03-10-2022
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Vittoria, arrestato rumeno

Marin Vasile, 44enne romeno, è stato arrestato dai carabinieri. Sull’uomo pende una sentenza di condanna in carcere da scontare per una fattispecie di reato prevista dal codice penale rumeno. L’uomo non aveva ottemperato, nel suo Paese, agli obblighi di assistenza familiare nei confronti della propria famiglia in patria. Vasile è stato rintracciato e catturato dai Carabinieri di Vittoria. Ora si trova in carcere a Ragusa.

RAGUSA, CROLLO IN VIA RISORGIMENTO

Solo per un caso fortuito non si sono registrati feriti. La grossa paratia, la copertura in polistirolo espanso resina e metallo, si è distaccata dal muro perimetrale dell’ultimo piano di un immobile nella centralissima via Risorgimento. L’arteria, sempre intasata di auto e pedoni, in quel momento, per mero caso, era pressoché vuota. Un grosso boato poi il tonfo sulla strada: la struttura si è frantumata in mille pezzi. “Ho udito un rumore assordante – racconta un residente – mi sono accorto che era successo qualcosa di strano. Sulla strada giaceva un’enorme lastra che si era frantumata. La fortuna, anche questa volta, ha aiutato tutti”. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale che hanno verificato la messa in sicurezza del sito e la polizia municipale che ha chiuso l’arteria per più di due ore.

L’ESONDAZIONE DEL DIRILLO. Imprese agricole al collasso

Una volta aperte le paratie d’emergenza della diga Ragoleto è iniziato l’inferno per gli agricoltori delle contrade Dirillo, Monelli, Pezza di Fico e dintorni. Duecento aziende che ora rischiano di cessare la loro attività, perchè il raccolto è andato perduto, le strutture sono state parzialmente distrutte. Tutto è perduto, nelle campagne vicino al fiume esondato. L’incubo della notte fra sabato e domenica, è stato scatenato dall’enorme flusso di acqua che dalla diga, attraverso le paratie aperte, dal momento che nell’invaso era stato superato il livello di guardia, è confluito nel Dirillo, provocando lo straripamento dei canali e la conseguente rottura degli argini. Cinquanta operai e imprenditori che dormivano nei casolari annessi alle aziende agricole della zona, hanno rischiato la vita. Hanno rischiato di affogare nell’acqua e nel fango. I racconti sono drammatici. “Mi sono svegliato di notte, fortunatamente dovevo andare in bagno – racconta Antonio Buccheri, operaio, – e allora ho visto che c’era acqua nel pavimento, ho chiamato subito il mio collega che ancora dormiva, siamo usciti e abbiamo visto cosa stava accadendo fuori. Siamo subito scappati e abbiamo avvertito altri operai di aziende vicine, che altrimenti non si sarebbero accorti che l’acqua stava invadendo i campi aperti, le serre, le case”. Quando Antonio si è svegliato, l’acqua era alta già venti centimetri. Un’ora dopo, il livello dell’acqua aveva raggiunto un metro e cinquanta di altezza. Il rischio di affogare era serio, perchè la furia del fiume esondato, trascinava di tutto, pali e plastica scardinati dalle coperture degli impianti serricoli, travolti dall’onda, e ogni detrito che si trovava lungo il corso dei canali straripati. I campi di grano sembravano mare aperto, così le ampie distese di carciofeti e gli splendidi vigneti di questa zona: tutto è rimasto completamente sommerso dall’acqua. “Ho salvato i miei operai con l’escavatore – racconta l’imprenditore agricolo Vincenzo Buccheri – quando si erano già arrampicati sul tetto, li abbiamo raccolti con il trattore. Mai visto nulla del genere, nonostante questa non è la prima volta che il fiume straripa”. Due operai rumeni sono rimasti intrappolati nella casa vicina all’azienda, e sono stati salvati in extremis da un volontario, che li ha raggiunti tramite una canoa. Gli imprenditori di questa zona sono quasi tutti di Niscemi, agricoltori che si sono trapiantati da decenni in questa fertile area, proprio perchè vicina al fiume. Ma il fiume dà e il fiume toglie. “Solo che negli ultimi cinque anni la gestione della diga è diventata sempre più incerta, e il fiume di conseguenza ci ha creato molti più problemi – dice Vincenzo – . Come è possibile che nessuno ci ha avvertiti che le paratie erano state aperte?

Operazioni Tsunami ed Extratime, scattano dieci condanne

Dopo un’ora a mezza di camera di consiglio il Tribunale ha emesso la sentenza del processo col rito ordinario nato dalle operazioni antidroga Tsunami ed Extratime. Dieci le condanne e cinque le assoluzioni nel processo che vedeva alla sbarra quindici persone ritenute affiliate ad un’organizzazione criminale, riconducibile a Cosa nostra ed un gruppo ritenuto vicino alla “Stidda”, che secondo l’accusa gestivano il traffico di cocaina in provincia. Accolte quasi in toto le richieste del procuratore capo Carmelo Petralia anche se ci sono stati sconti rispetto alle richieste della pubblica accusa e due assoluzioni in più rispetto alle tre chieste dal Procuratore. Questo il dettaglio: 14 anni di reclusione (il Pm ne aveva chiesto 16 anni) per il presunto promotore, Filippo Alberti, 37 anni, difeso dall’avvocato Daniele Scrofani; 13 anni e 4 mesi, contro i 12 anni chiesti dall’accusa, per Emanuele Attardi, 34, (avvocato Santino Garufi); 10 anni di reclusione e 45 mila euro di multa (il Pm aveva chiesto 12 anni) per Carmelo Filia, 50, (avvocato Francesco Marchese); 9 anni ciascuno, contro i 12 chiesti dal Pm, per Luigi Marangio, 32 (avvocato Marco Greco); Ugo La Rocca, 34 (Santino Garufi); Walid Zoghlami 35, (avvocato Provvidenza Angelino); 5 anni di reclusione e 20 mila euro di multa (il Pm aveva chiesto 12 anni) per Karim Maghfour, 40 anni, difeso da Massimo Garofalo; 4 anni, la metà rispetto a quanto chiesto dall’accusa, per Jamel Jilani di 47 (avvocato Daniele Scrofani); 2 anni e 8 mesi, rispetto ai 4 anni chiesti dal Pm, per Rosario Magrì, 32 (avvocato Isabella Linguanti); 8 mesi, rispetto ai 3 anni chiesti da Petralia, per Mohamed Mamia, 35, (avvocato Maurizio Catalano), l’unico a beneficiare della pena sospesa. Marangio, Jilani e Zoghlami sfuggirono al blitz in quanto irreperibili o latitanti. Il Tribunale (presidente Salvatore Barracca, a latere Rosanna Scollo ed Eleonora Schininà) ha assolto con la formula il fatto non costituisce reato, Gaetano Abbate, 36 anni, difeso dall’avvocato Maurizio Catalano, così come chiesto dal Pm; Giovanna Brugnoli, 51, (avvocato Catalano), richiesta 4 anni; Valentino Di Bona, 26, (avvocati Rocco Di Dio e Mario Brancato), richiesta 9 anni; Maria Mendola, 47, e per Luigi Rotondo, 51, entrambi assistiti dall’avvocato Antonio Sarno; per cui aveva chiesto l’assoluzione anche il procuratore Petralia. Filia, Alberti, Attardi, La Rocca, Marangio e Zoglhlami, a cui è contestato il reato associativo, sono stati condannati anche all’interdizione perpetua dai Pubblici uffici, al ritiro della patente di guida per due anni e dopo l’espiazione della pena alla libertà vigilata per la durata di due anni; Maghfour all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e libertà vigilata per un anno; libertà vigilata per un anno dopo l’espiazione della pena anche per Jamel Jilani. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni. In questo periodo sono sospesi i termini di custodia cautelare.

Processo per l’omicidio del dj Giuseppe Licitra

Seconda udienza davanti al giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Ragusa nel processo col rito abbreviato per l’avvocato Francesco Scribano, 37 anni, accusato dell’omicidio di un suo cliente per una pratica di separazione, il dj di una radio privata, Giuseppe Licitra, 44 anni, avvenuto il 14 dicembre del 2010. Scribano, che ha presenziato all’udienza, è accusato di omicidio volontario. Dal 14 ottobre scorso si trova ai domiciliari su decisione del Tribunale della Libertà di Catania in sede di Appello. Lunedì mattina, davanti al Gup Claudio Maggioni l’avvocato Mirella Viscuso, del Foro di Catania, ha avanzato una richiesta di perizia collegiale dell’imputato ed ha prodotto numerosa documentazione tesa a provare lo stato di stress dell’imputato a causa delle continue richieste avanzata da Licitra relative alla causa di separazione dalla moglie che stava seguendo. I lavori sono stati quindi aggiornati al 28 maggio per la discussione. Intanto, dopo la concessione dei domiciliari, l’avvocato Santino Garufi ha rinunciato al mandato. A difendere l’imputato è cosi rimasto solo l’avvocato catanese. L’avvocato Garufi ha sostenuto per quasi un anno la difesa del collega presentando anche memorie scritte che hanno portato alla concessione dei domiciliari.

Tamponamento a Modica, ferito un novantenne

Un automobilista ultranovantenne di Modica è rimasto ferito, lunedì mattina, a seguito di un tamponamento avvenuto alla rotatoria tra la SS. 115 e la Sp. Modica-Giarratana. L’uomo. S.P., 93 anni, era alla guida della sua Fiat 500 quando è stato tamponato da un’autovettura Honda condotta da un modicano di 73 anni. La peggio, come si diceva, è toccata al primo che è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore dove i medici di turno l’hanno curato e poi dimesso con una prognosi di dieci giorni, salvo complicazioni. Sul posto è intervenuto il Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale per i rilievi del sinistro.

I carabinieri sventano un abigeato a Santa Croce Camerina

I carabinieri della Stazione di Santa Croce Camerina hanno sventato un abigeato ai danni di un’azienda agricola in contrada Malavita, di proprietà di un ragusano di 43 anni. In un posto di controllo, nella nottata di sabato, i militari hanno fermato un autocarro. Il conducente si è fermato, è sceso ed è scappato a piedi per le campagne circostanti. Sul camion c’erano sette vitelli di razza frisona, dal valore di circa seimila euro, rubati poco prima. I militari hanno denunciato, invece, nel corso di un altro controllo, un giovane pozzallese che non si era fermato all’alt.

DANNI DEL VENTO A RAGUSA. RIAPERTA LA SCUOLA RODARI

Gli alberi caduti nel cortile della scuola Rodari del capoluogo lunedì sono stati rimossi dai Vigili del fuoco. Lunedì la scuola di via De Nicola era stata chiusa per motivi di sicurezza ed è stata riaperta martedì. In particolare i forti venti di sabato e domenica hanno spezzato un grosso tronco che ostruiva l’ingresso dell’istituto, impedendo l’accesso all’immobile.

IL VENTO PROVOCA DANNI NEL CAPOLUOGO Distrutti muri e inferriate

Il vento ha provocato moltissimi danni anche nel capoluogo, soprattutto in via Achille Grandi, dove un lungo pezzo del muro di cinta che perimetra l’area esterna alla ditta Ancione Spa, è stato letteralmente sgretolato. Le pietre sono cadute sul marciapiede. Sempre in via Grandi, si è registrata la distruzione di un altro muro quello che delimita il cortile esterno della Svar Renault. Per questa ragione il tratto iniziale di via Grandi è stato quindi chiuso al traffico veicolare, nella doppia direzione di marcia. In via Mariano Rumor un’ampia barriera di ferro è caduta sulla carreggiata stradale. In molte altre strade del capoluogo la furia del vento ha scardinato inferriate di protezione, come nella via che delimita l’impianto sportivo di contrada Petrulli: alcune attrezzature di questo impianto sono state fortemente danneggiate e, fra queste, il grande materasso che è stato sbalzato via dalla sua sede. Anche nello stadio Aldo Campo il vento ha provocato danno, estirpando alcune panchine. In via Ecce Homo, un grosso masso, caduto da una casa di una palazzina dove è aperto un cantiere, ha sfondato il parabrezza di un’autovettura, fortunatamente solo parcheggiata e senza persone al suo interno. Sono stati chiusi inoltre per motivi di sicurezza i giardini pubblici. In particolare a Villa Margherita il forte vento ha buttato giù un albero secolare. Stessa sorte è toccata anche ad un albero all’interno del giardino della scuola materna di Via Aldo Moro. Chiuso al transito per diverse ore anche un tratto di viale Europa all’altezza dell’incrocio con via La Malfa per il pericolo di crollo dell’impianto semaforico che era stato disattivato dopo la realizzazione della rotatoria. Moltissime le strade bloccate parzialmente dalla presenza di cartelloni pubblicitari o di segnaletica, o di rami di alberi spezzati. Al comando provinciale dei Carabinieri, al comando dei Vigili urbani e alla Polizia municipale di Ragusa, solo sabato mattina sono pervenute almeno 600 fra telefonate di segnalazioni di pericolo o richieste di aiuto, da parte di cittadini. Alcune persone sono rimaste intrappolate in casa a causa di fili elettrici caduti all’interno delle abitazioni.

CICLONE IN PROVINCIA DANNI A SCICLI

E’ stata soprattutto la fascia costiera ad essere colpita dalla furia del vento. Nella città di Scicli si sono registrati danni nel quartiere San Giuseppe-Altobello dove è crollata una tettoia, in via Calvario, angolo via Croce. Alberi sulla sede stradale a Gerrantini, sulla vecchia provinciale Scicli-Sampieri, e in via Valdo a Cava D’Aliga, dove sono intervenute due squadre di protezione civile. Il Comune ha disposto la chiusura del cimitero: nel sito si sono registrati vari danni, a causa degli alberi divelti. Le operazioni di intervento sono state coordinate dal responsabile comunale della protezione civile. Ingenti, e in corso di quantificazione, i danni in agricoltura. Il vento ha scoperchiato numerosi impianti serricoli. A Playa Grande il ciclone ha quasi completamente scardinato la copertura dell’impianto di carburante.

DANNI PER IL MALTEMPO AGRICOLTURA IN GINOCCHIO

Danni incalcolabili alle strutture serricole lungo la fascia costiera. Raffiche di vento e piogge torrenziali hanno raso al suolo le serre, gli impianti arborei e le colture in pieno campo pronte per la raccolta. In molti casi sono andate distrutte anche le vie di accesso alle aziende agricole a causa di frane e smottamenti. “Siamo molto preoccupati – sottolinea il presidente della Confagricoltura ragusana, Sandro Gambuzza – perché questa nuova catastrofe si va ad aggiungere a quelle dei mesi scorsi: fermo dei trasporti, blocco di movimenti spontanei, aumento delle materie prime e dei carburanti, consumi fermi”. Il presidente Gambuzza sollecita le imprese che hanno subìto danni alle strutture ed alle produzioni a segnalarli all’Ispettorato provinciale agricoltura di Ragusa che ha già attivato idonee strutture di accertamento ed invoca un incontro regionale al fine di valutare la situazione ed individuare tutte le possibili iniziative di soccorso. A Santa Croce l’80 per cento degli impianti serricoli sono stati danneggiati. “Una vera mazzata dopo una stagione agraria molto difficile legata al problema dei prezzi – dice Guglielmo Occhipinti, portavoce gruppi acquisto -. Ora con i danni alle strutture è arrivato il colpo devastante”. Franca Iurato, candidata a sindaco di Santa Croce, chiede al governo della Regione il massimo sostegno. “Stiamo già contattando gli organismi regionali e comunali perché si attivino in tal senso – dice -. La nostra agricoltura in ginocchio deve avere la massima attenzione e il giusto sostegno per far fronte ai gravissimi danni causati da quest’ondata devastante di maltempo. Per fortuna la protezione civile ha avvisato in tempo di quanto stava accadendo ed ancora accadrà nelle prossime ore”.

Controllo straordinario dei carabinieri a Scicli

Tre persone denunciate e 27 contravvenzioni al Codice della strada elevate per un totale di oltre 1500 euro. A ciò si aggiungano 5 documenti di guida ritirati, 2 ciclomotori sottoposti a fermo amministrativo e 2 ragazzi segnalati alla Prefettura di Ragusa quali assuntori di sostanze stupefacenti. È questo il risultato del controllo straordinario del territorio eseguito negli ultimi 2 giorni dai Carabinieri della Compagnia di Modicai nel comune di Scicli. In particolare, nella notte tra mercoledì e giovedì, oltre 40 militari dell’Arma modicana, coadiuvati da due equipaggi della vicina Compagnia di Ragusa, hanno perlustrato l’intero territorio di Scicli e della frazione balneare di Donnalucata eseguendo posti di blocco sulle principali arterie stradali e sottoponendo a controllo oltre 200 persone. Oltre alla cinturazione urbana le pattuglie hanno perlustrato in lungo ed in largo le campagne al fine di prevenire quei reati di natura predatoria segnalati negli ultimi giorni da alcuni imprenditori operanti nel settore agricolo. Proprio grazie al tempestivo intervento di una pattuglia è stato possibile sventare un furto in una azienda specializzata nella vendita di fito farmaci di contrada Arizza.

L’ondata di maltempo, vigili del fuoco in azione

Dalle ore 20 di venerdì tutte le squadre operative del Comando e dei dipendenti distaccamenti sono impegnate per rispondere alle innumerevoli richieste di soccorso che pervengono alla sala operativa del 115, da enti e privati, per danni causati dal vento e dalla pioggia. Notevoli le richieste di intervento per alberi sulla sede stradale, tegole pericolante, pali pericolanti, pannelli pubblicitari pericolanti, canne fumarie pericolante, fili elettrici pericolanti, ribaltamento di muri sulla sede stradale, antenne pericolanti, tettoie pericolanti. Alcuni tratti di strada sono stati chiusi al traffico per la presenza di materiale lapideo e per il rischio di caduta di tegole. Alle numerose richieste di soccorso pervenute è stata data priorità a tutte gli interventi finalizzati a ridurre i pericoli per la pubblica incolumità: liberare le sedi stradali ostruite dalla caduta di lampioni di illuminazione pubblica, dai contenitori dei rifiuti solidi urbani, dai rami di alberi. Sino a sabato sera sette squadre dei vigili del fuoco hanno operato sul territorio provinciale, mentre i comuni hanno attivato i presidi territoriali. Alle ore 18 erano ancora tante le richieste non soddisfatte con tempestività perchè il vento e la pioggia hanno reso difficoltose le operazioni. Fino a sabato sera non si registrano danni alle persone.

I funerali di Stella

La furia del vento e la pioggia cadente, la nebbia, e gli alberi spezzati sulla via Nenni, hanno accompagnato l’entrata e l’uscita dalla chiesa San Giuseppe Artigiano, della bara con Stella Raineri. Un’amica di Stella, una delle tante presenti nella chiesa, gremita, nonostante il maltempo, non ha potuto fare a meno ricordare la furia della Natura, che è stata il contesto di questa triste giornata in cui la comunità ha dato l’addio alla ragazza. Il funerale di Stella Raineri, la ragazza di 24 anni, che all’alba del 9 marzo è morta sul colpo mentre a bordo della sua auto percorreva la strada 514, appena imboccata la rampa di ingresso sulla strada Ragusa -Mare, è stato sobrio e semplice. Anche Stella era una giovane dalla semplicità disarmante, una bellezza sobria, acqua e sapone, schietta. Don Salvatore Bertino ha celebrato la funzione religiosa. “Ogni morte ci pone tanti interrogativi, soprattutto quando la creatura che muore è così giovane – ha detto padre Bertino – e allora bisogna sempre ricordare che l’uomo muore nel momento in cui viene concepito nel grembo materno, nel momento preciso in cui entra nella dimensione del limite umano”. “Due giovani vite spezzate in soli due giorni”, ha commentato un vecchio, ricordando che il giorno prima della morte di Stella era morto anche un ragazzo di 17 anni.

ALLERTA METEO, SABATO SCUOLE CHIUSE A RAGUSA

Il Dipartimento regionale della Protezione Civile ha reso noto che nelle prossime 24 36 ore anche il territorio ibleo potrebbe essere interessato da una perturbazione con forti raffiche di vento e piogge intense. Pertanto il Centro comunale di Protezione Civile di Ragusa invita la popolazione ad osservare massima prudenza negli spostamenti sia a piedi che in auto. Il sindaco di Ragusa ha emesso un’ordinanza con la quale si dispone per sabato 10 marzo la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale. Il settore Pubblica Istruzione del Comune si è preoccupato di informare i dirigenti scolastici sull’ordinanza. A Comiso è stata dichiarata la fase di preallarme.

RAGUSA, INCIDENTE SULLA SP 25: MUORE UNA RAGAZZA DI 23 ANNI

Tragico incidente stradale all’alba di venerdì all’imbocco della strada provinciale 25, la Ragusa – mare. Una giovane di 23 anni, Priscilla Stella Raineri, ha perso la vita. La ragazza era alla guida di una Fiat Marea. Aveva appena imboccato la rampa di accesso alla Ragusa – mare, provenendo dalla
strada statale 514. Per cause ancora da chiarire, la vittima ha perso il controllo del mezzo che si è capovolto. Sulla dinamica sta lavorando la Polizia stradale, anche perchè la giovane viaggiava da sola e non sarà facile capire cosa sia realmente accaduto. Si può ipotizzare un colpo di sonno o un ingresso a velocità sostenuta, ma rimangono solo delle ipotesi. Sono stati alcuni automobilisti che passavano a lanciare l’allarme. Il sinistro è avvenuto poco prima delle cinque. Quando il medico del 118 è arrivato sul posto non ha potuto fare altro che accertare il decesso.

PROCESSO COPAI Altro rinvio a giudizio per Minardo

Accogliendo la richiesta del Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, il Gup Lucia De Bernardin, a conclusione dell’udienza preliminare di giovedì nel procedimento “Copai”, relativo ad ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione, estorsione ed altro, ha rinviato al giudizio del Tribunale collegiale di Modica diciassette persone. Tra queste anche il deputato regionale Riccardo Minardo. Gli altri che dovranno comparire dinanzi al giudice il prossimo 23 maggio sono: Giuseppe Barone, Nives Barone, Mario Barone, Maria Chessari, Giorgio Dimartino, Carmelo Emmolo, Angelo Giannì, Pietro Maienza, Giovanni Moncada, Raffaele Nifosì, Francesco Palumbo, Giuseppe Ruta, Rosaria Suizzo, Valerio Tidona, Nadia Zago e Giuseppe Zocco. Assolto Giovanni Calcaterra, accusato di favoreggiamento e di rivelazione di segreti inerenti ad un procedimento penale. Assolta pure Serena Minardo, che era stata accusata di concorso in malversazione aggravata. La donna è stata assolta per insufficienza di prove. Il Pubblico ministero aveva chiesto la condanna di Calcaterra a sei mesi di reclusione e aveva sollecitato l’assoluzione per insufficienza di prove per la Minardo.

Condannato e scarcerato il tunisino che deteneva droga

Condannato ad un anno di reclusione col rito direttissimo Fitouri Sokmani, 23 anni, tunisino, arrestato la scorsa settimana per detenzione di droga dai Carabinieri a Santa Croce Camerina. Il nordafricano è stato difeso dall’avvocato Francesco Vinciguerra. Sokmani è comparso davanti al giudice unico del Tribunale di Ragusa, Eleonora Schininà. Il magistrato ha dapprima convalidato l’arresto come richiesto dal Pm Federica Messina, quindi, ha ammesso l’indagato ai domiciliari, come chiesto dall’avvocato Vinciguerra, in attesa del direttissimo che si è svolto col rito abbreviato. L’accusa ha chiesto la condanna di Sokmani ad un anno e sei mesi di reclusione. Il giudice ha scarcerato l’imputato imponendogli solo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Resta in cella il romeno accusato di fabbricazione e detenzione di armi

Resta in cella in contrada Pendente il rumeno arrestato dai Carabinieri con l’accusa di fabbricazione e detenzione di armi. Secondo l’accusa avrebbe messo su un vero e proprio laboratorio artigianale di armi clandestine, dove assemblava pezzi di pistole giocattolo e parti di fucili perfettamente offensivi. Si tratta di Ionel Dobrin, romeno di 41 anni, bracciante agricolo, incensurato. Il provvedimento è stato adottato dal Gip del Tribunale Giovanni Giampiccolo dopo la convalida dell’arresto. L’indagato è stato difeso in carcere dall’avvocato Serena Pierini, sostituto processuale dell’avvocato Enrico Platania. A scoprire l’arsenale sono stati i carabinieri in contrada Pozzo Ribaudo dove lo straniero vive con la moglie. I militari dell’Arma hanno trovato due pistole a salve ex calibro 89 modificate con l’innesto di una canna in acciaio filettata, che serviva per inserirvi un silenziatore; una pistola a salve marca Valtro resa offensiva; una carabina ad aria compressa marca Norconia; un’altra carabina la cui canna e il cui calcio erano stati ridotti per renderla più facilmente occultabile e più potente.

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