28-01-2023
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Archivio della categoria: Cronaca

MAXI EVASIONE PER UNA SOCIETA’ CHE GESTISCE RISTORANTI

La Guardia di Finanza ha scoperto una società di ristorazione con sede legale a Comiso, ma in realtà con sede operativa nel Catanese, quale evasore totale per 650.000 euro. La società controllata gestiva ristoranti e tavole calde nel Catanese, rispettando solo apparentemente la normativa fiscale vigente. Recandosi in ogni punto vendita, infatti, i cassieri emettevano ai clienti senza difficoltà le ricevute e gli scontrini fiscali. Inoltre, tutti i corrispettivi venivano regolarmente e minuziosamente annotati sul registro mensile, ma in realtà le somme incassate non venivano poi riportate in dichiarazione e conseguentemente nulla veniva versato. L’attenta analisi investigativa tributaria si è basata essenzialmente su alcune anomalie. L’attività non è stata semplice ed è stata possibile grazie ai registri che venivano compilati nella prima fase di vendita e in virtù dei documenti emessi nei locali commerciali e quindi ha richiesto un’attività di ricognizione e di riscontro profonda ed attenta. Un’evasione sostanziale e totale posta in essere sottraendosi all’obbligo finale ma fondamentale della dichiarazione e dei versamenti. Il rappresentante legale, una giovane trentacinquenne ragusana con un elevato tenore di vita e una dichiarazione fiscale personale molto bassa, non ha saputo giustificare in alcun modo le proprie omissioni. I verificatori hanno dunque ricostruito i ricavi conseguiti negli anni d’imposta 2010 e 2011, rilevando che la società ha evaso elementi positivi di reddito per un importo complessivo di 648.300 euro, dal quale scaturisce un’evasione Iva per euro 65.231.Nel contesto la società comisana ha anche omesso la dichiarazione ai fini Irap realizzando un’ulteriore evasione di 648.300 euro.

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Imprenditore marsalese controllato al porto di Pozzallo: CENTOMILA EURO NEL BORSELLO PER GIOCARE AL CASINO’ DI MALTA

Era pronto ad imbarcarsi per Malta con circa centomila euro nascosti in un borsello firmato; è stato individuato, controllato e verbalizzato dalla Guardia di Finanza di Pozzallo insieme all’Agenzia delle Dogane. L’uomo, G.S., 50 anni, originario di Marsala, aveva inizialmente negato il possesso di somme di denaro. I finanzieri e i doganieri di Pozzallo hanno quindi approfondito il controllo culminato nel rinvenimento della grossa somma. L?uomo ha spiegato di avere con sé quella somma per giocare al Casinò dell’Isola dei Cavalieri. Tuttavia, a prescindere dalla liceità del motivo per cui se ne è in possesso, resta fermo l’obbligo di dichiarare, in caso di allontanamento dai confini nazionali anche di quelli appartenenti all’Unione europea, le somme di cui si è in possesso eccedenti la soglia di 10.000 euro.Ora il soggetto rischia una sanzione amministrativa che può variare sino al 50% dell’importo eccedente rispetto alla soglia consentita.

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GUARDIA DI FINANZA SOSPENDE LICENZA AD UNA SALA GIOCHI DI POZZALLO

Licenza d’esercizio sospesa per 30 giorni. Questo è il provvedimento, emesso dal Questore di Ragusa, notificato ad una sala giochi di Pozzallo in esito ad indagini condotte dal Nucleo Mobile della locale Tenenza della Guardia di Finanza. In particolare, il monitoraggio di alcuni personaggi pozzallesi gravati da numerosi precedenti in materia di stupefacenti, incendi, furti e danneggiamenti, ha portato i finanzieri a porre la loro attenzione sulla sala giochi sul Lungomare Pietrenere, a Pozzallo. La costante attività di appostamento ed osservazione, avvenuta anche di notte, ha permesso alle Fiamme Gialle di constatare diversi comportamenti illeciti da parte del gestore del locale: il mancato rispetto degli orari di chiusura portavano la sala giochi a rimanere aperta sino a tarda notte, nonostante l’orario di chiusura fosse previsto sino alle 23, la presenza di minorenni intenti a giocare con le numerose slot machines installate all’interno del locale, sebbene il gioco sia consentito solo a persone maggiorenni.

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Violenta un’amica, poi finge un furto: arrestato

Una storia di folle violenza quella accaduto nella notte tra sabato e domenica a Santa Croce. Protagonista un trentenne tunisino, M.M. Le sue iniziali. Domenica mattina l’uomo chiama il 112 con voce concitata, chiedendo l’intervento di una pattuglia in quanto sostiene di aver sorpreso a casa sua due connazionali intenti a rubare. Ai militari ha detto di averli chiusi in una stanza. All’arrivo i militari trovano l’uomo con graffi al collo e al viso, ed in evidente stato di ubriachezza. Nella camera da letto del suo appartamento, chiusa a chiave dall’esterno, una ragazza tunisina trentenne, con graffi al viso ed una ciocca dei suoi capelli in mano. La donna è sorretta da un altro giovane. Il trentenne ribadisce che rincasando dopo una serata trascorsa in un locale con degli amici, aveva trovato quelle due persone intente a rubare. Ma i fatti non sono andati così. I militari notano che il letto era disfatto, sul pavimento altre ciocche di capelli della donna. La poveretta era stata violentata dal trentenne, bloccato solo dall’arrivo del fidanzato della ragazza. E i carabinieri riescono a ricostruire quanto accaduto. La sera precedente, il sabato, i tre amici (la donna, il fidanzato e il loro amico tunisino), avevano deciso di incontrarsi in un locale a Scoglitti. I tre si conoscono molto bene da qualche anno. Scherzano, bevono, parlano della loro terra lontana. E’ già notte. Il tunisino forse ha già in mente il suo piano ed invita la coppia a trascorrere la notte a casa sua. I due fidanzati lo seguono presso la sua abitazione a S. Croce Camerina. Li giunti, M.M. convince il fidanzato a seguirlo in paese mentre la donna stanca va a dormire. Raggiunto il centro storico di S. Croce Camerina, con un pretesto, M.M. fa in modo di lasciare a piedi il suo connazionale, per poi raggiungere in auto la sua abitazione. Blocca la donna, inizia a spogliarla e a palpeggiarla. E’ violento, la donna riesce a graffiarlo e a divincolarsi. Poi arriva il fidanzato. Il 30enne li chiude in stanza simulando il furto. Adesso dovrà rispondere di violenza sessuale e sequestro di persona.

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Ragusa, arrestato giovane pusher

In piazza San Giovanni si spaccia. Sono stati gli agenti della Questura, grazie al poliziotto di quartiere, ad arrestare Endri Luli, 18 anni, albanese, residente a Ragusa. Sabato pomeriggio, i poliziotti avevano notato strani movimenti. In particolare, hanno notato un giovane che veniva avvicinato da un ragazzino, che aveva poco più di 14 anni. I due si sono appartati in una viuzza adiacente la piazza. Luli ha prima controllato di non essere visto, poi ha preso una busta da una intercapedine. Il giovanissimo acquirente ha dato venti euro ed ha ricevuto un involucro. Gli agenti, che avevano anche chiesto l’aiuto di altri colleghi, hanno bloccato i due ragazzi. Il 14enne ha cercato di disfarsi della droga. Luli aveva numerose dosi di marijuana pronte per lo spaccio. Per il 14enne è scattata la segnalazione in prefettura per uso di droghe.

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INCIDENTE STRADALE SULLA RAGUSA-VITTORIA

Polizia StradaleDomenica alle 13,00 circa incidente stradale lungo la s.p. 14 – s.p. 13 Ragusa-Vittoria. Coinvolto un motociclo Ducati, condotto da un 42enne di Vittoria, rimasto ferito: per l’uomo 30 giorni di prognosi. Sul posto è intervenuta la Polizia Stradale di Ragusa.

QUATTRO CASSONETTI BRUCIATI A VITTORIA

polizia-volante-470x352La Polizia sta per smascherare gli autori degli incendi verificatisi la notte tra giovedì 21 e venerdì 22 marzo che hanno distrutto ben quattro cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. L’intervento nei diversi siti, richiesto alla centrale operativa del Commissariato e del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, ha impegnato per diverse ore la Volante e le squadre dei vigili. Il gesto, oltre a costituire un reato penalmente rilevante, è biasimevole per le conseguenze dirette sulla collettività; infatti i fumi della combustione sono altamente nocivi e la raccolta dei rifiuti nei giorni successivi diventa molto più complessa per l’impossibilità dei cittadini di utilizzare i contenitori andati distrutti. “Ancora qualche accertamento investigativo e le persone, – secondo la Polizia – un nutrito gruppo, saranno compiutamente identificate, sarà loro contestato il reato e saranno deferite all’autorità giudiziaria”.

Nel furgone avevano merce rubata, arrestati due tunisini

Un bazar di merce rubata. E’ stato sequestrato a due tunisini, Sami Turkia, 37 anni, residente a Reggio Emilia, e Nejib Nahali, 32 anni, residente a Santa Croce. Nel corso di un servizio di controllo a Scoglitti, i militari hanno controllato il furgone a bordo del quale viaggiavano i due. All’interno hanno trovato elettrodomestici di vario tipo (televisori, radio, impianto hi-fi), undici biciclette di diverse misure e marche e altri oggetti di dubbia provenienza. I due non hanno saputo spiegare la provenienza della merce, il cui valore ammonta a 10.000 euro circa. I due sono stati arrestati per ricettazione.

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Non poteva rientrare in Italia, arrestato cittadino albanese

Era scappato due giorni fa ad un posto di controllo attuato dai Carabinieri di Donnalucata lasciandosi sfuggire dalle tasche i suoi documenti d’identità. Gli accertamenti eseguiti sui documenti hanno permesso ai militari di identificare il fuggitivo, un cittadino albanese di 31 anni, anni con pregiudizi penali in Italia. Il giovane – al termine di un periodo di carcerazione ad Augusta – era stato espulso dal territorio italiano e ricondotto in Albania. La misura di sicurezza emessa dall’autorità giudiziaria impediva allo straniero di fare ritorno in Italia se non grazie ad una speciale autorizzazione del Ministero dell’Interno italiano. Autorizzazione che, nel caso specifico, non c’è mai stata. Per questo motivo è stato individuato, a Donnalucata, ed arrestato.

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Vittoria: albanese rapinato, indagano i carabinieri

Tre cassonetti sono stati dati alle fiamme la scorsa notte a Vittoria. Sul posto, per domare l’incendio, i vigili del fuoco. Spetterà ai carabinieri, invece, chiarire le cause del rogo, che pare doloso. I militari dell’Arma sono al lavoro anche per verificare la segnalazione di una rapina denunciata da un cittadino albanese. L’uomo ha raccontato di essere stato avvicinato e derubato da due persone.

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Trasportano materiale senza autorizzazione, denunciati due gelesi

I carabinieri di Acate hanno denunciato due gelesi di 41 e 26 anni perchè stavano trasportando materiale ferroso senza autorizzazione. I due sono stati sorpresi in contrada “Dirillo – Recinto”. Il materiale, del peso complessivo di circa cento chili, era caricato a bordo di un Piaggio Porter. Il mezzo è risultato rubato nel 2010. I due dovranno rispondere del reato di trasporto di rifiuti pericolosi senza autorizzazione.

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Furto di vitelli, rubati venti capi

Grave furto ai danni di un’azienda zootecnica di contrada Castiglione, in territorio di Ragusa. I ladri hanno rubato venti vitelli con un grave danno per l’imprenditore agricolo. Al malcapitato imprenditore, non è rimasto altro da fare che denunciare i fatti ai carabinieri.

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VITTORIA, DENUNCIATO EX VIOLENTO

Un uomo di 42 anni, L.G. vittoriese, pregiudicato, è stato denunciato dalla Polizia per i reati di ingiurie, minacce e danneggiamento. I fatti si sono svolti qualche giorno fa. La vittima è una ragazza romena di 29 anni. I due avevano avuto una relazione sentimentale che si è interrotta da un po’ di tempo. L’uomo non si era rassegnato alla decisione assunta dalla compagna e, qualche notte addietro, dopo averla insistentemente contattata telefonicamente e quando non gli è stato più risposto al telefono, averle inviato diversi sms dal contenuto intimidatorio ed ingiurioso, è andato in casa sua. Lì l’ennesima lite. L’uomo ha anche danneggiato l’auto della donna. Giunti sul posto, gli agenti si sono prima prodigati a calmare gli animi particolarmente accesi dei contendenti e dopo avere acquisito informazioni anche da alcuni vicini testimoni dell’accaduto e dopo averlo compiutamente identificato, hanno denunciato l’autore dei fatti.

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Arrestato vittoriese

I carabinieri hanno tratto in arresto Giacomo Fidone, 34 anni, sciclitano, pluripregiudicato per reati inerenti il traffico di sostanze stupefacenti. Al Fidone è stata inflitta dalla Corte d’Appello di Palermo la pena di sette anni, undici mesi e 36.000 euro di multa per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché per violazione degli obblighi della Sorveglianza Speciale.

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Arrestato rumeno su mandato d’arresto europeo

Marius Crasmariu, 24 anni, rumeno domiciliato a Vittoria, è stato arrestato in ottemperanza ad un mandato d’arresto europeo emesso dal tribunale di Botosani in Romania. Il giovane deve scontare un anno e quattro mesi di reclusione per i reati di guida senza patente e uso di falsa identità.

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AZIENDA AGRICOLA MODICANA EVADE UN MILIONE DI EURO

guardia di finanza newIl costante monitoraggio delle operazioni commerciali nel settore agricolo ha consentito di individuare un’azienda di Modica, attiva nel settore della compravendita delle sementi, quale evasore totale. L’attività infoinvestigativa ha permesso di accertare, attraverso lo strumento della verifica fiscale, un’evasione di un milione di euro, il tutto dopo aver setacciato tutta la documentazione contabile e quella extracontabile. L’attività ispettiva della Tenenza di Modica, incentrata sull’analisi dei dati riportati a bilancio, raffrontati a quelli risultanti sulle scritture contabili e quelli risultanti dalle altre operazioni di riscontro, ha permesso di constatare compensi non dichiarati per quasi un milione di euro, ed Iva dovuta e non versata pari a circa 65.000 euro.

I NAS DI RAGUSA ARRESTANO 2 ALLEVATORI DI MAZZARINO

nasDi nuovo nei guai giudiziari due coniugi titolari di un allevamento di pecore e capre a Mazzarino che, già nel 2010, erano stati condannati per i reati di truffa e maltrattamento animali. Uno dei due è stato raggiunto dalla nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere (detenuto per gli stessi illeciti), mentre il secondo è stato arrestato (ma era già ai domiciliari) dai Carabinieri del Nas di Ragusa. I due sono ritenuti responsabili, nello specifico di truffa aggravata, ricettazione, falso, maltrattamento di animali e violazione dei sigilli. In particolare i coniugi avrebbero violato più volte le norme veterinarie per il risanamento della brucellosi (malattia infettiva – pericolosa anche per l’uomo – della quale l’allevamento risulta infetto sin dal 2005) avviando alla macellazione, al posto dei capi malati, animali sani ma di valore inferiore non più produttivi, di ignota provenienza o smarriti da altri allevamenti ed avanzando, poi, domanda alla Regione per ottenere indebitamente gli indennizzi per l’abbattimento. La sostituzione del bestiame comporta veri e propri maltrattamenti perché avviene mediante lo scambio delle marche identificative degli animali affetti da brucellosi con quelle di capi sani (pratica che in diverse occasioni ha anche causato il taglio dell’intero padiglione dell’orecchio) e la forzata ingestione di bulloni metallici per simulare la presenza di microchip di identificazione (che normalmente è collocato dai medici veterinari nell’apparato gastrico). Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Gela in collaborazione con i Carabinieri del Nas di Ragusa hanno consentito di sequestrare 400 tra pecore e capre per un valore di circa 40 mila euro.

AZIENDA AGRICOLA MODICANA EVADE UN MILIONE DI EURO

Il costante monitoraggio delle operazioni commerciali nel settore agricolo ha consentito di individuare un’azienda di Modica, attiva nel settore della compravendita delle sementi, quale evasore totale. L’attività info-investigativa ha permesso di accertare, attraverso lo strumento della verifica fiscale,un’evasione di un milione di euro, il tutto dopo aver setacciato tutta la documentazione contabile e quella extracontabile. L’attività ispettiva della Tenenza di Modica, incentrata sull’analisi dei dati riportati a bilancio, raffrontati a quelli risultanti sulle scritture contabili e quelli risultanti dalle altre operazioni di riscontro, ha permesso di constatare compensi non dichiarati per quasi un milione di euro, ed Iva dovuta e non versata pari a circa 65.000 euro.

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RAGUSA: CASH TRAPPING, ACCERTATI ALTRI DUE CASI

Altri guai giudiziari per Emanuele Votadoro, catanese di 41 anni, e Giusi Daniela Guarino, ragusani di 37 anni. I due erano stati arrestati il 5 febbraio scorso in quanto sorpresi a rubare 250 euro dal bancomat della Banca Agricola Popolare di Ragusa – agenzia via Risorgimento – con la tecnica del “Cash Trapping”. Le indagini hanno permesso di appurare che i due avrebbero messo a segno altri due analoghi colpi, sempre in sportelli della Bapr. La tecnica è semplice quanto subdola, l’autore del reato installa una piccola e sottile barra di alluminio nella feritoia da dove vengono espulse le banconote con del nastro biadesivo su ambo i lati; il cliente effettua tutta l’operazione e come ultima fase attende il denaro che non viene espulso in quanto rimane bloccato sul nastro adesivo. Sul monitor il sistema va in “blocco” segnalando un malfunzionamento, quindi, il cliente ignaro di tutto si allontana credendo di non aver subito alcun danno poiché la macchina si è guastata durante il prelievo; così non è, il furto è già consumato, difatti non appena il cliente si allontana i delinquenti si recano al bancomat e con un piccolo gancio rimuovono la bacchetta di alluminio con le banconote ancora “intrappolate”, da qui “Cash Trapping”. La indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile della Polizia.

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ATTO INTIMIDATORIO CONTRO VALENTINA SPATA

Il coordinamento Donne del circolo “Pippo Tumino” del Pd di Ragusa esprime, tramite la coordinatrice Giancarla La Cognata, piena solidarietà all’iscritta Valentina Spata per l’atto increscioso perpetrato nei suoi confronti: una lettera anonima con minacce di morte. “Riteniamo atti del genere vili e ridicoli – dice La Cognata – che possono fare presa solo tra quanti ritengano che si potrebbe continuare ad approfittare dell’ignoranza di una civiltà ferma a decenni addietro. Per fortuna, sappiamo che non è più così. Manifestiamo sin da ora la nostra disponibilità per qualsiasi aiuto Valentina Spata possa ritenere opportuno richiedere all’intero Partito Democratico a prescindere dal fatto che le minacce riguardino la sua vita politica o il suo impegno nel sociale”. Alla Spata, sindacalista della Confsal, sono stati indirizzati altri attestati di solidarietà anche dalla segreteria cittadina del Pd.
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