09-02-2023
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Archivio della categoria: Cronaca

Pesante condanna per Pietro Noto

Ragusa ai danni di Pietro Noto, 37 anni, vittoriese, finito in cella il 26 ottobre del 2010 per il tentato omicidio consumato alle tre del mattino del 29 agosto dello stesso anno in via Rosario Battaglia. Vittima Tommaso Giordanella, stato colpito da quattro proiettili che lo hanno ferito all’intestino e al rene. Noto era accusato anche della detenzione di armi. Il collegio giudicante (presidente Guglielmo Trovato, a latere Andrea Reale ed Eleonora Schininà) è andato oltre le richieste del Pm Federica Messina che ha concluso la requisitoria chiedendo 13 anni di carcere per Noto. Alla richiesta di condanna si è unita anche la parte civile, rappresentata dall’avvocato Italo Alia, legale di Giordanella. Di diverso tenore l’arringa dell’avvocato Alessandro Agnello. Il difensore di Noto ha chiesto l’assoluzione del suo assistito con la formula più ampia ritenendo poco attendibili le dichiarazioni del nuovo pentito vittoriese Giovanni Cirmi che ha detto di avere appreso da Noto, in carcere, che l’imputato aveva avuto un ruolo importante nel ferimento di Giordanella. Ad accusare l’imputato senza ombra di dubbio è stata la sorella di Giordanella che ha detto di avere visto salire Noto sull’auto di Gabriele Barrera dopo l’agguato. Pomo della discordia l’affidamento dei figli di Giordanella e della sua ex moglie, convivente di Noto. Nel maggio dell’anno scorso, insieme al rinvio a giudizio per Pietro Noto, 37 anni, che materialmente avrebbe esploso i colpi di pistola, si era registrata la assoluzione di Gabriele Barrera, incensurato, 24 anni, che sarebbe stato al volante dell’auto a bordo della quale Noto era fuggito. Il Gup aveva assolto Barrera per mancanza di prove.

Spacciavano droga alla villa, arrestati tre tunisini a Comiso

Tre giovani tunisini, tra i 22 ed i 25 anni, sono stati sorpresi mentre cedevano due dosi di marijuana ad un sedicenne comisano, alla villa comunale. In casa dei tre tunisni sono stati trovati altri dodici grammi della stessa sostanza, 120 euro ed un block notes nel quale, probabilmente, annotavano il commercio di stupefacente. Per i tre è scattato l’arresto.

Estradato in Italia George Mustafà arrestato per violenza sessuale ai danni di dieci donne di Ragusa

Estradato in tempo record in Italia dalla Romania, 25 anni, arrestato per violenza sessuale ai danni di dieci donne ragusane. L’uomo è arrivato venerdì all’aeroporto di Roma-Fiumicino e sabato mattina è stato interrogato per rogatoria dal Gip della Capitale all’interno della casa circondariale di Rebibbia a Roma. Mustafà era stato arrestato dalla Polizia lo scorso 29 aprile in Romania per violenza sessuale ai danni di dieci giovani donne ragusane. Le indagini sono state svolte dalla Sezione specializzata della Squadra Mobile ed hanno consentito di individuare il rumeno quale autore di una serie di violenze sessuali che il maniaco ciclicamente portava a termine bloccando le donne nelle stradine del centro storico e palpeggiandole nelle parti intime. I riscontri ottenuti dalla Squadra Mobile sono stati posti a fondamento della misura cautelare concessa dal Gip del Tribunale Claudio Maggioni su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Monica Monego. Stante lo stato di latitanza del rumeno, era stato predisposto il mandato di arresto europeo e, a seguito della localizzazione effettuata grazie all’attività tecnica svolta dalla Squadra Mobile di Ragusa, la Polizia rumena, con il coordinamento dell’Interpol, lo ha catturato presso la sua abitazione di Calarasi vicino Bucarest. Secondo l’accusa che gli viene mossa dagli uomini del vice questore Francesco Marino, il rumeno, oltre a sfogare i propri istinti sulle ragazzine, aveva preso di mira anche due donne sui 40 anni, ragusane, per un totale di dieci vittime tra gennaio e novembre dello scorso anno. Le complesse indagini sono partite dopo la prima denuncia per violenza sessuale da parte di una delle vittime. Poi sono seguite le altre perchè, nonostante il fiato sul collo dei poliziotti, il romeno aveva continuato ad abusare sessualmente delle sue vittime designate, scegliendo come territorio di caccia il centro storico cittadino. Decisive, ai fini delle indagini, le preziose indicazioni fornite dalle vittime, assieme alla descrizione del violentatore. Quest’ultimo sorprendeva sempre le ragazzine alle spalle, impedendo loro di urlare e toccandole in luoghi appartati, al riparo da occhi e orecchie indiscreti.

Indagato un medico del Guzzardi per la morte del serricoltore vittoriese al Civile di Ragusa

C’è un solo indagato, un medico dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, almeno al momento, per la morte di Emanuele Cilia, 35 anni, serricoltore di Vittoria, morto nel tardo pomeriggio del primo maggio all’ospedale Civile di Ragusa. L’uomo, che lascia la moglie e tre figli, è morto per arresto cardiaco mentre dalla Divisione di Malattie Infettive stava per essere trasferito nella Divisione di Rianimazione a causa del peggioramento delle condizioni. Sabato pomeriggio sul corpo dell’uomo è stata eseguita l’autopsia. Ad eseguirla, il medico legale Francesco Coco nominato dalla Procura. Al termine il Pm titolare del fascicolo, Marco Rota, ha concesso il nulla osta per i funerali dell’uomo ai familiari che erano in attesa all’esterno dell’obitorio dell’ospedale Paternò Arezzo di Ragusa Ibla. L’indagato è stato avvisato così come previsto per gli accertamenti tecnici irripetibili ex articolo 360 del Codice di procedura penale. In questo contesto rientra anche l’autopsia, che rappresenta un accertamento urgente e sicuramente irripetibile, da disporsi nell’immediatezza di un fatto – reato che abbia determinato la morte di una persona. La famiglia del serricoltore era presente con l’avvocato Clara Strada. L’uomo quando è morto si trovava in Malattie Infettive a Ragusa dove era stato ricoverato nel pomeriggio di sabato scorso su suggerimento del medico curante. Cilia da due giorni aveva febbre alta. Nella mattinata del 28 aprile l’uomo si era recato al Pronto Soccorso del Guzzardi, ma dopo gli accertamenti era stato dimesso. E’ probabile che l’uomo sia morto per una puntura di zecca, ma dovrà essere l’esame autoptico a stabilire le cause del decesso.

Acate, due genitori deferiti per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione scolastica

I Carabinieri della Stazione di Acate hanno deferito in stato di libertà per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione scolastica una coppia di coniugi esercenti patria potestà nei confronti di una ragazza minorenne che, iscritta presso un istituto scolastico di Acate, sarebbe risultata assente dalle lezioni dall’inizio dell’anno scolastico.

LA GUARDIA DI FINANZA NELLE SCUOLE PER EVIDENZIARE I PERICOLI DELLA DROGA

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, nell’ambito del programma “Incontri sul tema delle droghe presso le scuole”, ha effettuato quattro incontri in istituti scolastici del capoluogo ibleo, che hanno coinvolto circa 700 ragazzi fra i 9 ed i 13 anni. Quest’anno, gli istituti interessati dal programma sono stati: la Scuola Media “Vann’Antò”, la Scuola Media “Gian Battista Odierna”, la Scuola Media “Salvatore Quasimodo” e l’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Pascoli”, (qui hanno partecipato anche due classi della scuola primaria). Ogni singolo incontro è consistito in una breve descrizione dei vari tipi di droga esistenti nonché degli effetti a breve, medio e lungo termine causati dal loro uso, ed è proseguito, poi, con la spiegazione delle modalità di addestramento delle Unità cinofile del Corpo (che devono frequentare un corso della durata di 6 mesi a Castiglione del Lago in provincia di Perugia). Ampio spazio è stato riservato alle numerose domande degli alunni e ad una vera e propria dimostrazione cinofila, con la ricerca di droga precedentemente occultata dai finanzieri. Quando il pastore tedesco Nico ha centrato tutte le volte l’obiettivo, ha ricevuto in premio il suo “manicotto” (che consiste in un telo arrotolato bianco che viene ricercato dal cane, in quanto associato all’odore dello stupefacente; appena il cane segnala la presenza di droga, il suo conduttore gli fa addentare, come premio, il manicotto), gli applausi dei ragazzi e tante affettuose carezze. Le Unità cinofile intervenute nelle scuole sono state: il cane A.D. Nico, condotto dall’App. sc. Rametta Gaetano e il cane A.D. Zavi, condotto dall’App. Ingarao Giuseppe, entrambi della Compagnia della GdF di Siracusa.

MUORE PER PUNTURA DI ZECCA? L’autopsia chiarirà le cause del decesso del serricoltore vittoriese

L’autopsia sul corpo di Emanuele Cilia accerterà l’esatta causa della morte del 35enne, deceduto per arresto cardiaco il pomeriggio del primo maggio, all’ospedale Civile di Ragusa. Dal 26 aprile il serricoltore accusava malori e febbre alta e per questa ragione sabato scorso si era recato nel pronto soccorso dell’ospedale Guzzardi di Vittoria dove dopo gli accertamenti era stato dimesso. Nel pomeriggio del 28 aprile, su suggerimento del proprio medico curante, Cilia si era recato anche nell’ospedale del capoluogo. Il serricoltore è stato ricoverato nel reparto di Malattie infettive, ma il primo maggio, quando le sue condizioni di salute sono peggiorate il primario dell’Unità, il dottore Nunzio Storaci, aveva stabilito il suo trasferimento nella Terapia intensiva. Ma la morte è sopraggiunta prima. I familiari hanno così deciso di presentare denuncia alla Polizia, facendo scattare l’inchiesta e l’avvio dell’iter per l’autopsia (lo stesso Storaci, comunque, aveva già sollecitato l’esame autoptico). Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Ragusa, Marco Rota, ha conferito l’incarico al medico legale Francesco Coco. La decisione di affidare l’autopsia farà scattare automaticamente gli avvisi nei confronti degli indagati e anche la famiglia nominerà un proprio perito di parte

VITTORIA, OPERAIO CADE DA TETTO: E’ GRAVE

Un operaio immigrato di 50 anni, F.D., al suo primo giorno di lavoro, alle dipendenze di una ditta vittoriese, è caduto da un’altezza di 4 metri mentre stava effettuando lavori di saldatura al tetto di una casa. L’operaio è stato subito soccorso dai compagni di lavoro e ricoverato all’ospedale Guzzardì di Vittoria dove i medici gli hanno riscontrato diversi traumi e ferite varie e si sono riservati la prognosi. Sono in corso le indagini da parte degli organi inquirenti per accertare eventuali responsabilità.

LA CAPITANERIA DI PORTO DI POZZALLO SALVA MARITTIMO COLTO DA MALORE A 10 MIGLIA DALLA COSTA

Nel primo pomeriggio del 2 maggio, i militari della Guardia Costiera di Pozzallo imbarcati sulla motovedetta CP 2113, hanno portato a termine un complesso e delicato intervento di assistenza, soccorso, trasporto e trasbordo del Direttore di Macchina della Motonave “Fesco Angara”, di bandiera Vanuatu, colto da un improvviso malore a circa 10 miglia dal porto di Pozzallo. Alle ore 13.10 circa, il Comandante della motonave, informava la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Pozzallo che il Direttore di Macchina presente a bordo accusava forti dolori all’addome ed aveva una pressione molto bassa, chiedendo altresì l’urgente intervento di trasbordo dello stesso per ricevere le cure mediche a terra. Ricevuta la segnalazione, la Capitaneria di Porto ordinava alla nave mercantile di dirigersi verso il porto di Pozzallo ed, al contempo, disponeva l’uscita della motovedetta CP 2113, che faceva rotta verso l’unità per effettuare il trasbordo del marittimo in difficoltà. Inoltre, per abbreviare i già ristretti tempi utili per l’intervento, veniva ordinato al Comandante della nave di contattare il Centro Internazionale Radio Medico per ottenere le prime utili informazioni sugli interventi di primo soccorso e le cautele da adottare, in attesa dell’arrivo della motovedetta. Intercettata la motonave, nonostante le condizioni meteo marine con mare mosso con direzione nord-est ed onde lunghe di circa 1,5 mt. di altezza e vento teso proveniente da sud-ovest, che non permettevano un facile affiancamento alla nave mercantile, l’abilità e la professionalità dell’equipaggio imbarcato nella motovedetta consentivano di eseguire al meglio le manovre necessarie per abbordare l’unità in massima sicurezza e trasbordare il marittimo colto da malore. L’uomo è stato successivamente trasportato presso l’ospedale di Modica. La positiva conclusione dell’emergenza occorsa ha messo in luce la sinergia ed il coordinamento tra i vari enti pubblici ed i privati interessati nell’evento e, soprattutto, l’efficienza della “catena dei soccorsi” e dei relativi “protocolli di comunicazione”.

Servizi di controllo ad Ibla: denunciate quattro persone

Lunedì sera è stato effettuato un servizio di controllo straordinario a Ragusa Ibla. I carabinieri hanno controllato 31 automezzi, identificato 36 persone, elevato 12 contravvenzioni al Codice della strada, decurtato 60 punti patente per varie infrazioni. E’ stata ritirata una patente guida e sottoposto a sequestro due autovetture. Inoltre è stato de- nunciato a piede libero M.A., catanese di 36 anni residente a Ragusa Ibla, pregiudicato per ricettazione in quanto è stato fermato a bordo di una Fiat rubata lo scorso 28 aprile a Comiso. Deferito ai magistrati anche L.S., tunisino residente a Santa Croce per guida senza patente, A.T., albanese di 27 anni, per violazione dei sigilli posti su una vettura in stato di sequestro e I.I.N., 24enne romeno, residente a Ragusa, sorpreso dai militari alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza.

SICUREZZA NEI CANTIERI I carabinieri denunciano un imprenditore

Il rappresentante legale di una ditta di costruzioni con sede a Comiso, B.B., comisano di 48 anni, è stato denunciato a piede libero per aver montato dei ponteggi non a norma, in violazione del testo unico sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nell’ambito del controllo svolto dai carabinieri della compagnia di Ragusa, con il personale del Nucleo carabinieri ispettorato del Lavoro di Ragusa, sono state comminate al costruttore sanzioni per un importo complessivo di 6.740,00 euro, poichè all’interno del cantiere è stata impiegata manodopera non in regola. Pertanto è stata disposta la sospensione dell’attività. I controlli sono stati avviati su disposizione del comandante provinciale dei carabinieri Salvatore Gagliano, a seguito della riunione tecnica che si è svolta in Prefettura, coordinata dal rappresentante di Governo.

VITTORIA, CONTROLLI DEI CARABINIERI PER IL PONTE DEL 1° MAGGIO

I controlli dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria durante le festività appena trascorse hanno portato all’arresto di Valentin Monacu, romeno di 25 anni residente a Ragusa. Il giovane è stato fermato a bordo della propria autovettura in contrada Anguilla dai Carabinieri della Stazione di Scoglitti dopo un inseguimento durato 2 km. Dai successivi controlli è emerso che Monacu non aveva nè la patente di guida nè idonea copertura assicurativa. I Carabinieri hanno arrestato il giovane romeno per resistenza a pubblico ufficiale e, contestualmente, hanno elevato tutte le mancanze al Codice della Strada rilevate, compreso il sequestro dell’auto. Il Monacu è stato condotto presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nel corso dei servizi di controllo effettuati dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Vittoria e della Stazione di Acate, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà: J.I., 20enne romeno, trovato alla guida di un ciclomotore Piaggio provento di furto denunciato nel mese di dicembre 2011 presso il Commissariato di Polizia di Modica dal legittimo proprietario, al quale il ciclomotore è stato restituito; P.C., 45enne romeno trovato alla guida della propria autovettura in stato di ebbrezza. Segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa un 40enne ragusano residente a Chiaramonte ed una 41enne ragusana, anch’ella residente a Chiaramonte, che, a seguito di ispezione personale e del veicolo col quale viaggiavano, sono stati trovati in possesso di dosi di eroina del peso complessivo di 3 grammi circa. Nel corso del servizio di controllo i Carabinieri hanno anche elevato 23 contravvenzioni al Codice della Strada, decurtato 15 punti dalle patenti di guida e sequestrato due autovetture per mancanza di copertura assicurativa.

OPERAZIONE FINAL GAME Condanne per 35 anni e otto mesi.

Dopo cinque ore e mezza di camera di consiglio, il Tribunale di Ragusa ha condannato sette degli otto imputati alla sbarra coinvolti nell’operazione antimafia messa a segno da polizia e carabinieri tra il 23 giugno e 17 luglio del 2009. Assolto da tutti i reati uno dei presunti affiliati a “Cosa Nostra”. Si tratta di Fabio Incardona, 30 anni, per cui il Pm aveva chiesto 9 anni di carcere. Il collegio ha accolto in pieno la tesi difensiva assolvendolo per non avere commesso il fatto. Assoluzione dal reato associativo anche per Gianfranco Cascino, 36 anni, per cui il Pm aveva chiesto 12 anni di reclusione; Cascino è stato condannato solo per detenzione di armi a 2 anni e 6 mesi, pena già scontata. Cascino e Incardona sono stati scarcerati appena letta la sentenza. Per gli altri presunti appartenenti a “Cosa Nostra”, invece, sono state emesse sentenze di condanna, pari a 7 anni e 6 mesi per Giuseppe Maurizio Intanno, 41 (il Pm ne aveva chiesti 9); 4 anni, contro i 13 anni chiesti dall’accusa, per Giuseppe Sarrì di 49 anni, in applicazione alla disciplina anteriore all’entrata in vigore della legge del 2005 che ha inasprito le pene; 3 mesi di isolamento diurno (contro i 6 chiesti dal Pm), in continuazione con l’ergastolo rimediato per la strage del 2 gennaio 1999, per Carmelo La Rocca di 40 anni. Per i presunti affiliati alla “Stidda” la pena maggiore è stata inflitta a Marco Giurdanella di 31 anni, condannato a 10 anni e 8 mesi di reclusione (il Pm ne aveva chiesti 12); 8 anni per Vincenzo Latino di 41 anni, presunto capo del gruppo, ma in continuazione con la condanna a 10 anni per l’operazione “Greenline” emessa dalla Corte d’Appello il 3 gennaio 2003 (il Pm aveva chiesto 16 anni); tre anni al pentito Giuseppe Doilo di 37 anni (il Pm aveva chiesto 7 anni); Latino e Doilo erano accusati anche del tentato omicido di Giovanni Antonuccio derubricato in lesioni. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di tre tentati omicidi, estorsioni (una sola vittima si è costituita parte civile) e traffico di sostanze stupefacenti.

INCIDENTE A MARINA DI ACATE Muore un bracciante rumeno

Un centauro romeno di 53 anni, Ilie Mitrov, bracciante agricolo, è morto in un incidente stradale avvenuto domenica sera, all’ingresso di Marina di Acate, dove l’uomo lavorava e risiedeva. Il romeno era alla guida di una moto Yamaha che si è scontrata con una vettura, una Nissan Primera, per cause in corso di accertamento da parte della Polstrada di Ragusa, intervenuta sul luogo del sinistro. Mitrov ha riportato numerose fratture e ferite gravissime che hanno provocato il decesso. A seguito dell’incidente, avvenuto alle 19.40, e durante i rilievi eseguiti dalle forze dell’ordine, si è creato un notevole rallentamento del traffico lungo la carreggiata della strada, anche perchè essendo un giorno festivo, con una clima mite, nel borgo balneare c’era molta gente.

1 MAGGIO FESTA DEL LAVORO

Una giornata da rispettare e celebrare come un simbolo di crescita democratica. Lo ricordano i segretari di Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta: “La festa del 1° Maggio non è solo la Festa del Lavoro ma anche e soprattutto quella dei lavoratori. Di tutti, anche di quelli che hanno perduto un lavoro e di quelli che legittimamente lo chiedono. E’ una giornata di pausa e di riflessione su quanto sta accadendo intorno a noi con i tempi difficili che siamo costretti a vivere. Facciamo giornalmente i conti – scrivono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – con le impennate dei dati sulla disoccupazione, con chi ha perso il lavoro e non lo ritrova, con gli esodati, con i numeri in crescita di chi, avvilito e scoraggiato, non intende più cercare un lavoro, con la cassa integrazione che ha toccato livelli non immaginabili prima. Questa data fattasi simbolo da celebrare e da rinnovare continuamente rischia di diventare un appuntamento di routine che rischia una retrocessione e un appannamento. Di quale insegnamento possono giovare i giovani sottooccupati degli ipermercati i cui gestori commerciali sono lanciati – scrivono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – ad esasperare un consumismo lasciando, anche il 1′ maggio, aperte le strutture, non dando la possibilità ai collaboratori di stare in famiglia e onorare così la Festa del lavoro? Quel lavoro che rimane per tutte le generazioni un valore certo e riconosciuto di libertà, di democrazia e di crescita civile e sociale. Per questa ragione elementare che i nostri costituenti hanno scritto che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” E’ necessario ritrovare, alla lettera, – scrivono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – lo spirito di questo assunto che continua ad animare la nostra azione sindacale in tempi oggettivamente difficili, laddove i presidi di garanzia, di elementari regole di democrazia, scricchiolano e rischiano di essere travolti o svuotati di contenuto in nome di un mercato globale che impone la linea del rigore e riduce la crescita con la tassazione esasperata. Anche la nostra provincia non riesce a fronteggiare la crisi. E’ ormai ineludibile un cambio di rotta. Il Sindacato – concludono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – è in prima linea a sostenerlo”.

SEQUESTRATE, IN DEPOSITI ABUSIVI, BOMBOLE DI GAS

La Guardia di Finanza ha sequestrato ad Ispica 3.157 bombole di gpl pronte per essere vendute in due depositi abusivi tenuti in tale spregio delle norme di sicurezza da essere definiti dalle fiamme gialle “bombe ad orologeria”. I due vecchi scantinati appartenevano ad un imprenditore del luogo che per il fisco aveva cessato da anni la propria attività e che tuttavia, senza scrupoli, continuava la vendita. Le bombole del valore commerciale di migliaia di euro sono state concentrate presso un deposito autorizzato. Il titolare dell’attività è stato denunciato alla procura di Modica per violazioni al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e per omessa denuncia di materie esplodenti.

VIOLENZA SESSUALE SERIALE: ARRESTATO LATITANTE RUMENO Vittime 10 donne ragusane

Domenica è stato arrestato il cittadino romeno George Mustafà di 25 anni, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere perchè ritenuto responsabile dei reati di violenza sessuale, atti osceni, lesioni personali aggravate in danno di 10 giovani donne residenti a Ragusa. Le indagini sono state eseguite dalla sezione specializzata della Squadra Mobile di Ragusa, a fondamento della misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa Monica Monego, con il coordinamento del procuratore capo Carmelo Petralia. L’inchiesta è partita dall’esame di numerose denunce sporte dalle giovani donne, alcune delle quali minorenni. Il quadro investigativo ha presto acclarato un unico “modus operandi” messo in atto dall’anonimo aggressore, le cui caratteristiche fisico-somatiche presentavano numerosi punti di contatto” nei vari episodi tratteggiati delle singole vittime, quali il non profferire mai alcuna parola ed il determinarsi a seguire le vittime senza farsi notare, per poi coglierle di sorpresa bloccandole da dietro (dalle spalle) a palpeggiarle nelle parti intime. Il diffondersi degli episodi ha creato non poco allarme sociale. L’indagine mirata ad individuare il malvivente “seriale” è andata a buon fine. L’uomo è stato arrestato in Romania, dove era fuggito quando aveva sentito che il cerchio si stringeva intorno a lui. Attualmente si trova detenuto nella casa circondariale di Bucarest e sono in corso le procedure per ottenere la sua estradizione in Italia, dove sarà processato.

INCENDIATO CAPANNONE A CAVA D’ALIGA

Una struttura in acciaio è completamente collassata, distrutta dalle fiamme di un incendio che è scoppiato prima di mezzanotte, in un capannone adibito alla lavorazione al deposito di imballaggi per prodotti orticoli. L’azienda è situata in contrada Bruca, in territorio di Cava D’Aliga. I vigili del fuoco sono intervenuti alle 23.30 di domenica e sino alla mattina seguente, il loro intervento è proseguito con l’ausilio di autobotti per il rifornimento idrico. Dal momento che il capannone è stato completamente avvolto dalle fiamme, che hanno investito una superficie di 1300 metri quadrati, i pompieri hanno anche provveduto a mettere in sicurezza i confini di questa proprietà, con quelli di una vicina abitazione. La struttura in acciao era coperta con lamiera gregata e serviva alla lavorazione di materiali in legno e cartone.

CASUZZE E CAUCANA NEL DEGRADO, ESPOSTO IN PROCURA

Non è stata sufficiente la bonifica delle discariche lungo la fascia costiera di Santa Croce per placare le ire dei villeggianti. Un esposto alla procura della Repubblica, con un dossier fotografico, per denunciare lo stato di degrado di Casuzze e Caucana. I firmatari, Giovanni Pannuzzo e Gaetano Scillato, denunciano lo stato di abbandono in cui versa la frazione di Casuzze, specie durante il periodo invernale, con la presenza di enormi buche sul manto stradale, con immondizia non ritirata e che giace per giorni all’interno dei cassonetti della raccolta dei rifiuti. I cittadini chiedono il sopralluogo dei Carabinieri al fine di accertare lo stato delle borgate nonché l’individuazione del responsabile del settore ecologia e ambiente del Comune, per aver omesso il controllo della raccolta. “Nell’approssimarsi della stagione estiva – si legge nell’esposto alla Procura – tale stato comporterà significativamente un calo di presenze di vacanzieri la cui scelta ricadrà verso altre mete del litorale più curate”. Pannuzzo e Scillato preannunciano altre forme di lotta. “Chiederemo di sapere come vengono spese le tasse che il Comune incassa dai villeggianti e residenti che vivono nella fascia costiera – aggiungono -. Le borgate meritano sicuramente ben altro e non un trattamento da ultima della classe. Tra breve – hanno dichiarato Pannuzzo e Scillato – sarà avviata una petizione popolare dei tanti cittadini indignati che pagano le tasse per non avere nulla”. Il sindaco di Santa Croce, Lucio Schembari, assicura che tutte le borgate a mare sono state attenzionate con un intervento immediato. “Purtroppo registriamo la cattiva educazione di alcuni villeggianti – spiega il primo cittadino – che depositano rifiuti d’ogni genere ovunque. Vorrei ricordare ai cittadini – ha detto ancora il primo cittadino di Santa Croce – che i residui delle potature dei giardini vanno smaltiti in apposite discariche il cui costo è a carico dei cittadini. Le risorse del Comune, per una pulizia straordinaria del territorio, non sono illimitate”.

INCIDENTE STRADALE

Incidente stradale sabato mattina al km 11+600 della s.p. 13 Beddio-Tresauro-Piombo. A rimanere coinvolti nel sinistro una Alfa Romeo 159 ed un motociclo Honda Varadero 1000. Ad avere la peggio è stato il centauro, un trentenne, per il quale i medici si sono riservati la prognosi. Lievemente ferito anche il conducente dell’auto, un ventinovenne. Sul posto sono intervenuti la Polizia Provinciale e il 118.

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