03-10-2022
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Risultati per la ricerca: Oltre al fronte

MOBILITA’ ALTERNATIVA A RAGUSA

I partecipanti al convegno di stamaneLa metropolitana di superficie è un sogno nel cassetto che però potrebbe diventare realtà. Anche se la strada è lunga. Nel corso del convegno sulla mobilità alternativa dal tema “Prossima partenza: Ragusa”, promosso dal parco commerciale Isole Iblee con la collaborazione del centro studi Feliciano Rossitto, del Ccn Antica Ibla e dell’associazione “Insieme in città”, una proposta operativa, infatti, l’ha tirata fuori dal cassetto l’on. Giorgio Chessari il quale ha spiegato che “in questa fase è fondamentale che ci possa essere una spinta dal basso. Con la costituzione di una società per azioni a responsabilità limitata, promossa dai cittadini, dalle imprese, dalle associazioni culturali, destinata a diventare uno strumento operativo da affiancare al Comune di Ragusa”. Una Spa che possa fungere da stimolo nei confronti degli enti locali territoriali, seguendo i vari passaggi che la burocrazia impone, ma attivando tutta una serie di misure che potrebbero consentire di accelerare i termini dilatati sine die. Abbiamo, ancora oggi, una occasione importante da sfruttare. E se non la cogliamo, magari intercettando fondi Ue, è un grosso peccato per il futuro della nostra città”. Delle creazioni ingegneristiche per Ragusa ha parlato l’ing. Fabio Maria Ciuffini, il quale aveva già firmato, nel lontano 1998, il piano di mobilità alternativa per la città. “E molte di quelle idee, dal mezzo ettometrico alla funicolare – ha sottolineato – sono state attuate altrove, laddove c’è stata la capacità di fare collimare la volontà politica con il recupero di finanziamenti ad hoc. Oggi Ragusa, e non me ne voglia chi ha amministrato in questi ultimi anni, è combinata molto peggio rispetto ad allora. Il centro storico è quasi desertificato mentre la città ha continuato a espandersi in maniera abnorme. Dal punto di vista urbanistico, scelte poco felici. Per quanto riguarda la mobilità, la città ha bisogno di interventi immediati: per i mezzi ettometrici, che restano sempre validi, ci vorrebbe un percorso un po’ più lungo nel tempo; meglio si potrebbe fare con l’utilizzo di veicoli a guida automatica; o, ancora, l’istituzione del treno-tram. Senza dimenticare che c’è inoltre il piano della sharing-economy, se parliamo di mobilità urbana, che merita la massima attenzione”. Il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, ha invece illustrato, a fronte della impossibilità di pianificare degli interventi ad hoc per quanto riguarda la mobilità pubblica urbana essendoci un contratto di servizio che lega l’Ast e il Comune alla Regione oltre che il sostanziale immobilismo di Rfi e di Trenitalia che non hanno interesse a investire sulle tratte ferroviarie della nostra zona, quali sono i progetti per il futuro. “Interverremo – ha spiegato – con le linee turistiche, differenti da quelle urbane, vale a dire unendo Ragusa con Ibla ma anche Ragusa con Donnafugata. Ma cercheremo di migliorare anche i collegamenti, sempre sul piano turistico, con gli altri comuni dell’area iblea. Partirà, inoltre, il progetto sperimentale della Mercedes denominato Mvmant, una sorta di car sharing con app. Altri progetti, poi, sono allo studio. Perché nell’immediato vogliamo dare delle risposte. Fermo restando che siamo disponibili a fornire il nostro contributo per la realizzazione del progetto di metroferrovia che dovrebbe interessare la città”.

FURTO DEVASTANTE A TRIUMPH DI CORALLO

Furto zona industriale 1Continuano a ripetersi, con periodicità purtroppo disarmante, i furti alla zona industriale di Ragusa. Questa volta, ad essere preso di mira il negozio Triumph nella prima fase della zona industriale. I ladri, indisturbati, hanno agito intorno all’1,30 nella notte tra mercoledì e giovedì facendo man bassa degli oggetti più preziosi. Si stimano danni che si aggirano intorno ai centomila euro. “E’ davvero spiacevole, oltre che farci indignare, e parecchio – dice il presidente del Parco commerciale “Isole Iblee”, Gianni Corallo – commentare l’ennesimo furto ai danni di un’azienda della zona industriale della nostra città. Purtroppo, avevamo detto che la situazione non era affatto tranquilla, avevamo sollecitato e richiesto interventi specifici. I risultati, purtroppo, stentano ad arrivare. Quella che stiamo registrando è una situazione straordinaria. Mai, in precedenza, a Ragusa, si erano registrati picchi di criminalità del genere. Per cui sarebbe opportuno predisporre delle misure straordinarie. Abbiamo sollecitato, inviando un telegramma, anche il prefetto Maria Carmela Librizzi, e speriamo che qualcuno prenda a cuore, davvero, la situazione. Le imprese, oltre a doversi confrontare quotidianamente con i morsi della crisi, devono fronteggiare pure questi disastri”.

IL MARE DI SICILIA COME LA BASILICATA? IL VERO VOLTO DELLE COMPAGNIE PETROLIFERE: A LORO I PROFITTI E AI CITTADINI E ALL’AMBIENTE L’INQUINAMENTO

 

490930496“Dispiace rilevare che per risparmiare decine di milioni di euro ci si riduca ad avvelenare un territorio con meccanismi truffaldini”. “Siamo di fronte a criminalità organizzata ambientale su base imprenditoriale “. Commenta così l’inchiesta a carico dell’ENI per smaltimento illegale di rifiuti in Basilicata sulla quale si indaga anche per disastro ambientale il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. Ma quello lucano è forse il caso più eclatante e più recente ma non è l’unico. Legambiente ricorda che è ancora pendente al Tribunale di Ragusa un’inchiesta del tutta simile a carico dell’Edison per “gravi e reiterati attentati alla salubrità dell’ambiente e dell’ecosistema marino attuando modalità criminali di smaltimento dei rifiuti e dei rifiuti pericolosi” causati dalla piattaforma di petrolio Vega davanti le coste ragusane. In questo caso, secondo l’inchiesta, si è avvelenato il mare con metalli tossici, idrocarburi policiclici aromatici, composti organici aromatici utilizzando cinquecentomila metri cubi di acque contaminate da rifiuti anche pericolosi e causando danni ambientali e contaminazioni chimiche nelle acque e nel sottosuolo circostanti. Il danno stimato dalla procura della repubblica di Ragusa è stimato in circa 70 milioni di euro. Risulta evidente – scrive Legambiente – come siano false tutte le rassicurazioni che le società petrolifere tentano di trasmettere ai cittadini circa i rischi derivanti dalla ricerca petrolifera a mare. Ogni giorno si avvelena il mare attraverso le operazioni di routine come dimostrato dalla ricerca Ispra sulle piattaforme petrolifere e reso noto da Greenpeace. Estremamente gravi inoltre le dimissioni della Ministra dello Sviluppo Economico, particolarmente inquietanti tenuto conto anche del fatto che è la stessa che a fine 2015 ha dato all’Edison l’autorizzazione a trivellare nuovi pozzi e istallare una nuova piattaforma davanti alle nostre coste. Emerge chiaramente come il governo faceva e fa grandi favori ai petrolieri a scapito delle popolazioni locali senza preoccuparsi dei danni alla salute all’ambiente e al mare. E’ anche per questo motivo che è necessario che gli italiani il 17 aprile vadano a votare SI al referendum contro le trivelle, per un futuro senza combustibili fossili e per difendere il mare noi stessi e le future generazioni dall’inquinamento e dai rischi del riscaldamento globale”.

ULTIMI SBARCHI A POZZALLO, 730 MIGRANTI

downloadQuesta volta sono ben 6 i gommoni soccorsi per un totale di 730 migranti.Le indagini della Polizia hanno permesso di fermare già 5 scafisti, 3 sono minorenni. Continuano in modo serrato le attività degli investigatori per identificare gli altri scafisti dei gommoni soccorsi. La Polizia di Stato ha già provveduto a trasferire dopo l’identificazione oltre 400 migranti sbarcati. Nel 2016 all’Hot Spot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 4.003 migranti in occasione di 11 sbarchi.   La Polizia a seguito di intense indagini iniziate ancor prima dello sbarco dei 730 migranti grazie allo scambio informativo con personale Frontex a bordo della nave Siem Pilot, ha individuato gli scafisti di ben tre gommoni. Si tratta di uno degli sbarchi più grossi giunti sulle coste iblee. Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minori. La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. In tempi record sono stati identificati tutti i migranti approdati. Tutti i 730 migranti si trovavano in diversi capannoni sulle spiagge libiche e quando le condizioni del mare lo hanno permesso, i trafficanti li hanno messi su 6 gommoni usando su di loro ogni violenza al fine di farli salire a bordo velocemente per poi guadagnare la fuga durante la notte. Dopo aver individuato chi doveva condurre i gommoni ed aver preso accordi con loro, gli organizzatori si defilavano, lasciando ogni responsabilità agli scafisti spesso “arruolati” tra le fila dei trafficanti solo per non pagare il viaggio o per guadagnare poche centinaia di dollari, almeno per quanto concerne i migranti provenienti dal centro Africa.

IN CORSO I LAVORI DI REALIZZAZIONE DELL’ACQUEDOTTO CHE COLLEGHERA’ CONTRADA CAMEMI CON IL SERBATOIO GADDIMELI DI MARINA DI RAGUSA

20160330_102647In Contrada Camemi sono in corso i lavori di realizzazione dell’acquedotto che consentirà l’approvvigionamento idrico di acqua potabile nelle zone costiere e limitrofe. Per verificare l’andamento dell’intervento stamane il sindaco Federico Piccitto e l’assessore ai lavori pubblici Salvatore Corallo hanno effettuato un sopralluogo nella zona del cantiere di Contrada Camemi, luogo in cui l’impresa aggiudicataria dell’opera pubblica ha già realizzato una vasca di accumulo di 270 metri cubi presso cui verrà convogliata l’acqua del pozzo di adduzione presente nel sito del Consorzio di bonifica che ha una capacità di circa 50 lt al secondo. Alla prima vasca se ne aggiungeranno altre due, della stessa capacità di quella di accumulo, che verranno utilizzate per la potabilizzazione del prezioso liquido prima della immissione nella conduttura idrica che si svilupperà per 5 km fino a raggiungere Contrada Gaddimeli nei pressi di Marina di Ragusa. “L’importante opera pubblica – affermano il Sindaco, Federico Piccitto e l’Assessore ai lavori pubblici, Salvatore Corallo – sarà completata entro sei mesi e ci consentirà di risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico della fascia costiera ragusana facendo così fronte al fabbisogno delle famiglie che soprattutto nel periodo estivo si riversano lungo la fascia costiera di Ragusa. Il progetto che si sta eseguendo – aggiungono gli amministratori comunali – prevede inoltre la realizzazione, in prossimità dei villaggi che si sono nel corso degli anni creati nel tratto Camemi – Marina di Ragusa delle derivazioni per consentire successivamente gli allacci alla rete idrica di detti agglomerati”.

RAGUSA, PUBBLICATO IL BANDO PER IL SERVIZIO GESTIONE RIFIUTI

timthumbE’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il bando di gara relativo al nuovo servizio di igiene urbana dell’ARO Ragusa coincidente con il territorio del Comune di Ragusa. Il servizio, per una durata di sette anni, prevede un importo complessivo di 89.978.204,97 euro. La scadenza delle offerte o domande di partecipazione per il bando, attivato con il sistema della procedura aperta, da inviare alla sezione provinciale dell’Urega di Ragusa, è fissata entro il 9 maggio dell’anno in corso. “Siamo giunti – afferma l’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto – all’ultimo passaggio tecnico prima della piena operatività del nuovo sistema di gestione del servizio di igiene ambientale per la città di Ragusa, che rappresenta una vera e propria rivoluzione, e pone la nostra città come un modello virtuoso da seguire sia nel territorio siciliano che a livello nazionale. L’aspetto più evidente del nuovo progetto di gestione del servizio riguarda l’estensione a tutto il territorio urbano del sistema di raccolta differenziata porta a porta, con l’obiettivo di raggiungere, in tempi brevi, un livello del 70% di rifiuti differenziati. Tra le novità tecniche principali, figura inoltre il passaggio alla tariffazione puntuale basata sul principio europeo di un calcolo dei costi determinato dalla quantità di rifiuti effettivamente prodotta, con monitoraggio di ogni singola frazione raccolta quotidianamente mediante tecnologia transponder. Una tariffazione, quindi, più equa, trasparente ed incentivante, che premierà i cittadini più virtuosi. Attraverso tale meccanismo, il Comune potrà inoltre contare su una drastica riduzione dei rifiuti conferiti in discarica, una maggiore efficienza del servizio tramite un’attenta riorganizzazione delle risorse aggiuntive a disposizione e, soprattutto, mediante il passaggio ad una nuova cultura, per la nostra comunità, sul fronte della gestione dei rifiuti, all’insegna dei principi di educazione al rispetto ed alla tutela dell’ambiente, che rappresentano i cardini essenziali del progetto Rifiuti Zero, cui si associa una cultura del riuso, anch’essa favorita dal nuovo sistema di gestione”.

Prestito ipotecario vitalizio: che cos’è?

mutuo-casa-U2402428296261k3H--258x258@Casa2011Sono scattate dal 2 marzo le nuove norme per la concessione di prestiti agli ultrasessantenni a condizione che insieme al bisogno di liquidità, abbiano anche una casa intestata a loro. Le banche italiane con questa mossa potrebbero trasformarsi da istituti di credito quasi in società immobiliari, andando ad entrare in una di quelle ricchezze che sono da sempre un baluardo degli italiani: la casa. Con l’ultima versione del “prestito ipotecario vitalizio”, un altro prodotto finanziario che come altri in precedenza “ruota” attorno al mattone, le banche cercano di fare cassa, aiutate in questo dalle decisioni che sono state prese da parte del governo. Il cambiamento, rispetto a quanto previsto dalle operazioni denominate “leasing immobiliare”, sta nel fatto che la platea di destinatari del prestito è cambiata; non si tratta più dei giovani alle prese con la necessità di acquistare la prima casa, ma degli anziani che, tramite il loro immobile, desiderano avere a disposizione del denaro fresco, sia per aumentare il loro reddito, che, nella maggior parte dei casi, per pensare al futuro dei figli o dei nipoti. Un sistema che consente anche di evitare tutte quelle lungaggini che si presentavano quando una persona ipotecava la casa e poi la perdeva, lungaggini che vedevano coinvolti tribunali fallimentari e tribunali civili, e nelle quali tutti avevano da perdere. Un sistema che offre anche notevoli vantaggi per il finanziatore. Nel complesso del panorama italiano la partita che si sta aprendo è molto interessante per gli istituti di credito in quanto è stato stimato che il valore delle case di proprietà di persone over 60 è di 3 miliardi di euro, suddiviso tra 13 milioni di proprietari. I requisiti per poter accedere a questo tipo di prestito sono due: l’aver compiuto 60 anni, ed avere l’intestazione dell’abitazione che si intende dare in garanzia. E’ anche vero, però, ammettere che ci sono anche tante altre persone un po’ avanti con l’età che preferiscono utilizzare le polizze vita per tutelare i propri cari in caso di morte. Ma vediamo nel dettaglio come funziona questo prestito ipotecario vitalizio. Le banche possono effettuare un prestito per una cifra che non può superare il 50% del valore dell’immobile ipotecato. A parte questa garanzia, non saranno richiesti all’intestatario del prestito altre cose particolari e non ci sarà nemmeno l’obbligo di pagare delle rate fino al momento del suo decesso. Resta il fatto che per gli eredi il costo finale di questo prestito potrebbe rivelarsi molto alto e si potrebbe anche andare incontro a sorprese come la perdita della casa. Per quanto riguarda l’importo come detto, può essere al massimo del 50% partendo da un minimo del 10%, e questa percentuale sarà più alta in presenza di una maggiore età del contraente, in modo che, vista l’aspettativa di vita media italiana, sia minore il numero degli anni ipotizzabile per la cessazione del prestito. Nelle opzioni previste dal Regolamento che è stato pubblicato nello scorso febbraio, dopo che la norma venne approvata dal Parlamento circa un anno fa, c’è anche la possibilità di un accordo tra l’istituto di credito ed il cliente nel quale si stabiliscano delle rate di rimborso sia annuali che semestrali o comunque concordate tra le parti, il cui scopo è quello di abbattere parzialmente la cifra da dover restituire al momento del decesso del contraente, particolarmente per quanto riguarda le spese accessorie della pratica, come quelle di perizia o di assicurazione ed istruttoria, oltre che gli interessi. In questo modo gli eredi si troverebbero a dover far fronte solo al pagamento del capitale preso in prestito. Nel caso in cui non si concordi il pagamento di alcuna rata, il peso dovuto agli interessi cresce in maniera “esponenziale”. Se si prende come base un tasso fisso che oscilla tra il 6% ed il7%, nel giro di soli 10 anni il valore si raddoppia, in quanto le modalità di attuazione prevedono anche “l’anatocismo”, una modalità il cui utilizzo era stato annullato con la legge di Stabilità, ed in concreto rappresenta l’interesse sugli interessi. In questa maniera per chi sceglie questo metodo il calco degli interessi viene fatto, ogni anno, sul debito maturato che comprende anche gli interessi degli anni precedenti a quello di calcolo, invece che sul capitale di partenza. All’interno della norma ci sono poi altre due “regali” per gli istituti di credito. Il primo riguarda l’esonero per la banca della procedura esecutiva, quella che si avvia quando il prestito non viene pagato e quindi l’istituto di credito procede al pignoramento. In precedenza l’obbligo di questo procedimento dava il via ad una lunga diatriba, a volte anche della durata di più anni, gestita dal Tribunale, e nella quale tutti i creditori erano in partenza sullo stesso piano. Ora con il “prestito ipotecario vitalizio”, una volta che gli eredi non abbiano deciso cosa fare, vendere, oppure pagare il debito contratto, nel giro di 12 mesi, l’immobile diviene di proprietà della banca che può quindi effettuare la vendita, dando poi agli eredi solo una parte del maggiore guadagno avuto dalla vendita. Inoltre sarà un perito “indipendente”, ma scelto dalla banca e non dal Tribunale, a stabilire il valore in denaro a cui deve essere posto in vendita l’immobile. Visto tutto questo, per gli eredi la via più semplice, qualora l’importo da saldare sia maggiore del valore dell’immobile, resta quello di pagare soltanto la tassa di successione e lasciare alla banca la vendita della casa. Una ulteriore precisazione è data dalla situazione coniugale di chi vuole prendere il prestito; nel caso in cui la persona sia sposata o convivente da più di 5 anni, sulla richiesta di prestito occorre anche la firma del coniuge o del convivente. Una volta ottenuto il prestito, nella casa oggetto della garanzia ipotecaria non può risiedere nessuna persona, con esclusione di figli e badanti. L’offerta del prestito da parte degli istituti di credito deve essere eseguita in modo “trasparente”, presentando al contraente due simulazioni del “piano di ammortamento”, che prevedano il capitale e gli interessi maturati anno per anno, sia con il tasso stipulato al momento del prestito, che con un tasso maggiore in uno “scenario” con il rialzo dei tassi. Prima di procedere con la richiesta sarebbe opportuno approfondire l’argomento consultando, ad esempio, un articolo del ilSole24ore.

INTERVENTI DELLA POLIZIA MUNICIPALE PER IL DECORO DI RAGUSA

download (1)Nei giorni scorsi il Comando di Polizia Locale, nell’ambito dell’attività di monitoraggio e controllo sul fronte del decoro urbano e della sicurezza, ha avviato un’attività di ripristino e chiusura degli accessi in alcuni edifici abbandonati presenti nel territorio comunale, con particolare riferimento alla zona di Ragusa Ibla. A seguito dell’attività effettuata gli accessi degli immobili controllati sono stati bloccati per evitare anche occupazioni abusive. Nell’ambito della medesima attività di controllo sono stati inoltre rimossi un centinaio di manifestini abusivi presenti nelle vetrate delle attività commerciali del Centro Storico Superiore, soprattutto nelle zona di via Roma, Corso Italia e Piazza Cappuccini. “L’attenzione, da parte degli agenti della Polizia Locale – sottolinea il vicesindaco con delega alla Polizia Municipale, Massimo Iannucci – è massima ed orientata sui molteplici aspetti che compongono la tutela del decoro urbano. Questi interventi seppur apparentemente di minore impatto, rappresentano dei punti essenziali per offrire, sia ai residenti che ai visitatori, una sempre migliore immagine della nostra città”.

INCIUCIONISSIMO A 5 STELLE

ANTONIO-TRINGALI-938x535Il nuovo presidente del consiglio comunale di Ragusa è Antonio Tringali, grillino con sfumature azzurre- un tempo stava dalle parti di Forza Italia- votato da 12 colleghi cinquestelle e da sei dell’opposizione nelle persone di Mario D’Asta, Mario Chiavola, Maurizio Tumino, Giorgio Mirabella, Elisa Marino, Peppe Lo Destro. Il voto era segreto ma la verità è  comunque evidente: la formazione inedita è un Pd Insieme ai Cinquestelle. Un capolavoro di idiozia politica; stavolta i pentastellati hanno veramente toccato il fondo per imperizia, incultura governativa, presunzione, infantilismo. Non è poco riuscire a sfoggiare tutte queste qualità in un’unica sera, loro ce l’hanno fatta. In un colpo solo hanno rotto di fatto l’alleanza con Partecipiamo, offeso  la persona – Giovanni Iacono – che si era distinta in una battaglia nobilissima contro Nello Dipasquale, condiviso con l’acerrimo nemico una elezione, indebolito Piccitto. La cosa ancor più grave è che questa farraginosa operazione a perdere, a sentir loro, è una prova di maturità. Lo hanno persino comunicato all’aula: lo ha dichiarato la loro capogruppo, certa Nella Disca, che chissà cosa ha tastato per certificare alla città l’avvenuta maturazione che, osservando meglio, sembra proprio aver raggiunto un grado eccessivo al limite dello spappolamento. Volevano levarsi dalle scatole l’unico grillo sensato e parlante, Iacono appunto, che fra un rimbrotto, un suggerimento, e quel minimo di giustificabilissima alterigia – che ci sta tutta considerata la platea! –  aveva stressato i “ragazzi”. Raccontare la settimana di fuoco che ha preceduto l’elezione di Tringali è faticoso ed inutile, diciamo solo che si è innescata una eccitazione crescente, un insistente urlo per la presa totale, un dai che ce la facciamo anche da soli, un non ci ferma nessuno, che è stato attizzato a dovere da un’altra pulsione, quella di Tringali, primo degli eletti, che questo giro di valzer non se lo voleva perdere. E il sindaco in questo harakiri? Assente. Più volte ha ribadito la sua estraneità ai fatti. Spettatore innocente? No. Ha approfittato della gran confusione per placare la sua unica ossessione: il salvataggio di Stefano Martorana, non comprendendo che la tenuta dell’intera giunta ora traballa più di prima. Doveva essere Federico Piccitto a ricomporre il quadro imponendo alla sua maggioranza l’atto doveroso, utile ed elegante della rielezione di Iacono. Non c’è autonomia di consiglio che tenga, di fronte ad un’alleanza, e l’alleanza con Partecipiamo era la priorità assoluta e non solo in termini di immagine – l’unica esperienza cinquestelle in Italia di condivisione di governo – ma di sostanza. L’apporto di Martorana Salvatore è prezioso e saggio in giunta, e questa collaborazione oggi rischia di saltare. E’ stato miope il sindaco a non vedere oltre il suo cortile preferito – l’oratorio salesiano – provando ad allontanare il fastidio di quella richiesta che lo assilla da mesi – sostituire l’assessore al bilancio – piuttosto che affrontare con determinazione la questione Iacono. Piccitto ha pensato che dare in pasto ai consiglieri quella rigida poltrona – fra l’altro ben remunerata – li avrebbe tenuti lontani dal suo assessore preferito. Non è detto che ciò sia una certezza giacchè i consiglieri seppur sazi e in parte depotenziati – Tringali non potrà più essere parte attiva della fronda – possono tornare all’attacco. Come si fa – ci riferiamo al sindaco – a non considerare che l’operazione “prendiamoci tutto”  è funzionale allo spirito di vendetta di Nello Dipasquale? che infatti un minuto prima del voto ha telefonato a qualche consigliere di opposizione invitandolo a votare senza indugio Tringali pur di vedere Iacono messo alla porta da quelle cime dei cinquestelle. Piccitto ha sbagliato a fare il Ponzio Pilato: il gruppo consiliare senza regia, senza leader, ha solo prodotto questo orribile pasticcio. Non è bello per Tringali aver ottenuto i voti degli amici di Nello Dipasquale. Dalla votazione si scopre tutto. Non è un caso che Angelo La Porta, l’unico consigliere di Insieme a dichiararsi nemico giurato del’ex sindaco, abbia votato in modo tale che la scheda risultasse nulla; stessa cosa con votazione diversa – Iacono – per Giorgio Massari il cui intervento chiaro è servito a rimarcare la distanza tra lui e il Pd dipasqualiano, sottolineando il ruolo dell’opposizione e sputtanando i due lacchè che hanno obbedito immediatamente alla chiamata del deputato regionale per il prescelto cinquestelle. Brutta questa elezione di Tringali. Brutto essere eletti con quei voti di opposizione! Era nell’aria l’amorevole sostegno di Insieme e Pd, ed è stato ipocrita non cogliere la portata politica devastante di  questo appoggio. Non ha importanza se l’appoggio sia stato spontaneo o studiato da giorni: il dato politico è che l’onore grillino è stato irrimediabilmente violato. I sei voti a Tringali sono una macchia: gli hanno voluto mettere un timbro, l’hanno usato come un grimaldello per sfasciare, penetrare, insinuarsi, dare segnali, mostrare la debolezza di questa stupida conquista cinquestelle.  Cosa farà ora Giovanni Iacono?  Dipende dal sindaco spiegare se l’alleanza ha ancora un senso. Per il resto solo una gran delusione vedere i  cinquestelle impiastricciati con certi tipi, “truppe di complemento” – questa la azzeccata definizione di Massari.  Troppi maturi, ci son cascati come le pere.

RAGUSA, RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA IMPIANTI DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE

 

download (2)Sono in fase di completamento i lavori di riqualificazione energetica degli impianti di illuminazione pubblica di Ragusa con apparecchi led per il quale è stata previsto una spesa complessiva pari a  un milione e cinquecentomila euro. L’intervento, che ha visto l’impiego di due squadre dell’impresa aggiudicataria, è inserito all’interno del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile dell’Ente, il quale prevede un efficientamento energetico mediante la sostituzione delle vecchie lampade a vapori di mercurio con corpi illuminanti a luce led di ultima generazione con potenze ridotte ( 70 W di consumo le nuove a fronte di 240 w delle vecchie), elevate efficienze luminose e ridotti oneri di manutenzione. Numerose le arterie cittadine interessate, tra cui viale delle Americhe, viale dei Platani, via Risorgimento, via Archimede, via Fieramosca, via P. Nenni, via Paestum, via Colajanni, via Mongibello, via della Costituzione, via La Pira e via Forlanini. “L’aspetto più importante – dichiara l’Assessore ai lavori pubblici, Salvatore Corallo – relativo alla sostituzione, ormai completata, degli oltre 1400 corpi illuminanti, come già peraltro sottolineato, non è legato solo all’evidente risparmio per le casse del Comune, stimato in circa 220 mila euro l’anno, ma anche alla decisa riduzione dell’inquinamento luminoso derivante dall’abbattimento delle dispersioni di luce verso l’alto e degli oneri di manutenzione degli impianti. Da questo punto di vista, del resto, è previsto un analogo intervento di questo tipo, che sarà concretizzato nei prossimi mesi”.

IL PICCOLO TEATRO POPOLARE PORTERA’ IN SCENA A RAGUSA IL “TRITTICO DEL DIVERTIMENTO”

 

Il Piccolo Teatro PopolareTorna sul palco una storica compagnia amatoriale dell’area iblea. Dopo i festeggiamenti, nel 2014, per i quarant’anni di attività, il Piccolo Teatro Popolare di Ragusa presenta il “trittico” del divertimento, tre brillanti commedie degli equivoci, veri e propri cavalli di battaglia per una realtà teatrale che, attraverso le sue rappresentazioni, ha scandito la storia della città. Si comincia domenica 14 febbraio alle 18,30 con “U truonu ri marzu”, commedia in tre atti di Vincenzo Scarpetta, molto conosciuta e apprezzata dal pubblico del Piccolo Teatro  Popolare. La compagnia l’ha portata in scena oltre centosessanta volte. Il secondo appuntamento è fissato per domenica 21 febbraio, sempre alle 18,30. E stavolta sarà proposta la commedia “La Scatola di Marlene” scritta appositamente per il Piccolo Teatro Popolare dal compianto commediografo ragusano Nino Criscione.  L’ultimo appuntamento con il “trittico” è per domenica 28 febbraio, stesso orario, con “Ora no Tesoro!”, piccolo capolavoro degli equivoci frutto della spumeggiante penna di Ray Cooney. Le rappresentazioni si terranno al teatro dell’Accademia della Bellezza, in via Asia, angolo via Ettore Fieramosca, di fronte al supermercato Despar, zona Bruscè. Per prenotazioni al botteghino del teatro telefono 0932.624141 oppure 338.6906693.

LA FESTA A SAN VINCENZO FERRERI, NON CI SI PUO’ PASSARE SOPRA

san_vincenzo“La foto che in queste ore sta circolando su Facebook sul presunto evento culturale che si è tenuto lo scorso 3 gennaio nell’auditorium di San Vincenzo Ferreri, dimostra tutto quello che diciamo da tempo, ovvero che di culturale, in quell’evento c’era ben poco”. Lo dice il presidente dell’associazione politico culturale 2.0, Claudio Castilletti, a proposito dell’ormai nota festa di compleanno di qualche settimana fa, svoltasi all’interno di una delle sale più prestigiose della città capoluogo. “Prendiamo atto che il Presidente dell’Osservatorio comunale (nonché festeggiato e promotore del festino) – dice Castilletti – ieri si è ostinato a sostenere l’evento in sede di tavolo istituzionale, ed a fronte non solo di questa, ma di tante altre foto che sono circolate e degli stessi biglietti d’invito, non vuole dimettersi. E non possiamo che stigmatizzare allo stesso tempo il silenzio “complice” dell’assessore al Bilancio Stefano Martorana che se è vero, come si dice, che ha sostenuto la pratica, si dovrebbe dimettere anche lui. E invitiamo a dimettersi tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione che fanno parte dell’osservatorio: quelli di maggioranza per dare un segnale di cambiamento e quelli di opposizione per essere coerenti con il proprio ruolo, a meno che non abbiano altri motivi per non sollevare il caso. Stefano Martorana e la sua consulente Tuzzolino, inoltre, spieghino l’iter dell’istruzione della pratica che ha condotto all’autorizzazione di questo “importante evento di promozione turistica”. Ma soprattutto che l’Amministrazione spieghi ai cittadini la totale mancanza di controllo da parte di un incaricato dell’ente, una volta che lo stesso ente di palazzo dell’Aquila affida una qualsiasi struttura. Piuttosto è necessario un regolamento chiaro per l’utilizzo dei beni culturali, che non si presti a nessun tipo di interpretazione”.

POZZALLO, SBARCANO IN 481

bandicam 2016-01-28 09-47-47-777Sbarco di 481, erano a bordo di 4 gommoni salpati insieme dalla Libia. Già individuati 4 scafisti. Ma non è finita; nel pomeriggio di giovedì sono attesi altri 230 migranti e tra loro vi sono anche dei feriti. Prer questo viaggio costato 1.000 dollari a migrante,  gli organizzatori ne hanno incassati quasi 500.000.  Intanto sono stati fermati  Ghice Maghet, nato in Senegal, Dafe Iaia nato in Guinea, Dialy Sarr Lamine, nato in Senegal, Agbor Christian, nato in Nigeria. I migranti provenienti da diversi paesi del centro Africa sono stati ospitati presso il Centro di Pozzallo. Tantissimi i minori a bordo dei gommoni. Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e tanti bambini alcuni in tenerissima età. In tempi record sono stati identificati i migranti approdati, anche se una parte deve ancora essere fotosegnalata e le procedure non sono mai state interrotte. Hanno navigato per 8 ore o poco più e subito sono stati soccorsi superate le acque libiche, così come gli organizzatori gli avevano detto di fare. Li mandano ormai con imbarcazioni fatiscenti e cariche oltremodo, il tutto al fine di guadagnare sulle spalle dei migranti qualche centinaio di dollari in più. “Ci fanno stringere, ci picchiano se non facciamo posto agli altri e se ci lamentiamo usano grossi bastoni per farci sistemare a bordo come dicono loro, anche se lo spazio era già finito”. Questa una delle tante testimonianze sul racconto della traversata. I fermati sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione.

CONVEGNO A NOTO IN OCCASIONE DEL XIV° ANNIVERSARIO DEL RICONOSCIMENTO UNESCO

Incontro a Noto IMG_6836“Un fronte comune delle città del Val di Noto che sia capace di favorire la crescita delle realtà territoriali coinvolte mediante una programmazione unitaria che, superando l’attuale frammentazione, renda più agevole la tutela e lo sviluppo dei siti, potenziando altresì l’afflusso di visitatori attraverso una maggiore conoscenza delle eccellenze artistiche ed architettoniche dell’area. Questo – dichiara il sindaco Federico Piccitto – è quanto emerso dal convegno a cui ho partecipato che si è svolto a Palazzo Nicolaci a Noto, in occasione del XIV° anniversario del riconoscimento Unesco del sito “le città tardo-barocche del Val di Noto”. Ospite d’eccezione, il professor Stephen Tobriner, dell’Università di Berkeley in California, il quale ha sottolineato l’unicità e l’originalità del patrimonio Unesco della Val di Noto. Ad aprire i lavori del convegno, il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, il quale ha sottolineato come “in vista della nuova programmazione europea, risulta quanto mai evidente la necessità di un progetto comune, che esalti le caratteristiche originali delle varie realtà coinvolte, ed al tempo stesso consenta una crescita dell’intera area del Sud-Est, non solo sul fronte turistico, ma soprattutto rispetto alla tutela dei tesori di cui siamo custodi.  “Da questo convegno – ha affermato invece il Sindaco Piccitto nel corso del suo intervento – emerge con sempre maggiore evidenza l’esigenza di fare “squadra” tra le realtà coinvolte. Innanzitutto perché i sindaci del Val di Noto, hanno una responsabilità ancora maggiore rispetto alla tutela ed alla preservazione delle eccellenze architettoniche ed artistiche, le quali non appartengono ai singoli territori, ma, in quanto beni Unesco, sono patrimonio mondiale dell’intera collettività. Ma soprattutto perché, in questo momento, eventuali divisioni o progetti in solitaria tra le singole realtà del Val di Noto, sarebbero in netto contrasto con la programmazione europea dedicata”. Nella prossima programmazione europea, oltre a decine di linee di finanziamento europeo accessibili per la tutela e la conservazione dei beni artistici ed architettonici, siano previsti interventi specifici per circa 290 milioni di euro dedicati ai siti Unesco della Sicilia. “Per questi motivi – aggiunge il Sindaco Piccitto – assieme al primo cittadino di Noto, abbiamo ribadito come sia necessario superare la fase della frammentazione in distretti spesso in competizione tra loro e costituire una “casa” comune che crei una sinergia tra tutti i comuni del Val di Noto”.

RAGUSA, AVVIATI I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA SUGLI IMPIANTI DELLA PUBBLICA ILLUMINAZIONE

 

ledDue squadre dell’impresa aggiudicataria dei lavori di riqualificazione energetica degli impianti di illuminazione pubblica cittadina con apparecchi led per il quale è stato previsto una spesa complessiva pari a  1.500.000 euro hanno avviato stamani i lavori in Viale delle Americhe, dalla rotatoria al bivio per la provinciale per Chiaramonte Gulfi, in direzione Viale Europa, ed in Via Risorgimento. Si tratta di un intervento, inserito all’interno del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile dell’Ente, che prevede un efficientamento energetico con la sostituzione delle vecchie lampade a vapori di mercurio con corpi illuminanti a luce led di ultima generazione con potenze ridotte ( 70 W di consumo le nuove a fronte di 240 w delle vecchie), elevate efficienze luminose e ridotti oneri di manutenzione. “La sostituzione delle oltre 1400 vecchie lampade – dichiara l’Assessore ai lavori pubblici, Salvatore Corallo – consentirà un risparmio per casse del Comune di circa 220 mila euro l’anno. Oltre 40 saranno le arterie cittadine interessate a tale tipo di intervento, tra cui sono comprese, tra le altre, via Risorgimento, via Paestum, via Archimede, via Colajanni, via Mongibello, via della Costituzione, via La Pira e via Forlanini. Secondo quanto previsto nel bando, i lavori si concluderanno entro 5 mesi dalla consegna. L’esecuzione dell’opera pubblica ci consentirà inoltre di ridurre decisamente l’inquinamento luminoso derivante dall’abbattimento delle dispersioni di luce verso l’alto senza dire poi che, per i nuovi corpi illuminanti, gli oneri di manutenzione saranno nettamente abbattuti”.

GURRIERI (AVVISO PUBBLICO): “ATTO DI FORTISSIMA VALENZA IL RIACQUISTO DI CASA GUARASCIO”

 

giovanni_guarascio1-800x500_cAppreso del recente riacquisto, da parte della vedova Guarascio, sig.ra Giorgia Famà e dei suoi tre figli, dell’abitazione di Vittoria, a difesa della quale, il 14 maggio 2013, Giovanni Guarascio, si era dato fuoco, cospargendosi il corpo con benzina, morendo qualche giorno dopo, il vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, avv. Pietro Gurrieri, ha espresso il compiacimento per un atto, reso possibile  dall’importante contributo economico accordato alla famiglia dai parlamentari regionali del m5s,.  “Un atto di forte valenza simbolica, che, oltre a concorrere a alleviare la ferita, purtroppo indelebile, di quel nucleo familiare, riaccende i riflettori dell’opinione pubblica sulla controversa questione delle aste giudiziarie, e sulla necessità che sia subito approvato il disegno di legge sulla impignorabilità della prima casa giunto al Parlamento  ma ancora all’esame delle Commissioni “Giustizia” e “Bilancio” del Senato”. “E’ del tutto inammissibile che quel ddl” – ha continuato Gurrieri, che ne è stato anche l’estensore, “non sia stato ancora trasformato in legge dello Stato, tanto più che sullo stesso si è registrata la convergenza di Sindaci e Consigli Comunali (da ultimo quello di Bologna), dei territori e di associazioni, tra le quali Avviso Pubblico, che, per sollecitarne la rapida approvazione. Di fronte ad una inerzia perdurante e inammissibile – ha concluso Gurrieri – il riacquisto di questa casa e il gesto di solidarietà dei parlamentari siciliani che, autotassandosi, lo hanno permesso, non meritano, semplicisticamente, di essere ridotti al felice epilogo di una vicenda tragica che ha toccato le corde dell’intero paese, o, ancor peggio, a questione immanente al confronto politico-parlamentare. Occorre invece che quanti hanno responsabilità nelle istituzioni, innanzitutto nel Parlamento e nel Governo, colmino rapidamente i ritardi che si sono accumulati, e che, con l’approvazione del ddl, si possa restituire serenità a centinaia di migliaia di famiglie”.

LA COMPAGNIA “PICCOLI ATTORI IBLEI” TORNA AD ESIBIRSI

I piccoli attori iblei prima di entrare in scenaQuando il teatro è in grado di coniugare la voglia di stare assieme con la solidarietà. E’ il piccolo miracolo riuscito alla compagnia “Piccoli attori Iblei” che, curata da Mariuccia Cannata, in arte Pipitonella, e da Elisa Marino, porterà in scena, sabato 16 e domenica 17 gennaio, in entrambi i casi con inizio alle 18, la commedia “brillantissima” dal titolo “…Comu maritari na fighia!?”. L’appuntamento si terrà nella sala teatro dell’Accademia della Bellezza di via Asia 1/A, lungo via Ettore Fieramosca, di fronte al supermercato ex Di Meglio. Perché una iniziativa che, oltre al divertimento e alla voglia di stare assieme, guarda alla solidarietà? “E’ molto semplice – spiegano Cannata e Marino – abbiamo inserito nel cast anche due bambini autistici che recitano con amore e con passione. Il gruppo è tutto formato da ragazzini che hanno la voglia di sbalordire il pubblico. Ma in questo contesto, l’inserimento di questi due bambini si è trasformato in qualcosa di davvero miracoloso. E’ stata fantastica l’integrazione realizzatasi tra tutti. Siamo partiti per aiutare e in realtà sono loro che ci hanno aiutato. Abbiamo preparato un lavoro comico che non necessariamente segue un copione. Ma ciascuno dei piccoli che andrà in scena sa esattamente cosa fare e come interpretare il proprio ruolo. E’ questo il miracolo del teatro. Per cui, invitiamo tutti a venirci a trovare e ad applaudire”. Per informazioni e prenotazioni questi i numeri: 0932.624141; 328.1481167; 338.2087928.

SITUAZIONE SEMPRE PIU’ CRITICA AL PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE CIVILE DI RAGUSA

Ospedale Civile Pronto soccorso“Che fine hanno fatto le rivendicazioni sul mondo sanitario emerse durante la seduta aperta del Consiglio comunale delle scorse settimane? Perché tutto è rimasto lettera morta, soprattutto ora che, dal pronto soccorso dell’ospedale Civile di Ragusa, continuano ad arrivare numerose lamentele per l’eccessivo dilatarsi dei tempi di assistenza?”. Sono gli interrogativi sollevati dal presidente dell’associazione “Ragusa in Movimento”, Mario Chiavola, a fronte delle parecchie denunce ricevute proprio per le criticità da parte del Pronto soccorso a curare chi richiede aiuto. “Qui nessuno – dice Chiavola – vuole mettere in dubbio la professionalità dei medici e degli infermieri oltre che degli ausiliari sanitari. Ma è fin troppo evidente che il personale è esiguo per far fronte alla continua mole di lavoro che, giorno dopo giorno, continua a presentarsi. E così può accadere che un ragazzo che arriva per una ferita alla mano nel primo pomeriggio, viene fatto andare via solo intorno a mezzanotte; oppure che una donna sopraggiunta la mattina all’accettazione per delle fitte allo stomaco o al cuore, ancora alle 2 di notte non conosca l’esito delle varie analisi effettuate. Questi sono soltanto due dei casi limite accaduti durante l’ultima settimana ma purtroppo l’andazzo generale non si discosta da questo. Chi ha la sfortuna di dovere ricorrere al Pronto soccorso, anche per problemi a prima vista banali, non può sperare di sbrigarsela in tempi rapidi ma si vede costretto a bivaccare nei locali d’attesa. Del resto, basta fare un sopralluogo per accertarsi di persona della situazione”. Chiavola chiede, dunque, ai rappresentanti istituzionali di fare valere il proprio peso. “Il sindaco, gli assessori municipali, il presidente del Consiglio e i capigruppo – aggiunge – non avevano dato vita ad una vertenza Sanità proprio con l’obiettivo di venire a capo di questo come di altri problemi? Che fine hanno fatto i loro intenti più che onorevoli?”. La situazione è diventata veramente insostenibile.

BARATTO AMMINISTRATIVO, IL CONSIGLIERE COMUNALE D’ASTA PRESENTA UN ORDINE DEL GIORNO

download (1)“In un momento di crisi socioeconomica come quello che vive la nostra città, con un aumento spropositato delle tasse come quello attuato da questa amministrazione, il baratto amministrativo può rappresentare una proposta utile per dare delle risposte a pezzi di città che vivono una crisi terribile a tal punto da non potere pagare i tributi. Questa proposta, che in soldoni servirebbe alle famiglie che, non potendo pagare le tasse, forniscono un servizio alla città, rappresenta anche una risposta concreta che può aiutare il Comune a migliorare il decoro urbano, a pulire le scuole o le strade, a rigenerare la città. Perdurando l’attuale momento di crisi, che si abbatte soprattutto sulle fasce più deboli, sulle famiglie che non hanno la possibilità di usufruire di un reddito, riteniamo che sia opportuno che il Comune di Ragusa possa affrontare questa sfida dotandosi di un regolamento riguardante il baratto amministrativo”. E’ quanto afferma il consigliere comunale del Partito Democratico, Mario D’Asta, che ha presentato un ordine del giorno in aula chiedendo che lo stesso sia messo ai voti per impegnare l’Amministrazione comunale ad attivare tutte le procedure concernenti l’istituzione del suddetto provvedimento. “Gli interventi – afferma D’Asta – possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade oltre al decoro urbano più in generale e possono riferirsi pure al recupero di aree e beni immobili inutilizzabili, in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. A fronte di ciò, il Comune può deliberare riduzioni e esenzioni di tributi inerenti il tipo di attività posta in essere. L’esenzione, come recita la relativa norma, è concessa per un periodo limitato e definitivo, per specifici tributi e per attività individuanti fini comuni, in ragione all’esercizio sussidiario posto in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute”.

A FUEGO LENTO

piccitto 4Lo scontro in atto tra il sindaco Federico Piccitto e i consiglieri comunali cinquestelle che si trascina da ben sei mesi  è una faccenda  politica rilevante e coinvolgente che tocca quella parte di comunità che mantiene ancora interesse, passione, curiosità nelle storie della residuale democrazia che ci tocca vivere. Partiamo dal sindaco. Sappiamo che l’elezione diretta dei primi cittadini è un grandissimo guaio in quanto crea, anche se i soggetti eletti sono brave ed oneste persone – figuriamoci poi se l’indole è aggressiva, egotica, ed affaristica! –  un principato assoluto, un’autarchia che riduce i sindaci a fidarsi solo di se stessi e a confrontarsi con pochissimi prescelti; un’atmosfera riscontrabile là dove si gestisce il potere e che giustamente viene definita cerchio magico. A Ragusa tutti i sindaci hanno vissuto questa terribile malattia di solitudine e sospettosità, dove l’unico conforto agli affanni e alle beatitudini del governo era la possibilità di specchiarsi in qualcuno e ricevere assenso e pace. E’ capitato a Giorgio Chessari che si rifletteva in Gaetano Barone, è capitato a Mimmo Arezzo che si rifletteva in Anna Blanco, è capitato a Solarino che si rifletteva in Gian Piero Saladino, è capitato a Nello Dipasquale che si rifletteva in se stesso, ed ora anche a Federico Piccitto che si riflette in Stefano Martorana. Oltre allo specchio delle brame, però, nei castelli fantastici c’è  anche la corte ossia il partito del sindaco composto da tutti quei consiglieri che per debolezza, tornaconto, ambizioni, leccaculaggine, condivisione, prendono il volo dai partiti e vanno a sistemarsi come degli angioletti attorno al loro signore. Cosa sta accadendo con i cinquestelle? Che il fenomeno migratorio non è scattato poiché la natura del movimento comporta l’ingannevole illusione della democrazia dal basso, degli eletti “portavoce”,  delle scelte condivise, e l’intero  pacco pieno zeppo di regole e passaggi che servono comunque a tenere salda nella mente e nell’animo una ricerca di  freschezza nella immagine e nella linearità della “diversità”, costruendo un argine di contenimento alla deriva potenziale incombente sul sindaco. Quando il movimento – purtroppo coincidente con il gruppo consiliare, ma qui l’analisi si allargherebbe troppo – ha constatato che man mano Piccitto agiva noncurante delle emozioni del movimento – ed usiamo il termine emozioni  perché i consiglieri in gran parte non vantano una struttura politica densa o ricca di contenuti,  ma solo un sentimento primordiale di aspirazione e sogno per una politica alternativa – è nato il malcontento strisciante. Federico Piccitto ha scelto di soppesare il suo gruppone e con fare sbrigativo ha tirato per la sua strada certo che un’armonia superficiale e il coinvolgimento nella vita amministrativa di una Zaara Federico deputata al taglio del nastro tricolore, bastasse e avanzasse per riempire di dignità quei cuori semplici. Non è stato così, il sindaco ha commesso un errore. Non ha creduto che il Movimento fosse con il suo bagaglio di speranze, di rigore, di utopia, prevalente rispetto all’appagamento dato dalle morbidezze quotidiane dello stare al Comune di Ragusa. Perché allora il movimento non vuole Stefano Martorana e si è accanito su questo assessore? Per due motivi. Il primo l’abbiamo già spiegato, ed è l’intuizione felice di scardinare il cerchio magico – non a caso nelle richieste del Movimento c’è pure il rifiuto all’addetto stampa personale del sindaco, Allocca, un ragazzo che scatta foto, invia post su Facebook, fa da consigliere al primo cittadino scavalcando e disprezzando i consiglieri, e all’esperta al turismo, tale Tuzzolino, altra figura inutile, entrambi però pagati con i soldi pubblici –  il secondo motivo del no a Stefano Martorana è assolutamente pieno di sostanza. Stefano Martorana ha gestito male la questione della Tasi il primo anno eliminandola e il secondo anno rimettendola in un andamento insensato che ha deluso e confuso i cittadini elettori; ha gestito male il risultato della sentenza che ha condannato il Comune a pagare quasi 9 milioni di euro  per le speculazioni edilizie avvenute negli anni 90 nella zona di Pianetti – parliamo della causa per l’esproprio dei terreni cosiddetta Cascone Veli – che  era un’ottima occasione per ricordare la delinquenziale politica del passato che ha divorato e distrutto Ragusa cementificandone la periferia. La vicenda è stata invece incellofanata in un dato tecnico, debiti fuori bilancio, senza cogliere l’opportunità politica della propaganda e della riflessione. Sono solo due esempi che danno però corpo ad un malumore che punta giustamente al nocciolo della gestione amministrativa: il bilancio comunale. Quale fantasia, quale progettualità oltre l’ordinario, quale innovazione – a partire dal baratto amministrativo per chi non può più pagare le tasse – come si sta coniugando la saggezza e l’equilibrio necessari in questo settore con un respiro moderno che vede il contribuente ridivenire cittadino? Dovrebbe essere – sostengono i consiglieri – il movimento e di conseguenza in qualche modo la città a decidere le linee guida della spesa pubblica, l’impegno delle royalties petrolifere, per dare il segnale di una compartecipazione alle scelte del Palazzo. Ed hanno ragione. Il fascino dei cinquestelle è la possibilità di intravedere oltre i due elementi base – lotta alla corruzione, ed efficienza del sistema pubblico, i primi faticosi scalini da risalire per uscire dal tunnel delle società malate come la nostra – la promessa di un mondo nuovo.  Perché lo scontro tra consiglieri e Piccitto si è acuito dopo il caso Campo? I consiglieri, alcuni increduli, amareggiati e confusi, si sono chiesti come mai una volta avvenuta questa estromissione non si poteva procedere ad una rivisitazione complessiva come da loro richiesto da tempo, e così tutto è precipitato. Il sindaco come abbiamo già detto non ha capito che i consiglieri facevano sul serio e si è arroccato sulla sua posizione, e  Stefano Martorana non ha avuto il buon gusto di capire quanto la cosa fosse seria e profonda e pur essendo amico di Federico Piccitto ha scelto di danneggiarlo invece di liberarlo da ogni legame. Si dirà che la legge dispone fra le prerogative dei sindaci la scelta degli assessori, vero! ma è altrettanto vero che i consiglieri comunali sono determinanti con il loro voto, e rappresentano – nel caso dei cinquestelle ancor di più considerato il loro posizionamento morale ed ideale in questa fase storica – l’asse di un progetto radicale di cambiamento assolutamente non realizzabile se affidato ad un’unica persona benchè intrisa di qualità. Ci sono stati decine di incontri estenuanti ed inconcludenti tra le parti. Il Movimento sbaglia a non rendere pubblica e palese la propria nobile posizione. Questo timore dovuto anche all’assurdità di un impegno puerile e carbonaro alla riservatezza imposto dai vertici del partito – quanto sarebbe stato salutare e piacevole sentire Luigi Di Maio parlare ai ragusani invece di saperlo qui  in città nel chiuso di un locale  a scervellarsi  con i suoi sugli assetti della giunta! – ha indotto Federico Piccitto a giocare sporco mirando alle divisione del gruppo consiliare, stuzzicando le sensibilità specifiche e piazzando sul tavolo delle trattative lo scambio. Piccitto infatti ha usato la tattica di  rompere il fronte dei consiglieri proponendo di riprendersi la Campo in giunta, – alla faccia del sacro principio di trasparenza! – e di mantenere inviolato il ruolo di Martorana. La mossa è sporca perché abbassa il livello della protesta politica dei cinquestelle riducendola a piccoli soddisfacimenti individuali – alcuni consiglieri erano e forse sono ancora vicini all’ex assessora – annacquando la portata che è invece prorompente, e garantendo al proponente, il sindaco, la continuazione del suo governare senza scossoni e fastidiose intrusioni. Insomma un ritorno alla “normalità” di stampo assolutamente conservatore. Piccitto potrà chiedere ancora altro tempo – sarebbe tristissimo sapere che tra i tanti problemi di un primo cittadino ci possa essere anche l’angoscia di trovare un posto di lavoro ad un assessore in uscita – e se lo farà e se i consiglieri accetteranno questo “patto a tempo” l’azione amministrativa verrà indebolita da questo nodo durissimo, da questa tensione reciproca irrisolta. A questo punto spetta a Stefano Martorana comprendere che la sua permanenza non vale questa dolorosa frattura fra sindaco e movimento. Il presidente Mao diceva: “grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”. Ce lo auguriamo; Piccitto è un buon sindaco, e l’esperienza cinquestelle è ancora tutta da vivere.

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