15-06-2024
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Archivio della categoria: Cronaca

SICUREZZA NEI CANTIERI I carabinieri denunciano un imprenditore

Il rappresentante legale di una ditta di costruzioni con sede a Comiso, B.B., comisano di 48 anni, è stato denunciato a piede libero per aver montato dei ponteggi non a norma, in violazione del testo unico sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nell’ambito del controllo svolto dai carabinieri della compagnia di Ragusa, con il personale del Nucleo carabinieri ispettorato del Lavoro di Ragusa, sono state comminate al costruttore sanzioni per un importo complessivo di 6.740,00 euro, poichè all’interno del cantiere è stata impiegata manodopera non in regola. Pertanto è stata disposta la sospensione dell’attività. I controlli sono stati avviati su disposizione del comandante provinciale dei carabinieri Salvatore Gagliano, a seguito della riunione tecnica che si è svolta in Prefettura, coordinata dal rappresentante di Governo.

VITTORIA, CONTROLLI DEI CARABINIERI PER IL PONTE DEL 1° MAGGIO

I controlli dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria durante le festività appena trascorse hanno portato all’arresto di Valentin Monacu, romeno di 25 anni residente a Ragusa. Il giovane è stato fermato a bordo della propria autovettura in contrada Anguilla dai Carabinieri della Stazione di Scoglitti dopo un inseguimento durato 2 km. Dai successivi controlli è emerso che Monacu non aveva nè la patente di guida nè idonea copertura assicurativa. I Carabinieri hanno arrestato il giovane romeno per resistenza a pubblico ufficiale e, contestualmente, hanno elevato tutte le mancanze al Codice della Strada rilevate, compreso il sequestro dell’auto. Il Monacu è stato condotto presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nel corso dei servizi di controllo effettuati dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Vittoria e della Stazione di Acate, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà: J.I., 20enne romeno, trovato alla guida di un ciclomotore Piaggio provento di furto denunciato nel mese di dicembre 2011 presso il Commissariato di Polizia di Modica dal legittimo proprietario, al quale il ciclomotore è stato restituito; P.C., 45enne romeno trovato alla guida della propria autovettura in stato di ebbrezza. Segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa un 40enne ragusano residente a Chiaramonte ed una 41enne ragusana, anch’ella residente a Chiaramonte, che, a seguito di ispezione personale e del veicolo col quale viaggiavano, sono stati trovati in possesso di dosi di eroina del peso complessivo di 3 grammi circa. Nel corso del servizio di controllo i Carabinieri hanno anche elevato 23 contravvenzioni al Codice della Strada, decurtato 15 punti dalle patenti di guida e sequestrato due autovetture per mancanza di copertura assicurativa.

OPERAZIONE FINAL GAME Condanne per 35 anni e otto mesi.

Dopo cinque ore e mezza di camera di consiglio, il Tribunale di Ragusa ha condannato sette degli otto imputati alla sbarra coinvolti nell’operazione antimafia messa a segno da polizia e carabinieri tra il 23 giugno e 17 luglio del 2009. Assolto da tutti i reati uno dei presunti affiliati a “Cosa Nostra”. Si tratta di Fabio Incardona, 30 anni, per cui il Pm aveva chiesto 9 anni di carcere. Il collegio ha accolto in pieno la tesi difensiva assolvendolo per non avere commesso il fatto. Assoluzione dal reato associativo anche per Gianfranco Cascino, 36 anni, per cui il Pm aveva chiesto 12 anni di reclusione; Cascino è stato condannato solo per detenzione di armi a 2 anni e 6 mesi, pena già scontata. Cascino e Incardona sono stati scarcerati appena letta la sentenza. Per gli altri presunti appartenenti a “Cosa Nostra”, invece, sono state emesse sentenze di condanna, pari a 7 anni e 6 mesi per Giuseppe Maurizio Intanno, 41 (il Pm ne aveva chiesti 9); 4 anni, contro i 13 anni chiesti dall’accusa, per Giuseppe Sarrì di 49 anni, in applicazione alla disciplina anteriore all’entrata in vigore della legge del 2005 che ha inasprito le pene; 3 mesi di isolamento diurno (contro i 6 chiesti dal Pm), in continuazione con l’ergastolo rimediato per la strage del 2 gennaio 1999, per Carmelo La Rocca di 40 anni. Per i presunti affiliati alla “Stidda” la pena maggiore è stata inflitta a Marco Giurdanella di 31 anni, condannato a 10 anni e 8 mesi di reclusione (il Pm ne aveva chiesti 12); 8 anni per Vincenzo Latino di 41 anni, presunto capo del gruppo, ma in continuazione con la condanna a 10 anni per l’operazione “Greenline” emessa dalla Corte d’Appello il 3 gennaio 2003 (il Pm aveva chiesto 16 anni); tre anni al pentito Giuseppe Doilo di 37 anni (il Pm aveva chiesto 7 anni); Latino e Doilo erano accusati anche del tentato omicido di Giovanni Antonuccio derubricato in lesioni. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di tre tentati omicidi, estorsioni (una sola vittima si è costituita parte civile) e traffico di sostanze stupefacenti.

INCIDENTE A MARINA DI ACATE Muore un bracciante rumeno

Un centauro romeno di 53 anni, Ilie Mitrov, bracciante agricolo, è morto in un incidente stradale avvenuto domenica sera, all’ingresso di Marina di Acate, dove l’uomo lavorava e risiedeva. Il romeno era alla guida di una moto Yamaha che si è scontrata con una vettura, una Nissan Primera, per cause in corso di accertamento da parte della Polstrada di Ragusa, intervenuta sul luogo del sinistro. Mitrov ha riportato numerose fratture e ferite gravissime che hanno provocato il decesso. A seguito dell’incidente, avvenuto alle 19.40, e durante i rilievi eseguiti dalle forze dell’ordine, si è creato un notevole rallentamento del traffico lungo la carreggiata della strada, anche perchè essendo un giorno festivo, con una clima mite, nel borgo balneare c’era molta gente.

1 MAGGIO FESTA DEL LAVORO

Una giornata da rispettare e celebrare come un simbolo di crescita democratica. Lo ricordano i segretari di Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta: “La festa del 1° Maggio non è solo la Festa del Lavoro ma anche e soprattutto quella dei lavoratori. Di tutti, anche di quelli che hanno perduto un lavoro e di quelli che legittimamente lo chiedono. E’ una giornata di pausa e di riflessione su quanto sta accadendo intorno a noi con i tempi difficili che siamo costretti a vivere. Facciamo giornalmente i conti – scrivono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – con le impennate dei dati sulla disoccupazione, con chi ha perso il lavoro e non lo ritrova, con gli esodati, con i numeri in crescita di chi, avvilito e scoraggiato, non intende più cercare un lavoro, con la cassa integrazione che ha toccato livelli non immaginabili prima. Questa data fattasi simbolo da celebrare e da rinnovare continuamente rischia di diventare un appuntamento di routine che rischia una retrocessione e un appannamento. Di quale insegnamento possono giovare i giovani sottooccupati degli ipermercati i cui gestori commerciali sono lanciati – scrivono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – ad esasperare un consumismo lasciando, anche il 1′ maggio, aperte le strutture, non dando la possibilità ai collaboratori di stare in famiglia e onorare così la Festa del lavoro? Quel lavoro che rimane per tutte le generazioni un valore certo e riconosciuto di libertà, di democrazia e di crescita civile e sociale. Per questa ragione elementare che i nostri costituenti hanno scritto che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” E’ necessario ritrovare, alla lettera, – scrivono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – lo spirito di questo assunto che continua ad animare la nostra azione sindacale in tempi oggettivamente difficili, laddove i presidi di garanzia, di elementari regole di democrazia, scricchiolano e rischiano di essere travolti o svuotati di contenuto in nome di un mercato globale che impone la linea del rigore e riduce la crescita con la tassazione esasperata. Anche la nostra provincia non riesce a fronteggiare la crisi. E’ ormai ineludibile un cambio di rotta. Il Sindacato – concludono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – è in prima linea a sostenerlo”.

SEQUESTRATE, IN DEPOSITI ABUSIVI, BOMBOLE DI GAS

La Guardia di Finanza ha sequestrato ad Ispica 3.157 bombole di gpl pronte per essere vendute in due depositi abusivi tenuti in tale spregio delle norme di sicurezza da essere definiti dalle fiamme gialle “bombe ad orologeria”. I due vecchi scantinati appartenevano ad un imprenditore del luogo che per il fisco aveva cessato da anni la propria attività e che tuttavia, senza scrupoli, continuava la vendita. Le bombole del valore commerciale di migliaia di euro sono state concentrate presso un deposito autorizzato. Il titolare dell’attività è stato denunciato alla procura di Modica per violazioni al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e per omessa denuncia di materie esplodenti.

VIOLENZA SESSUALE SERIALE: ARRESTATO LATITANTE RUMENO Vittime 10 donne ragusane

Domenica è stato arrestato il cittadino romeno George Mustafà di 25 anni, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere perchè ritenuto responsabile dei reati di violenza sessuale, atti osceni, lesioni personali aggravate in danno di 10 giovani donne residenti a Ragusa. Le indagini sono state eseguite dalla sezione specializzata della Squadra Mobile di Ragusa, a fondamento della misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa Monica Monego, con il coordinamento del procuratore capo Carmelo Petralia. L’inchiesta è partita dall’esame di numerose denunce sporte dalle giovani donne, alcune delle quali minorenni. Il quadro investigativo ha presto acclarato un unico “modus operandi” messo in atto dall’anonimo aggressore, le cui caratteristiche fisico-somatiche presentavano numerosi punti di contatto” nei vari episodi tratteggiati delle singole vittime, quali il non profferire mai alcuna parola ed il determinarsi a seguire le vittime senza farsi notare, per poi coglierle di sorpresa bloccandole da dietro (dalle spalle) a palpeggiarle nelle parti intime. Il diffondersi degli episodi ha creato non poco allarme sociale. L’indagine mirata ad individuare il malvivente “seriale” è andata a buon fine. L’uomo è stato arrestato in Romania, dove era fuggito quando aveva sentito che il cerchio si stringeva intorno a lui. Attualmente si trova detenuto nella casa circondariale di Bucarest e sono in corso le procedure per ottenere la sua estradizione in Italia, dove sarà processato.

INCENDIATO CAPANNONE A CAVA D’ALIGA

Una struttura in acciaio è completamente collassata, distrutta dalle fiamme di un incendio che è scoppiato prima di mezzanotte, in un capannone adibito alla lavorazione al deposito di imballaggi per prodotti orticoli. L’azienda è situata in contrada Bruca, in territorio di Cava D’Aliga. I vigili del fuoco sono intervenuti alle 23.30 di domenica e sino alla mattina seguente, il loro intervento è proseguito con l’ausilio di autobotti per il rifornimento idrico. Dal momento che il capannone è stato completamente avvolto dalle fiamme, che hanno investito una superficie di 1300 metri quadrati, i pompieri hanno anche provveduto a mettere in sicurezza i confini di questa proprietà, con quelli di una vicina abitazione. La struttura in acciao era coperta con lamiera gregata e serviva alla lavorazione di materiali in legno e cartone.

CASUZZE E CAUCANA NEL DEGRADO, ESPOSTO IN PROCURA

Non è stata sufficiente la bonifica delle discariche lungo la fascia costiera di Santa Croce per placare le ire dei villeggianti. Un esposto alla procura della Repubblica, con un dossier fotografico, per denunciare lo stato di degrado di Casuzze e Caucana. I firmatari, Giovanni Pannuzzo e Gaetano Scillato, denunciano lo stato di abbandono in cui versa la frazione di Casuzze, specie durante il periodo invernale, con la presenza di enormi buche sul manto stradale, con immondizia non ritirata e che giace per giorni all’interno dei cassonetti della raccolta dei rifiuti. I cittadini chiedono il sopralluogo dei Carabinieri al fine di accertare lo stato delle borgate nonché l’individuazione del responsabile del settore ecologia e ambiente del Comune, per aver omesso il controllo della raccolta. “Nell’approssimarsi della stagione estiva – si legge nell’esposto alla Procura – tale stato comporterà significativamente un calo di presenze di vacanzieri la cui scelta ricadrà verso altre mete del litorale più curate”. Pannuzzo e Scillato preannunciano altre forme di lotta. “Chiederemo di sapere come vengono spese le tasse che il Comune incassa dai villeggianti e residenti che vivono nella fascia costiera – aggiungono -. Le borgate meritano sicuramente ben altro e non un trattamento da ultima della classe. Tra breve – hanno dichiarato Pannuzzo e Scillato – sarà avviata una petizione popolare dei tanti cittadini indignati che pagano le tasse per non avere nulla”. Il sindaco di Santa Croce, Lucio Schembari, assicura che tutte le borgate a mare sono state attenzionate con un intervento immediato. “Purtroppo registriamo la cattiva educazione di alcuni villeggianti – spiega il primo cittadino – che depositano rifiuti d’ogni genere ovunque. Vorrei ricordare ai cittadini – ha detto ancora il primo cittadino di Santa Croce – che i residui delle potature dei giardini vanno smaltiti in apposite discariche il cui costo è a carico dei cittadini. Le risorse del Comune, per una pulizia straordinaria del territorio, non sono illimitate”.

INCIDENTE STRADALE

Incidente stradale sabato mattina al km 11+600 della s.p. 13 Beddio-Tresauro-Piombo. A rimanere coinvolti nel sinistro una Alfa Romeo 159 ed un motociclo Honda Varadero 1000. Ad avere la peggio è stato il centauro, un trentenne, per il quale i medici si sono riservati la prognosi. Lievemente ferito anche il conducente dell’auto, un ventinovenne. Sul posto sono intervenuti la Polizia Provinciale e il 118.

A RAGUSA EVASIONE FISCALE PER UN MILIONE DI EURO

La Guardia di Finanza di Ragusa, a seguito di verifica fiscale nei confronti di una società beneficiaria di fondi pubblici, ha denunziato alla locale Autorità giudiziaria tre soggetti per emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. I tre soggetti erano già stati denunciati nel 2011 per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici nell’ambito del progetto “Patto Territoriale di Ragusa”. La società operante nel campo della fabbricazione di ricami e stampe gestita da un noto imprenditore ragusano, operante nel settore dell’abbigliamento sportivo, ha emesso fatture per prestazioni di servizio relative alla realizzazione di ricami e stampe. Gli accertamenti eseguiti dalla Compagnia hanno permesso di appurare che la società non solo non aveva personale specializzato all’utilizzo delle specifiche apparecchiature per l’esecuzione dei lavori di ricamo su abbigliamento sportivo ma che le macchine stesse erano state da tempo cedute ad altra società operante nel medesimo settore. I militari hanno accertato l’emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti pari ad 1.171.826,94 euro di cui oltre 195 mila euro di Iva evasa. I soggetti sono stati denunziati alla Procura e rischiano una pena da 18 mesi a sei anni.

Controlli in mare dei Carabinieri Un pescatore denunciato a piede libero

Giovedì mattina i Carabinieri della Motovedetta cc 813 “Di Bonaventura”, al termine dei controlli effettuati il 24 aprile scorso nelle acque prospicienti il porto di Pozzallo, hanno denunciato in stato di libertà un siracusano di 54 anni, comandante di una unità da pesca aretusea. I militari, dopo essere saliti a bordo del peschereccio, hanno rilevato che l’imbarcazione, munita di dotazioni di sicurezza antincendio scadute di validità, sarebbe stata priva delle condizioni di navigabilità previste dal Codice della Navigazione.

RAGUSA, ARRESTATI QUATTRO RUMENI

Arrestati dagli agenti della Sezione Volanti della Polizia quattro rumeni accusati di essersi introdotti all’interno di un’azienda per rubare del gasolio. E’ accaduto in contrada Serramontone, alle porte del capoluogo ibleo. In manette sono finiti Constantin Stancu, di 27 anni, Dragos Adrian Rache, di 24 anni, George Alexandru Tudoran, di 22 anni, e Ionel Barbu, di 30 anni, abitanti tra le campagne di Comiso e Pedalino. I quattro, secondo quanto accertato dagli agenti, nel tentativo di rubare il gasolio dell’azienda avrebbero danneggiato le telecamere della video sorveglianza e il distributore di carburante utilizzato dalla ditta per i propri mezzi di lavoro. L’episodio si è registrato alle ore 21.30 di mercoledì. Ad allertare la Polizia è stata una telefonata al “113” che segnalava un furto in atto presso una ditta in contrada Serramontone. Il personale delle Volanti, si recava sul posto e notava 5 persone che, vedendo arrivare i poliziotti, si davano a precipitosa fuga; gli stessi, dopo aver saltato la recinzione della struttura, si dileguavano tra i campi. Nelle vicinanze dell’azienda veniva recuperata l’autovettura utilizzata dagli autori del reato, all’interno della quale venivano rinvenuti degli arnesi atti allo scasso. Gli agenti, dopo aver sequestrato l’auto dei malviventi, al fine di far uscire allo scoperto le persone che si erano nascoste, fingevano di andare via e, invece, si appostavano in zona per attendere una mossa falsa dei fuggitivi. Dopo circa un’ora, sopraggiungeva una Fiat Marea S.W. che caricava a bordo Costantin Stancu (nella foto), Dragos Adrian Rache e George Alexandru Tudoran mentre poco dopo è stato fermato Ionel Barbu.

POZZALLO, DUE ARRESTI

I Carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Modica hanno arrestato per detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti due pozzallesi, Rosario Scolaro di 27 anni e Mery Salonia di 22 anni. Cinque le dosi di eroina sequestrate dai militari dell’Arma. I due giovani sono stati rinchiusi uno nel carcere di Modica, l’altra nel carcere di Ragusa.

Guida sotto l’effetto di droga, denunciato un giovane

La pattuglia Radiomobile dei Carabinieri della Compagnia di Modica ha denunciato per guida sotto l’effetto di droga un giovane ventunenne. Il giovane era alla guida di un’autovettura quando, in via Pietro Micca a Pozzallo, è stato sottoposto a controllo dai Carabinieri ed è risultato positivo al test in ospedale. Gli è stata ritirata la patente di guida e sequestrata l’auto.

LADRI IN AZIONE A IBLA

Nelle ultime settimane si è verificata una serie di furti a Ibla, tre dei quali denunciati alle forze dell’ordine, due alla Polizia e uno segnalato alla stazione locale dei Carabinieri. In occasione di quest’ultimo, in particolare, sono stati rubati anche dei gioielli. Altre denunce non sono state presentate, pur se si ha notizia nel quartiere barocco, di un aumento di questo tipo di crimine, riscontrato nell’ultimo mese. La spiegazione del mancato riscontro potrebbe essere questa: si è trattato solo di effrazioni nelle abitazioni, ma non sarebbe stato asportato nulla di valore, in quanto i proprietari degli appartamenti sono ritornati a casa, sventando di fatto i furti. I reati sono stati compiuti di giorno, soprattutto nelle ore mattutine, quando appunto i proprietari delle case erano al lavoro. Nulla di allarmante per i rappresentanti delle forze dell’ordine, anche perchè come accade sempre in questi casi, è difficile quantificare l’esatta entità del fenomeno, dal momento che non sempre, alla penetrazione di ladri all’interno di una casa, segue automaticamente la denuncia. “Chiediamo un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, anche di giorno. Negli ultimi tempi, molti residenti hanno la sensazione che ci sia una recrudescenza di furti nelle case”, spiega una delle vittime. “Il controllo del territorio è costante – spiega il commissario capo alla Questura di Ragusa, Antonino Ciavola – non ultimo, nell’ambito di uno dei servizi predisposti dal Questore Barboso e da me diretto, è venuta fuori la denuncia in stato di libertà di due donne nomadi, la cui presenza in via Stesicoro, ha insospettito gli agenti. Procedendo ad un controllo le donne sono risultate avere precedenti specifici e fra l’altro detenevano un grosso cacciavite. Detto ciò, non si può sostenere che la presenza di queste donne a Ragusa, provenienti dal campo nomadi di Catania, possa avere un collegamento con i furti che si sono verificati ad Ibla”. E’ importante comunque, se si individuano dei soggetti sospetti, inoltrare delle segnalazioni alle forze dell’ordine. “Infatti l’altra denuncia fatta negli ultimi giorni nei confronti di altri due individui sospetti, è venuta fuori da una segnalazione di un cittadino, il 20 aprile scorso” – precisa Ciavola.

Smaltimento degli eco-mostri, la Procura di Modica chiede sei rinvii a giudizio

A seguito delle indagini dirette dal sostituto procuratore Gaetano Scollo e coordinate dal procuratore Puleio, la Procura di Modica ha chiesto il rinvio a giudizio, per smaltimento di rifiuti, per sei persone che a vario titolo si sono occupate dello smaltimento dei resti degli eco-mostri, in contrada Treppiedi, demoliti il 4 settembre scorso. Dalle indagini è emerso che tutto il materiale prelevato coi camion dal sito della demolizione, non finiva in una discarica autorizzata ma in alcuni terreni in contrada Purromazza a Scicli. Qui, con delle pale meccaniche, venivano compattati e spianati “con grave pregiudizio non solo dell’ambiente, ma anche del paesaggio”.

Inchiesta sulla pedopornografia Assolto un 40enne comisano

Nel giugno del 2008 era rimasto coinvolto in una maxi operazione contro la pedopornografia, che ha preso le mosse da una segnalazione anonima che rivelava la divulgazione sul web di materiale pedopornografico; l’attività investigativa è stata compiuta dalla Polizia Giudiziaria di Trento. A distanza di quasi 4 anni dall’inchiesta – coordinata in loco dalla Procura della Repubblica di Ragusa – su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, l’imputato è stato assolto. Si tratta di un quarantenne comisano D.Z., difeso di fiducia dall’avvocato Sabina Scollo, accusato del reato previsto dal terzo comma dell’articolo 600 ter del Codice penale che punisce “chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza notizie o informazioni finalizzate all’adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 2.582 ad euro 51.645”. La sentenza è stata emessa dal Tribunale collegiale (presidente Andrea Reale, a latere Rosanna Scollo ed Eleonora Schininà) che ha tenuto in debita considerazione le indagini difensive condotte dall’avvocato Sabina Scollo, che hanno perfino convinto il Pm Monego, a chiedere l’assoluzione per mancanza di prove di colpevolezza.

 

Servizio anticrimine a Vittoria I carabinieri arrestano un incensurato

Un apprendista idraulico, incensurato, di 19 anni, Daniel Cavallo, è stato arrestato a Vittoria con l’accusa di detenere marijuana (in tutto 6 grammi e 23 semini) ai fini dello spaccio. Nel corso del servizio anticrimine dei militari sono stati deferiti in stato di libertà S.E., di 48 anni, pregiudicato, sorpreso alla guida di un’Ape che trasportava rifiuti ferrosi, sottoposto a sorveglianza speciale e M.V. comisano di 46 anni, commerciante trovato in possesso di 2 grammi di marijuana e di 47 cartucce calibro 22 per carabina. Deferiti in stato di libertà anche un trentenne tunisino, M.M., residente ad Acate, sorpreso alla guida di un’auto pur essendo sprovvisto di patente ed S.X., albanese di 31 anni, residente a Comiso, pregiudicato, che è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico e di un bastone di genere vietato

OVULI DI PLASTICA CON EROINA NELLO STOMACO, ARRESTATI DUE TUNISINI

Per la seconda volta nel giro di poche settimane la Polizia ha arrestato due soggetti di nazionalità tunisina, che avevano ingerito ovuli contenenti sostanze stupefacenti. In carcere con l’accusa di detenzione di droga ai fini dello spaccio, in concorso tra loro, sono finiti Iteb Mansour di 27 anni e il 23enne Semi Awa, entrambi dimoranti a Vittoria. I due magrebini erano stati fermati, domenica, da un posto di blocco in contrada Dicchiara, nel territorio ipparino. Gli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile di Ragusa hanno notato l’atteggiamento nervoso dei tunisini. Così i poliziotti hanno trasferito gli immigrati all’ospedale Civile di Ragusa, dove sono stati sottoposti ad esami radiografici che hanno subito rilevato la presenza dei corpi estranei di forma ovulare. I tre elementi sono stati recuperati: ciascuno di essi conteneva ben 35 grammi di eroina. Dopo gli accertamenti di rito i due magrebini sono stati tradotti nella casa circondariale di Ragusa, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, Claudia Maone. Il posto di blocco nel quale gli immigrati erano stati fermati era stato posizionato nel corso dell’attività investigativa programmata dal questore di Ragusa, Filippo Barboso, per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio ibleo

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