25-09-2022
Ti trovi qui: Home » Cronaca (pagina 250)

Archivio della categoria: Cronaca

ARRESTATO UN IMPIEGATO DI COMISO PER STALKING

Claudio Flaccavento perseguitava la sua ex fidanzata da 7 mesi.Da quando si era conclusa la loro relazione sentimentale, Claudio Flaccavento comisano di 37 anni, perseguitava continuamente la sua ex fidanzata, una studentessa di 32 anni. I carabinieri della stazione di Santa Croce Camerina (l’uomo risulta residente a Punta Braccetto anche se di fatto è domiciliato a Comiso) hanno arrestato questo impiegato, incensurato e celibe con l’accusa di stalking, dunque ritenuto responsabile di atti persecutori in danno della sua ex. Flaccavento è agli arresti domiciliari. Secondo l’accusa dal novembre 2011 al maggio 2012 pedinava la donna, si appostava sotto casa, la molestava al telefono, minacciandola anche di morte e non ultimo avrebbe anche diffuso fotografie personali della ex fidanzata. La vittima dello stalking, così come accade spesso in queste situazioni, era entrata ormai in uno stato ansioso, che l’aveva portata a modificare il suo stile di vita, proprio per non doversi trovare faccia a faccia con il suo ex fidanzato, il quale spesso era solito appostarsi sino a tarda notte nei luoghi abitualmente frequentati dalla studentessa. I militari, a seguito della denuncia presentata dalla vittima, hanno raccolto elementi sufficienti per consentire l’arresto del persecutore.

ARRESTATI DUE SPACCIATORI A PUNTA BRACCETTO

I finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Ragusa hanno sequestrato a Mohamed Alì di 35 anni, e Dridi Wassim di 20 anni, 60 gr. di hashish, 1 gr. di cocaina, 1 coltello e 345 euro provento dello spaccio. I due sono stati arrestati. E’ accaduto a Punta Braccetto in un luogo conosciuto quale punto di riferimento per lo smercio di stupefacenti. Questa volta però i finanzieri si sono organizzati in modo da tirare nella rete, oltre che i potenziali acquirenti anche e soprattutto gli spacciatori. Difatti dopo un appostamento nell’alveo del torrente di Punta Braccetto, il più delle volte utilizzato come nascondiglio dello stupefacente e come via di scampo dagli stessi extracomunitari, i finanzieri hanno visto Mohamed Alì mentre cedeva la droga e poi, accortosi dei militari, scappava verso il torrente. Qui ad aspettarlo vi erano altri due finanzieri che hanno bloccato il fuggitivo. Sottoposto a perquisizione veniva trovato in possesso di 12 grammi di hashish già steccato, 1 grammo di cocaina e 215 euro provento dello spaccio. All’interno del vano oggetti del ciclomotore veniva trovato altro stupefacente e un coltello a serramanico utilizzato per il taglio dell’hashish. Successivamente, mentre i finanzieri facevano rientro in caserma per la stesura degli atti di rito, giunti sulla Scoglitti – Santa Croce si imbattevano in una palese cessione di stupefacente ad opera di quattro giovani risultati essere tutti residenti a Mazzarrone, in trasferta per comprare la droga. I finanzieri non si sono fatti scappare l’occasione. Infatti nonostante stessero conducendo in caserma l’extracomunitario fermato
precedentemente, hanno avuto la prontezza nel sorprendere lo spacciatore e gli acquirenti nell’attimo esatto dello scambio. Da una immediata ricognizione dei luoghi è stato rinvenuto il resto dello stupefacente nascosto dall’extracomunitario Dridi Wassim. Benché uno dei quattro giovani avesse tentato di disfarsi dell’hashish acquistato, dopo essere stati fermati non è rimasto loro che confessare il fattaccio. Difatti le indagini svolte hanno permesso di accertare che gli stessi avevano fatto una colletta tra loro racimolando la somma di 100 euro poi spesa per l’acquisto dell’hashish. I due extracomunitari, di cui uno con precedenti specifici, dopo le operazioni di rito sono stati arrestati, mentre i quattro giovani sono stati segnalati all’autorità competente.

RAGUSA, SI ROMPE UN TUBO DEL METANO NEL PIAZZALE DAVANTI IL POLO CHIMICO

INTERCETTATA LA FUGA DI GAS

Una forte perdita di gas metano si è originata lunedì mattina in un cantiere che eseguiva scavi nell’area del piazzale esterno di accesso agli stabilimenti Colacem ed ex Polimeri di Ragusa. Un escavatore durante l’esecuzione di lavori ha bucato un tubo da 4,5 bar e il gas si è immediatamente disperso in aria. E’ stato così attivato il piano di isolamento della zona e sono stati disattivati tutti gli impianti con uso di fiamma della vicina ditta Ancione spa. In via precauzionale il personale della Questura, dei Carabinieri e della Polizia municipale di Ragusa ha chiuso al traffico la strada provinciale per Marina, dove già si avvertiva il forte odore di gas. I vigili del fuoco con esplosimetri hanno eseguito le verifiche nelle aree isolate. E’ stato il personale Enelgas ad intercettare la perdita bloccando il flusso del gas. L’allarme è rientrato alle 10.30. Le operazioni di messa in sicurezza della zona sono state coordinate dal comandante provinciale dei Vigili del fuoco in stretto raccordo con l’Ufficio territoriale del Governo, la Prefettura di Ragusa. Sul posto oltre ai Vigili del fuoco, le squadre di sicurezza degli stabilimenti vicini, personale della Questura, Ufficio Protezione civile comunale e tecnici e dirigenti degli enti coinvolti.

PUNTA BRACCETTO, INCENDI NEI CANNETI E NELLA MACCHIA MEDITERRANEA

Dalle 20 di domenica i Vigili del fuoco hanno lavorato nel territorio di Punta Braccettoper estinguere i focolai di fiamme che hanno bruciato canneti, sterpaglia e macchia mediterranea. Per un totale di sette interventi le operazioni di spegnimento sono proseguite per tutta la notte. 4 le squadre operative che sono state impegnate per diverse ore nei territori in prossimità della frazione balneare di Santa Croce Camerina. Particolarmente difficoltoso è stato l’incendio che ha colpito un canneto che si trovava vicino ad alcune abitazioni ed insediamenti agricoli. Le squadre dei Vigili del fuoco sono comunque riuscite ad impedire che le fiamme si estendessero nelle serre vicine e nelle case adiacenti. Le operazioni sono durate sino alle 7.24 di lunedì. Nei luoghi sono intervenuti anche i Carabinieri di Santa Croce.

SVALIGIAVANO CASA A SCOGLITTI, DUE ARRESTI

olevano portarsi via tutti i mobili di una
villetta a Scoglitti. Ma sono stati arrestati
dagli agenti del Commissariato di Vittoria,
in flagranza di reato, mentre tentavano la
fuga, dopo essere stati scoperti da un testi-
mone che ha allertato la Polizia. L’episodio
è avvenuto sabato notte, in via Regina Ele-
na. I poliziotti sono intervenuti subito dopo
la telefonata del vicino che aveva visto
dei movimenti sospetti nella villetta. Al
loro arrivo i poliziotti hanno trovato una fi-
nestra che era stata scardinata e il cui vetro
era andato in frantumi. Gli agenti sono en-
trati dentro la casa e i due malviventi i tuni-
sini, Manyar Marzouk, 28 anni con permes-
so di soggiorno rilasciato per motivi umani-
tari (aveva fatto ingresso nel territorio na-
zionale nella primavera del 2011 prima del
4 aprile) e Maher Selem Hadj Ibn, 27 anni,
con regolare permesso di soggiorno,
hanno tentato di dileguarsi. Uno dei due
ha cercato di arrampicarsi alla grondaia di
una tettoia che non è riuscita reggere il pe-
so dell’uomo e ne ha provocato la caduta e
il ferimento di un dito. L’altro magrebino
è riuscito a fuggire in un’altra casa adiacen-
te, ma alla fine è stato bloccato dagli agenti,
in quanto la sua corsa si è conclusa in un ca-
vedio di una casa, privo di vie di uscita. I
due, entrambi incensurati, sono stati tradot-
ti nel carcere di Ragusa.

Ragusa, lunedì i funerali di Emanuele Speranza

Saranno celebrati lunedì, alle 15,30 nella parrocchia Sacra Famiglia, i funerali di Emanuele Speranza, il 22enne morto a seguito di un incidente stradale avvenuto nella tarda serata di giovedì in via Archimede. La salma, dopo l’autopsia stabilita dal giudice, era stata riconsegnata alla famiglia nel primo pomeriggio di sabato

Scicli, solidarietà del commissario alla collega Pinella Drago

Il commissario straordinario del Comune di Scicli, Margherita Rizza, ha espresso la propria vicinanza e il proprio affetto a Pinella Drago, giornalista, corrispondente del Giornale di Sicilia da Scicli e dipendente comunale. Nei giorni scorsi ignoti hanno sigillato con l’attack la cappella di famiglia dove riposa il marito, Santo Vanasia, anche lui giornalista.

DISTRUTTO RISTORANTE

Alle 3.33 di venerdì notte la squadra operativa della sede centrale di Ragusa supportata da due autobotti, è arrivata al lungomare Andra Doria per domare l’incendio che si sviluppava nel noto locale “Baciamo le Mani”. Le 10 unità operative intervenute hanno rapidamente avviato le operazioni di spegnimento dell’incendio che si sviluppava su tutta la struttura in legno che ospitava il ristorante. Il locale è andato interamente distrutto; rimane solo cenere. I vigili del fuoco hanno lavorato per oltre cinque ore; le fiamme erano visibili da lontano. Nessuno si è accorto di nulla. Le cause dell’incendio sono ignote. Non si esclude il dolo. Sul posto i Carabinieri di Marina di Ragusa.

ARRESTATO PER INOSSERVANZA SORVEGLIANZA SPECIALE DI P.S.

Paolo Iozzia, 37 anni di Ispica, è stato arrestato dalla Squadra Mobile, dovendo espiare una pena residua di nove mesi di arresto, per essersi più volte reso responsabile di inosservanza delle prescrizioni inerenti la Sorveglianza Speciale. Paolo Iozzia il 28 marzo del 2011 era stato condannato dalla Corte d’Appello di Catania, in riforma di una precedente Sentenza emessa nel 24 luglio dell’anno 2009 dal Tribunale di Modica. L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Modica per l’espiazione della pena.

Controlli nelle case di riposo Denunciati i gestori di due strutture modicane

Dovranno rispondere di omessa comunicazione all’autorità di Pubblica Sicurezza delle schede degli alloggiati, i gestori delle due case di risposo modicane sottoposte a controllo nei giorni scorsi da parte dei Carabinieri di Modica. I gestori delle strutture ricettive, anche tramite i propri collaboratori, sono tenuti a consegnare ai clienti che chiedono alloggio una scheda di dichiarazione delle generalità conforme al modello approvato dal Ministro dell’interno. Tale scheda, anche se compilata a cura del gestore, deve essere sottoscritta dal cliente. Le schede di dichiarazione, in serie numerata progressivamente, sono conservate per dodici mesi presso la struttura ricettiva a disposizione degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza che ne possono chiedere l’esibizione e devono essere inviate, entro le ventiquattrore successive all’arrivo, alle questure territorialmente competenti. Ad uno dei due gestori è stata elevata, altresì, una sanzione amministrativa di euro 1.036 per aver gestito la struttura con un numero di persone superiore a quello autorizzato.

RAGUSA, LA GDF SEQUESTRA UN’AREA DI 8 MILA MQ

La Guardia di Finanza ha sequestrato un deposito di autodemolizione sprovvisto delle prescritte autorizzazioni. Ad agire le Fiamme gialle della Compagnia di Ragusa che hanno posto sotto sequestro un’area recintata di circa 8 mila metri quadrati, localizzata nella Zona industriale IV fase. L’area risultava illecitamente adibita ad autodemolizione in assenza delle prescritte autorizzazioni relative agli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti pericolosi. “L’operazione di servizio – afferma il comandante provinciale, colonnello Francesco Fallica – che si inquadra nell’ambito della più complessa attività di monitoraggio del territorio della provincia finalizzato alla tutela ambientale, ha consentito di rinvenire una elevatissima quantità di carcasse di autovetture dismesse ed innumerevoli parti meccaniche già smontate (motori e loro blocchi, sportelli, filtri, sospensioni-ammortizzatori, parti elettriche, catalizzatori, marmitte, fari, radiatori, centraline, motorini di avviamento, cavi elettrici, paraurti, parafanghi, vetri, parabrezza, rifiuti, molti dei quali rientranti nella categoria di quelli speciali, altamente nocivi per la salute umana)”, ha detto ancora il colonnello Fallica. L’inquinamento originato dal materiale depositato sulla nuda terra, oltre a deturpare l’ambiente, scaturisce dall’obiettivo di evitare gli elevati costi necessari per il regolare smaltimento nelle discariche autorizzate. Il proprietario dell’area sequestrata è stato denunciato per gestione illecita di impianto di recupero, rottamazione e demolizione di autoveicoli e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

VITTORIA, I CARABINIERI SEQUESTRANO ALCUNE ARMI

Continuano i controlli da parte dei Carabinieri nelle aree rurali di Vittoria. Venerdì mattina i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno trovato in contrada Serra San Bartolo, nascoste all’interno di sacchi di plastica neri posti sotto un vecchio e logoro materasso, alcune armi e munizioni perfettamente funzionanti e in buono stato di conservazione. Le armi e le munizioni (si tratta di: un fucile doppietta cal. 12 con matricola abrasa; un fucile doppietta cal. 16 con matricola e marca abrase; un fucile tipo Flobert monocanna cal. 9 con marca e matricola abrase; una pistola, con marca e matricola abrase, semiautomatica cal. 7,65 con relativo caricatore monofilare; 8 cartucce a pallini cal. 12; una cartuccia cal. 16 ed una cartuccia cal. 12 assemblate artigianalmente; 4 cartucce cal. 16; 83 cartucce a pallini cal. 9; 49 cartucce a palla cal. 9; 8 cartucce a palla cal. 7,65; una cartuccia a palla cal. 9X19) sono state sequestrate per lo sviluppo delle successive indagini da parte del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Vittoria.

INCIDENTE A MODICA, GRAVE UNA RAGAZZA

Una minorenne è ricoverata in prognosi riservata a seguito di un incidente autonomo che si verificato giovedì sera in Via Roma. G.V., 15 anni, era alla guida di un ciclomotore sul quale trasportava un coetaneo. Per cause in corso di accertamento da parte della Polizia municipale di Modica, la giovane avrebbe perso il controllo del mezzo. Sul posto l’ambulanza del 118 che ha trasportato i due giovani al Pronto Soccorso. La quindicenne è stata ricoverata in rianimazione con la prognosi riservata per un grave trauma cranico e una vasta ferita alla testa mentre l’amico se l’è cavata con una decina di giorni.

Scicli, ristoratori denunciati per commercio di pesce in cattivo stato di conservazione

Con l’avvicinarsi della stagione estiva entrano nel vivo i controlli sanitari a tutela dei consumatori effettuati dai Carabinieri. I militari della motovedetta d’altura di stanza a Pozzallo hanno effettuato degli accertamenti in alcuni ristoranti del lungomare sciclitano al termine dei quali sono stati denunciati in stato di libertà i 2 gestori di un ristorante della frazione di Sampieri, entrambi sciclitani. Dovranno rispondere, di fronte alla magistratura, di commercio di prodotti ittici privi di certificazione sanitaria e stabulazione in cattivo stato di conservazione. Nel corso dei controlli all’interno delle cucine del ristorante i Carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 14,2 kg di prodotto ittico in cattivo stato di conservazione e 400 grammi di salmone affumicato scaduto.

Rappresentante di gioielli simula una rapina

Aveva trascorso la mattinata dell’11 aprile a Modica per mostrare ad alcuni gioiellieri il campionario di monili in oro prodotti da alcune aziende del nord Italia da lei rappresentate. Al termine della giornata lavorativa aveva fatto tranquillamente ritorno a Palermo, sua città di residenza. Il giorno dopo, S.C. – 47enne rappresentante di gioielli – si era, però, presentata ai Carabinieri di Palermo per denunciare la rapina subita il giorno prima a Modica nei pressi di una gioielleria della “Sorda” dove si stava recando a mostrare un campionario di gioielli in oro del valore di quasi 20.000 euro. Nella denuncia ai Carabinieri la donna aveva riferito di essere stata avvicinata da due individui che, dopo averla minacciata da tergo, le avevano sottratto le borse contenenti i gioielli che erano custodite all’interno del cofano della sua utilitaria e si erano poi dileguati a piedi verso il centro cittadino. I Carabinieri di Modica, ricevuta la notizia della rapina da parte dei colleghi di Palermo, hanno immediatamente avviato le indagini. Tuttavia, viste le numerose incongruenze nel racconto della vittima che nel frattempo era stata convocata in caserma a Modica, i Carabinieri non hanno impiegato molto tempo a capire come siano andati realmente i fatti e ad accertare come la donna abbia simulato la rapina per appropriarsi indebitamente dei monili in oro. Di fronte alle contestazioni mossele dai militari dell’Arma circa l’assenza di testimoni ed immagini riprese dalle telecamere di numerose attività commerciali modicane, la signora non ha potuto far altro che ammettere le sue colpe sancendo, così, il suo passaggio da vittima ad indagata.

RAGUSA, BAGARRE ALL’UFFICIO POSTALE Alessia la trans: “Un impiegato non mi voleva dare un pacco perchè non mi riconosceva donna”

Alessia è bellissima, super femminile, con tutti gli attributi di donna al posto giusto. Solo che per legge, dato che il suo percorso di “transito” è ancora in itinere, non si chiama Alessia. Nei documenti esce ancora il suo nome di quando era maschio. Tanto basta per fare andare in tilt un ufficio postale di Ragusa, per l’esattezza quello di via Ercolano, dove venerdì mattina è successo un parapiglia, dato che l’operatore allo sportello non ha riconosciuto l’identità femminile di Alessia, in contrasto con il nome maschile sul documento, rifiutandosi di dare il pacco che la ragazza era andata a ritirare. L’impiegato ha applicato alla lettera la burocrazia, ma Alessia si è sentita profondamente offesa. Il gesto dell’operatore ha fatto scoppiare in lacrime questa trans, originaria di Scicli e residente a Ragusa da 6 anni. L’impiegato non ha voluto dare il pacco alla 25enne nemmeno quando perfino la gente, che era in fila in attesa del proprio turno, ha preso posizione, invitando il dipendente dell’Ufficio postale a dare il pacco alla ragazza. “Attendevo questo pacco, che aveva al suo interno un toupet, con ansia, perché il parrucchiere mi aspettava per applicarmelo – spiega Alessia – io ho vissuto a Bologna, Roma e Milano e mai mi era capitata una cosa del genere. Mi sono sentita offesa nel mio essere donna. Tantissime altre volte sono andata a ritirare pacchi negli uffici postali e nessuno ha mai messo in dubbio la mia identità femminile. L’ho fatto nelle grandi città senza alcun problema. In banca, – racconta Alessia – appena arrivata a Ragusa, quando ho aperto un conto corrente in un locale istituto di credito, l’impiegato che mi ha guardato, nel momento in cui ha confrontato il mio aspetto femminile con il nome maschile scritto nel mio documento di identità, mi ha fatto un sorriso e poi mi ha fatto i complimenti – conclude Alessia – perché ero diventata molto più bella da donna rispetto a quando ero maschietto”. C’è voluto l’intervento del direttore dell’ufficio postale, al quale Alessia si è rivolta per risolvere il problema (su suggerimento dello stesso impiegato), per dirimere la diatriba.

INCIDENTE MORTALE IN VIA ARCHIMEDE A RAGUSA, PERDE LA VITA IL 23ENNE EMANUELE SPERANZA

Emanuele Speranza è morto dopo le 22 di giovedì, per un incidente stradale autonomo.
Il giovane era alla guida di un ciclomotore quando, giunto in via Archimede, esattamente di fronte alla villetta, sarebbe andato a sbattere contro un palo dell’illuminazione pubblica. Emanuele Speranza è deceduto durante il trasporto in ambulanza. Sul luogo sono intervenuti i Vigili del Fuoco e gli agenti di Polizia municipale che hanno eseguito gli accertamenti di rito per ricostruire la dinamica del sinistro e chiarirne le cause. Il dato più incerto riguarda l’esatta sequenza dei fatti. Non si capisce se la plafoniera del palo della luce sia caduta prima del violento urto, oppure se l’armatura sia crollata dopo che il giovane è andato a sbattere contro il palo. Il luogo dell’incidente è stato transennato.

POZZALLO, FRODE FISCALE DA 40 MILIONI DI EURO: DENUNCIATE UNDICI PERSONE

La Guardia di Finanza di Pozzallo, a seguito di un’approfondita analisi e di un costante monitoraggio all’interno del porto, ha individuato una società ragusana operante nel settore dell’importazione di cemento e materiali ferrosi che, malgrado l’ingente movimentazione di merci e l’elevato tenore di vita dei suoi rappresentanti, aveva una dichiarazione dei redditi non proporzionata. Lunghe indagini, durate oltre un anno, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, hanno consentito di contestare complessivamente 40 milioni di euro di evasione. Gli accertamenti effettuati dai militari della Tenenza di Pozzallo, hanno permesso di individuare accanto alla società principale una serie di società collegate che spostavano ingenti liquidità con operazioni contabilizzate come “finanziamento soci”, cioè tra le varie società riconducibili agli stessi soggetti veniva spostato del denaro da una società all’altra senza fatture. Queste operazioni infragruppo avevano lo scopo di spostare l’utile da una società all’altra con l’unica ragione di evitare il pagamento delle imposte. Contestualmente altri controlli effettuati presso le sedi di altre società, appartenenti al medesimo gruppo, hanno consentito alle Fiamme Gialle di scoprire anche numerose fatture relative ad operazioni inesistenti, per importi pari a circa 5 milioni di euro, allo scopo di creare costi fittizi. La documentazione contabile rinvenuta, piuttosto frammentaria, è stata però supportata da una serie di attività di riscontro esterno, che hanno confermato l’ipotesi investigativa, consentendo di delineare compiutamente il modus operandi degli amministratori. I rappresentanti avvalendosi di mere “teste di legno”, facevano assumere la formale gestione delle società a queste persone, dal punto di vista manageriale assolutamente incompetenti, per fargli assumere la responsabilità al momento della liquidazione. Tale intestazione fittizia era diretta a non pagare le imposte e a rendere particolarmente difficoltosa la ricostruzione delle vicende societarie anche in caso di controlli a posteriori degli organi accertatori. A conferma del fine intento fraudolento, la sede di alcune società del gruppo veniva trasferita presso indirizzi improbabili. Le indagini finanziarie sui conti correnti bancari hanno permesso di ricostruire i movimenti finanziari ed economici della gestione societaria. L’evasione fiscale ammonta a circa 40 milioni di euro, che è stata già proposta per il recupero; 15 milioni l’Iva non versata. Gli undici responsabili sono stati denunciati per frode fiscale, una serie di reati societari, appropriazione indebita e abuso d’ufficio.

MODICA, RITROVATA UN’AUTO RUBATA

La Polizia locale di Modica, nel corso dei servizi predisposti dal comandante Giuseppe Puglisi, ha recuperato un’automobile che era stata rubata a Palazzolo Acreide qualche giorno fa. Durante un controllo in piazza Corrado Rizzone, un agente aveva fermato un’auto per contestare al conducente un’infrazione appena commessa. I due occupanti, alla richiesta dell’agente di esibire i documenti di guida, tentennavano. L’agente, allora, ha chiesto l’intervento di una pattuglia che si è portata sul posto. Durante le operazioni, però, i due occupanti la vettura si sono dati improvvisamente alla fuga, riuscendo a far perdere le proprie tracce, sebbene fossero stati inseguiti a piedi. Nel corso degli accertamenti è risultato che il veicolo era stato rubato da qualche giorno ad una donna di Palazzolo Acreide. Sono in corso le indagini per cercare di individuare le due persone che erano a bordo della vettura, che è già stata riconsegnata alla legittima proprietaria.

VITTORIA, ARRESTATO UN CATANESE

Si presenta ai cancelli della discarica di Vittoria e pretende di prelevare pezzi di ferro per poi rivenderli. All’operaio dell’Amiu che gli spiega che non si può, perché il materiale viene poi conferito in piattaforme autorizzate, ribatte “Devo campare”. Ha minacciato ritorsioni nei confronti dell’operaio, e poi ha desistito andando via. Una storia finita con l’arresto di un catanese quella riferita dalla Polizia di Vittoria. Al centralino del Commissariato di Vittoria erano arrivate due allarmate segnalazioni telefoniche che raccontavano l’accaduto. Immediato l’intervento della Polizia che ha trovato poi l’uomo, a bordo di un autocarro, in una strada adiacente la discarica. Insieme a lui un’altra persona. Nell’autocarro con gru c’era anche la carcassa di un’auto. Dalle indagini di Polizia stradale, è emerso che aveva commesso ben 14 infrazioni al Codice della Strada. In manette è finito Calogero Viglianesi, 37 anni (nella foto). Per lui l’accusa è di tentata estorsione.

Scroll To Top
Descargar musica