05-02-2023
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Archivio della categoria: Cronaca

Chiaramonte, rubano cavi telefonici: un arresto e una denuncia

Gli agenti della sezione Volanti e del Commissariato di Comiso hanno arrestato Rosario Gagliano, 28 anni, residente ad Acate. E’ stata la segnalazione di un cittadino, in piena notte, a far partire le ricerche del giovane. L’uomo segnalava che, nelle campagne di contrada Coffa, c’era un’auto sospetta, sulla quale erano state caricate alcune bobine di cavi telefonici provenenti da un’azienda agricola. Il mezzo, alla vista degli agenti, ha accelerato la corsa. Il mezzo, al bordo del quale c’erano due persone, si è schiantato contro un albero. I due sono fuggiti a piedi. Uno di questo, il Gagliano, è stato però bloccato. All’interno dell’auto, sono stati rivenuti cavi telefonici per circa 200 metri che sono stati riconsegnati all’azienda proprietaria che ha subito il furto. Per il complice, individuato alcune ore dopo, è scattata la denuncia, essendo ormai trascorsa la flagranza del reato.
GAGLIANO Rosario - 23.07

Vittoria, ingiuria e aggredisce carabinieri: arrestato

L’intensificazione dei controlli effettuati nel corso del fine settimana nell’ambito dei Comune della giurisdizione della Compagnia di Vittoria, ha permesso ai militari della Compagnia Carabinieri di Vittoria di trarre in arresto Giovanni Stella, 43 anni, originario di Monterosso ma residente a Vittoria. L’uomo, a seguito di un controllo all’interno del piazzale antistante “Papino Expert”, dove era stata segnalata la presenza di uomini incappucciati con movimenti sospetti, si è dato alla fuga. E’ stato fermato in via Madonna della Salute dove ha iniziato a inveire contro i militari. Ha anche iniziato a scalciare, ferendo un carabiniere. Per lui è scattato l’arresto. Nel corso dei controlli, i militari dell’Arma hanno denunciato diverse persone per “piccoli” reati.
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FURTI AI MONUMENTI DI RAGUSA, RUBATI MASCHERONI IN PIAZZA FONTI

piazza Fonti RagusaUn altro pezzo di storia che sparisce, rubato nel centro storico di Ragusa superiore. Il furto di due dei quattro mascheroni della fontana di piazza Fonti, è una brutta vicenda. Si tratta dell’ennesimo sfregio alla memoria del capoluogo, ancora una volta fatto sotto gli occhi di tutti, in uno spazio urbano che dovrebbe essere sacro per il suo valore storico, sociale, architettonico e artistico, e che invece è ormai un quartiere allo sbando. Il centro storico di Ragusa superiore si sta trasformando in un ghetto con inquilini abusivi nei ruderi abbandonati, extracomunitari senza permesso di soggiorno, barboni e prostitute che esercitano il mestiere. Questo è il contesto in cui giorno dopo giorno, aumentano i furti ai danni di monumenti. Quello di piazza Fonti, fra l’altro si poteva evitare. I quattro mascheroni erano ancorati alla fontana con delle semplici viti: basta un cacciavite per asportarli. E così ha fatto il malvivente che li ha svitati e portati via. Anni fa, dopo un restauro che era stato “offerto” all’amministrazione comunale a costo zero un residente della zona, Francesco Schininà, aveva sollevato il problema del montaggio. “Dopo quel restauro i mascheroni non sono stati incastonati come prima, cioè impiantati nel cemento, bensì attaccati alla fontana con delle semplici viti”. Da anni il residente sollecitava il Comune a provvedere a modificare questo assetto, proprio nel timore che qualcuno potesse danneggiare i mascheroni. Poco tempo fa, neanche a farlo apposta, il signor Francesco aveva salvato uno dei quattro mascheroni che era stato svitato e che stava per cadere per terra. “Quando l’ho visto, era praticamente appeso per un soffio, l’ho finito di smontare e l’ho portato a casa – racconta – e poi ho chiamato il Comune e dopo qualche tempo, degli operai sono venuti a casa, l’hanno prelevato e l’hanno rimesso a posto”. Rimesso a posto, però, di nuovo con delle viti banali, che a ben poco sono servite da deterrente. “A dire il vero – racconta Francesco Schininà – in quella prima occasione io non pensavo che qualcuno l’avesse svitato per rubarlo, ma ho creduto che, col tempo, quel banale modo di attaccare i mascheroni alla fontana, avesse ceduto”. Quando la mattina del 7 gennaio scorso il signor Francesco si è accorto che mancavano due dei quattro mascheroni dalla storica fontana, la cui vista l’ha accompagnato ogni giorno nella sua vita (è nato 74 anni fa in questa piazza e ancora ci vive), ha capito, che chi aveva tentato di rubare i mascheroni la prima volta, adesso c’era riuscito. I due elementi in ferro risalgono al 1902 che è l’epoca in cui venne realizzata la fontana.

RAGUSA, SI RIBALTA UTILITARIA IN VIALE DELLE AMERICHE

Spettacolare incidente in viale delle Americhe, alla porte del capoluogo. Un’utilitaria, per cause in corso di accertamento, si è ribaltata finendo in un cortile sottostante la strada. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con un’autogrù. Gli occupanti della vettura sono stati soccorsi e trasportati all’ospedale civico dal personale del 118. Accertamenti in corso da parte della polizia e dei vigili urbani. L’incidente si è registrato lunedì mattina alle due e mezza all’altezza della rotatoria. Non è la prima volta che in quel tratto della trafficatissima arteria si registrano incidenti stradali, soprattutto nelle ore notturne. Per fortuna quella della scorsa notte non ha avuto conseguenze drammatiche per gli occupanti del mezzo. La prognosi è di qualche giorno.
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Incendio in serra ad Acate, la Polizia ha sentito alcune persone

La Polizia non esclude alcuna pista e lavora per chiarire le cause del rogo che ha danneggiato circa 15 mila mq di serre ad alta tecnologia di una azienda leader a livello internazionale nella produzione di fiori. L’episodio è avvenuto lo scorso fine settimana in contrada Bosco Rinelli, in territorio di Acate. Dopo le attività di spegnimento effettuate dai Vigili del Fuoco, personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vittoria ha avviato immediatamente le indagini. Nel corso della notte sono state eseguite perquisizioni domiciliari e presso gli Uffici del Commissariato sono stati sentiti diversi soggetti. La Polizia Scientifica ha lavorato sui luoghi dell’incendio per tutta la giornata di domenica effettuando rilievi tecnici.

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RAGUSA ASSETATA E IL COMUNE BUTTA VIA L’ACQUA

PERDITA ACQUA Per oltre 24 ore, dal serbatoio comunale di Via Madonna delle Grazie, c’è stata una copiosa perdita d’acqua che si è riversata a cascate in Via Addolorata. La prima ripresa di Tele Nova che testimonia la cascata d’acqua che si riversa per strada è delle ore 16,00 di sabato 26 gennaio. Ma anche nella seconda ripresa, effettuata alle ore 17,00 di domenica 27 Gennaio la cascata d’acqua ha continuato a scorrere. Il liquido, diventato ancora più prezioso in questi giorni di emergenza causata dall’inquinamento di alcune falde acquifere, è stato così colpevolmente disperso in un momento di emergenza e di disagi per la carenza idrica in città. I cittadini, anche su Facebook, hanno commentato la notizia:
“Il Commissario del Comune di Ragusa che fa? Perchè non prende i dovuti provvedimenti?”. “Intanto i cittadini della zona alta di Ragusa sono senz’acqua!!!

 

ACATE, INCENDIO IN UNA SERRA

La squadra operativa del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Vittoria èincendio 4 intervenuta all’1.09 di domenica in c.da Bosco Rinelli, nel Comune di Acate, per un incendio che ha interessato una serra di vetro di 60.000 mq, all’interno della quale vengono prodotti fiori. L’incendio ha coinvolto e danneggiato una parte del reticolato posto a protezione dei fiori, simile alle reti frangivento. Il personale Vigilfuoco ha provveduto a spegnere l’incendio, limitando così i danni solamente ad una parte della serra. L’intervento è stato ultimato alle 4 del mattino di domenica. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Vittoria.

ALTRI GUAI PER TRUFFATRICE DI PRETI E SUORE

Grazie alle notizia apparsa sulla stampa il 15 gennaio scorso relativamente alla signora bionda che aveva raggirato una suora di un monastero chiaramontano, i Carabinieri della locale Stazione hanno potuto accertare che la pregiudicata catanese, il 15 dicembre 2012, dopo essersi presentata presso il Monastero di Chiaramonte Gulfi chiedendo di conferire con una suora, riuscendo a convincerla a consegnarle 500 euro con la promessa di restituirli, si era recata presso un’altra chiesa del Comune ibleo, dove riusciva ad incontrare il parroco con il quale metteva in scena la stessa farsa. La donna aveva chiesto seicento euro, il parroco gliene aveva dati 100. La donna avrebbe commesso altre truffe sempre ai danni di parroci.

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ARRESTATO A COMISO UN CINQUATENNE CHE IMPORTUNAVA UNA RAGAZZINA

Un vittoriese di 50 anni, B.S.,  muratore, è stato sottoposto agli arresti domiciliari ieri pomeriggio con l’accusa di stalking nei confronti di una minorenne di Comiso infra-quattordicenne.  L’uomo, secondo quanto denunciato dalla vittima, l’ha perseguitata per diversi mesi appostandosi davanti alla scuola da lei frequentata, rimanendo davanti al cancello d’ingresso durante la ricreazione, seguendola durante i tratti di strada percorsi a piedi  da sola o con alcune compagne di classe sia per recarsi a scuola che per tornare a casa. Più volte, poi, l’uomo ha iniziato a seguirla anche nelle ore pomeridiane non appena la notava girare per Comiso. In alcuni casi, l’uomo rallentava la marcia e la fissava insistentemente, in altri la salutava o la affiancava, invitandola salire con lui in auto. La vittima inizialmente aveva provato vergogna ed aveva quindi deciso di tenersi tutto dentro, limitandosi a cambiare le strade percorse per andare a casa, nella speranza di non incontrarlo. Dopo il primo mese di persecuzione, però, non ce l’ha fatta più ed ha raccontato tutto alla madre. In breve tempo la giovanissima vittima ha iniziato a soffrire le conseguenze di questi atti persecutori, manifestando sempre più spesso stati di ansia e preoccupazione che le rendevano impossibile persino studiare o uscire di casa senza paura. Per diverse notti, poi, non riuscendo a dormire o svegliandosi da incubi che avevano per protagonista lo stalker, la giovane si tranquillizzava solo andando a dormire con i genitori. Questi ultimi, di conseguenza, avevano dovuto cambiare le loro abitudini di vita per far sì che la ragazza non restasse mai sola e che fosse sempre accompagnata da qualcuno a scuola, a casa o per qualsiasi altro spostamento. A sostegno delle dichiarazioni rese dalla vittima anche quelle di alcune compagne ed amiche ed i racconti della madre la quale ha illustrato i cambiamenti d’umore che hanno accompagnato la figlia dall’inizio dell’anno scolastico e fino al dicembre scorso, quando entrambe si sono presentate al Commissariato di Polizia di Comiso. B.S. tra l’altro, è risultato non nuovo a tali comportamenti dato che, diversi anni fa, era stato denunciato per atti osceni nei confronti di una giovane donna. Al fine di evitare la reiterazione del reato o, peggio, un aggravamento della situazione, il Gip, Claudio Maggioni, ha accolto la richiesta del P.M. Claudia Maone, disponendo l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per B.S. volante polizia

CORFILAC, PECULATO E TRUFFA AGGRAVATA: LA PROCURA CHIEDE RINVIO A GIUDIZIO PER GIUSEPPE LICITRA

verifica GUARDIA FINANZALa procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, a conclusione di una complessa ed articolata attività di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, ha richiesto al Gup ibleo il rinvio a giudizio nei confronti del presidente del corfilac (consorzio per la ricerca sulla filiera lattiero casearia della regione sicilia), professore Giuseppe Licitra, per i reati di peculato, truffa aggravata e abuso d’ufficio. Le indagini, dirette dal procuratore capo, Carmelo Petralia, e dal sostituto procuratore Serena Menicucci, svolte dalla tenenza della Guardia di Finanza di Modica, hanno interessato tutta la contabilità degli anni 2005/2010. Secondo le indagini, il presidente del Corfilac, in carica da circa 10 anni, rivestendo la qualifica di incaricato di un pubblico servizio e abusando delle sue relazioni d’ufficio, avrebbe effettuato un uso disinvolto della carta di credito consortile facendo spese – per importi considerevoli – non giustificato da ragioni di servizio ed estranee alle finalità istituzionali dell’ente. E’ risultata infatti, la distrazione di cospicue somme di denaro – spiegano gli inquirenti – per cene in ristoranti, soggiorni in alberghi di lusso in Italia ed all’estero, noleggio autovetture, acquisto di carburante per autovetture, acquisto libri e prodotti informatici, il tutto senza preventiva autorizzazione da parte del comitato dei consorziati, e con una rendicontazione finale delle spese assolutamente approssimativa. Nel contesto delle attività è emerso anche l’abuso d’ufficio essendosi accertate disinvolte prassi di assunzione del personale e di stabilizzazione dello stesso. Nell’ambito dell’indagine, è stato inoltre ipotizzato il danno erariale con conseguente segnalazione alla Corte dei Conti di Palermo.

Polizia arresta pregiudicato a Vittoria, deve scontare sei anni di reclusione

Nel pomeriggio di giovedì personale del Commissariato di Polizia di Vittoria ha arrestato Enzo Mangione, 33 anni, già noto alle Forze dell’Ordine. L’uomo che si trovava già in regime di detenzione domiciliare, ieè stato raggiunto da un provvedimento di esecuzione di pene emesso dall’Ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Ragusa. Gli agenti lo hanno quindi prelevato dalla sua abitazione e condotto presso la casa circondariale di Ragusa. Mangione deve scontare la pena relativa a condanne divenute definitive per i reati di danneggiamento seguito da incendio, in concorso, commesso a Ragusa nell’aprile 2006; detenzione e porto abusivo di armi, commesso a Vittoria nel marzo 2010; otto furti aggravati ed undici casi di ricettazione commessi a Vittoria tra gennaio e marzo 2010. La pena complessiva da espiare è di 6 anni e 12 giorni reclusione.

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RAGUSA, RUMENO IN MANETTE PER FURTO

Stava rubando graondaie in rame in pieno centro, nella zona di corso Italia. E’ stata una telefonata ad allertare la Polizia poco prima dell’una del mattino di venerdì. E’ scattata la ricerca del ladro terminata dopo un inseguimento. Mihai Bita Manole, 30 anni, rumeno, è stato individuato all’interno di un’abitazione, nascosto in un piccolo vano ricavato nella stanza da letto. Per lui è scattato l’arresto.

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VITTORIA: EVASIONE FISCALE PER UN MILIONE DI EURO

guardia-di-finanza-1La Guardia di Finanza ha concluso due verifiche fiscali nei confronti di altrettante società vittoriesi operanti nel settore dell’edilizia. Le operazioni hanno riguardato la verifica sostanziale del pagamento delle imposte. Il sospetto di violazioni è nato dal riscontro tra le disponibilità dei soggetti controllati, il loro effettivo tenore di vita e le loro dichiarazioni. Una delle due società negli anni dal 2007 al 2010 non ha presentato alcuna dichiarazione fiscale, e nel 2011 pur ottemperando a tale obbligo ha presentato una dichiarazione infedele in quanto ha inserito dei costi non documentati. L’altra società nel 2010 ha presentato dichiarazioni fiscali infedeli e nel 2009 ha totalmente omesso la presentazione delle dichiarazioni stesse.

Scassinano distributori automatici e colonnine dei parcheggi, denunciati tre ragusani

Tre giovani ragusani sono stati denunciati dalla Polizia per furto aggravato in concorso. Si tratta di D.G. Di 26 anni, e dei fratelli L.M. Di 26 anni 26 ed L.G. Di 24. Avevano preso di mira distributori automatici e colonnine per i parcheggi a pagamento e per questo motivo i servizi di controllo erano stati intensificati. Nei giorni scorsi sono stati notati da una delle Volanti in servizio di controllo del territorio. I tre giovani, identificati all’interno di un parcheggio a pagamento del centro di Ragusa, non hanno saputo fornire agli agenti alcuna giustificazione sulla loro presenza, dato il tardo orario (era quasi mezzanotte). Tra l’altro non avevano parcheggiato alcun veicolo. Gli operatori di Polizia, intuendo subito che qualcosa non andava, hanno effettuato un sopralluogo, costatando segni di effrazione nelle porte degli uffici che si occupano della gestione del parcheggio e manomissioni dei distributori automatici di bevande e snack. Al termine delle brevi indagini, dalla visione dei filmati degli impianti di videosorveglianza è stato possibile attribuire ai tre giovani, senza ombra di dubbio, la responsabilità dei fatti reato commessi. I giovani, già conosciuti dagli operatori di Polizia, sono stati denunciati per furto aggravato in concorso tra loro, per aver rubato l’incasso dei distributori e per tentato furto per aver provato ad entrare con effrazione all’interno degli uffici.
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VENDEVA FALSI IPHONE, SEQUESTRATI 33 CELLULARI A MODICA

Ampio servizio di controllo del territorio da parte della Polizia di Modica. Numerose sono state le perquisizioni locali e personali eseguite nei confronti di soggetti malavitosi, gravitanti nell’ambiente dello spaccio di sostanze stupefacenti. Dette attività sono state poi estese anche nel centro storico della città della Contea con particolare attenzione anche alla zona commerciale. Complessivamente sono state identificate 86 persone, controllati 49 autoveicoli ed eseguite perquisizioni in 10 abitazioni. Un palermitano di 48 anni è stato denunciato perchè trovato intento a vendere numerosi telefoni cellulari. Il suo atteggiamento, e quello degli acquirenti che si dileguavano alla vista della polizia, ha destato sospetto negli operatori che hanno deciso di approfondire il controllo. I telefoni posti in vendita in maniera così inconsueta erano perfette imitazioni dei noti telefonini di marca Apple il cui prezzo di vendita si aggira intorno alle 400 euro. Ovviamente il palermitano li vendeva a prezzi notevolmente più bassi. I successivi approfondimenti svolti presso gli Uffici del Commissariato, in stretta collaborazione con il Personale della locale Tenenza della Guardia di Finanza, consentiva di accertare che anche le fatture esibite a sostegno della liceità del possesso, non escludevano in capo a quest’ultimo responsabilità penali in ordine alla vendita di apparecchi telefonici in violazione delle norme in materia di contraffazione. In effetti i telefoni erano identici al quelli originali Apple ed alcuni di essi recavano il noto marchio della Casa produttrice, mentre altri seppur sprovvisti di marchio, potevano essere marchiati con degli adesivi appositi che il denunciato custodiva unitamente ai telefonini. In totale sono stati sequestrati 33 telefoni cellulari contraffatti che sarebbero stati posti in vendita ingannando ignoti acquirenti.
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VITTORIA, SEQUESTRATO IMMOBILE ABUSIVO

Al termine di una prolungata attività d’indagine, i Carabinieri delle Stazione di Acate hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ragusa sei soggetti per il reato di abusivismo edilizio in concorso. Si tratta della proprietaria del terreno (un 27enne acatese), del committente dei lavori (un 37enne, originario di Gela e residente ad Acate), di 4 operai e muratori (due di Vittoria e due di Acate). Nello specifico i 6 sono ritenuti responsabili di aver messo in opera, in un terreno sito contrada “Baucino” del Comune di Vittoria, ai confini con Acate, un’immobile di nuova costruzione della superficie di circa 150 metri quadrati ed un volume di circa 450 metri cubi. Una costruzione realizzata senza il prescritto permesso a costruire, senza un progetto esecutivo, nonché senza aver affidato la direzione dei lavori ad un tecnico qualificato e senza aver preventivamente denunziato l’inizio dei lavori in questione al competente ufficio del genio civile. Continua così l’attività di monitoraggio e di conseguente contrasto da parte dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria del fenomeno dell’abusivismo edilizio nella giurisdizione di competenza, anche tramite l’ausilio del Nucleo Elicotteri di Catania.
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S’impicca, e i due figlioletti rimangono soli in auto tutta la notte

Ha deciso di farla finita, impiccandosi ad un albero in piena campagna. Una tragedia nella tragedia, perchè con lui c’erano i figlioletti di due e sei anni, una femminuccia e un maschietto. L’episodio è avvenuto martedì sera, tra Marina di Modica e Sampieri. Il padre aveva passato la giornata con i due figlioletti. Era andati a prenderli a scuola, li aveva portati con sé. Un normale giro in auto fino a quando si è forata una gomma. L’uomo è sceso dall’auto, in contrada Sparaceno, ha chiesto il figlioletto di sei anni di occuparsi della sorellina e di non scendere dall’auto. “Vado a fare pipì e torno subito”. Si è allontanato un po’ e si è tolto la vita. A scoprire il cadavere è stato il bambino, insospettito dal fatto che il padre tardasse a tornare in auto. Il piccolo, dopo l’agghiacciante scoperta, è tornato in auto ed è stato accanto alla sorellina. I due bambini sono rimasti tutta la notte da soli, fino a quando alle 7,30 del mattino di mercoledì un agricoltore ha chiamato i carabinieri. Per fortuna, nonostante il grande shock, i due bambini stavano bene. Il cadavere è stato trovato dai carabinieri con le mani tra la corda: è il segno, sospettano i militari dell’Arma, che avesse cambiato idea, ma non è riuscito a salvarsi.
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TRUFFE PER 360.000 EURO Sgominata a Ragusa banda di catanesi

tre arrestati catanesiSono dieci le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale etneo nell’ambito di un’indagine condotta dalla polizia stradale di Ragusa e Catania iper presunte truffe. Vittime di falsi piloti d’aerei e di inesistenti dipendenti pubblici erano banche, uffici postali, società finanziarie e concessionarie di auto. Le truffe avvenivano grazie alla falsificazione di documenti di identità, dati anagrafici, buste paga, Cud e modelli unici. Tre persone sono finite in carcere. Si tratta di: Roberto Bellavia, 30 anni, Giuseppe Sant’Angelo, 65 anni e Giuseppe Biffi, 44 anni, tutti catanesi con precedenti. Due persone sono risultate irreperibili, mentre le altre cinque sono ai domiciliari. Sono tutti catanesi, alcuni dei quali con precedenti. Si parla di un giro di truffe per 360.000 euro nei confronti di Istituti bancari (accesi finanziamenti non restituiti per 43.000 euro), Finanziarie (accesi finanziamenti, non restituiti, per un importo di 58.000 euro) e di concessionarie di auto e moto per la rimanente parte. Avrebbero anche effettuato, con un 11 carte di credito straniere, transazioni fraudolente per 31.500 euro. L’indagine, condotta dalla Polizia Stradale di Ragusa, è stata avviata nel settembre del 2011, dopo che alcuni componenti della banda, fingendosi piloti ed assistenti di volo di una compagnia aerea, presentando falsa documentazione, avevano acquistato presso una concessionaria ragusana una Jeep del valore di 43.000 (attivando un finanziamento di cui pagavano solo le prime rate) rivendendola dopo pochi giorni ad altra persona, a prezzi molto più bassi di quelli di mercato. Nei giorni successivi al primo acquisto, altri componenti dell’associazione, presentatisi come colleghi del primo acquirente, erano andati presso la stessa concessionaria ragusana per comprare altre vetture (2 Jeep, 1 Freemont). Per fortuna, però, la vendita non era avvenuta per il blocco dei finanziamenti disposto a seguito delle indagini degli agenti. La Polizia Stradale di Ragusa, ipotizzando che si trattasse di una vera e propria organizzazione criminale, ha richiesto le intercettazioni telefoniche e l’indagine si è così allargata a Catania. Le indagini, particolarmente complesse in quanto i componenti utilizzavano falsi documenti, false identità e, durante le intercettazioni, soprannomi, grazie ad investigazioni tradizionali (acquisizione documentale e pedinamenti) effettuati da personale della stradale ragusana nel territorio catanese e ragusano, hanno consentito di identificare tutti i componenti della associazione.

TRUFFE PER 360.000 EURO, SGOMINATA BANDA DI CATANESI

Sono dieci le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale etneo nell’ambito di un’indagine condotta dalla polizia stradale di Ragusa e Catania iper presunte truffe. Vittime di falsi piloti d’aerei e di inesistenti dipendenti pubblici erano banche, uffici postali, società finanziarie e concessionarie di auto. Le truffe avvenivano grazie alla falsificazione di documenti di identit, dati anagrafici, buste paga, Cud e modelli unici. Tre persone sono finite in carcere. Si tratta di: Roberto Bellavia, 30 anni, Giuseppe Sant’Angelo, 65 anni e Giuseppe Biffi, 44 anni, tutti catanesi con precedenti. Due persone sono risultate irreperibili, mentre le altre cinque sono ai domiciliari. Sono tutti catanesi, alcuni dei quali con precedenti. Si parla di un giro di truffe per 360.000 euro nei confronti Istituti bancari (accesi finanziamenti non restituiti per 43.000 euro), Finanziarie (accesi finanziamenti, non restituiti, per un importo di 58.000 euro) e di concessionarie di auto e moto per la rimanente parte. Avrebbero anche effettuato, con un 11 carte di credito straniere, transazioni fraudolente per 31.500 euro. L’indagine, condotta dalla Polizia Stradale di Ragusa, è stata avviata nel settembre del 2011, dopo che alcuni componenti della banda, fingendosi piloti ed assistenti di volo di una compagnia aerea, presentando falsa documentazione, avevano acquistato presso una concessionaria ragusana una Jeep del valore di 43.000 (attivando un finanziamento di cui pagavano solo le prime rate) rivendendola dopo pochi giorni ad altra persona, a prezzi molto più bassi di quelli di mercato. Nei giorni successivi al primo acquisto, altri componenti dell’associazione, presentatisi come colleghi del primo acquirente, erano andati presso la stessa concessionaria ragusana per comprare altre vetture (2 Jeep, 1 Freemont). Per fortuna, però, la vendita non era avvenuta per il blocco dei finanziamenti disposto a seguito delle indagini degli agenti. La Polizia Stradale di Ragusa, ipotizzando che si trattasse di una vera e propria organizzazione criminale, ha richiesto le intercettazioni telefoniche e l’indagine si è così allargata a Catania. Le indagini, particolarmente complesse in quanto i componenti utilizzavano falsi documenti, false identità e, durante le intercettazioni, soprannomi, grazie ad investigazioni tradizionali (acquisizione documentale e pedinamenti) effettuati da personale della stradale ragusana nel territorio catanese e ragusano, hanno consentito di identificare tutti i componenti della associazione.

Polizia Stradale

Litiga con una donna e si scaglia contro il bancomat: denunciato

Al termine di una serie di indagini ed accertamenti i Carabinieri della Stazione di Chiaramonte Gulfi hanno denunciato in stato di libertà un pregiudicato chiaramontano di 32 anni per il reato di danneggiamento aggravato. E’ stato infatti individuato quale autore del danneggiamento di un apparecchio bancomat, di proprietà della Banca Agricola di Ragusa – Filiale di Chiaramonte Gulfi, posto all’esterno del Centro Commerciale “Villaggio Gulfi”. Il 27 novembre, il giovane avevacolpito ripetutamente con violenti pugni lo sportello bancomat causandone la frantumazione del vetro e rendendolo inservibile per un danno complessivo di 5.000 euro. La ricostruzione dell’accaduto è stata possibile grazie alle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi del centro commerciale, dalle quali si evidenzia come il giovane, nel corso di una discussione accesa con una donna, avesse scaricato la rabbia contro l’apparecchio.
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