26-11-2022
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Archivio della categoria: Cronaca

La fabbrica della droga in casa, arrestati padre, madre e figlio a Modica

Una piccola piantagione di marijuana in casa. Una piccola azienda di produzione della droga a gestione familiare. E’ stata scoperta dai carabinieri in via Modica – Noto. In manette una famiglia di origini svizzere. Padre, madre e figlio, rispettivamente di 53, 49 e 19 anni sono stati arrestati per detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio. Una famiglia tranquilla, senza alcun precedente penale. I militari dell’Arma hanno trovato oltre alla piantagione di marijuana anche centinaia di grammi di stupefacente, tra hascisc e marijuana, già divisi in dosi pronte per lo smercio. E c’erano anche semi di canapa e spinelli. Un piccolo bazar delle droghe cosiddette leggere. Quando i carabinieri sono arrivati in casa, la donna ha provato a disfarsi del librettino d’istruzioni sulla coltivazione della droga. Ha lanciato i fogli dal balcone, ma il gesto non è passato inosservato. In casa c’era tutto il necessario per il confezionamento dello stupefacente, compreso un bilancino di precisione. E poi 900 euro in contanti, molto probabilmente il provento dello smercio della droga. L’operazione è partita da un normale controllo alla circolazione stradale. Il giovane era stato fermato e, dando segni di nervosismo, si è proceduto ad un controllo più accurato. Aveva cinque grammi di marijuana. Quando i militari sono andati a casa sua hanno scoperto da dove proveniva la sostanza stupefacente. Dalle prime indagini, sarebbe emerso che i genitori aiutavano il figlio, nato in Costa Rica, a coltivare la droga. Successivamente, a smerciarla, nel Modicano, ci avrebbe pensato il giovane. Al momento i tre soggetti sono ai domiciliari in attesa della convalida dell’arresto.

Chiaramonte, picchia le assistenti sociali I carabinieri lo arrestano poco dopo

Sono entrati negli uffici dei Servizi sociali, dove erano stati convocati per definire una pratica. Quando le assistenti sociali hanno spiegato che per la conclusione dell’iter ci voleva altra documentazione sono andati in escandescenze ed hanno malmenato le due impiegate comunali. E’ avvenuto mercoledì, al Comune di Chiaramonte Gulfi. Le due dipendenti hanno riportato ferite guaribili in 15 e 5 giorni, per traumi al cranio e al volto. Protagonisti della vicenda un uomo di 54 anni, divorziato, e la sua giovane convivente. I carabinieri, giunti in Comune, hanno subito attivato le ricerche. L’uomo Salvatore Giardina, è stato arrestato poco dopo. Per la giovane compagna è scattata la denuncia a piede libero. Giardina dovrà rispondere dei reati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e danneggiamento aggravato.

Ragusa, tifoso del Catania arrestato dopo l’amichevole

L’amore per la sua squadra lo ha portato a violare le imposizioni di legge. E’ andato allo stadio nonostante il Daspo, il divieto di accesso alle gare di calcio del Catania. Per questo è stato arrestato. Si tratta del catanese Santo Alberto Trovato, residente ad Aci Castello. L’uomo era stato controllato nel corso della partita amichevole tra Ragusa e Catania disputatasi il 10 maggio scorso. Quando è entrato allo stadio di contrada Selvaggio, a Ragusa, gli agenti gli hanno chiesto i documenti. Lui non ne aveva. Dai controlli al terminale della Polizia è emerso che nei confronti dell’uomo era stato emesso un Daspo dal questore di Bergamo. Santo Alberto Trovato è stato arrestato il giorno dopo. Il giudice ha convalidato il provvedimento condannandolo a presentarsi agli uffici di Polizia giudiziaria nei giorni in cui gioca il Catania calcio.

Scicli, l’attack nel lucchetto della tomba del giornalista Vanasia, presentata una denuncia

Qualcuno ha sigillato con la colla Attack il lucchetto della cappella dove è sepolto il giornalista Santo Vanasia, nel cimitero di Scicli. A scoprirlo è stata la moglie del giornalista, morto qualche anno fa, che è corrispondente da Scicli del Giornale di Sicilia. Il segnale potrebbe essere indirizzato proprio a lei per la sua attività. Pinella Drago ha presentato denuncia contro ignoti ai Carabinieri di Scicli, dove negli ultimi giorni si sono verificati una serie di attentati incendiari. Potrebbe trattarsi anche di un gesto vandalico, ma da un apposito controllo non è emerso alcun danno ad altre tombe o cappelle. La segreteria provinciale dell’Assostampa di Ragusa ha espresso solidarietà alla giornalista Pinella Drago “auspicando che i carabinieri facciano piena luce sull’inquietante episodio”.

Giovane donna ispicese muore in Germania per un incendio

Una giovane ispicese, da tempo emigrata in Germania, è morta, qualche giorno fa, a causa dell’incendio divampato nell’abitazione in cui la donna stava dormendo, a Biberach. Paola Riccio, 33 anni, lavorava lì come cameriera in un ristorante che si trova al pian terreno dell’immobile dove abitava. In piena notte si è sviluppato l’incendio che ha interessato tutto l’edificio. Insieme alla donna c’erano anche i due figli di 5 e 12 anni. I due ragazzini sono stati soccorsi, più gravi le condizioni della più piccola, mentre per la madre non c’è stato nulla da fare: è morta dopo tre giorni. La salma è stata trasferita ad Ispica per i funerali.

Pozzallo, “colpo” in agenzia di viaggi Ladri rubano 500 euro e buttano i computer in spiaggia

Escalation di furti a Pozzallo. L’ultimo, in ordine di tempo, quello messo a segno ai danni di un’agenzia di viaggi che si trova in pieno centro, nella . I malviventi sono entrati di notte, dopo aver mandato in frantumi la vetrata con un grosso masso. Hanno scardinato la cassaforte, portando via circa 500 euro. Ma non si sono fermati lì. Hanno preso alcuni computer e li hanno scaraventati nella vicina spiaggia, causando un grave danno economico all’agenzia. I carabinieri indagano sull’episodio. Un interrogativo al quale dovranno rispondere le indagini: perchè i ladri hanno preso i pc e poi li hanno gettati in spiaggia? Naturalmente gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di altre piste che spiegano altri moventi, oltre al semplice furto.

Paziente muore al Maggiore, indagate 21 persone

Sono ventuno le persone indagate, tra medici e infermieri, per la morte di un paziente, Nicolò Di Rosa, 54 anni, di Pozzallo. L’uomo è deceduto il sette maggio scorso, al Maggiore di Modica. Era stato ricoverato per un intervento per la riduzione di una ulcera. E’ stata la moglie a chiedere alla magistratura di fare chiarezza sulle cause della morte del marito. Il giudice ha disposto l’autopsia, che è stata già eseguita. A causare la morte potrebbe essere stata un’embolia. Tra i 21 indagati anche l’autista dell’ambulanza: sarebbe accusato di presunti ritardi nel trasporto del paziente dal “Maggiore” ad un centro specializzato, per accertamenti specifici urgenti. Di Rosa era stato portato in ambulanza da Pozzallo all’ospedale di Modica un mese e mezzo fa. In un primo momento era stato ricoverato in cardiologia, poi in chirurgia per essere sottoposto all’intervento di riduzione dell’ulcera. Pare che l’intervento chirurgico fosse riuscito bene. Ma qualcosa ha poi fatto peggiorare il quadro clinico e, il 7 maggio, il paziente è deceduto. Saranno adesso le indagini, con l’esito dell’autopsia, a chiarire le cause del decesso e ad accertare eventuali responsabilità.

Controlli nel Vittoriese, tre arresti

Quando i militari dell’Arma sono arrivati sul posto, hanno appurato che era già stata staccata la mascherina che copriva i fili di accensione della vettura. Sarebbe bastato un attimo per metterla in moto e portarla via. Per il tentato furto di una Seat Marbella è stato arrestato Rosario Battaglia, 53 anni, bracciante agricolo. I militari hanno arrestato, nel corso di un controllo, anche l’acatese Vincenzo Palmieri, 70 anni, perchè trovato in possesso di una pistola a salve modificata in arma semiautomatica, perfettamente funzionante e con le munizioni. L’uomo, con precedenti penali, aveva anche un coltello pieghevole. Un tunisino, infine, è finito in cella per mancato rispetto delle norme imposte dal giudice. Nonostante fosse ristretto ai domiciliari, non era in casa.

ARRESTATO VITTORIESE

Torna in carcere, dopo otto giorni dalla liberazione, il vittoriese Alberto Drogo. Un anno e mezzo fa la Polizia lo aveva arrestato perchè in camera sua aveva 180 grammi di marijuana. Ora ha patteggiato la pena ed è tornato in carcere dove deve scontare un anno, dieci mesi e ventotto giorni di reclusione.

Mazze da baseball in auto, denunciati tre giovani a Vittoria

La mazza da baseball sembra ormai di moda a Vittoria, nonostante non ci siano strutture sportive di questo tipo. Tre giovani, nel corso di due diversi controlli, sono stati denunciati perchè in auto avevano mazze da baseball, ritenute mezzi atti ad offendere se non usate per la disciplina sportiva. Un giovane, V.J, 23 anni, vittoriese, pregiudicato, ha detto di tenerla perchè “è un oggetto di abbellimento”. Altri due ragazzi, Z.A. di 25 anni e D.S.G di 22, che vivono da qualche tempo a Pavia e che erano tornati per alcuni giorni a Vittoria, erano a bordo di un Suv quando sono stati fermati dalla Polizia. Oltre ad una grossa mazza da baseball, nascosta sotto un tappetino, avevano anche un coltello a serramanico di 17 cm ed una grossa catena lunga 80 cm. Sul perchè avessero quegli oggetti non hanno saputo fornire alcuna spiegazione e sono stati denunciati.

Ragusa, incidente stradale in Via Mongibello: l’automobilista era ubriaca

Incidente stradale con feriti all’incrocio tra Via Mongibello – Via Forlanini. E’ accaduto la notte del 14. Un uomo di 28 anni, G.C., residente a Ragusa, alla guida di una Wolkswagen Passat percorreva via Mongibello provenendo da Viale dei Platani con direzione Via Forlanini quando, giunto all’altezza dell’intersezione con la Via Forlanini, veniva investito sul lato sinistro da una autovettura Suzuki Wagon R, proveniente da Piazza Politeama con direzione Via Mongibello, condotta da L.M. di anni 20, che trasportava a bordo come passeggero R.M. di anni 21, entrambi nati e residenti a Ragusa. Tutti i soggetti coinvolti sono stati trasportati al pronto soccorso per ferite non gravi. La conducente della Suzuki, sottoposta ad accertamenti clinici, è risultata positiva al test dell’alcol ed è stata quindi denunciata alla Procura della Repubblica per guida in stato di ebbrezza. La patente di guida le è stata immediatamente ritirata per essere trasmessa alla locale Prefettura.

Ibla, incendio in via Ugolino

All’alba di lunedì, nella cantina di una casa disabitata di via Ugolino ad Ibla, è scoppiato un incendio. Le fiamme hanno bruciato materiali vari e rifiuti depositati al piano fuori terra dell’immobile di 25 metri quadrati, situato al numero civico 33, interessato dal rogo. I pompieri hanno eseguito le operazioni di spegnimento sino alle 9.30. L’intervento è stato complesso a causa della ristrettezza di questa strada, che è praticamente pedonale, attraversabile solo con veicoli di piccolissime dimensioni, o motoveicoli. Il personale dei Vigili del fuoco del comando di Ragusa, è intervenuto alle 6.30 utilizzando tutte le precauzioni necessarie per proteggere le vie respiratorie dal fumo intenso che sprigionava dalla abitazione in preda alle fiamme. Si è evitato che l’incendio si estendesse anche ad altri immobili limitrofi anch’essi abbandonati. In questa strada di Ibla, che fa parte del quartiere di San Rocco, area che prende il nome dall’ex chiesa omonima, vi sono moltissime case disabitate, fra l’altro utilizzate come depositi, spesso trasformate in ritrovi notturni di senza dimora. Quasi tutte le case, che sono ubicate sul lato destro della strada, sono dismesse, e ormai trasformate in ricettacoli di rifiuti e di materiali di dubbia provenienza. Via Ugolino negli ultimi tempi è stata interessata da roghi notturni, ovviamente abusivi, che vengono segnalati dai residenti del quartiere. Nessun abitante però, ha mai presentato una denuncia ufficiale. E’ ormai opinione diffusa che gli incendi vengano provocati artatamente da persone che frequentano l’area, utilizzando le case vuote, perfino come depositi di materiali derivati da furti, ricettazione e altre attività illecite. Alcuni mesi fa, ad esempio, dei residenti hanno segnalato in forma anonima il rogo notturno di una matassa di rame, probabile provento di furto. Sull’episodio indagano i carabinieri.

Vittoria, lascia il carcere, aggredisce poliziotti e torna in cella dopo mezza giornata

Era uscito dal carcere da meno di dodici ore quando gli agenti del Commissariato lo hanno arrestato di nuovo. Si tratta di Massimo Favata, 37 anni. Una nottata movimentata quella di domenica. Poco prima delle tre del mattino è giunta una segnalazione al Commissariato per la presenza di persone ubriache in piazza del Popolo. In effetti gli agenti hanno trovato due soggetti, un uomo ed una donna, il primo, noto pregiudicato, entrambi in evidente stato di ubriachezza. E’ stato richiesto l’intervento di personale sanitario del 118, ma solo la ragazza ha acconsentito ad essere trasportata in ospedale per ricevere le cure del caso, mentre l’uomo ha rifiutato i soccorsi. Poco prima delle 7 del mattino un’ulteriore telefonata alla Polizia avvisava che in via Ipperia era riversa a terra una persona priva di sensi. Il 118 ha trasportato l’uomo in ospedale. Si trattava proprio di Favata che, al Pronto soccorso, si è scagliato contro gli agenti ed il personale sanitario. Nel tentativo di bloccarlo ed ammanettarlo due poliziotti sono stati colpiti con calci e pugni, riportando lesioni. Per lui è scattato l’arresto. Favata era uscito dal carcere di Sciacca, dove aveva scontato una pena relativa a numerose violazioni delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale, nella tarda m

Picchia connazionali e anche un bimbo di due anni, arrestato rumeno a Vittoria

Si reca in casa di una coppia di connazionali e picchia lui, lei e il loro bambino di soli due anni. Quando i Carabinieri lo individuano, poco dopo, afferra per il collo anche un militare. La furia di un rumeno di 23 anni, , è finita con le manette e il successivo trasferimento al carcere di Ragusa. L’episodio è accaduto a Vittoria, in via Rosolino Pilo. Le ferite più gravi per la donna, trenta giorni per una frattura del naso. Sei giorni per il marito e quattro per il bambino, che ha subito un trauma al volto. L’arrestato dovrà rispondere del reato di lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

SCICLI TORNA NELLA PAURA, INCENDIATE ALTRE TRE AUTO

Torna la paura a Scicli. Il fuoco non risparmia nessuno, dalle imprese alle auto. Nella notte tra sabato e domenica tre mezzi sono stati distrutti da un incendio in centro storico. Una quarta auto è stata danneggiata parzialmente e sei, che erano vicine, sono state salvate dai pompieri. In fiamme, in un cortile di via Potenza, un’Audi di proprietà di L.B. 64 anni professionista di Scicli, una Renault Twingo di proprietà di una operatrice sanitaria, O. M. 42 anni, ed una Ford Mondeo di proprietà di un operaio, D.G. 41 anni. La quarta auto, una Polo Wolkswagen, di proprietà di C.M. 65 anni, impiegata, è stata danneggiata parzialmente. Annerito anche il prospetto di un immobile. A lanciare l’allarme, all’una di notte, i residenti. In due settimane sono sei i mezzi distrutti dagli incendi, mentre a Cava d’Aliga, 15 giorni fa, era stata bruciata una segheria.

Ruba auto a Pachino e provoca incidente: arrestato

E’ stato arrestato dai carabinieri di Modica Franco Mauceri, 41 anni, di Pachino. L’uomo avrebbe rubato un’auto parcheggiata nel piazzale della chiesa di San Corrado, a Pachino. Con il mezzo, una Fiat Punto, si sarebbe poi diretto verso Pozzallo. Nel tragitto è andato a scontrarsi con un cassonetto e contro un’auto in sosta, i cui passeggeri erano per fortuna scesi poco prima.

Cassazione, sentenza sul caso Ruta I BLOG NON SONO STAMPA CLANDESTINA

I blog non sono assoggettabili alla legge sulla stampa del 1948, in particolare non hanno l’obbligo di registrarsi presso il tribunale come testata giornalistica, a meno che non ricevano finanziamenti pubblici. Lo ha stabilito la terza sezione della Corte di Cassazione (presidente Saverio Felice Mannino) con la sentenza storica che ha assolto con formula piena (il fatto non sussiste) Carlo Ruta, che era stato condannato in primo e in secondo grado per il reato di stampa clandestina. “E’ la fine di un incubo iniziato sette anni fa” ha commentato Ruta. La sua vicenda nasce infatti da una contrapposizione con l’allora procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera. Ruta aveva criticato il modo come Fera, 40 anni fa, condusse le indagini su due omicidi compiuti a Ragusa: l’assassinio dell’ingegnere Angelo Tumino, recentemente archiviato, e l’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato. Fera aveva querelato Ruta, chiesto e ottenuto l’oscuramento del blog in cui scriveva. Poichè il blog veniva periodicamente aggiornato, era la tesi accusatoria, il blog rappresentava un giornale soggetto alla legge sulla stampa. Tesi che fu accolta nel 2008 dal giudice Patricia di Marco del Tribunale di Modica e il 2 maggio 2011 dalla Corte d’Appello di Catania, che avevano condannato Ruta a 150 euro di multa. La condanna di Ruta aveva suscitato protesta nel mondo dei blogger, che ora possono tirare un respiro di sollievo. “Questa sentenza è importante – ha commentato il difensore di Ruta, Giuseppe Arnone – perchè fa giurisprudenza, traccia la strada in un settore ancora non regolamentato. Nella mia arringa ho sottolineato che imporre un giornalista come direttore responsabile ad ogni blog significherebbe sterminare i blog: pochi potrebbero sopportarne il costo. È vero che una legge del 2001 prevede che i notiziari web siano registrati come testata, ma questo obbligo riguarda solo quei notiziari web che chiedono finanziamenti pubblici e che pertanto devono avere una consistenza strutturale”.

Collisione tra una nave ed un rimorchiatore al largo di Pozzallo, tratti in salvo gli equipaggi

Nel tardo pomeriggio di giovedì due motovedette della Capitaneria di Porto di Pozzallo hanno effettuato un intervento di soccorso ed assistenza ad una nave, “Nuova Giovanna Madre” di Catania, e ad un rimorchiatore russo coinvolti in una collisione in mare avvenuta a circa 8 miglia a sud ovest del porto di Pozzallo. Le due motovedette, una delle quali di rientro da Lampedusa dove aveva svolto attività di soccorso ai migranti, arrivate tempestivamente sul luogo del sinistro, hanno prestato assistenza e soccorso ai membri dell’equipaggio imbarcati sulle due unità interessate, verificando, inoltre, le condizioni di salute delle persone, unitamente a quelle di navigabilità e galleggiabilità dei mezzi nautici coinvolti. La capitaneria di Porto ha avviato un’inchiesta amministrativa.

Portone in fiamme a Vittoria, indaga la Polizia

Sono in corso le indagini della Polizia sull’incendio appiccato al portone dell’abitazione di un bracciante agricolo di Vittoria. E’ accaduto nella notte tra giovedì e venerdì in via Anna Frank. Le indagini sono a 360 gradi, ma si pensa che alla base possano esserci rancori personali tra il bracciante e qualche persona, ovviamente da identificare. Sul posto, per domare le fiamme, i vigili del fuoco. La Polizia ha anche attuato un ampio servizio di controllo del territorio che ha portato ad alcune denunce. Segnalato per minacce un uomo, V.D.M: se l’è presa col datore di lavoro della moglie sospettando che tra i due ci fosse una relazione sentimentale. Un’altra denuncia riguarda sempre l’ambiente lavorativo: un lavoratore ha malmenato il suo datore di lavoro. Per lui l’accusa è di lesioni personali. Infine c’è una denuncia per procurato allarme. Un uomo voleva forse fare uno scherzo ad un’altra persona, segnalando che il box al mercato ortofrutticolo di Vittoria era andato in fiamme. Ovviamente non era vero, e il soggetto è stato denunciato.

Incendio lambisce le abitazioni, quattro ore di lotta contro il fuoco a Vittoria

Col caldo riprendono gli incendi di sterpaglie. Nel pomeriggio di giovedì, i pompieri del distaccamento di Vittoria sono stati impegnati in via XX settembre per l’incendio di sterpaglie e macchia mediterranea che minacciava le abitazioni che si affacciano nella valle dell’Ippari. Data la particolarità dell’incendio, sul posto é intervenuta anche la squadra del distaccamento di Santa Croce Camerina, oltre a due autobotti per il rifornimento idrico degli automezzi. Sul posto anche i mezzi dell’ispettorato ripartimentale delle Foreste. L’intervento è durato circa quattro ore.

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