30-11-2022
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Archivio della categoria: Cronaca

Controlli nell’Ipparino, scattano le denunce

Servizi di controlli del territorio ipparino da parte dei carabinieri. A Scoglitti sono stati denunciati un 37enne pluripregiudicato per guida senza patente (il titolo di guida gli era stato revocato) ed una 22enne rumena perchè trovata alla guida di un motorino risultato rubato. A Vittoria un sorvegliato speciale non è stato trovato in casa durante un controllo. Sempre a Vittoria un modicano di 37 anni, con precedenti, è stato denunciato per furto: nel parcheggio del supermercato “Le Dune” ha sottratto la borsa ad una signora: dentro c’erano 600 euro. Ad Acate denunciato un giovane tunisino: trasportava plastica dismessa dalle serre senza autorizzazione.

Controlli tra Scicli e Ispica, sei persone denunciate nel week end

Nell’ultimo week end 22 pattuglie della Compagnia di Modica si sono avvicendate in una serrata attività di controllo preventivo del territorio che ha riguardato i centri cittadini di Ispica e di Scicli. I carabinieri hanno sottoposto a controllo 141 persone e 97 autovetture denunciando in stato di libertà sei persone. In particolare, le pattuglie impegnate in attività di prevenzione del crimine ad Ispica, hanno denunciato in stato di libertà tre cittadini catanesi, tutti e tre pregiudicati, accusati di detenzione di strumenti di effrazione. Dopo essere stati fermati nel centro cittadino di Ispica mentre viaggiavano a bordo di una autovettura di proprietà di una società di autonoleggio catanese, i 3 sono stati sottoposti a perquisizione. I carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro una mazza, un piccone ed un cacciavite. Tre le persone denunciate a Scicli, due giovani sono stati trovati alla guida con un tasso alcolemico superiore al consentito. Un diciottenne, invece, guidava nonostante avesse fatto uso di droga.

Eseguita la condanna per Cirnigliaro

L’Ufficio esecuzioni penali della Procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Catania, ha emesso l’ordinanza di carcerazione nei confronti di Raffaele Cirnigliaro, vittoriese, pregiudicato 51enne. L’uomo deve scontare la pena residua di 3 anni e 10 mesi di reclusione, per i reati di estorsione continuata Raffaele Cirnigliaro operava a Vittoria per conto di una ditta ragusana. Secondo l’accusa avrebbe costretto alcuni cittadini albanesi a pagargli una tangente di 2500 euro per formalizzare un contratto di lavoro, peraltro fittizio, all’ufficio territoriale del Governo per il rilascio del permesso di soggiorno. Il pregiudicato è stato arrestato il 28 ottobre del 2011 e il 10 dicembre scarcerato. Le vittime sarebbero state una dozzina di cittadini albanesi.

FURTO AL FEMMINILE Arrestate tre donne a Scoglitti

Alle prime luci dell’alba di sabato mattina i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile delle Compagnia di Vittoria hanno arrestato le disoccupate Erika Campagnolo di 30 anni, pregiudicata, residente a Vittoria, Clarissa Cicero di 23 anni, incensurata, domiciliata a Comiso, Giuseppa Latino di 22 anni, incensurata, domiciliata a Vittoria, coniugata. Le donne sono state sorprese all’interno di un’abitazione di Scoglitti, ove si erano introdotte previa forzatura del cancello in ferro e della porta d’ingresso. Successivamente, a seguito di una perquisizione personale e dell’autovettura Renault “Clio” di proprietà della Cicero, con cui si erano portati sul posto, venivano rinvenuti all’interno del bagagliaio una tenaglia ed un giravite, usati poco prima per la commissione del reato. Le tre donne, dopo l’arresto, sono state tradotte dinnanzi al Tribunale di Ragusa – Sezione distaccata di Vittoria per la celebrazione del rito direttissimo nel corso del quale il Giudice, oltre a convalidare l’arresto, ha condannato le tre alla pena di 1 anno di reclusione con sospensione condizionale della pena, con onere per la Campagnolo di un risarcimento di 500 euro.


Incidente sulla Comiso-Chiaramonte

Due auto condotte da due comisani di 48 anni (prognosi di 7 e 5 giorni) si sono scontrate sulla Sp 7 alle 15,25 di sabato 6 ottobre.

Modica, quattro auto coinvolte in un tamponamento

Tamponamento a catena, venerdì mattina, in concomitanza con l’ingresso nelle scuole degli studenti, intorno alle 8,20, all’altezza del Viadotto Guerrieri, sulla SS. 115. Un tamponamento a catena che ha coinvolto quattro autovetture, una Toyota, una Mercedes, una Lancia e un’Audi che viaggiavano tutte in direzione Ragusa. Tutti gli occupanti i mezzi, quattro donne e una minore, G.G., G.S., L.S., M.C.R. e la ragazzina, V.B., sono state trasportate al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Modica. Dopo le cure i feriti sono stati dimessi con prognosi non superiori ai quindici giorni, ad eccezione di una di loro che è stata ricoverata in Chirurgia. Sul Viadotto Guerrieri è intervenuta la polizia locale che ha provveduto a deviare parte del traffico per il centro dove ci sono state code in Corso Umberto.

Furto in abitazione, arrestato gelese

La Polizia ha arrestato, a Scoglitti, Carmelo Palmieri, 47 anni, di Gela, per furto in abitazione. I poliziotti lo hanno visto mentre scavalcava il muro di cinta di una villa. Lo uomo ha detto di essere lì per raccogliere lumache, ma non c’era traccia di contenitori nè di “barbani”. C’erano invece arnesi atti allo scasso. Aveva portato via un cavo elettrico da 50 metri.


Droga, arrestato giovane calatino

Nella serata di venerdì i Carabinieri della Stazione di Comiso, nel corso di un mirato servizio per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato Davide Cambria, 36 anni, operaio, incensurato, di Caltagirone. E’ stato fermato in auto a Pedalino: aveva 120 grammi di marijuana nascosti nei pantaloni. In casa sua, appese nel sottoscala, piantine della stessa sostanza per un peso di 1,6 kg circa.


IL MUOS È SOTTO SEQUESTRO

A poche ore dal primo Corteo nazionale “No Muos” del 6 ottobre a Niscemi, è giunta la notizia del sequestro preventivo della area e degli impianti in costruzione del sistema satellitare di telecomunicazioni, gestito dalle forze armate Usa, per violazione delle prescrizioni fissate dal decreto istitutivo della Riserva naturale. L’impianto di contrada Ulmo si trova infatti all’interno della Riserva Naturale Orientata “Sughereta”, area di inedificabilità assoluta e Sito di Interesse Comunitario. Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura di Caltagirone, a conclusione di indagini avviate nel luglio del 2011. L’esecuzione del sequestro preventivo è stata affidata a Carabinieri e agenti di Polizia Municipale con l’ausilio dei Carabinieri della compagnia di Sigonella e del comandante del 41esimo stormo dell’Aeronautica Militare di stanza a Signonella. Al vaglio dell’autorità giudiziaria ci sarebbero anche altri aspetti della questione. Peppe Cannella, del Comitato di Base No Muos di Modica, dichiara: “La lotta dei giusti paga. Questo sequestro è uno schiaffo al governo Lombardo e all’Asr che in questi anni hanno permesso l’inverosimile sul Muos. I Comitati No Muos continueranno ad informare, denunciare, fare pressione. Il progetto Muos è marcio, pericoloso e devastante. Va fermato e basta”.

UCCISE IL PADRE, SCONTERA’ DIECI ANNI

Torna in carcere Corrado Moncada, condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania il 28 giugno del 2011 a 10 anni di reclusione per l’omicidio del padre Emanuele, 76enne, avvenuto nel 2009 a Modica. La corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso avanzato dai legali dell’uomo, confermando la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania, che aveva a sua volta riformato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Modica il 12 ottobre del 2010. L’omicidio avvenne il 22 agosto del 2009. L’anziano fu ucciso a colpi di spranga di ferro perché accusava il figlio di aver dilapidato i soldi della famiglia in “gratta e vinci”. Dopo il suo arresto, Moncada è rimasto nella casa circondariale di Modica per quasi due anni prima di essere affidato ad una comunità terapeutica agli arresti domiciliari. Dopo che la sentenza è passata in giudicato, con il definitivo pronunciamento della Corte di Cassazione, per l’uomo si sono nuovamente aperte le porte del carcere.


DONNAFUGATA MEZZA INGUAIATA L’ESPRESSO RACCONTA

Riportiamo un articolo apparso nell’ultimo numero del settimanale l’Espresso: “Un lussuoso albergo a 5 stelle con due campi da golf, spa, e suites realizzato alle porte di Ragusa, nel cuore del barocco siciliano. Costruito su un’area archeologica vincolata grazie anche a un sostanzioso contributo pubblico erogato da Sviluppo Italia. Si tratta del Donnafugata Golf e Resort, inaugurato due anni fa. Le violazioni, denunciate senza risultato negli anni scorsi agli uffici comunali e adesso all’esame della procura di Ragusa, emergono dalle carte di un arbitrato in corso tra il proprietario del fondo sul quale sono state realizzate le opere, Orazio Arezzo, e la società titolare della struttura, la . Dalle carte depositate da Arezzo spunta un altro interessante dettaglio: a ricevere l’incarico per curare a colpi di centinaia di migliaia di euro la parte esecutiva dell’operazione è stata la Proger spa, società di famiglia di Massimo Caputi (ma lui ha sempre sostenuto di essere uscito dalla società alla fine degli anni novanta) che nel 2004, come amministratore delegato di Sviluppo Italia, concesse i circa 20 milioni a fondo perduto per realizzare il resort”. Tele Nova tornerà a breve sull’argomento con una interessante inchiesta.

Angelo Di Natale: “I manifesti elettorali finora affissi sono tutti illegali”

Angelo Di Natale, candidato all’Ars nella lista Sel, denuncia il ritardo nella ripartizione degli spazi. “Tutti i manifesti elettorali comparsi a Modica e a Ragusa, sia quelli palesemente abusivi perché posti al di fuori degli spazi predisposti nelle apposite strutture, sia quelli collocati all’interno, sono stati affissi in violazione della legge e la loro permanenza, da molto tempo ormai, reitera una situazione di illegalità che chiama in causa non solo la responsabilità diretta dei partiti politici e dei loro candidati, ma anche quella delle istituzioni preposte. L’omissione di atti dovuti per legge da parte di tali istituzioni consente e favorisce – scrive Angelo Di Natale – questa totale e diffusa illegalità. Ai sensi della legge entro il trentesimo giorno precedente le elezioni (quindi entro il 28 settembre) le Giunte dei Comuni sono tenute ad installare, in ogni centro abitato con almeno 150 residenti, speciali spazi per la propaganda elettorale, e nei tre giorni successivi – nel nostro caso entro il primo ottobre scorso – a provvedere a delimitare gli spazi e a ripartirli in tante sezioni quante sono le liste. Nel caso in cui le Giunte non provvedano nei termini prescritti agli adempimenti, – scrive Angelo Di Natale – il prefetto nomina un suo commissario. Alla luce della normativa, e per giurisprudenza consolidata, qualunque manifesto apposto prima che gli spazi siano stati ripartiti in sezioni distintamente assegnate alle singole liste è affisso abusivamente ed in violazione della legge. Fino alla ripartizione nessuno infatti – ricorda Angelo Di Natale – ha titolo per occupare una sezione, anziché un’altra, dello spazio, anche perché appena esso risulta totalmente occupato, una lista o un candidato dovrebbero sovrapporre il loro manifesto a quello dei concorrenti. Una legge della giungla che offenderebbe lo spirito civile di una comunità e alla quale io – dice Angelo Di Natale – non sono disposto a sottostare. Nessun mio manifesto finora è visibile perché non sono disponibile a violare la legge, neanche se indotto dalla colpevole inadempienza di enti pubblici territoriali. Il sindaco di Modica e il commissario del Comune di Ragusa avevano, e a maggior ragione hanno ancora, il dovere fare rimuovere tutti i manifesti finora affissi, perché tutti, senza esclusione alcuna, illegali. In alcune realtà come quella del capoluogo è poi molto diffuso un sistema oscuro di condizionamenti e intimidazioni, un vero e proprio racket sull’attività materiale di affissione. Ho rappresentato tutto ciò alla Prefettura, – denuncia Angelo Di Natale – riservandomi di segnalare alle Procure di Modica e Ragusa i profili di rilevanza penale”.


Locali pubblici, controlli e sospensioni di licenze

Controlli della questura negli esercizi pubblici. Questi i risultati raggiunti: otto giorni di sospensione della licenza per trattenimenti danzanti per un locale di Sampieri (non era esposta la licenza e l’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande), otto giorni di sospensione dell’autorizzazione all’installazione di apparecchi di intrattenimento e svago in un esercizio di somministrazione a Vittoria (c’erano più macchinette da gioco di quante fossero autorizzate). A Modica, è stata fatta un’ordinanza di cessazione attività di piano bar.

I CAVALLI PASCOLAVANO IN MEZZO ALL’AMIANTO Denunciato agricoltore di Giarratana

I Carabinieri della Stazione di Giarratana hanno denunciato un imprenditore agricolo e sequestrato circa 1.500 metri quadri di terreno. I militari si sono presentati per una ispezione presso l’azienda agricola rappresentata da S.C., 44enne ragusano, al fine di verificare lo stato di salute degli animali. Il sopralluogo ha portato alla luce una situazione di grave degrado. Una ventina di cavalli stavano pascolando tra le carcasse di vecchi autoveicoli, tra i quali anche mezzi d’opera, pneumatici, materiali ferrosi vari e – soprattutto – pezzi di amianto. I militari hanno immediatamente provveduto a sottoporre a sequestro l’intera area. Il titolare della ditta è stato denunciato per omessa custodia e malgoverno di animali e per attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

RAGUSA, SGOMINATA BABY GANG

E’ stata la vicina di casa a far saltare il piano dei quattro sedicenni che volevano rubare alcuni computer in un edificio non abitato. E’ accaduto martedì sera, in centro storico. Protagonisti quattro ragazzi, uno dei quali è stato arrestato. Per i suoi giovani complici è scattata la denuncia. I quattro minorenni dopo aver pianificato il tutto presso la loro base operativa in Piazza San Giovanni, si sono recati nell’abitazione presa di mira. Tutti e quattro i giovani una volta arrivati davanti la porta di casa hanno provato ad entrare, con spallate e calci hanno sfondato porta. Avendo fatto parecchio rumore, una vicina di casa si è insopettita. E’ uscita sul balcone e sono fuggiti tutti via. Ci hanno riprovato più tardi. Dopo circa un’ora dal primo tentativo i giovani si sono incontrati nuovamente, ma questa volta hanno deciso di dividersi i compiti in modo ben preciso. Vista la vigilanza dei vicini, tre dei minori hanno fatto da palo, mentre il quarto è entrato dentro. Nel frattempo il cognato del proprietario della casa aveva messo un grosso lucchetto alla porta. Il ragazzo, però, riesce ad entrare, prende un computer, ma viene sorpreso proprio dal cognato del proprietario. Ha bloccato due ragazzi, mentre la polizia, allertata dalla figlia della vicina, si è messa alla ricerca degli altri due. Nell’arco di un’ora erano stati bloccati tutti e quattro. Il “capo” banda (così come dagli altri complici considerato), gestiva tutte le operazioni noncurante del fatto che appena 48 ore prima era stato condotto presso gli uffici della Questura in quanto responsabile del reato di furto aggravato di ciclomotore ed il tutto era stato ripreso da una telecamera. Il minore arrestato è stato condotto presso il centro per minori di Catania a disposizione della Procura dei Minori mentre i tre complici sono stati affidati ai genitori.

LITI PER L’EX FIDANZATO PER RITORSIONE LA RAPINA

Cosmina Mirela Bucataru, rumena di 36 anni, residente a Ragusa è stata arrestata dagli agenti del Commissariato del capoluogo perchè responsabile del reato di rapina. Nel tardo pomeriggio di martedì è arrivata una segnalazione per una lite in via Roma, nei pressi di via Garibaldi. Appena giunti sul posto gli agenti hanno appurato che non si era trattato di una lite, ma di una rapina in quanto la vittima, di origini rumene, era stata aggredita alle spalle, buttata a terra, picchiata e derubata del cellulare e del portafogli contenente i documenti e 20 euro circa. La vittima ha riferito agli agenti alcuni utili dettagli per risalire all’identità della donna che l’aveva rapinata. Difatti dopo pochi minuti, una delle Volanti impegnate nella ricerca ha bloccato la presunta rapinatrice, anch’ella rumena, in quanto le descrizioni corrispondevano alla perfezione, mentre stava per fare accesso al luogo di lavoro. Sottoposta a perquisizione personale, la donna è stata trovata in possesso della refurtiva rapinata: teneva il portafogli nella borsa ed il cellulare all’interno del reggiseno. Da successivi accertamenti è stato possibile appurare che la rapinatrice e la vittima avevano avuto in comune, ma in tempi diversi, lo stesso fidanzato. Da quanto appreso, la rapina è stata commessa per vendetta nei confronti della vittima che stava minando la serenità di un rapporto interpersonale.

Blitz dei carabinieri al Comune di Comiso Sequestrata la documentazione sulla gara per la gestione dell’aeroporto

Blitz nell’ambito dell’inchiesta, avviata dalla Procura di Ragusa, sull’affidamento della gestione dell’aeroporto alla società Soaco e le procedure di gara per l’individuazione del socio privato della società di gestione, con la cessione delle quote di maggioranza. I militari si sono recati anche alla sede di Soaco (in contrada Cannamellito, all’aeroporto di Comiso) e in uno studio notarile. L’indagine ipotizza il reato di turbata libertà degli incanti in concorso a carico di due soggetti identificati, più altri in corso di identificazione. I carabinieri hano sequestrato documenti oltre che nella sede della Soaco (Società Aeroporto di Comiso), presso la Sac di Catania (Società Aeroporto Catania), la Terra Nova Advisers srl di Milano e negli uffici di un professionista di Ispica. L’inchiesta ruota attorno alla sottoscrizione della maggioranza azionaria del capitale sociale della Soaco, aggiudicata dal raggruppamento temporaneo d’Impresa costituito dalla Sac e Interbanca Spa. Secondo gli inquirenti se i risultati dell’indagine dovessero confermare l’ipotesi accusatoria sarebbe a rischio l’aggiudicazione dell’appalto.

ARRESTATO VITTORIESE

Diventa definitiva la condanna a tre anni di reclusione ed alla multa di 800 euro oltre l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per Ignazio Rimmaudo di 31 anni, arrestato in flagranza di reato nel settembre 2010 per la rapina al Monte dei Paschi di Siena, in concorso con altri due. Era agli arresti domiciliari; ora è stato portato in carcere.

La Polizia passa al setaccio Comiso e Santa Croce

Nella giornata di mercoledì agenti del Commissariato di Polizia di Comiso e del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale hanno effettuato un’attività di controllo nelle zone di Santa Croce Camerina e Comiso. Sono stati impiegati 10 equipaggi di Polizia che hanno perlustrato le zone centrali dei due paesi. Durante l’attività sono stati controllati 59 persone, 31 autoveicoli, elevate 3 contravvenzioni al codice della strada ed un’auto è stata sequestrata per mancanza della prescritta copertura assicurativa. I controlli hanno poi interessato 15 persone ai domiciliari, 11 sorvegliati speciali di ps e 2 perquisizioni domiciliari.

Furto di uva, arrestato catanese

Insieme ad un altro complice era entrato in un terreno, a Roccazzo, portando via 800 chili di uva. E’ stato scoperto ed arrestato. Si tratta di Antonino Indaco, originario di Catania, di 32 anni. Di notte, durante un controllo sulla Ragusa – Catania, la Polstrada di Ragusa ha individuato una Fiat Tipo che si dirigeva verso il capoluogo etneo. Hanno seguito il mezzo, ma il conducente, alla vista dei poliziotti, ha accelerato tentando la fuga. La corsa è finita in una piazzola di sosta. Indaco è stato subito fermato, il suo complice, invece, è riuscito a fuggire a piedi per le campagne circostanti e a dileguarsi. L’uva era nell’auto: si tratta di prodotto pregiato perchè biologico come ha confermato il proprietario del terreno al quale è stata restituita la merce.

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