in questa parte di Ibla, situata vicino al monumento San Rocco, monumento acquistato dal Comune e riqualificato, si raccontano come leggende urbane. “Ma quella colonna di fumo era reale, perbacco se non era vera – commenta il residente – e fra l’altro l’aria che emanava, era irrespirabile”. Via Ugolino, per intenderci, è la strada degli alloggi comunali assegnati alcuni anni fa agli indigenti, che inizialmente invece dovevano essere destinati ai docenti universitari. Queste case, oggi, vengono disdegnate perfino dai poveri, perché a distanza di pochi anni dalla loro costruzione, tali abitazioni hanno rivelato tutta la loro fragilità. Il loro nucleo originario era attaccato alla roccia, così l’umidità e le infiltrazioni le stanno distruggendo. Le case di via Ugolino, lo dice chi ci abita, sono come celle frigorifere, con muffa incorporata 365 giorni l’anno, anche d’estate. Di fronte a questi alloggi ci sono dei ruderi, che sono diventati ricettacolo di immondizia.
“El Padre Bandido”, il nomignolo affettuoso con cui i discendenti dei Maya hanno chiamato per anni il missionario salesiano Tiziano Sofia, un prete che ha fatto tantissimo per la popolazione locale del Guatemala, da mercoledì, da quando ha visitato uno dei monumenti più importanti della provincia di Ragusa, ha deciso di cambiarsi il nomignolo. “Adesso voglio essere chiamato “indignado” – racconta padre Sofia – perché da quando ho fatto visita al Castello di Donnafugata sono davvero indignato per quanta spazzatura ho visto e raccolto”. Padre Sofia da mercoledì è a Marina di Ragusa, per partecipare all’ottantesimo compleanno della sorella, che vive qui in Sicilia. “Così mercoledì ho accompagnato due amiche, professoresse, entrambe del Nord Italia, al vostro Castello ma appena sono arrivato a Donnafugata, mi sono vergognato davanti alle mie ospiti, per voi, mi sono vergognato della Sicilia e perfino di essere un italiano. C’era immondizia dappertutto, mai visto tanto degrado in questa terra”. La vita missionaria di padre Sofia è stata raccontata anche nel libro di Gianna Sallusti, pubblicazione dal titolo appunto “El padre Bandido” (nella sua attività missionaria, il prete è stato perseguitato dai potenti e una volta, messo in carcere, con accuse inventate e poi liberato). Questo prete ha operato oltre che in Guatemala, in altre zone calde del globo, in Brasile, in Nicaragua, in Libano. Non ha mai avuto paura di scontrarsi con i poteri e di rimboccarsi le maniche. Così ha fatto anche ieri. “Ho preso tre sacchi e ho iniziato a raccogliere la spazzatura che si trovava fra l’altro sul vialetto di ingresso al castello, bottiglie semi piene, bottiglie vuote, carte e cartuzze, c’era di tutto – dice padre Sofia – e poi dopo aver chiuso i tre sacchi, li ho portati vicini ai cassonetti”.







