17-02-2019
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Risultati per la ricerca: Oltre al fronte

OLTRE AL FRONTE, UN EVENTO DI STORIA REALIZZATO ATTRAVERSO LA PARTECIPAZIONE

24495-1-letteraTutto esaurito per la seconda edizione  di  Oltre al fronte. La Grande Guerra e i paesi Iblei,  incontro con la storia a teatro, realizzato dall’Archivio degli Iblei,  che  si terrà  questo martedì 29 dalle ore 10.00 alle 12.00  presso il teatro Ideal di Piazza Libertà Ragusa.  Rispetto alla prima edizione del giugno scorso molte le novità e i materiali documentari del tutto inediti “messi in scena”, emersi attraverso la collaborazione  di quanti hanno voluto condividere virtualmente i loro documenti di famiglia. Si tratta, infatti,  di un evento di “public history” in cui il “pubblico” non è solo il destinatario della comunicazione “di storia” ma è anche il co-creatore dell’inziativa:  un caso riuscito di  crowdsourcing , il termine con cui internazionalmente si indicano quei progetti d’avanguardia che si sviluppano attraverso il contributo  volontario da parte di numerose persone prevalentemente attraverso internet. Fu la prima “guerra totale” e i tanti documenti  emersi (ma molti altri ancora potrebbero venire alla luce) lo confermano.  La narrazione del filo rosso che lega così tante storie è affidata a Chiara Ottaviano, a cui si deve l’ideazione e la regia. Le letture sono di Vania Orecchio, Francesca Bucchieri, Salvo Giorgio e Adriano Gurrieri. Il maestro Dario Adamo intonerà canzoni della prima guerra ricordate da Carmelo Campanella,  l’anziano contadino che con i suoi scritti ha arricchito e continua ad arricchire  di testimonianze l’Archivio degli Iblei. Lo spettacolo è l’evento conclusivo dei Laboratori di Storia 2016 dell’Archivio degli Iblei realizzati insieme al Consorzio Universitario Ibleo con il patrocinio e il supporto dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Ragusa. Il progetto Oltre al fronte. La Grande Guerra e i paesi Iblei   ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte della Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

OLTRE AL FRONTE, LA GRANDE GUERRA E I PAESI IBLEI

trincea-grande-guerra“Gli anniversari possono essere celebrati  in modi assai diversi. L’Archivio degli Iblei coglie l’occasione del Centenario della prima Guerra Mondiale per proporre un originale incontro di cultura e spettacolo nel segno della  ricerca e della partecipazione”. Così Chiara Ottaviano nell’annunciare la manifestazione, promossa dalla Comune di Ragusa e condivisa dalla Prefettura di Ragusa, che avrà luogo il 1 giugno presso il teatro Ideal in Piazza Libertà alle ore 17,30.  Sarà questa la prima tappa del progetto pluriennale  Oltre al fronte, la grande guerra e i paesi iblei, che ha già  avuto il riconoscimento ufficiale da  parte della Struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e che sta via via raccogliendo sempre nuove adesioni. La finalità generale del progetto è contribuire alla formazione  di una  “memoria collettiva”  in cui il ricordo degli eventi e dei fatti salienti della storia del Paese sia coniugato con la  condivisione di un rinnovato impegno per una comprensione più ricca e meno superficiale del nostro comune passato.  L’evento di lunedì 1 giugno sarà l’occasione per “mettere in scena” la ricchezza  documentaria sulla Prima guerra mondiale che  può emergere dagli archivi pubblici e privati del ragusano,  dando così evidenza a molte delle ipotesi a cui è giunta la storiografia più aggiornata, ormai lontana da esaltazioni come anche da svilimenti. Fu un conflitto “totale”,  fondante della nostra contemporaneità. “Totale” vuol dire che coinvolse e mobilitò ogni forza sociale ed economica, che incise in tutti gli aspetti della vita pubblica e della quotidianità. Sarà dunque un incontro con la storia, con foto e documenti inediti, letture, canzoni, oltre che con la proiezione di alcuni brani di Terramatta.  Non mancheranno le sorprese. L’evento, ideato da Chiara Ottaviano con il contributo di Andrea Nicita, è realizzato grazie alla collaborazione  di Vania Orecchio, Ciccio Schembari, Dario Adamo, Salvo Giorgio, Matteo Bucchieri, Francesco Muccio, Salvatore Lauretta.

RICICLAGGIO E DISTRAZIONE DI FONDI PUBBLICI DESTINATI ALLA ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI, SCOPERTO UN “BUCO” NELLE CASSE DELLA ONLUS “IL DONO” DI RAGUSA DI OLTRE 1,6 MILIONI DI EURO

Foto1I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa dieci soggetti per i reati di peculato e riciclaggio in quanto, a vario titolo, hanno creato un ammanco di oltre 1,6 milioni di euro nelle casse della Società Cooperativa Sociale “IL DONO”, con sede in Via Carducci, che per un decennio ha fornito assistenza ai numerosi centri di accoglienza per migranti, presenti nella provincia iblea. I servizi resi dalla Cooperativa rientravano nell’ambito di convenzioni che la stessa aveva stipulato nel tempo con i diversi Enti pubblici presenti sul territorio, in particolare, erogazione di pasti, di vestiario, alfabetizzazione e servizi alloggiativi. Nello specifico, dal   Comune di Ragusa, nell’ambito dei progetti “Vivere la vita” e “In-verso”, sono stati erogati, nel periodo 2005/2014, somme per oltre 2,6 milioni di euro; dalla Provincia Regionale di Ragusa, per il progetti “Biscari”, periodo 2009/2014, somme per circa 1 milione di euro; dal Comune di Modica, nell’ambito del progetto “Babel”, nel periodo 2007/2013 per un importo pari ad oltre 1,7 milioni di euro. Complessivamente, la Cooperativa sociale ha beneficiato di somme pubbliche per oltre 6 milioni di euro. Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Ragusa si sono concentrate sulla gestione economico-finanziaria della predetta Cooperativa, che hanno permesso di far luce su un articolato e complesso sistema distrattivo di fondi pubblici. Gli amministratori succedutisi nella carica, appartenenti alla stessa compagine familiare, hanno posto in essere innumerevoli condotte irregolari che andavano dalla falsificazione dei libri sociali, all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, all’occultamento della maggior parte delle scritture contabili, ad ipotesi di peculato e di false attestazioni. L’analisi della documentazione acquisita presso le banche, presso gli Enti pubblici erogatori, presso le società fornitrici di beni e servizi, ha consentito agli investigatori di fare emergere l’articolato sistema di frode organizzato e diretto dagli indagati, attraverso cui in maniera costante e sistematica le somme accreditate per le finalità di scopo, venivano drenate dal conto cassa, per utilità personali di vario genere. La ricostruzione della situazione economica e finanziaria eseguita dai finanzieri, attraverso l’analisi di tutta la voluminosa documentazione acquisita, ha permesso di accertare una rilevante esposizione debitoria della cooperativa nei confronti degli ex dipendenti oltre che dell’erario e di attestare l’ammanco di risorse finanziarie per oltre 1,6 milioni di euro, condizione che ha avuto quale epilogo la dichiarazione di insolvenza, dichiarata nel maggio scorso dal Tribunale di Ragusa. Tra le condotte più significative sono emerse quelle relative all’utilizzo di carte di credito personali canalizzate su conti correnti intestati alla cooperativa, al pagamento di diverse polizze vita a favore degli indagati, alla falsa rendicontazione di spese carburante, agli omessi pagamenti dei pocket money a favore dei richiedenti asilo, all’indebita annotazione di costi non effettivamente sostenuti. È stato inoltre accertato che gli amministratori avevano emesso assegni per un valore complessivo di oltre 250.000 euro tratti dal conto corrente della Onlus, a favore di due commercialisti (anch’essi indagati), a fronte non di prestazioni consulenziali ottenute ma per il concorso e la regia degli illeciti comportamenti finalizzati al peculato. L’acquisizione e l’analisi di tutti gli estratti di conto corrente, anche personali degli indagati, ha permesso di rilevare che in diverse occasioni sono state registrate operazioni di versamento di denaro contante sugli stessi, per decine di migliaia di euro, in qualche caso a fronte di redditi lordi annui dichiarati per poco più di 3.000 euro. Si ritiene che le provviste utilizzate per i cennati versamenti di contante, siano riconducibili agli ammanchi di denaro rilevati nei conti della Onlus e che siano stati utilizzati, in parte, nell’acquisizione di un immobile all’asta del valore di circa 260 mila euro, di proprietà dei genitori degli amministratori della cooperativa, oggi destinato ad agriturismo. Infatti, nella ricostruzione nelle modalità di acquisto dell’immobile, è stato accertato che una parte della provvista necessaria per coprire l’assegno emesso dall’acquirente, moglie di uno degli amministratori della cooperativa, deriva dal versamento di denaro contante. I responsabili delle condotte fraudolente sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Ragusa che ha favorevolmente accolto gli elementi indiziari, emettendo nei confronti di 10 soggetti, tra i quali gli ex amministratori ed i consulenti fiscali la richiesta di rinvio a giudizio per i reati di riciclaggio e peculato continuato, in concorso. Nel provvedimento del Pubblico Ministero, sono state individuate quali parti lese il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Ragusa, la Provincia Regionale di Ragusa ed i comuni di Ragusa e Modica.

 Osservazioni di Legambiente – Edison triplica l’impianto di trivellazione della piattaforma Vega B difronte alla costa iblea, da quattro a dodici pozzi

 

politica-abruzzo_rapporto-legambiente-sul-consumo-di-suolo-in-abruzzo1Riceviamo e pubblichiamo: “Incurante del fatto che a causa del cambiamento climatico provocato dall’uso del petrolio i ghiacci artici si sciolgono a un ritmo più veloce del passato innalzando il livello del mare (al Polo Nord a novembre si sono registrati valori mensili di 10 °C superiori rispetto alla media e a Natale in alcune parti dell’Artico si sono raggiunti valori di 20 °C oltre la norma), che a  Palermo addirittura manca l’acqua a capodanno perché in Sicilia piove sempre di meno, e che il riscaldamento globale aumenta i rischi ambientali per la popolazione civile, Edison vuole triplicare i pozzi della piattaforma Vega B con la quale vuole estrarre petrolio nel mare ibleo. Eppure – sostiene Claudio Conti del direttivo regionale Legambiente – proprio sull’area del campo Vega è presente una delle più importanti strutture tettoniche dell’area iblea, la Linea di Scicli, rappresentata da una faglia orientata NNE-SSW che è considerata attiva anche per la presenza di vulcani di fango sul fondale marino, e le trivellazioni potrebbero scatenare terremoti. Ma non è soltanto questo a preoccupare Legambiente: l’area dove sarà ubicata la costruenda piattaforma Vega B rientra all’interno della fascia di protezione delle dodici miglia dal sito di interesse comunitario “Fondali Foce del Fiume Irminio” all’interno della quale sono interdette le trivellazioni. Solleva infine forti perplessità  il livello di progettazione che sembra non in linea con le esigenze richieste da una istruttoria di Valutazione di Impatto Ambientale. Il progetto di trivellazione non è in grado  di fornire ogni informazione utile alla corretta valutazione degli impatti ambientali e l’elaborato proposto è soltanto un’idea progettuale ancorché estremamente elaborata. Per tali motivi, ma anche per altri, Legambiente Ragusa ha presentato le osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale al Progetto Vega B per dire ancora una volta basta alla ricerche di petrolio nelle nostre acque. Fa piacere che insieme a Legambiente ha presentato le osservazioni , oltre alla ex Provincia di Ragusa sempre presente con i suoi pareri sui progetti di  trivellazioni, anche il comune di Scicli dando un segnale positivo della sensibilità ambientale della nuova amministrazione. Sorprende invece l’assenza del comune di Ragusa notoriamente amministrazione No Triv”.  Firmato Circolo Il Carrubo Legambiente Ragusa

MIGRANTI: OLTRE 500 SBARCATI A POZZALLO

emergenza_sbarchi-310x150_cAnche questo martedì i la Polizia di Stato è stata impegnata per garantire le operazioni dello sbarco di 523 migranti arrivati al porto di Pozzallo. Dopo le preliminari fasi di preidentificazione, a cura del personale della Polizia Scientifica, in 300 sono stati trasferiti presso altri centri di accoglienza di altre regioni. Sono in corso le procedure di identificazione ultimate le quali verranno scatteranno gli eventuali provvedimenti di respingimento alla frontiera o accoglimento di istanze di Asilo Politico. E’ stata una nave spagnola, “Rio Segura”,  impegnata nell’operazione Frontex, a soccorrere cinque imbarcazioni che si trovavano nel canale. Ci sono anche una ventina di minori.

M5S: Fronte antimafia ormai in frantumi

m5s_siciliaAltro che puntare ai mercati esteri con Unioncamere Sicilia, come dichiara ai quattro venti in questi giorni, Montante deve dimettersi da questo ente. Deve lasciare pure i vertici di Confindustria Sicilia e la Camera di Commercio di Caltanissetta. Anche i vertici dell’Irsap vanno azzerati”. Il M5S all’Ars torna a chiedere le dimissioni di Montante dopo le recenti notizie divulgate dalla stampa che raccontano l’implosione dell’antimafia di facciata. Crocetta – dicono – i deputati non può accampare più scuse. Azzeri i vertici dell’istituto regionale per lo sviluppo delle Attività produttive e dia seguito alla nostra legge, mettendo ai vertici dell’Irsap un imprenditore di fama e comprovata moralità. Per quanto riguarda Montante, indagato per mafia, non può continuare a parlare in nome degli imprenditori siciliani, anzi ci meravigliamo come possano questi continuare a farsi rappresentare da una figura che in questo momento dovrebbe avere solo il buon senso e il dovere morale di farsi da parte”. Continuiamo a rimanere letteralmente basiti – continuano i deputati – che una persona indagata per mafia possa continuare a far parte dell’organico dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, dalla quale Montante si è solamente sospeso e non dimesso, come invece sarebbe stato sacrosanto” Dal Movimento 5 stelle parte anche un attacco a Crocetta. “Il presidente continua a sventolare il vessillo della legalità e trasparenza, ma poi non è per nulla conseguente. Un esempio su tutti? Continua  a tenere sul gradino più alto della burocrazia regionale Patrizia Monterosso, sui cui pende una condanna, ormai definitiva, della Corte dei conti per oltre un milione e duecentomila euro”.

RAGUSA, VARATO UN PIANO PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA IDRICA

autobotteSono state portate complessivamente a nove le autobotti messe in campo per fronteggiare l’emergenza idrica nella città di Ragusa. Ai cinque automezzi pesanti attrezzati per il trasporto dell’acqua potabile del Comune, se ne sono aggiunti in un primo momento due dei Vigili del Fuoco e da giovedì anche altri due messi a disposizione dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste. Il potenziamento del servizio è il frutto di un apposito piano coordinato dalla Prefettura di Ragusa e definito nel corso di un incontro, svoltosi giovedì, a cui hanno partecipato i rappresentanti della Protezione Civile Comunale, del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e del Consorzio ASI. E’ stato concordato che da venerdì tutte le richieste telefoniche per le forniture dell’acqua verranno gestite unicamente dal Servizio Comunale di Protezione Civile. Diversi i numeri telefonici a cui chiamare, operativi dalle 9 alle 14 e dalle ore 15 alle ore 18. Per le strutture pubbliche, gli esercizi commerciali e i disabili il numero telefonico è 0932.676882. Per le richieste dei privati i numeri telefonici a disposizione sono due: 0932.676885 0932.676883 (è stato soppresso lo 0932. 653844). La Protezione Civile Comunale ha inoltre previsto la possibilità, per i vari tipi di forniture, di potere inviare la richiesta, indicando la capacità della cisterna, ad un apposito indirizzo email: emergenza.idricaAd ogni e-mail inviata sarà trasmesso un messaggio di risposta con la conferma dell’avvenuto inserimento nell’apposito elenco di fornitura d’acqua. Il Commissario Straordinario del Comune di Ragusa, dr.ssa Margherita Rizza, oltre ad invitare tutta la cittadinanza a contenere i consumi d’acqua ed evitare gli sprechi del prezioso liquido, raccomanda di evitare la duplicazioni di richieste per la stessa destinazione di fornitura d’acqua al fine di non appesantire ulteriormente il lavoro degli uffici comunali competenti.

I LABORATORI DI STORIA DELL’ARCHIVIO DEGLI IBLEI PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI

archiviostoriaLe Associazioni degli insegnanti Aspei, Uciim, Aimc, enti ufficialmente riconosciuti per la formazione del personale della scuola, collaborano alla realizzazione dei Laboratori di storia che l’Archivio degli Iblei ha organizzato con il Comune di Ragusa e il Consorzio Universitario Ibleo . “Al di là degli accrediti ufficiali dei partner, che garantiscono la validità dell’iniziativa anche ai fini della formazione obbligatoria richiesta da quest’anno dal Ministero, a tutti i docenti, le modalità e le finalità dei laboratori di storia rispondono perfettamente alle indicazioni del Ministero, come esplicitate nella nota emessa lo scorso 7 gennaio 2016”, afferma Chiara Ottaviano che dell’Archivio degli Iblei è l’originaria animatrice. “ Non solo fra le finalità vi è l’acquisizione delle competenze digitali e per l’innovazione didattica e metodologica a cui il Ministero fa specifico riferimento ma più in generale le attività previste sono perfettamente conformi al nuovo modello di formazione, che vede gli insegnanti come i soggetti attivi della proposta”. Ciascun laboratorio è articolato in 4 incontri seminariali (3h per ogni incontro) più un 5° incontro dedicato a esercitazioni di laboratorio. Seguirà una fase di attività di lavoro con le classi che si concluderà in momenti di comunicazione all’esterno attraverso modalità diverse. Il 1° laboratorio, intitolato Oltre al fronte. La Grande Guerra raccontata dagli Iblei, si concluderà con la valorizzazione dei risultati di ricerca delle classi coinvolte attraverso una nuova edizione dello spettacolo Oltre al fronte destinato a un pubblico generico e alle scuole in particolare. Il 2° laboratorio, Le nostre Storie, scoprirle, raccontarle, farle conoscere (anche su Wikipedia), avrà una sua prima conclusione con la pubblicazione di nuove voci su Wikipedia. Nei mesi successivi, Luglio- Settembre 2016, avverrà la raccolta e l’analisi dei risultati di ricerca dei  diversi gruppi di lavoro per la loro valorizzazione attraverso la pubblicazione sul portale dell’Archivio degli Iblei. Per i dettagli del programma, le docenze, il calendario e il modulo di iscrizione si rimanda al sito www.archiviodegliiblei.it Le iscrizioni dovranno pervenire all’indirizzo inizia[email protected] entro il 10 febbraio.

Essere umani, essere Battisti di Adriano Sofri

Questo l’articolo pubblicato sul Foglio: “Sono un essere umano, non c’è niente di umano che mi sia estraneo. Ho quello che, alla lunga, può considerarsi un vantaggio ed è comunque una differenza: una conoscenza intima della giustizia e della galera. Mettersi nei panni altrui, è un modo essenziale di essere umani, anche nei panni più loschi. Fred Vargas, scienziata e scrittrice, si impegnò senza riserve nella difesa di Cesare Battisti, convinta che un pregiudizio politico pesasse in modo determinante sui suoi processi. Immaginate di essere Fred Vargas e di leggere le parole con le quali l’uomo forte del governo italiano, ufficialmente suo ministro dell’Interno, chiosava la cattura di Battisti: “L’abbiamo preso. E ora dovrà marcire in galera fino all’ultimo giorno”. Nei panni di Fred Vargas, avrei provato orrore e spavento e mi sarei confermato nella mia diffidenza verso lo stato italiano. Non ho letto gli atti dei processi di Battisti e nemmeno i libri che gli sono stati dedicati, non posso dirne niente. Ho sentito il presidente di un’Associazione delle vittime del terrorismo e dell’eversione contro l’ordine costituzionale, Roberto Della Rocca, lui stesso a suo tempo bersaglio di un attentato, uno di quanti si congratulano francamente per la cattura di Battisti, dire questa frase: “Non vogliamo portare qualcuno in galera perché marcisca dietro le sbarre”. So mettermi nei panni di un agente della polizia penitenziaria. Ne ho conosciuti tanti, alcuni spregevoli, alcuni stimabili, di alcuni diventai amico. Dovranno occuparsi di questo Battisti sul quale si è fatto tanto chiasso. È probabile che agli agenti, benché non dipendano dagli Interni ma dalla Giustizia, siano arrivate più forti le parole di Salvini che quelle di Della Rocca. Immagino – potete immaginarlo anche voi – che risonanza possano avere parole simili in chi si proponga, per propria cordiale inclinazione o per zelo di obbedienza o tutti e due, di praticarle. Immagino di sentirle ripetere attraverso lo spioncino, come un divertito ritornello: “Devi marcire fino all’ultimo giorno”. (È una variazione distillata, sofisticata, del più asciutto slogan di stadi e galere: “De-vi mori-re!”). Sono un essere umano, so mettermi nei panni di un parente o un amico di una vittima del terrorismo o dell’eversione eccetera. Oltretutto, le cose andarono così male che restarono pochi a non annoverare qualche “propria” vittima. Ma, a questa distanza dai tempi di cui si parla – almeno quarant’anni fa, per lo più – si è un po’ meno prigionieri dell’opposizione fra “i nostri morti” e “i loro”. Capisco, mi pare, il desiderio dei famigliari delle vittime di vedere chiuso in carcere il responsabile provato – o colui che credono il responsabile provato – del loro lutto. Io però ho da tantissimo tempo, e molto prima che mi riguardasse così da vicino, un’obiezione di coscienza radicale alla galera, salvo quando la reclusione sia il solo modo per impedire a qualcuno di fare ancora del male. Un’abitudine pigra, ma niente è più ostinato dell’abitudine, continua a identificare il risarcimento dovuto alla vittima e alla comunità con la cella. Io provo solo disgusto e vergogna per la cella, con tanta forza che non mi succede mai, nemmeno fra me e me, di augurarmi che le persone che detesto e considero nemiche (ce ne sono, infatti, com’è umano) finiscano loro in galera. Perché la galera, chi la conosca da carcerato o da carceriere, e resti umano, nobilita il prigioniero e contagia di ignobiltà chi la augura. Di nuovo da ieri impazzano gli usi dell’idea di pentimento. Perché le condanne di Battisti, sostiene qualcuno, si fondano sulla sola, e interessata e contraddetta, parola dei “pentiti”. E perché altri dichiarano invece, a suo carico, che Battisti “non si è mai pentito”. Fra questi ultimi ci sono magistrati di grido. Si ripete lo scambio fra la fruttifera delazione (benvenuta, quando serva a sventare delitti) e l’intimità del pentimento. Battisti “non si è mai pentito”? Può darsi: io non lo so, voi nemmeno. La Chiesa, che pure inventò terribili cerimonie pubbliche di penitenza, ha tuttavia messo il pentimento personale al riparo di una gratina di confessionale. Quello che voglio dirvi, per il caso che non ci abbiate ancora pensato, è che il carcere è il luogo più disadatto al vero pentimento. Il carcere è così disumano e cattivo e assurdo da attenuare fino a cancellare la stessa differenza fra innocenza e colpevolezza, da insinuare nel detenuto una sensazione di umiliazione e di offesa che prevale sulla ragione che ce l’ha portato. In carcere si può “pentirsi” solo maledicendo l’accidente che vi ci ha portati: una lezione a delinquere meglio, la volta che ne sarete usciti. Chi attraversi una conversione vera dei propri desideri e della propria vita lo fa non grazie alla galera, ma nonostante la galera. La quale, che lo si voglia oppure si pensi e si proclami di non volerlo, è una vendetta. Bene. La gran maggioranza non pensa così. Pensano molto diversamente da così la grandissima maggioranza delle autorità pubbliche. Alcune hanno già oltrepassato la soglia della stessa legalità formale. Salvini è rivelatore per eccesso, si prende una licenza personale, da buffone di corte promosso a titolare delle guardie in un nuovo carnevale. Ha anche detto, ieri, dopo essere andato a ricevere Battisti all’aeroporto: “Spero di non vederlo da vicino”. Bastava la televisione. Ha fatto capire che sarebbe stato più forte di lui, da vicino, l’impulso a farsi giustizia con le sue mani, tenetemi sennò. Gli agenti penitenziari, quelli nei cui panni mi ero messo sopra, lo vedranno giorno e notte da vicinissimo, Battisti. Speriamo che siano più controllati del ministro. Il quale, se non nei panni, nelle divise loro si mette in posa come nessun altro. Dunque Battisti va in galera, come vuole la legge. Nei limiti fissati dalla legge, bisognerebbe. Ieri ho letto titoli così, di provenienza governativa: “Sarà escluso dai benefici di legge”. Sì, e perché? E da chi? Ci sarà una legge speciale per lui, una lex contra legem? Ricorderei che non occorre essere innocenti per diventare capri espiatori: anche un Battisti colpevole di quei delitti di quarant’anni fa può fare da capro espiatorio del giorno d’oggi. Basta esagerare. Giorni fa alla Camera dei deputati un disgraziato aveva confuso me con Battisti, e si era augurato che io venissi presto estradato dal Brasile per gli schifosi crimini eccetera. Povero deputato: ma il gruppo leghista (quello inquadrato nel video) applaudì energicamente, e la vicepresidente della Camera assicurò che la magistratura avrebbe provveduto. Rischiai di lasciarmi sopraffare dal contagio irresistibile del ridicolo, e fui costretto a pensare per la prima volta seriamente a Battisti. Non solo non me ne sono occupato abbastanza, ma ho avuto a mia volta un forte pregiudizio. Non perché fosse in fuga dalla galera: io non l’avrei fatto, ma non trovo che ci sia una differenza morale, di fronte alla galera ciascuno risponde a suo modo, come ogni animale quando sia braccato. Quanto De André abbiamo ricantato in questi giorni, eh? Quella storia del pescatore che si era assopito all’ultimo sole? De André, anche dopo il Supramonte, non avrebbe detto ai gendarmi da che parte scappava uno che da quarant’anni non avrebbe fatto violenza al suo prossimo. Ma sono solo canzonette, e anche il Vangelo è solo il Vangelo, lo so. Il mio pregiudizio è invece legato all’amore che provo dall’infanzia per Cesare Battisti, quell’altro – “quello vero”, stavo per scrivere, e l’avrei aggravato. Perché l’antipatia che questo Battisti sembra aver coltivato con cura nei propri confronti usciva aggravata da un senso di usurpazione, di sacrilegio quasi (l’altro Cesare Battisti resta avvolto in un’aura sacra). Naturalmente questo Battisti, almeno del proprio nome e cognome non è colpevole. Ma l’idea che un cittadino interrogato oggi su Cesare Battisti probabilmente conoscerebbe più questo che l’altro, e magari cominciasse ad attribuire a questo e alle sue protezioni anche tutti quei nomi di strade, è insopportabile. Ho un legame particolare con la figura di quell’altro, e ieri il mio pregiudizio ha avuto una ricaduta dolorosa di fronte a baffi e pizzo di questo Battisti (non ho capito se fossero cresciuti o finti) e alle fotografie e alle agenzie che lo descrivevano camminare “a testa alta” fra i poliziotti giù dall’aereo. L’altro Battisti – “quello vero”, ma non posso dirlo – barba e baffi, camminava a testa alta, alto però lui stesso una spanna più dei suoi carcerieri, nel cortile del Buonconsiglio avviandosi al patibolo, e l’immagine, insieme all’altra del corpo appeso col boia tronfio e gli astanti ridenti, fu il selfie collettivo che costò davvero all’Austria più di una battaglia perduta. Un’infelice sovrapposizione di nomi e di immaginazioni, e ieri non ho potuto fare a meno di chiedermi se questo Battisti, che dopotutto qualche conto fra sé e sé con l’altro l’avrà fatto, avesse per una volta, nel momento per lui più solenne e chissà quanto aspettato, emulato l’altro, almeno nella barba e nella testa alta. È tremenda la tentazione delle assonanze: la cattura in Bolivia per noi vuol dire il Che, ed ecco un altro, immotivato, impulso di fastidio. Ultima immedesimazione: nei panni di questo Battisti che entra in carcere, oggi, con l’aria che tira, col vento che gli soffia addosso. Questo Battisti dev’essere trattato secondo i doveri e i diritti di qualunque condannato in uno Stato che si vanta di diritto. Sarà tentato anche lui di farsi male da solo, l’ha già fatto, ed esistono tanti modi per un animale in trappola. Gli altri non possono permettersi alcun rincaro. Dal rincaro sono spaventato e inorridito. Ieri, nella cronaca dall’aeroporto di un telegiornale dei migliori, l’inviata dalla pista ha espresso il seguente concetto: questa mattina era un bruttissimo giorno, pioveva a dirotto, e quando l’aereo è arrivato è venuto fuori il sole, e forse questo è un segno… 

Articolo di Adriano Sofri pubblicato dal Foglio

Avvenimenti sportivi per la festa di Maria Santissima Immacolata a Ragusa

Giovedì 6 dicembre a partire dalle ore 20 è stata programmata la nona edizione del trofeo (valida come quinta prova del Gran Prix delle parrocchie) di gara podistica in notturna per le vie del quartiere barocco di Ibla, memorial Giovanni Donzella, a cura del Csi di Ragusa. La partenza sarà data da piazza Chiaramonte, proprio di fronte alla chiesa di San Francesco all’Immacolata. La podistica vedrà prima fronteggiarsi gli esordienti maschili e femminili lungo un tracciato di seicento metri, subito dopo prenderà il via la seconda batteria, riservata a Ragazzi e Cadetti maschili e femminili per 1,6 km mentre la terza batteria sarà riservata agli Assoluti/Amatori e alle Donne oltre che ai camminatori per un percorso di cinque km. L’arrivo è fissato ai Giardini iblei. Sabato 8 dicembre alle 9:30 nel centro di accoglienza di piazza Chiaramonte si terrà la quarta edizione del trofeo Maria Santissima Immacolata di ping pong e calcio balilla.

NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA, CASI DI CORRUZIONE, FALSO ED INTERRUZIONE DI UN PUBBLICO SERVIZIO  

La Guardia di Finanza ha notificato l’avviso di conclusione indagini, emesso dalla Procura della Repubblica, nei confronti di 26 persone tra dirigenti, tecnici, collaudatori e rappresentanti di imprese. La complessa indagine svolta dai finanzieri della Compagnia di Ragusa, durata oltre un anno, è partita da una segnalazione che evidenziava anomalie sulla gestione del servizio di pulizie eseguito a favore degli ospedali e degli uffici dell’Asp dell’intera provincia. L’appalto in argomento, del valore di 32 milioni di euro, è stato assegnato ad una ditta di Udine, costituendo il primo caso di servizio di questo tipo affidato in provincia a favore di un unico soggetto economico. E’ stato possibile verificare che a fronte della fatturazione del servizio, eseguita dalla ditta sulla base della estensione delle superfici da pulire, indicate nel capitolato d’appalto, l’azienda appaltatrice forniva una prestazione sensibilmente diversa, sia per numero di dipendenti impiegati che per monte ore effettuate, inferiori di oltre il 20% rispetto a quello previsto. Anche la quantità e qualità dei macchinari forniti era difforme da quella indicata in sede di aggiudicazione dell’appalto, laddove veniva accertato un minor numero di tali dotazioni, per una percentuale pari all’80%. Il calcolo degli importi delle centinaia di fatture emesse, nel periodo giugno 2014 – febbraio 2018 e liquidate dall’ASP, ha fatto emergere il reato di frode nelle pubbliche forniture, per indebito pagamento di servizio di pulizie non reso in termini quantitativi, di oltre 3,5 milioni di euro. Nella ricostruzione delle vicende, l’Autorità Giudiziaria ha ravvisato anche ipotesi di corruzione, legata all’assunzione presso la ditta di pulizie di due soggetti parenti o vicini alla vecchia dirigenza dell’Asp. Le assunzioni, infatti, sarebbero state effettuate, secondo la Procura, in cambio di un comportamento “morbido” degli Enti competenti che non procedevano a far rilevare le numerose irregolarità nella esecuzione del servizio di pulizia. L’attività investigativa, sviluppata in concomitanza delle fasi di completamento della struttura destinata ad ospitare il nuovo ospedale, faceva emergere gravi irregolarità nella realizzazione di alcuni impianti tecnologici. Si tratta dei collaudi delle Unità di Trattamento d’Aria al servizio di ambienti particolarmente delicati, quali il blocco parto, il blocco operatorio, nonché i locali destinati alla terapia intensiva coronarica ed a quella neonatale. Tali Unità risultavano tutte collaudate tra la fine del mese di maggio e l’inizio di giugno 2017, grazie a false attestazioni di perfetto funzionamento, mentre le successive attività tecniche, eseguite in contraddittorio con la parte, hanno fatto emergere che il funzionamento delle Unità avveniva in maniera difforme rispetto al progetto. In tre casi, è stato riscontrato, nelle sale operatorie, una pressione “negativa”, che significa che invece di essere immessa nell’ambiente aria pulita ed estratta aria sporca, avveniva l’esatto contrario. False attestazioni hanno riguardato anche il collaudo e la revisione di parti importanti dell’impianto antincendio. Falsi preventivi e false relazioni hanno interessato anche un’altra delibera del direttore generale, collegata alla assegnazione di lavori per circa 40 mila euro, con affidamento diretto, a favore della ditta in quel momento presente nel cantiere. Le intercettazioni telefoniche disposte ed il riscontro documentale svolto dai finanzieri, ha permesso alla Autorità Giudiziaria procedente di accertare una ipotesi di corruzione tra il direttore dei lavori, interno all’Asp ed il collaudatore, soggetto esterno, che in cambio della disponibilità prestata alla redazione del controllo “a campione”, sulla scorta di quanto redatto dal direttore dei lavori, richiedeva di elevare il compenso spettante, da circa 1.500,00 euro a 7.000,00 euro. Nonostante le numerose problematiche di particolare gravità connesse al malfunzionamento o al mancato completamento di opere ed impianti dell’Ospedale Giovanni Paolo II, la governance del tempo, procedeva comunque ad avviare nella metà di giugno 2017 le fasi di trasferimento dai vecchi ospedali, allo scopo di rispettare ad ogni costo la data dell’inaugurazione prevista per il 26 giugno 2017. La conclamata mancanza dei requisiti minimi per l’apertura del nuovo ospedale, emersa grazie all’attività degli operanti, ha reso necessario interrompere le operazioni di trasloco avviate con il ritorno nelle vecchie strutture, condizione che ha provocato un blocco dei ricoveri per un prolungato periodo, con sovraffollamento delle altre strutture presenti in provincia. Le illecite condotte individuate hanno comportato un significativo danno patrimoniale per le casse pubbliche, quantificato in circa 4,5 milioni di euro, anche in ragione delle opere di adeguamento e ripristino degli impianti inefficienti, nonché degli oneri aggiuntivi dovuti al doppio trasferimento dai vecchi plessi ospedalieri, oggetto di segnalazione alla competente Corte dei Corte Regionale di Palermo.

 

IL CASO PUNTA SECCA. PERCHE’ AVERE PAURA DELLE REGOLE?

Riceviamo e pubblichiamo: “Il borgo più bello e seduttivo della Sicilia conosciuto in tutto il mondo come uno spazio di riflessione intima e di armonia tra uomo e natura – questo è infatti il messaggio del commissario Montalbano quando si rifugia nella nostra Punta Secca – da qualche giorno ispira furenti polemiche per una strana ragione: è fiorito un po’ di ordine grazie a qualche accorgimento sul traffico. I residenti, un tempo giustamente indiavolati dal caos della circolazione selvaggia che impediva l’accesso alle abitazioni e la sosta vicino casa, hanno ora la possibilità grazie ad un pass a pagamento di parcheggiare nelle vie dove abitano. Un semplice e lineare atto di giunta ha stabilito che con 80 euro al mese i residenti potessero ottenere un posto riservato per la propria auto. L’idea è piaciuta parecchio e si sono “venduti” in un batter d’occhio 230 pass. Perché tanto clamore e dissenso per una regola praticata in tutte le località “battute” dai turisti? Cosa c’è di sbagliato o scandaloso nel contribuire, da cittadini privati che accedono ad un servizio individuale, a migliorare la vita quotidiana del paese che oggi dispone grazie a questa scelta dell’amministrazione Barone di ben 6 vigili urbani stagionali che affiancano i vigili in organico, che con supremo sacrificio a stento e con  rinuncia ai congedi ordinari, riuscivano a fronteggiare l’esigenza di una popolazione che da 10.500 durante la stagione estiva si eleva a circa 50.000? Perché non piace una disposizione pratica, snella, e di uso contemporaneo? E qui ci vorrebbe veramente il nostro commissario per scoprirlo essendo la questione di ordine psicoantropologico. Le regole rinfrancano solo coloro che nutrono il rispetto per il prossimo e credono che ogni cittadino debba godere di diritti. Punta Secca è meravigliosa se questo piccolo faro sul Mediterraneo garantisce spazi vitali al passeggero e al residente in una logica di accoglienza e rispetto. La confusione non è libertà così come un pass non è un privilegio. Il “trucco” sta nell’equilibrio e nella lettura intelligente delle molteplici esigenze. I forestieri possono parcheggiare in un ampio parcheggio   di centinaia e centinaia di posti, illuminato e gratuito,e inoltre di circa 400 posti  gratuiti sparsi in varie zone della borgata, nonchè di un vastissima area ove  con tre euro è consentito parcheggiare sino a 24 ore ; i residenti paganti possono scegliere di “acquistare” un parcheggio vicino casa, e l’intera collettività sente che la sicurezza è aumentata ora che 5 vigili girano per la borgata. Bisogna abituarsi alle regole non averne paura e guardarle con occhi aperti, senza sospetto, senza pregiudizio, finchè si arriva a cogliere il meccanismo positivo di ricaduta sulla comunità. Com’è bello, ad esempio, vedere le centinaia di pedoni che percorrono la via tra Punta Secca a Casuzze da quando è stata delineata una striscia, una passerella lungo la ex strada provinciale adesso riservata ai camminatori! Piccoli passi di civiltà per divenire cittadini felici e sentirsi liberi in questa terra da rieducare e offrire per la sua bellezza e speriamo per la sua organizzazione decorosa”. Firmato Raffaele Agnelo

Spiragli di ripresa per il cantiere autostradale Rosolini – Modica

lavori autostrada sr gelaIeri si è tenuto l’ennesimo incontro promosso dalle tre organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil territoriali per affrontare le questioni che hanno determinato il blocco dei lavori per la realizzazione dei lotti autostradali Rosolini – Modica. All’incontro non ha partecipato l’Assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, in quanto impossibilitato a raggiungere Pozzallo a causa della cancellazione di un volo da Roma. Era presente l’avvocato Maurizio Siragusa, vice presidente del CAS e capo della segretaria tecnica dell’Assessore Falcone, il quale  ha riferito di alcuni sviluppi delle ultime ore. Si tratta del raggiungimento dell’ipotesi di accordo tra il Cas, la Condotte e Cosedil. Questo accordo serve  a superare l’attuale fase di stallo aggravata  per via della richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Roma della Condotte Acque, quindi a scongiurare l’ipotesi di recessione del contratto con le ditte aggiudicatarie dell’appalto. “Siamo consapevoli – affermano Cgil, Cisl e Uil – che l’eventuale recessione del contratto  implicherebbe un aggravamento ulteriore della situazione e forse la definitiva chiusura dei cantieri. Per questo riteniamo che l’accordo raggiunto tra le ditte e l’Assessorato, che verrà sottoscritto il prossimo 9 marzo, rappresenta un passo in avanti. Inoltre il Cas si è impegnato a pagare direttamente  entro pochi giorni il 50%  delle fatture arretrate alle ditte sub appaltatrici e gli stipendi agli operai che devono percepire tre mesi di arretrati. Siamo forse di fronte alla possibile ripresa dei lavori, un segnale importante ma occorre che tutto vada a regime perché bisogna recuperare il tempo perduto, per scongiurare il rischio di perdita dei finanziamenti comunitari”. “In questa vicenda molto importante per la provincia di Ragusa e l’intero sud est – proseguono i segretari Peppe Scifo, Paolo Sanzano e Giorgio Bandiera – bisogna realizzare ancora gli obiettivi fin qui mancati in merito a questi lotti autostradali; la ricaduta occupazionale stimata in circa 400 lavoratori tra diretto ed indotto, e la connessione del nostro territorio alle reti autostradali in chiave intermodale attraverso i collegamenti con le più importanti  infrastrutture  dell’Isola. In questi anni di crisi abbiamo registrato una caduta libera dell’occupazione soprattutto nei settori edile ed industriale, del PIL regionale e pro capite. Anche di fronte a questo scenario di carattere generale il nostro territorio ha registrato comunque andamenti meno catastrofici rispetto alle altre province della Sicilia. Questo grazie alla vivacità economica del territorio nei settori dell’agro alimentare, i servizi ed il turismo, tutto ciò rappresenta un  potenziale enorme e la speranza di sviluppo per l’intera comunità. Gli investimenti pubblici in infrastrutture rappresentano ancora una volta la via più concreta alla ripresa economica, e quindi c’è la necessità di un cambiamento di rotta rispetto alla tendenza degli ultimi anni che hanno visto un arretramento da parte dei diversi governi, nazionali e regionali”. Il tema dell’infrastrutturazione rimane la vertenza aperta per il sindacato ibleo, che sostiene la necessità di portare a compimento tutte le opere avviate e concretizzare sul versante del raddoppio della Ragusa – Catania e progetto di sviluppo per l’aeroporto di Comiso. L’incontro di ieri si è concluso con l’impegno da parte dell’Assessore Falcone a incontrare Cgil, Cisl e Uil, assieme al comitato delle imprese sub appaltatrici, i Sindaci e la deputazione locale. L’incontro si terrà dopo il 9 marzo dopo la firma dell’accordo tra Cas, Condotte e Cosedil per la ripresa dei lavori.

Flipper di spaccio, 32 arrestati a Ragusa e provincia

AVOLA Alessandro classe 1980 CILENTI Francesco classe 1987 CODREANU Marian Lucian classe 1993 DINICOLA Mario classe 1974 FERRERA Andrea classe 1987 FERRERA Mirko classe 1994 GAROZZO Alessio classe 1991 GRAMI Fathi classe 1986 HASSEN Ouadhah classe 1988 LEONE Carmelo classe 1976 LO MAGNO Vito classe 1969 MALOKU Alandro classe 1996 MALOKU Elvis classe 1998 SCENNA Enrico classe 1980 SCENNA Vincenzo classe 1999 SOKMANI Ayman classe 1996 VASQUEZ Daniele classe 1977 ZISA Giovanni classe 1968

Da questa notte oltre 90 Carabinieri della Compagnia di Ragusa, supportati dai Carabinieri “Cacciatori di Sicilia”, dalle unità cinofile e dal Nucleo Elicotteri, hanno portato a termine un’operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di ricostruire la rete e gli intrecci della criminalità iblea nel settore della vendita di sostanze stupefacenti. 18 le persone arrestate (ragusani, albanesi e tunisini, rumeni) di un’età compresa tra i 20 e 40 anni, destinatarie del provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica. L’indagine da cui deriva l’operazione, denominata “Flipper”, trae origine dagli arresti in flagranza di reato operato dai Carabinieri nelle varie fasi delle investigazioni nelle vie del centro città degli spacciatori  di origini albanesi Dragan Hasanaj, Elvis Maloku, Erald Bushi e Leonard Jahaj e dei pregiudicati ragusani Alessandro Avola, Marco Marante e Ciro Chillano, nonché da tutta una serie di segnalazioni di assuntori inoltrate alla Prefettura di Ragusa. Sono stati accertati numerosissimi episodi di spaccio, come quelli messi in atto all’interno della villetta di via Zancle, a seguito dei quali venivano segnalati e denunciati a piede libero diversi giovani, e localizzati dei veri e propri “laboratori di spaccio”, realizzati in cantine e garage, ove veniva custodita la merce e dove spesso si realizzavano gli scambi. Successivi periodi di osservazione e pedinamenti hanno consentito di individuare altri ragazzi coinvolti nell’illegale commercio sulla piazza di Ragusa, come i pregiudicati, Daniele Vasquez e Enrico Scenna (quest’ultimo fiancheggiato dal figlio Vincenzo, inteso “Vincenzo U’ Palermitanu”), tutti arrestati in flagranza di reato nel corso delle indagini poiché trovati in possesso di rilevanti quantitativi di cocaina e marijuana pronte per essere immesse sul mercato. L’azione dei Carabinieri è stata connotata anche da un elevato indice di rischio connesso alla pericolosità sociale degli indagati, i quali hanno dato dimostrazione di essere disposti a tutto pur di assicurarsi l’impunità, come nel caso del pregiudicato Daniele Vasquez che, durante un controllo, per non consentire ai Carabinieri di trovarlo in possesso della droga che nascondeva nelle parti intime, ha investito un militare col motociclo sul quale viaggiava, venendo deferito in stato di libertà per violenza e resistenza a P.U. Parallelamente all’attività d’indagine sul fronte del centro storico cittadino, veniva condotta una metodica azione di prevenzione e repressione anche nei confronti di un’altra cerchia di giovanissimi spacciatori, tra i quali due fratelli italiani deferiti in stato di libertà, ed i fratelli albanesi Elvis e Alandro Maloku, strettamente collegati ad Alessandro Avola, ragusano gravato da numerosi precedenti. L’attività di monitoraggio dei cinque conduceva all’arresto in flagranza di Alandro Maloku e Avola mentre tornavano da Catania trasportando oltre mezzo chilogrammo di marijuana. L’azione di contrasto dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Ragusa è proseguita a Comiso ove, attraverso i continui contatti con gli spacciatori ragusani, si risaliva al pregiudicato casmeneo Ayman Sokmani, già tratto in arresto in flagranza di reato dai militari dell’Arma per spaccio di stupefacenti. Tramite  Sokmani si acclarava l’esistenza di altri soggetti operanti in Comiso, che approvvigionavano di hashish e marijuana ragazzi giovanissimi anche in trasferta da Ragusa. Tra di essi rientravano i pregiudicati Francesco Cilenti e il rumeno  Marian  Lucianche Condreanu che vendevano stupefacenti anche ad adolescenti. La fascia costiera era, invece, appannaggio di altri pregiudicati come  Mario Dinicola, che aveva messo in atto una fiorente e sistematica attività di smercio di tutti i tipi di droga, per lo più hashish e cocaina, di cui approvvigionava svariati individui, tra cui i magrebini  Fathi Grami e  Ouadhah Hassen, oltre a cittadini italiani arrestati in flagranza di reato, deferiti in stato di libertà o segnalati come assuntori. Il commercio fruttava a Dinicola oltre 2.500 euro settimanali. Dinicola a sua volta si riforniva di stupefacente tramite il pluripregiudicato mazzaronese Vito Lo Magno, soggetto in grado di smuovere cospicui quantitativi di hashish (anche superiori ai 3 – 4 kg), intessendo trattative con trafficanti del quartiere Brancaccio di Palermo, dal quale derivavano le principali forniture di stupefacenti. L’azione di contrasto dei Carabinieri raggiungeva il momento di maggiore significato operativo nei giorni del 27 e 28 agosto 2017, allorquando, avvalendosi di unità del Nucleo Cinofili di Nicolosi, venivano tratti in arresto diversi pregiudicati e sequestrato un ingente quantitativo di droga. Infatti, a seguito delle perquisizioni domiciliari, veniva arrestato a Santa Croce Camerina lo stesso Dinicola sorpreso con ben1,7 Kg di hashish e con la somma contante di circa 1.000 euro, provento del reato, nonché materiale vario per il confezionamento, pesatura e taglio dello stupefacente. A Scoglitti, invece, veniva arrestato in flagranza di reato nella medesima giornata  Carmelo Leone, trovato in possesso di circa grammi 100 tra hashish e marijuana e, infine, a Mazzarrone venivano trovati, all’interno dell’abitazione di Vito Lo Magno, ulteriori 1,3 Kg di hashish, che sancivano definitivamente il castello accusatorio nei confronti degli indagati. In definitiva le indagini hanno consentito di portare alla luce l’esistenza di molteplici cerchie di soggetti dedite all’attività di cessione di stupefacente, ossia:  un operante nella zona alta di Ragusa, attorno alla via Pio La Torre, facente capo ai fratelli Andrea e Mirko Ferrera ai quali si riferivano i fratelli Elvis e Alandro Maloku, Alessandro Avola, Enrico Scenna e Vincenzo e Daniele Vasquez;  quello operante nella zona del centro storico e riconducibile ai fratelli albanesi  Elvis e Alandro Maloku e ad Alessandro Avola, cui si riferivano soggetti come  Alessio Garozzo; un altro riferito a  Ayman Sokmani, di cui facevano parte Francesco Cilenti e  Marian Lucian Codreanu, operante sul versante Comisano; quello operante a Santa Croce Camerina, al cui vertice vi erano Mario Dinicola e Carmelo Leone, ai quali si indirizzavano Fathi Grami,  Ouadhahb Hassen, Vito Lo Magno e Giovanni Zisa. Le indagini così espletate e sfociate nell’operazione di p.g. “Flipper”, hanno consentito di trarre in arresto, complessivamente, tra flagranza e misure cautelari 32 persone. La denominazione dell’operazione di PG “Flipper” trae origine dalla circostanza che vedeva i militari operanti “rimbalzare” spasmodicamente da un capo all’altro della città di Ragusa ed in seguito di Comiso e Santa Croce Camerina, al fine di riscontrare efficacemente gli innumerevoli spacci di stupefacenti attuati dai prevenuti.

Arrestato ragusano venticinquenne maniaco sessuale seriale

firrincieliLa Polizia ha tratto in arresto Sergio Firrincieli per aver compiuto atti sessuali (mastrurbazione) in presenza di minori degli anni 14, con l’aggravante di aver compiuto i fatti in orario notturno ed in luoghi isolati. Le indagini hanno avuto inizio ad agosto a seguito di una denuncia presentata da parte di alcune ragazze (le vittime dei comportamenti del maniaco sono state più di 15). Grazie alle vittime ed al lavoro degli investigatori della Squadra Mobile è stato possibile tracciare un primo identikit elaborato con l’ausilio della Polizia Scientifica. Già dalle prime descrizioni una donna in servizio alla sezione reati contro la persona aveva ipotizzato potesse essere lui in quanto in passato era stato denunciato per atti osceni. Per questi fatti il soggetto era stato colpito dall’avviso orale del Questore di Ragusa. Tra le prescrizioni non doveva commettere ulteriori reati e mantenere una condotta irreprensibile. Nonostante tutto due giorni fa veniva nuovamente denunciato da personale della Squadra Volanti in quanto aveva seguito due donne, in questo caso maggiorenni, al fine sempre di masturbarsi. Una volta individuato il maniaco seriale, è stato possibile far riconoscere il delinquente da oltre una decina di ragazze di ogni età. Il caso più grave è stato commesso ai danni di due minori di anni 14, pertanto la normativa ha permesso l’applicazione di una misura cautelare nei suoi confronti. In quella occasione il maniaco aveva “puntato” le due prede in pieno centro storico a Ragusa. Percorrendo Via Roma dopo una breve sosta in Piazza San Giovanni, Firrincieli ha seguito le due bambine fino a raggiungerle. Non appena si è accorto di essere osservato dalle minori si è messo in posizione tale da farle assistere al proprio atto di autoerotismo. La condotta criminale del Firrincieli è stata messa in atto decine di volte ed il modus operandi era sempre lo stesso: frequentare luoghi di ritrovo di giovanissimi, puntare due o più ragazze molto giovani, seguirle fino a quando le vittime si trovavano in luoghi meno affollati, abbassare i pantaloni e iniziare la masturbazione al fine di fare assistere le vittime. In alcuni casi il Firrincieli, per non far scappare le vittime, le ha costrette con forza all’interno di veicoli a loro in uso, proprio ai danni di tre ragazzine che si erano rifugiate all’interno di una minicar. In un’altra occasione, all’interno di un fast food si sedeva di fronte ad alcune bambine intente a mangiare un panino e si masturbava fissandole. Nonostante la giovane età il Firrincieli ha raggiunto elevati livelli di perversione che potevano mettere in pericoli ancora più gravi le potenziali vittime. Le indagini sono durate alcuni mesi fino a quando sono state raccolte tutte le fonti di prova a carico dell’indagato. Le vittime hanno riconosciuto il pervertito senza alcun ombra di dubbio. Non appena condotto negli uffici della Squadra Mobile l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità: “credo di dovermi fare assistere da un medico perché sento di avere qualche problema”. Il soggetto è stato poi fotosegnalato dalla Polizia Scientifica e sottoposto agli arresti domiciliari da parte degli investigatori della Squadra Mobile.

EMERGENZA SANGUE IN SICILIA, SCATTA L’APPELLO ALLA RACCOLTA

FB_IMG_1494267806716 (1)Emergenza sangue in Sicilia. “E’ una situazione inaccettabile dice Salvatore Mandarà presidente regionale del Civis che raggruppa le più importanti associazioni quali l’ Avis, la Fratres, la Fidas e la Croce Rossa Italiana: “Con l’inizio della stagione estiva, inizia la carenza di sangue,  plasma ed emoderivati, facendo insorgere la preoccupazione delle associazioni dei Talassemici e dei primari trasfusionisti che non riescono e a pianificare e distribuire quanto necessita”. Un appello alla donazione  e al senso civico potranno far fronte ad una criticità che interessa in questa fase soprattutto i pazienti talassemici che come è noto necessitano di frequenti trasfusioni salvavita. “Soltanto attraverso una forte azione di mobilitazione da parte dei cittadini siciliani, quelli veri, quelli che vogliono rendersi utili al prossimo,  che possono donare il sangue per non far mancare soprattutto in questo periodo, negli Ospedali, la materia prima  per assicurare le cure necessarie non solo ai talassemici, ma anche agli altri pazienti che necessitano del sangue per interventi chirurgici, patologie oncologiche e oncoematologiche. La raccolta, cosi come già affrontato al Centro Regionale Sangue, deve essere sufficiente e costante e non possono esserci periodi di carenza come quello drammatico che stiamo vivendo, in quanto per alcune patologie, come la talassemia, il sangue dopo alcuni giorni perde le caratteristiche necessarie all’uso terapeutico. L’invito alla raccolta è esteso a tutti quei cittadini che impregnati di altruismo e solidarietà,  possono dare il proprio contributo alla vita recandosi presso qualsiasi centro pubblico  privato siciliano. Inoltre è stata emanata una circolare regionale che consente alle autoemoteche di poter effettuare donazioni di sangue in quei comuni dove non esistono associazioni dei donatori di sangue”.

Stazione passeggeri Porto di Pozzallo, sit in di protesta per il suo completamento

stazione passeggeri pozzallo porto

Riceviamo dai Segretari Generale Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo, Cdl di Pozzallo Nicola Colombo, Generale Fillea di Ragusa Franco Cascone e pubblichiamo: “Un anno fa, esattamente l’8 luglio 2016, scadeva il termine per la fine dei lavori di costruzione della stazione passeggeri nel Porto di Pozzallo, e oggi a distanza di un anno non abbiamo nessuna notizia sul completamento dei lavori. Oltre al mancato completamento dell’opera ci preoccupa la situazione di stallo che persiste ancora oggi nel cantiere. Non sappiamo di preciso come e quando sarà consegnata l’opera, sappiamo di certo che anche per questa stagione estiva al porto di Pozzallo non ci sarà la stazione e i passeggeri che lì vi transitano sono privi di servizi, anche quelli essenziali. La realizzazione della stazione passeggeri nel Porto di Pozzallo ha avuto un iter tormentato da ritardi dovuti alla mala gestione dei lavori, infiniti contenziosi compresi problemi di irregolarità amministrativa. Lo scorso gennaio (2017) avevamo appreso con grande soddisfazione lo stanziamento di circa 250mila euro da parte dell’ente appaltante, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa (ex provincia) pensando che fosse stato l’atto finale che avrebbe portato a termine i lavori prima dell’inizio della stagione estiva. E invece purtroppo ancora una volta siamo di fronte all’ennesima disfatta. I passeggeri, soprattutto quelli diretti e provenienti da Malta, circa 100mila ogni anno, che giungono al Porto di Pozzallo non trovano ancora nessun servizio, nessun comfort e non saranno avviate le attività commerciali ed economiche previste dentro la stazione passeggeri. La realizzazione di quest’opera è strategica per Pozzallo e per tutto il territorio.  Serve riavviare subito i lavori per portarli al termine,  anche per evitare che quanto già realizzato possa finire in malora. Questo in parte è accaduto e accade ancora; nell’aria del cantiere si possono  vedere i materiali utilizzati per la coibentatura del tetto rimossi dal vento e sparsi e resi inutilizzabili. Questo a dimostrazione del fatto che i ritardi creano un impatto economico negativo a 360°, perché occorre ristrutturare parti già realizzate e per tutte le mancate opportunità legate alla messa a regime della stazione. Attualmente chi arriva nel Porto si trova davanti uno scenario desolante dove manca tutto comprese la attività di informazione e promozione del territorio. Adesso basta! Occorre ripartire in fretta e finire l’opera. Non è possibile continuare a sopportare quest’andazzo generale delle cose. Le istituzioni devono agire immediatamente per un’immediata ripresa dei lavori secondo un cronoprogramma certo. La Cgil da anni impegnata su questo fronte non assisterà passivamente all’ennesima disfatta e incompiuta in ambito infrastrutturale nel nostro territorio. Venerdì 7 luglio alle ore 10:00 un sit–in di protesta davanti al cancello d’ingresso della stazione passeggeri del porto di Pozzallo al fine di sensibilizzare la cittadinanza, l’opinione pubblica sulla gravità della situazione e chiedere l’impedita ripresa dei lavori per il completamento della stazione passeggeri”. Firmato Cgil, Giuseppe Scigo, Nicola Colombo, Franco Cascone.

INCENDIO DI CHIARAMONTE, PERCHE’ NON ERANO DISPONIBILI I CANADAIR?

19575099_10211035917426274_2709841215760142521_o-800x500_cScrive la senatrice Pd Venerina Padua:” Sono vicina alla popolazione chiaramontana che sta facendo i conti con gli immensi danni subiti e, oltre alla solidarietà non formale che rivolgo a ciascuno di loro, voglio rassicurare tutti sul fatto che mi impegnerò al massimo nel fornire la mia collaborazione all’Amministrazione comunale, alle altre istituzioni operanti sul territorio con l’obiettivo di fare squadra e formare un fronte comune affinché, già dalle prossime ore, possa essere avviato il percorso della ricostruzione”. La Padua aggiunge: “Certo, resto basita dalle dichiarazioni provenienti dal comando provinciale dei Vigili del fuoco, che ringrazio per il loro strenuo impegno assieme a tutte le altre forze in campo, a cominciare dalla forestale ma pure le altre forze dell’ordine a vario titolo impegnate sul territorio, quando si afferma che non erano disponibili canadair per domare l’incendio nella fase iniziale. Se ciò fosse accaduto, cioè se i canadair fossero stati presenti quando richiesti, probabilmente oggi parleremmo sì di danni ma molto più contenuti. Ecco perché, finita la fase dell’emergenza, attiverò i canali istituzionali adeguati per cercare di capire che cosa è accaduto e perché non è stato garantito il soccorso nei tempi dovuti alla popolazione chiaramontana”.

 

Incendio pineta Chiaramonte Gulfi

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Per tutta la notte uomini e mezzi del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco si sono prodigati per limitare i danni nell’area della pineta di Chiaramonte Gulfi. Considerato che nella giornata di ieri non è stato possibile avere la disponibilità di aerei antincendio, e tenuto conto di quanto rilevato da Drago 64 del Nucleo VV.F. di Catania che ha effettuato le ricognizioni nelle aree interessate dall’incendio, con l’obiettivo di evitare che le fiamme raggiungessero la città, il Comandante Provinciale ha disposto il richiamo di personale libero dal servizio ed ha trattenuto in servizio il personale smontante e, dopo le 23, cioè al termine delle attività di volo dell’aeroporto di Comiso, è stato impiegato anche personale in servizio presso la sede aeroportuale. Sono state impegnate oltre sei squadre del Comando, mentre la Direzione Regionale ha disposto il dispiegamento di squadre dai Comandi di Catania, Siracusa e Caltanisetta. Sul posto è intervenuto anche personale dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Ragusa e del Dipartimento della Protezione Civile che ha allertato i volontari per contribuire a contenere le fiamme fuori dal centro abitato. La Prefettura ha istituito l’unità di crisi che ha coordinato le operazioni di soccorso e disposto l’allertamento delle forze di polizia che hanno contribuito a rendere le strade libere e fruibili ai mezzi di soccorso, a tenere lontani i curiosi dai punti fuoco, a raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Intorno alle sette di oggi il primo Canadair  ha effettuato il lancio di acqua sul fronte del fuoco ancora in essere e non raggiungibile da terra, subito dopo sono arrivati altri due velivoli, che stanno operando su tutti i fronti fuoco. Notevoli i danni al patrimonio naturalistico oltre che ad alcune aziende agricole della zona alcune delle quali hanno subito anche la morte di alcuni capi di bestiame.

II CONFERENZA REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PERSONE CON DIABETE IN SICILIA

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Si terrà nei giorni 16 e 17 giugno presso Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia, a Palermo la “II Conferenza Regionale delle Associazioni di persone con diabete in Sicilia”. L’evento è promosso dalla Federazione Diabete Sicilia che si propone di promuovere l’aggregazione tra le diverse Associazioni presenti sul territorio regionale al fine di far fronte alle sempre più complesse problematiche della persona con diabete. Alla Conferenza interverranno il Presidente della Federazione Diabete Sicilia dott. Michele Girone, i presidenti regionali delle Società Scientifiche e tra di essi il Presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica dott. Fortunato Lombardo. Previsti i saluti del Sottosegretario di Stato del Ministero della Salute on.le Davide Faraone, dell’Assessore Regionale alla Salute on.le Baldassare Guicciardi, del Sindaco di Palermo prof. Leoluca Orlando; del Responsabile del Tribunale dei diritti del malato dott. Andrea Supporta; inoltre interverranno i Presidenti delle maggiori Associazioni di persone con Diabete Nazionali:  Dott. Albino Bottazzo Presidente Fand Nazionale, Dott. Antonio Cabras Presidente Nazionale Fdg; Dott. Marcello Grussu Presidente Aniad;  Dott. Gianni Lamenza, Presidente Agd Italia;  Dott. Stefano Nervo, Presidente Diabete Forum. Previsti, in collegamento video da Miami, l’intervento del Professore di chirurgia e medicina della Divisione Trapianti cellulari presso l’Università di Miami e Direttore del Diabetes Research Institute, Camillo Ricordi, che sarà relatore dell’argomento: “I passi della ricerca sul Diabete”, una Tavola Rotonda sul tema: “Dialogo tra società scientifiche e associazioni di persone con diabete” moderata da Silvana Paratore in cui interverranno Presidenti di Associazioni di Pazienti: Gianna Miceli e  Francesco Sammarco, per le società scientifiche  Antonella Costa, Fortunato Lombardo, Vincenzo Provenzano  e   Luigi Spicola, per l’Osdi Maria Pia Tripo. L’Aiad – Associazione Italiana Assistenza ai diabetici di Ragusa e l’Associazione “Insieme per il diabete” Vittoria saranno presenti con le  rappresentanti legali, rispettivamente Gianna Miceli e Rosetta Noto. Parteciperà Raffaele Schembari per la Società Italiana Metabolismo Diabete e Obesità.

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