03-10-2022
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Archivio della categoria: Cronaca

MODICA, CELEBRATI I 110 ANNI DALL’ALLUVIONE

Con una Santa Messa in ricordo delle 112 vittime dell’alluvione del 26 settembre del 1902, nella Chiesa di Santa Maria di Betlem, officiata da don Antonio Forgione, e la deposizione di una corona d’alloro alla lapide posta a ricordo di quel tragico evento nell’atrio di Palazzo San Domenico, l’amministrazione comunale di Modica ha celebrato i 110 anni da quel tragico evento. Presenti il vice sindaco Giorgio Cerruto, il vice prefetto vicario aggiunto, Ferdinando Trombadore, rappresentanti di Carabinieri e Polizia di Stato, assessori e consiglieri comunali e il direttore del CTCM, Nino Scivoletto. Al termine della Santa Messa, il vice sindaco Cerruto ha salutato gli intervenuti ricordando come la laboriosità dei modicani e la solidarietà di numerosissimi comuni italiani risollevarono la Città con una ricostruzione degna della migliore Protezione Civile di oggi. La Chiesa di Santa Maria di Betlem, assurge, oggi, a luogo simbolo. Ripulita dal fango e dall’acqua divenne luogo di riparo per quanti sfollati rimasero senza casa e senza affetti. Furono poi i Comuni di Milano e di Palermo che con le loro offerte consentirono la costruzione di un quartiere, 40 alloggi e un asilo d’infanzia, che oggi porta ancora il nome delle due città. “Una ricorrenza intima ma intensa”, ha rimarcato la prof.ssa Grazia Dormiente, che sull’alluvione ha curato una pregevole edizione in occasione del centenario di quell’evento, rilevando come da quella esperienza, Modica cambiò sostanzialmente i suoi connotati più significativi nel rapporto urbano, economico e soprattutto commerciale. Quell’alluvione fu un fatto funesto e terrificante per la Città dove però si originò un senso della solidarietà, intesa nel senso più umano possibile. Subito dopo si è formato un corteo diretto nell’atrio di Palazzo San Domenico, dove una lapide ricorda il livello dell’acqua raggiunto. Il vice sindaco Cerruto ha deposto una corona d’alloro.

RAGUSA, UN ARRESTO PER COLTIVAZIONE E SPACCIO DI MARIJUANA

Ancora un arresto in città per coltivazione e spaccio di marijuana. In manette è finito A.R., ragusano di 51 anni. L’operazione è stata messa a segno dal personale della Squadra Volanti diretto dal commissario capo Antonio Ciavola. La droga sequestrata ammonta ad un chilo e mezzo per un valore sul mercato di circa 15.000 euro. L’arrestato conduceva una vita del tutto modesta, effettuando vari lavori e saltuariamente. L’operazione è scattata dopo che la Polizia ha appreso che nei pressi di Piazza Libertà a Ragusa era possibile acquistare sostanze stupefacenti del tipo cannabis indica all’interno di uno stabile. Il servizio è scattato alle sei di mercoledì mattina con l’attività di osservazione dello stabile interessato, mentre alle 7.45 si è proceduto alla perquisizione dell’abitazione individuata dagli investigatori. Gli agenti, una volta all’interno dell’appartamento, hanno trovato nella camera da letto in uso al figlio (assente da casa da mesi per motivi di studio) due armadi in tela di grosse dimensioni muniti ognuno di lampade fluorescenti per riscaldamento, ventole per l’areazione, collegamenti con tubi all’ambiente esterno al fine di creare le condizioni di controllo del tasso di umidità e temperatura muniti di timer, vasi contenenti piante in fioritura ed alcuni in fase di germogliazione. La stanza luogo del rinvenimento era stata adibita per la coltivazione di tipo professionale, dato che i vetri della finestra del balcone erano stati oscurati, il vano dell’avvolgibile era stato appositamente modificato con due grosse aperture e tubi per la ventilazione della produzione floreale. All’interno degli armadi sono stati rinvenute più piante di marijuana alte circa un metro ciascuna in piena fase di fioritura ed altre in fase di germogliazione ed inoltre nella stanza è stata rinvenuta una cassetta in legno con all’interno denaro contante, numerose bocce di vetro con marijuana pronta per la vendita in quanto già essiccata. All’interno del congelatore vi erano 700 grammi di marijuana non ancora essiccata. Non è inoltre stato possibile quantificare il peso delle piante ancora in vaso poiché dovranno essere prima analizzate, ma il peso non sarà inferiore ad ulteriori 800 grammi.

Comiso, sequestrati documenti relativi all’aeroporto

La Guardia di Finanza ha sequestrato una serie di documenti al Comune di Comiso riguardanti l’aeroporto. Bocche cucite sui dettagli del sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica di Ragusa per un’inchiesta penale. Le “visite” delle forze dell’ordine quindi proseguono per l’acquisizione di documenti al municipio casmeneo. All’inizio del 2012 erano stati i Carabinieri a recarsi in Comune per prendere degli atti. C’era già una indagine della Corte dei Conti sulla questione dell’aeroporto, ma adesso è stata la Procura a chiedere ulteriori documenti. Segnale che su quella struttura ci si vuole vedere chiaro.

Modica, scoperta maxi discarica abusiva, tra i rifiuti anche amianto

I militari della Compagnia di Modica hanno sottoposto a sequestro, in contrada San Filippo, nel comune di Modica, un’area di circa 1500 metri quadrati di pertinenza di un vasto capannone in disuso adibita a deposito incontrollato di rifiuti. Al momento dell’intervento, i militari dell’Arma si sono trovati dinnanzi uno scenario di particolare e preoccupante degrado ambientale; sulla nuda terra, era presente un ingente quantitativo di rifiuti, moltissimi dei quali pericolosi e fonte potenziale di inquinamento del sottosuolo, motivo per cui si sarebbe reso necessario trattarli con specifiche e complesse attività di smaltimento. Terra e rocce da scavo non caratterizzate, lastre onduline in eternit sgretolate, rifiuti plastici e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, materassi e pneumatici in disuso sono solo alcuni dei materiali pericolosi scoperti dai Carabinieri. L’area destinata a discarica, sottoposta a sequestro ai sensi del decreto legislativo sulla tutela ambientale, è stata circoscritta e messa in sicurezza dai Carabinieri mediante prescrizioni ed affidata all’imprenditore ragusano titolare dell’azienda che è proprietaria del terreno su cui è stato rinvenuto il deposito incontrollato di rifiuti. Si attendono i provvedimenti per la bonifica.

Modica, affitta la casa a due prostitute: denunciato

La Polizia di Modica ha denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina un 43enne, proprietario di un immobile di via Fornai, nel Quartiere Catena. L’uomo è ritenuto responsabile di avere dato in affitto un immobile del centro storico a due donne di origini colombiane che in quella casa si prostituivano. Le due donne, una di 30 e l’altra di 40 anni, sono state allontanate dall’Italia. Secondo la polizia il modicano avrebbe affittato l’immobile ad un canone mensile di gran lunga superiore ai parametri di mercato. Nelle scorse settimane era stato un “Comitato spontaneo” a chiedere interventi decisivi, anche se la Polizia stava già lavorando sul fenomeno di giovani prostitute che si spostano da una città all’altra, rimanendo solo un paio di settimane, per evitare problemi.

RAGUSA: STALKING Giovane casertano dovrà stare lontano dalla ex

Non sopportava di essere stato lasciato. E per lei, quel legame che una volta era stato un’occasione di belle emozioni, si è rivelato un incubo. Lui è un casertano di 34 anni, D.T. le sue iniziali. Gli agenti della Squadra Mobile gli hanno notificato un divieto di avvicinamento alla ragazza, una 24enne, in esecuzione di un ordine del Tribunale. È accusato di atti persecutori, cioè del reato di stalking. Gli esiti investigativi forniti dalla sezione specializzata della Squadra Mobile sono stati stati poi alla base della misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa Giovanni Giampiccolo, su richiesta del Pm Monica Monego. L’uomo non aveva mai accettato di essere stato “mollato” dalla ragazza che ha dieci anni in meno di lui. E così ha iniziato a tormentarla con una serie di vessazioni: intrusioni nella vita privata, comunicazioni anche telefoniche ripetute e indesiderate. Atteggiamenti tanto pesanti da provocare alla giovane forte ansia e paura. La condotta posta in essere dal 34enne era caratterizzata sia dal pretesto di esercitare il diritto di visita al figlio minore, sia dal tentativo di recuperare il rapporto precedente. Non riuscendoci, tormentava la giovane che, tra l’altro, lavora di sera. Ed aveva paura ad uscire di casa. “In situazioni normali, quando si cerca di stabilire una relazione con qualcuno, la maggior parte delle persone è in grado, dopo alcune risposte negative, di comprendere che l’altra persona non è interessata. Ma l’indagato non si è reso conto che il continuare a insistere ulteriormente poteva significare dare inizio ad una condotta di stalking che distrugge la vita di molte persone – spiegano gli inquirenti – sia della vittima che la vita dei suoi familiari”.

In casa una piantagione di droga, pizzaiolo ragusano arrestato a Caucana

Un pizzaiolo ragusano è stato arrestato dai carabinieri. Si tratta di B.B., 30 anni, sposato. I Carabinieri del Nucleo investigativo di Ragusa lo hanno arrestato in flagranza di reato. Nel corso di un servizio di controllo, i militari dell’Arma hanno individuato, a Caucana, un’abitazione usata come una serra, dove veniva coltivata e lavorata la marijuana. I militari, una volta giunti nei pressi dell’abitazione del ragusano, hanno suonato alla porta, ma non rispondeva nessuno. Si sono quindi appostati, e dopo pochi minuti hanno visto il trentenne che cercava di scappare passando sul tetto. Dopo averlo bloccato, i militari hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione rinvenendo una vera e propria piantagione di buone dimensioni. Sul terrazzo dell’appartamento c’erano dieci piante di marijuana dell’altezza di circa 2 metri. Le piante erano nascoste da alcune asciugamani. All’interno di una stanza adiacente alla camera da letto c’erano circa 15 rami di marijuana appesi ad un filo di nylon ad essiccare. L’arrestato aveva creato una vera e propria stanza per favorire l’essiccazione della marijuana per renderla fruibile. Il procedimento era favorito da alcuni faretti e da una stufa che fornivano calore. All’interno di un armadio e sul comò della camera da letto sono stati rinvenuti un barattolo in vetro, di circa 2 litri, con all’interno svariati grammi di sostanza stupefacente, sempre marijuana, essiccata e confezionata in un’unica busta di plastica trasparente, un bilancino di precisione elettronico, due coltelli con evidenti residui di hascisc. Nel portafogli del giovane c’erano duemila euro. Ora si cerca di capire se il 30enne abbia avuto o meno dei complici.

Modica, imbrattata la facciata di una delle case per la pronta accoglienza

Stanotte è stata imbrattata la facciata di una delle tre case che si stanno approntando per la pronta accoglienza: la casa Sorelle Giurdanella, in pieno centro storico, sulla scalinata laterale della chiesa di San Pietro. Nella stessa notte c’era chi imbrattava e chi confrontava preventivi per l’arredamento e scriveva appelli per i fondi necessari. Ritorna il problema del vandalismo giovanile, indicativo di un lento ma sempre più consistente degrado. “In una città in cui resta vivace la cultura, auspichiamo – scrivono i promotori della casa di accoglienza – che essa diventi diffusa prevenzione, con la capacità di cogliere e accogliere anzitutto i più deboli. Il nostro cantiere educativo “Crisci ranni”, non è solo una concreta, faticosa e povera esperienza di servizio educativo, ma anche un segno per tutta la comunità un continuo interrogarci su come raggiungere tutti per prevenire e su come ritrovare un’anima per la nostra città, così che ragazzi e giovani non abbiano più bisogno di dirci il loro disagio con la violenza o, peggio, con l’apatia”.

Vittoria, servizio di controllo: scattano multe e denunce

Nella tarda serata di lunedì è stata portata a termine un’operazione straordinaria di controllo del territorio ipparino con finalità preventiva. Il Ministero dell’Interno su richiesta del Questore di Ragusa ha disposto l’invio di 9 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, che hanno dato man forte alle quattro pattuglie messe su strada dal Commissariato di Vittoria e dalla squadra Mobile di Ragusa. Decine i posti di controllo effettuati nei punti nevralgici della città e nelle aree a maggiore densità criminale. I controlli sono stati effettuati sui veicoli, più di 50 quelli intercettati ai posti di blocco, e sulle persone, 114 quelle controllate. Numerose le infrazioni al codice della strada rilevate, quattro i veicoli sottoposti a sequestro e altrettanti i documenti ritirati. Dieci le perquisizioni domiciliari effettuate alla ricerca di armi e stupefacenti. Come al solito, l’attenzione maggiore è stata rivolta nei confronti dei sorvegliati speciali e arrestati domiciliari. Un 63enne è stato denunciato per omessa custodia di armi. L’uomo che deteneva le armi regolarmente, non utilizzava tutte le cautele che il buon senso impone affinché persone incapaci, minori, e soprattutto eventuali ladri, potessero impossessarsene.

Sorpreso a catturare cardellini, arrestato acatese

Catturava cardellini, specie protetta. Quando è stato “scoperto” dai carabinieri li ha aggrediti, per cercare di evitare loro di effettuare una perquisizione. Si tratta di Vincenzo Gallo, 39 anni, con precedenti. Durante un controllo in contrada “Bonincontro”, ad Acate, i carabinieri hanno sorpreso il 39enne mentre era intento a catturare cardellini, specie per la quale è vietata sia la cattura che la detenzione. L’uomo aveva predisposto una trappola: usava un cardellino in gabbia per richiamare altri uccelli che sarebbero rimasti incastrati. Aveva, infatti, cosparso di colla alcuni rami vicino la gabbia. In casa aveva quattro gabbie contenenti nove cardellini. Come detto, Gallo si è scagliato contro i carabinieri, ma è stato bloccato. Deve rispondere di furto aggravato, maltrattamento di animali, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

VITTORIESI ARRESTATI PER COLTIVAZIONE DI DROGA

Personale dei Commissariati di Polizia di Niscemi e Vittoria ha tratto in arresto cinque soggetti, per reati legati alla coltivazione ed alla detenzione di sostanze stupefacenti. Alle prime ore del mattino, numerosi agenti hanno eseguito varie perquisizioni, tra cui quella nei confronti di Antonio Paravizzini, 40 anni. Nella sua azienda agricola, in contrada Fondo Abate, dove abita insieme alla moglie Carmela Occhipinti, 28 anni, anch’essa tratta in arresto, hanno rinvenuto, nascosti occultati in un casolare, nella sua disponibilità, 15 sacchi di plastica contenenti marjuana, per un peso complessivo di 10 chili. Nella serra inoltre, tra i filari coltivati a pomodoro, sono state rinvenute numerose piantine di marjuana e molta altra sostanza già essiccata, per un peso complessivo di 15 chili. Nel corso della perquisizione, inoltre, è stato notato Francesco Torres, 22 anni, mentre tentava di fuggire a bordo della propria autovettura, ma è stato bloccato. All’interno del cofano c’erano tre sacchi di plastica per un peso complessivo di 30 chili di marjuana. La perquisizione è stata estesa anche alla azienda agricola di proprietà di Giovanni Ficicchia, 42 anni. C’erano cinque chili di droga in un casolare. Usava lo stesso stratagemma di Paravizzini. Le piante di marjuana erano nella parte centrale della serra, tra i filari di altre coltivazioni di ortaggi. L’indagine, partita due mesi fa, ha visto la polizia impegnata nella ricerca dei canali di approvvigionamento di marijuana sulla piazza di Niscemi. Una volta avuto sentore che il Paravizzini potesse essere il terminale per il rifornimento di numerosi niscemesi, è iniziata un’attività di collaborazione con il Commissariato di Vittoria, con appostamenti ed osservazioni. In manette anche Benedetto Torres, 20 anni. Tutti gli arrestati sono stati associati alla casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, solo per la donna sono stati disposti agli arresti domiciliari. La sostanza, al dettaglio, avrebbe fruttato circa 250.000 euro.

Inseguimento in pieno centro a Vittoria. ARRESTATI TRE TUNISINI

A folle velocità sfrecciavano in pieno centro storico. Notati dalla Polizia è iniziato un inseguimento in pieno regola che si è concluso con l’arresto dei tre, di cui due senza fissa dimora e con documenti irregolari. Welid Dafuz Unis dovrà rispondere del reato di tentato omicidio oltre che di guida in stato di ebbrezza e resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Unis ha infatti trascinato un agente di Polizia – che aveva provato in un tentativo disperato di spegnergli il motore del veicolo sottraendone le chiavi – per alcune decine di metri, procurandogli lesioni. Ramzi Boufaied e Anis Daafous devono rispondere dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Alle ore 23.30 di domenica i tre a bordo di un’Astra correvano sulla via Adua, da dove è iniziato l’inseguimento, durante il quale il conducente ha effettuato alcune manovre pericolose, col rischio di andarsi a schiantare contro altre auto provenienti dalla direzione opposta. Unis ha anche tentato di travolgere un agente che con l’auto di servizio si era piazzato trasversalmente sulla rotonda di San Biagio ed aveva – con la pistola in mano – intimato l’alt ai fuggitivi. Il poliziotto è riuscito ad evitare lo scontro solo all’ultimo momento. Unis ha anche speronato le auto della Polizia. Alla fine, comunque, i tre sono stati bloccati nonostante l’estremo tentativo di fuggire a piedi. E’ stata una scena da film. Numerosi passanti con coraggio e senso civico si sono prestati a dare una mano agli agenti mentre i delinquenti prendevano i poliziotti a calci e pugni provando a divincolarsi. Uno dei tre era anche ubriaco.

Incidente stradale a Marina, ferito un centauro

Poco dopo le 23 di sabato si è registrato un incidente in via Brin, a Marina di Ragusa. Una Peugeot 308 proveniente da via Pisa si è scontrata con un Piaggio Beverly condotto da un 31enne di Ragusa, L.F. le sue iniziali. La peggio è toccata a quest’ultimo: ha riportato ferite guaribili in 25 giorni. Sul posto gli agenti della Polstrada.

Sorpreso con la droga nei calzini

I Carabinieri hanno arrestato un cittadino ispicese con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Si tratta di M. Macauda, 35 anni, ben conosciuto ai Carabinieri che lo avevano già arrestato nel marzo dell’anno, insieme ad altre due persone, con la stessa accusa. I carabinieri lo avevano tenuto d’occhio per alcuni giorni, poi lo hanno bloccato all’uscita da casa per sottoporlo ad una perquisizione in casa. Nell’appartamento, dentro un cassetto del comodino, i Carabinieri hanno rinvenuto una scatola in legno ove il giovane aveva gelosamente nascosto 7 grammi di hashish e dei ritagli di carta stagnola. Assieme alla droga e alla carta stagnola vi erano anche due coltelli utilizzati, molto probabilmente, per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente. La perquisizione, eseguita contestualmente anche sul giovane, ha permesso ai Carabinieri di rinvenire un grammo di marijuana ed ulteriori 5 grammi di hashish, già suddivisi e confezionati in stecchette da 1 grammo, che il perquisito aveva cercato invano di nascondere all’interno dei suoi calzini. Quanto rinvenuto è stato, quindi, sottoposto a sequestro. Il gip del tribunale di Modica ha disposto la scarcerazione ed ha comunque confermato le esigenze cautelari a carico del Macauda sottoponendolo all’obbligo di firma giornaliera presso la Stazione Carabinieri di Ispica.

Marina di Ragusa: Rimosse le scritte che inneggiavano alla droga

L’ex sindaco Dipasquale era troppo occupato a trovare qualcuno che lo prendesse in lista per accorgersi di quelle scritte impresse sui muri di Marina da qualche giovane strafatto che magnificava l’uso della cocaina. E l’assessore alle politiche giovanili, e l’assessora alla cultura, dov’erano? Fremevano affinchè il sindaco non li lasciasse senza poltrona. Risultato: abbiamo dovuto trascorrere l’estate con sotto gli occhi quel degrado, quella follia, non sapendo cosa dire ai nostri figli, non potendo giustificare l’incuria e l’assenza del Comune. Sembrava di vivere in qualche sobborgo sudamericano intrappolati e impotenti di fronte al pericolo di tale messaggio. “Finalmente, anche se ad estate conclusa, ed in tempi non celeri come da noi richiesto, sono scomparse le scritte che inneggiavano all’utilizzo di droghe pesanti”. Lo afferma Antonella Bellina, delegata del Pd di Ragusa per la frazione rivierasca. “Lo scorso 18 agosto – continua Bellina – avevamo diramato una nota in cui invitavamo l’Amministrazione a cancellare quelle scritte situate sui muri delle abitazioni vicino la rotatoria di padre Pio. Non avevamo ottenuto, in quel momento, alcuna risposta. Adesso, però, ringraziamo il Comune che ha rimosso quelle frasi indecenti”.

Spaccio di droga a Ispica Arrestato Alì Salamme

Il 30 luglio la Polizia aveva arrestato un ragusano accusato di spacciare, insieme ad un’altra persona, cocaina nella zona di Cirica, nell’Ispicese. A distanza di un paio di mesi è finito in manette il presunto complice. Si tratta di un tunisino di 24 anni senza permesso di soggiorno. Come spesso accade, il giovane forniva anche altri alias, aveva dato agli agenti il nome di Hussine Lamine, ma chi andava ad acquistare la droga da lui lo chiamava “Mario”. In quell’occasione il suo presunto complice era stato arrestato con 50 grammi di eroina, nascosti in un barattolo. A seguito di indagini è stato individuato ed arrestato. Il Gip ha confermato il fermo.

OMICIDIO A VITTORIA Fuoco mortale su un giovane postino

Un uomo di 32 anni, Ivano Inglese, è stato ucciso giovedì sera in contrada Pozzo Ribaudo, nelle campagne di Vittoria, vicino Gela. Il corpo è stato trovato in un campo, intorno a mezzanotte; la vittima è stata freddata con alcuni colpi di arma da fuoco, probabilmente un’arma corta. Alcune persone della zona hanno avvertito la polizia della presenza di una vettura, una Volkswagen Golf, lasciata sul ciglio della strada. Nel frattempo, i familiari si erano recati in commissariato per segnalare il mancato rientro a casa del congiunto. L’uomo non aveva precedenti, nè risultano finora sue frequentazioni sospette. Le indagini sono condotte dal commissariato di Vittoria, guidato dal vicequestore Rosario Amarù.

Pensava di aver trovato una bella donna, ma era solo una truffa Arrestato estortore via web

Aveva scelto un nick name femminile per accalappiare le proprie vittime, e c’è riuscito “conquistando” un ragazzo. Una storia di truffe ed estorsioni via internet, quella portata alla luce dalla Polizia. Il personale della Sezione Volanti di Ragusa, insieme ai colleghi del Compartimento Polizia Postale di Genova, ha arrestato un magrebino che da tempo estorceva denaro ad un giovane ragusano. Questi era entrato in chat specializzate in incontri e lì aveva conosciuto una ragazza, ma il genere femminile era solo virtuale perchè in verità si trattava del magrebino che, col nick da donna, “giocava” con la vittima. Dopo una serie di incontri virtuali, il magrebino, spacciandosi per una donna sordomuta (e per questo motivo non poteva mettersi in contatto telefonico con il ragusano) aveva convinto la vittima ad inviare alcune foto hard. Il ragazzo, ormai invaghitosi, aveva ceduto inviando file contenenti immagini hard. Da quel momento è finito l’incanto. La donna in chat ha minacciato di denunciare il ragusano per l’invio di quelle foto. Dopo qualche giorno la vittima ha ricevuto una telefonata da un sedicente avvocato che gli offriva la possibilità di pagare tremila euro per chiudere la faccenda. Il ragusano, per non avere guai, ha promesso che avrebbe pagato a rate ed ha iniziato a pagare. Le indagini della Polizia postale hanno permesso di bloccare l’intento criminale del magrebino. Il ragusano si è convinto a denunciare i fatti alla Polizia e per il magrebino è scattato l’arresto. Dovrà anche restituire il maltolto.

Ragusa, minori denunciati: nel balcone di casa coltivavano droga

La madre credeva che i due figli avessero il pollice verde. In realtà non erano amanti del giardinaggio; i ragazzi di 14 e 17 anni, S.C. ed S.S, erano due coltivatori di droga. La Polizia ha portato alla luce una brutta storia, con i due ragazzi ragusani che coltivavano cannabis nel balcone di casa. Era stata una soffiata ad indirizzare gli agenti in alcuni appartamenti della zona alta di Ragusa dove c’è chi usa i balconi per coltivare stupefacenti. I controlli, infatti, hanno dato esito positivo. I due minori sono stati trovati in possesso di più piante di cannabis indica e svariati semi che sarebbero serviti per altre coltivazioni così come ammesso dagli stessi ragazzi. I due minori sono stati denunciati. La madre non sapeva nulla, anche perchè non conoscendo la pianta di cannabis non si era lontanamente insospettita.

Cantieri e stalle, i carabinieri passano al setaccio il territorio ipparino

I Carabinieri di Vittoria insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e dei Nas hanno passato a setaccio il territorio ipparino. A Comiso hanno proceduto al controllo di un cantiere edile, a seguito del quale sono state elevate contravvenzioni per un totale di 6.800 euro nei confronti del legale rappresentante di una ditta edile. All’interno del cantiere è stata accertata l’assenza di alcuni adempimenti di sicurezza. Tra Vittoria e Acate, invece, (zone precedentemente interessate dall’ormai abolito “Palio di San Vincenzo”) sono state controllate otto stalle, per un totale di 30 cavalli. Tredici animali sono stati sottoposti a sequestro con vincolo sanitario (con divieto di utilizzo, movimentazione e macellazione fino a quando non verrà chiarita la loro posizione amministrativa e sanitaria). Inoltre sono state effettuati anche alcuni prelievi dagli animali ed elevate sanzioni amministrative per un totale di 27.992 euro, per violazioni del tipo “mancata concessione aziendale o sanitaria”, “mancata identificazione degli equini”, “movimentazione equini senza dichiarazione di provenienza”, “omesso aggiornamento registro di carico e scarico”, “mancata attribuzione codice aziendale”. La maggior parte dei proprietari dei cavalli erano pregiudicati, con precedenti per corse clandestine e maltrattamenti di animali.

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